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C’è un detto che dice “anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno”, per indicare che anche per casualità si riuscirà in qualcosa in sporadiche situazioni. Il Napoli è un orologio rotto, che a stento segna l’ora 1 volta al giorno.

 

 

Il dramma del Napoli continua a Bergamo, è il peggior momento della sua storia recente. Gli azzurri non si rialzano, Napoli confuso, fuori fase, fuori posizione, sempre in ritardo, si illumina solo per la qualità dei suoi. Nel primo tempo alza la testa solo per 10 minuti, per il resto è dominato, è inerte, è fortunato a non soccombere. Nella seconda frazione subisce, si rialza, ma subisce ancora lo strapotere avversario. E’ una dura sconfitta, un 4 – 2 che testimonia pienamente lo stato di questa squadra. Il Napoli ha palesato una difficoltà nel gioco, nell’uscire dalla difesa e connettersi agevolmente con gli attaccanti. Molto spesso è sembrato che non vi fosse collante tra i reparti, troppo spesso Osimhen è stato lasciato solo, in preda alla difesa avversaria. Il Napoli è sfