Torre Annunziata, tangenti su appalto adeguamento scuole, arrestato il capo dell’Ufficio Tecnico

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Il capo dello ufficio tecnico del Comune di Torre Annunziata (Napoli), N.A., di 63 anni è stato arrestato dalla Guardia di Finanza dopo aver ricevuto una tangente da 10mila euro da un imprenditore. La consegna della tangente è avvenuta ieri, nel giorno che ha visto l ‘imprenditore vincitore di un appalto di “somma urgenza” da 200mila euro, per l’adeguamento delle scuole in vista della prossima apertura di gennaio. L’ impresa si sarebbe dovuta occupare anche delle schermature anti-Covid nelle scuole.

Somma Vesuviana, il sindaco alla Giornata Solidale al Centro Pastorale “Don Tonino Bello”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana. Di Sarno: “Giornata Solidale vissuta oggi al Centro Pastorale “Don Tonino Bello” di San Giuseppe Vesuviano dove abbiamo preparato i pasti per gli ospiti della mensa”. Don Nicola De Sena: “E’ un segnale di speranza, un messaggio di comunione. Ricordiamoci di queste persone sempre e non solo a Natale”. “Oggi con il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, abbiamo partecipato alla giornata solidale presso la Caritas situata al Centro Pastorale “Don Tonino Bello”. Una giornata di condivisione grazie alla quale abbiamo potuto preparare i pasti per gli ospiti della mensa e lo abbiamo fatto in un giorno settimanale per trasmettere un messaggio chiaro: dobbiamo ricordarci di queste persone sempre e non solo a Natale”. Lo ha annunciato Don Nicola De Sena, parroco della San Michele Arcangelo di Somma Vesuviana. “Amo – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – ricordare le parole del nostro Vescovo, Mons. Francesco Marino : “ Dobbiamo scegliere di essere umili, cioè metterci al servizio gli uni degli altri, abbandonando le presunzioni e gli orgogli, le idee alte di noi stessi che non ci fanno aiutare chi abbiamo vicino, che ci fanno sempre credere troppo importanti per fare qualcosa gratuitamente a chi ce lo chiede”. Ecco penso che dobbiamo, soprattutto noi rappresentanti dello Stato, partire proprio dal mettere in pratica questo messaggio. Inoltre ringrazio la Caritas, la Croce Rossa, tutte le associazioni di volontariato che da sempre ma soprattutto ora sono in prima linea nel contrasto alla povertà sociale ed economica. Per me è stato importante dare notizia della partecipazione alla Giornata dopo e non prima nella speranza almeno di trasmettere un messaggio di vicinanza a tutti. E’ stata una giornata di condivisione con coloro i quali sono poveri economicamente ma ricchi sotto il profilo umano e caratteriale. A loro dico grazie di avermi dato l’opportunità di essere con voi”.

Napoli, mareggiata,Confesercenti chiede alla Regione lo stato di calamità naturale

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Riceviamo e pubblichiamo da Confesercenti   Il presidente Vincenzo Schiavo: «Il maltempo di stanotte dopo il Covid 19: attività in ginocchio, aperte linee di credito con tre banche, Governo e Camera di Commercio intervengano subito». La mareggiata di stanotte, con l’acqua che ha invaso il lungomare di Napoli, tra via Partenope, Piazza Vittoria e via Caracciolo, ha provocato gravi danni a tutte le attività commerciali della zona, specie ai ristoranti, ai quali la violenza dell’acqua ha distrutto tutti i dehors, devastando anche l’interno di diversi locali. A causa del maltempo gravi i danni subiti da altre attività anche in altre zone della regione. Ecco perché questa mattina il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo ha inviato una lettera alla Regione Campania (al presidente Vincenzo De Luca e agli assessori alle attività produttive Antonio Marchiello e al Turismo Felice Casucci) con richiesta di interventi urgenti e di dichiarazione di “stato di calamità naturale”. «L’ondata di maltempo che ha colpito la nostra Regione nella giornata di ieri ha provocato ingenti danni alle strutture commerciali e agli stabilimenti balneari. In considerazione della gravità di quanto accaduto – si legge nella missiva scritta da Vincenzo Schiavo –  che va ad aggiungersi alla nota situazione di emergenza creata dalla pandemia in atto da mesi e da decreti e ordinanze che costringono le medesime attività ad operare in situazioni di gravissima difficoltà, chiediamo che l’Amministrazione Regionale metta in atto tutte le procedure utili – in primis la richiesta di dichiarazione di stato di calamità ma anche forme di sostegno diretto – a dare aiuto alle attività economiche così gravemente colpite». Confesercenti Campania è vicina, in ogni senso, agli esercenti colpiti duramente anche dal maltempo, ed oltre ad aver espresso già stanotte solidarietà, chiede con forza l’intervento anche di altri Enti. «Insieme alla Fiepet (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici), siamo al fianco dei proprietari delle attività del Lungomare partenopeo. Chiediamo  –afferma Schiavo  – con forza che anche Governo e Camera di Commercio di Napoli, a cui abbiamo scritto stamane, sostengano gli esercenti del Lungomare partenopeo: non possono essere assolutamente lasciati soli, hanno perso tutto»Confesercenti Napoli e Campania però non si limitano a sollecitare aiuti finanziari e a pretendere risposte concrete e tempestive, portando avanti autonomamente iniziative di sostegno per i ristoratori del Lungomare. «Abbiamo già raggiunto un accordo con la Banca di Credito Cooperativo (BCC) di Napoli: insieme a Confesercenti Campania apriremo una linea di credito a favore di tutti gli esercenti colpiti dal maltempo di stanotte. E sono in dirittura d’arrivo intese anche con altri due istituti di credito. Nello specifico – conclude Vincenzo Schiavo –  Confesercenti, grazie all’intervento di Commerfin, di cui sono presidente, si farà carico degli interessi da pagare alle banche, attivando un plafond di 500mila euro. E’ una delle misure che adotteremo, Confesercenti e Fiepet sono al fianco delle aziende, non faremo mancare la nostra presenza oggi e in futuro».

Pollena Trocchia, oltre un quintale di “bionde”nell’armadio: arrestata 46enne

I carabinieri della tenenza di Cercola hanno arrestato per contrabbando di  bionde  una 46enne di Pollena Trocchia. Durante una perquisizione domiciliare è stata trovata in possesso di 125 kg di sigarette di contrabbando. Le “bionde”, nascoste in un doppiofondo ricavato nell’armadio della camera da letto, erano tutte di marchi esteri, prive del sigillo dei monopoli di Stato. La donna, Antonella Scudo,  è stata sottoposta ai domiciliari in attesa di giudizio.

Ottaviano/San Giuseppe Vesuviano, controlli a tappeto: raffiche di denunce e sequestri

I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, insieme a quelli del Reggimento Campania e del Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Napoli, hanno effettuato un servizio coordinato di controllo straordinario del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli nei comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano.   A Ottaviano, i militari della locale stazione hanno arrestato un 44enne, in quanto trovato in possesso di circa 20 grammi di cocaina, in parte già suddivisi in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente. La droga era stata occultata dietro uno specchio, mentre nella cucina vi era tutto il necessario per il confezionamento. Alcune dosi erano già state approntate e nascoste dentro una confezione di comuni aspirine. Gli stessi militari hanno arrestato un  39enne, trovato in possesso di materiale pirotecnico illegale, per un peso complessivo di 1,5 kg. Diverse “cipolle” dall’elevato potenziale offensivo sono state rinvenute all’interno di uno scatolone nell’abitazione dell’uomo che deteneva anche 8 grammi di marijuana, in alcuni barattoli per alimenti. Nella camera da letto dell’abitazione di un 53enne, i militari della Stazione di San Giuseppe Vesuviano hanno rinvenuto diversi bossoli, privi di ogiva, di cui una parte di fabbricazione militare. Per l’uomo è scattata la denuncia a piede libero. Gli stessi militari, nel corso di diversi posti di controllo effettuati sul territorio, hanno individuato e denunciato un 47enne, liberato vigilato, sorpreso in auto con un altro pregiudicato, in violazione della misura restrittiva a lui imposta. Nel corso del servizio sono state elevate 7 violazioni alla normativa anti-contagio a carico di persone sorprese senza i prescritti dispositivi di protezione individuale nonché in assembramento non consentito.

Pomigliano D’arco, aveva derubato una donna del suo portafogli: arrestato 25enne

I carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco e della sezione operativa di Castello di Cisterna hanno arrestato per rapina un  25enne di Castello di Cisterna già noto alle forze dell’ordine. Ha avvicinato una donna in strada e sotto minaccia le ha sottratto il portafogli al cui interno erano conservati 50 euro.  La vittima ha immediatamente allertato il 112 fornendo ai carabinieri una descrizione del rapinatore e del suo abbigliamento. Grazie al coordinamento delle pattuglie sul territorio, i militari hanno rintracciato  Felice Scotto e lo hanno bloccato. Poco prima aveva nascosto il portafogli dietro la ruota di un’auto in sosta. In manette è stato ristretto in camera di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida. Recuperata e restituita la refurtiva.

San Giuseppe Vesuviano, Territorio e cultura: intervista ad Attilio Giordano

Da anni va conducendo una capillare ricerca volta ad analizzare la storia locale, cercando non solo di approfondire la conoscenza delle tradizioni, ma anche di raccontare la sua città attraverso le bellezze storico – artistiche del suo paese. Il Dott. Attilio Giordano nasce a Napoli nel 1972, ma vive da sempre a San Giuseppe Vesuviano. Dopo aver compiuto gli studi superiori presso il liceo classico Armando Diaz di Ottaviano, si laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli nel 1998. Prosegue l’attività di farmacista, ereditata dal padre Aldo e da suo nonno Armando: una tradizione poco interrotta durante la storia familiare. Da anni va conducendo una capillare ricerca volta ad analizzare la storia locale, cercando non solo di approfondire la conoscenza delle tradizioni, ma anche di raccontare la sua città attraverso le bellezze storico – artistiche del suo paese. Il suo scopo principale è quello di riuscire a trasmettere nelle nuove generazioni ciò che ha rappresentato il suo territorio nella più grande storia del Regno di Napoli.   Quanto ha rappresentato la figura di suo padre per la comunità? “Non posso fare a meno di ricordare la figura di mio padre Aldo e ciò che ha rappresentato la sua farmacia di San Giuseppe Vesuviano con la sua valente direzione: ad un certo punto non era più una farmacia,  bensì un ricettacolo di artisti e professionisti. L’accoglienza nel suo studio era riservata a personaggi di spicco del panorama culturale del paese: il prof. Luigi Iroso, lo scultore Peppe Capasso, il prof. Mario Dura, l’editore Franco Di Mauro, il poeta Franco Capasso, il prof. Raffaele Urraro e tanti altri. Legatissimo a mio padre, più di tutti,  era il prof. Luigi Iroso. C’era tra loro un trait d’union, un fil rouge che era l’amore per la nostra storia e nello specifico per quella di San Giuseppe Vesuviano, con tutte le sue vicissitudini e i personaggi che l’avevano resa grande. Ricordo la meraviglia e l’entusiasmo di mio padre quando il prof. Iroso arrivava in farmacia e gli raccontava gli aneddoti in merito alla figura di Michele Giordano, padre del matematico Annibale Giordano (1769 – 1835), medico al servizio della corte di Ferdinando IV, sia dei Principi de’ Medici di Ottajano, sindaco di Ottaviano. A quel punto non si parlava più di amore per la nostra terra, ma il tutto diventava un fatto di coscienza, un impulso, una voce del sangue che richiamava da lontano”. Che cosa ha rappresentato la biblioteca locale per  la famiglia Giordano? “A riguardo, penso ad una notizia di pochi giorni fa sollevata dalla politica locale in riferimento alla destinazione dei volumi della biblioteca di San Giuseppe Vesuviano. Si è scoperto, poi, che giacciono ancora oggi in scatoloni di carta fatiscenti nei locali del Primo Circolo Didattico, da poco chiuso per inagibilità. Ebbene quella biblioteca locale fu fondata nell’ottobre del 1922 da un gruppo di giovani con a capo il Dott. Armando Giordano, mio nonno, il quale donò alla nascente istituzione circa duecento volumi. Nell’ottobre del 1926, la biblioteca passò alle dipendenze del Municipio, che si impegnò a non solo a garantire un sussidio annuo di lire 1.500, ma anche a lasciare invariato il nome con la sola aggiunta dell’aggettivo “comunale”. Il Municipio, altresì, lasciò immutati anche i nomi dei membri del Comitato d’onore. Tanti furono i componenti e numerosi i benefattori, tra cui ricordiamo: Benedetto Croce, Roberto Bracco, Filippo Abignente, Michele Castelli, E.A. Mario, e tanti altri illustri nomi del panorama nazionale. Il 29 settembre del 1943, San Giuseppe Vesuviano pagò il tributo più alto con  i tremendi bombardamenti alleati e la morte del parroco locale, Padre Gino Ceschelli, barbaramente trucidato dai soldati tedeschi. La biblioteca fu data alle fiamme con tutto ciò che conteneva e distrutta. Si dovette aspettare il 14 luglio del 1954 per vedere l’allora sindaco Domenico Ragosta affidare, ancora una volta, al Dott. Armando Giordano l’incarico di direttore della nuova biblioteca, senza che alcun onere gravasse sulle casse comunali. All’epoca, anche mio padre Aldo donò diversi volumi alla biblioteca”. Come vede la cultura in questo momento? “La cultura deve essere prima resistenza e poi impegno civile. Costretti alla resa dall’indifferenza, assistiamo oggi al declino della cultura locale. Oltre alla biblioteca di San Giuseppe Vesuviano, c’è l’indecoroso spettacolo dell’Archivio storico del  Municipio di Ottaviano, i cui volumi, a tutt’oggi, non si sa che fine abbiano fatto. A riguardo, ebbi il piacere di annoverare tra i miei insegnanti, al Liceo Diaz, il prof. Carmine Cimmino docente  di latino, greco e storia e profondo studioso della storia di Ottaviano. Comunque, ritornando a ciò che dicevo, verrebbe da dire sic transit gloria mundi, ma per fortuna non è sempre così; basti guardare l’Archivio storico cittadino Giorgio Cocozza del Municipio di Somma Vesuviana per apprendere dalla pagina istituzionale che prima del 2005 “versava in un desolante stato di precarietà”, fino a quando alcune persone, mosse dall’amore per la cultura, ne decisero la rinascita. Oggi è il fiore all’occhiello della comunità sommese”.   Quali sono gli eventi più significativi legati ai suoi ricordi? “Personalmente, in collaborazione col Dirigente scolastico dott. Biagio Cimini, mi resi promotore dell’intitolazione al matematico Annibale Giordano dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale di San Giuseppe Vesuviano. L’evento del 18 dicembre del 2004 vide la partecipazione del Procuratore Generale della Repubblica Dott. Vincenzo Galgano, di S.E. il Vescovo di Nola Monsignor Beniamino Depalma, dell’Onorevole Stefano Caldoro, dell’On. Sergio Cola e, infine,  del Sen. Antonio Iervolino. Il 20 novembre del 2019 organizzai una giornata commemorativa per i 250 anni della nascita del matematico, saldando in questo modo il debito di riconoscenza che la cittadina vesuviana aveva nei confronti di questo uomo, costretto per i suoi ideali a morire in terra straniera e a subire l’onta della damnatio memoriae ad opera del camaleontico Luigi de Medici. La giornata celebrativa, all’epoca, coinvolse l’intera popolazione scolastica e vide l’inaugurazione di una lapide commemorativa in Piazza Garibaldi ed un convegno pomeridiano di alto spessore culturale. Tutto ciò a testimonianza dell’impegno sano e del coinvolgimento  della parte sana della nostra società”. Dove nasce la sua passione per la storia borbonica? “La mia passione nasce in relazione alla dignità e al rispetto della nostra terra. La loro è una storia lunga solo 130 anni, da Carlo a Francesco II. Una storia, purtroppo, manipolata. Detesto, oltretutto, quel revanscismo storico del periodo borbonico che aborro, quella cultura della superficialità, quell’arroganza che porta le persone ad esprimere giudizi del tutto infondati, anche in consessi pubblici. Per questo motivo, mi sono avvicinato all’Ordine Costantiniano di San Giorgio, ramo spagnolo, ed attualmente sono il delegato della sezione di San Michele Arcangelo di Ottajano del Real Circolo Francesco II di Borbone. La nostra missione è la promozione della cultura non distorta dell’antica patria napolitana, la riscoperta della storia del Regno delle Due Sicilie, dei valori identitari di questa antichissima e nobile nazione, del suo patrimonio culturale e della cultura cristiana”. Che cosa vuole dire ai giovani? “I giovani hanno bisogno di storia! Devono a tutti i costi essere avvicinati alla storia locale e, soprattutto, imparare ad amare il proprio territorio, inteso come un insieme di costumi e tradizioni. A loro toccherà la guida della futura classe dirigente. Spero che ciò avvenga con quella marcia in più, ma, soprattutto, con quella sensibilità che ultimamente  manca nei palazzi municipali del nostro territorio”.  

Covid-19, nell’area nolana in calo i numeri dei positivi

Con l’arrivo delle festività natalizie, la scelta di rendere tutta l’Italia zona rossa ha fatto molto discutere, ma i risultati non sono tardati ad arrivare. Una stima in alcuni dei comuni dell’area nolana mostra una situazione in netto miglioramento, con numeri di positivi al Covid al di sotto della soglia 100, fatta eccezione per Marigliano. Nel mese di dicembre si è assistito ad un nuovo lockdown, sicuramente meno restrittivo di quello a cui tutti siamo stati costretti nel periodo marzo-aprile, ma capace di lasciare il segno allo stesso modo. Una misura necessaria secondo il governo per limitare il diffondersi dell’epidemia in quel periodo dell’anno in cui maggiormente ci si riunisce per festeggiare insieme e scambiarsi gli auguri tra amici e parenti. Una manovra drastica che ha le sue note dolenti, specie considerando l’economia nostrana ormai in ginocchio, ma spiragli di luce si iniziano ad intravedere sul territorio nolano. Numeri in netto miglioramento emergono dagli ormai consueti bollettini che le singole amministrazioni comunali rilasciano con periodicità, a dimostrazione del fatto che la nuova stretta sulla nazione ha avuto delle conseguenze positive per il Paese. Nel comune di Nola, infatti, si contano 45 positivi divisi fra: 24 in zona Nola centro, 15 a Piazzolla, 6 a Polvica, mentre 41 sono attualmente i cittadini in sorveglianza sanitaria. Nel comune di Saviano, invece, si contano 21 positivi con sole 5 persone in sorveglianza sanitaria. In netto miglioramento anche i comuni di Tufino e Casamarciano, il primo con soli 2 positivi e 5 cittadini in isolamento, mentre il secondo con 2 soggetti ancora positivi e altri 2 in isolamento. Sono 32 i positivi nel comune di Cimitile, mentre a Camposano si contano solo 9 positivi. A poche ore fa risale una comunicazione diffusa dal sindaco Edoardo Serpico di Scisciano: «Si comunica che, al momento, 15 cittadini residenti nel nostro comune risultano positivi al coronavirus, a cui vanno aggiunti 12 ospiti di una struttura per anziani. La curva dei contagi è in discesa e tra le più basse dell’intera regione in proporzione alla popolazione residente. Ciononostante si raccomanda di continuare ad osservare tutte le norme di prevenzione igienico-sanitarie, di distanziamento ed il corretto uso dei dispositivi di protezione individuale. Insieme ce la faremo!» Situazione ben più critica si presenta a Marigliano, dove il primo cittadino Peppe Jossa comunica: «Il bollettino Covid 19 della città di Marigliano vede la situazione sempre stabile con 113 casi attivi e un numero di nuovi positivi e guariti simile. Purtroppo la tendenza leggermente in crescita riscontrata negli ultimi giorni è stata individuata da parte delle autorità sanitarie in due cluster specifici che riguardano contesti familiari dove bisogna avere estremo senso di responsabilità. Per questo vi ricordo sempre di avere massima attenzione e rispetto delle regole. Grazie». Segnali di miglioramento in ogni comune se si pensa che appena due mesi fa erano stati toccati picchi altissimi di contagi, superando addirittura i 600 nel comune di Nola. Ognuno, però, deve tenere alta l’attenzione senza sottovalutare il pericolo di incorrere in una terza ondata anche peggiore delle prime due.

Casamarciano, palloncini in volo per le vittime del Covid: l’iniziativa di Capodanno 

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Casamarciano.
Nessuna lanterna quest’anno ma palloncini al cielo nel pomeriggio del 31 dicembre, dopo il tradizionale Te Deum delle 18, per ricordare chi non ce l’ha fatta, sconfitto dal Covid.
Il comune di Casamarciano ricorda con palloncini bianchi le vittime della pandemia. Tre nello specifico i cittadini uccisi dal virus a cui l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Carmela de Stefano, dedicherà il pomeriggio di San Silvestro.
Una cerimonia sobria a cui prenderà parte anche il parroco della chiesa di San Clemente, don Marco Napolitano, nel segno dei sentimenti cristiani.
I palloncini saranno posizionati sugli abeti (da cui prenderanno il volo) che il comune ha posizionato, per questo Natale, in piazza Umberto I, nelle 40 moggia, in località Schiava e nella Gescal.
“Guardiamo al nuovo anno con fiducia senza, però, dimenticare chi non ce l’ha fatta, ucciso da questo terribile virus – spiega l’assessore alle politiche sociali Angelo Piscitelli – un gesto di amicizia ma soprattutto di vicinanza alle famiglie colpite negli affetti più cari dalla pandemia ed a cui questa amministrazione riserverà tutto il sostegno possibile. Noi ci siamo e ci saremo sempre”.
Non solo solidarietà. Anche attenzioni per i più piccoli in queste festività con “la messa dei bambini” che sarà celebrata il 6 gennaio, nel giorno dell’epifania. L’appuntamento è alle 9.30 nella parrocchia di San Clemente ed al termine della funzione sarà consegnata una calza a tutti i bambini presenti. Per consentire ai bambini la massima partecipazione (l’ingresso è riservato a 40 persone secondo le disposizioni anti covid) il parroco ha raccomandato la presenza di un solo genitore a bambino come accompagnatore.
“Un modo per riscoprire il significato dell’epifania che, nel vocabolario cristiano, ha un valore ben preciso – dichiara l’assessore alla pubblica istruzione Antonella Appierto – ma anche un’occasione per stare accanto ai bambini, tra le fasce più colpite negli ultimi mesi a cui va insegnata l’importanza di sentirsi parte integrante di una comunità. E quello del 6 gennaio è solo l’inizio di un percorso che porteremo avanti anche in futuro”.
“Salutiamo il 2020 nel ricordo di chi non c’è più ed iniziamo il nuovo anno volgendo lo sguardo ai più piccoli – aggiunge il sindaco Carmela de Stefano – quest’anno non ci sarà il solito lancio delle lanterne che avrebbe inevitabilmente comportato piccoli assembramenti severamente vietati. Come vietati sono anche botti e petardi. Invitiamo tutti alla riflessione ed alla condivisione di quest’ultimo scorcio dell’anno in modo intimo riscoprendo la fede che è in ognuno di noi rivolgendo un pensiero o un preghiera per chi non c’è più. Siamo responsabili e guardiamo al 2021 con ottimismo”.

Campania, covid, il 7 gennaio riapertura graduale delle scuole a seconda della curva dei contagi

 L’ Assessore regionale all’Istruzione: “Il 7 gennaio riprenderemo con le prime e le seconde elementari, poi valuteremo la curva dei contagi, ricominceremo lo screening degli alunni e avvieremo una riapertura graduale”   Il 7 gennaio riprenderemo con le prime e le seconde elementari, poi valuteremo la curva dei contagi, ricominceremo lo screening degli alunni e avvieremo una riapertura graduale”. Così Lucia Fortini, assessore all’istruzione della Regione Campania, traccia all’ANSA la road map per il rientro a scuola a inizio 2021, che prevede piccoli passi scaglionati che saranno analizzati dall’Unità di crisi regionale prima di essere attuati. “E’ un percorso condiviso – spiega Fortini – anche con le parti sociali e infatti mercoledì ho una riunione con i sindacati per fare il punto prima della riunione con l’Unità di crisi nei primi gironi dell’anno nuovo. Porterò un mio percorso che prevede dall’11 gennaio la riapertura di tutte le classi della scuola primaria, poi dal lunedì successivo, il 18 gennaio, tutte e tre le classi della secondaria di primo grado e dal lunedì 25 la secondaria di secondo grado”.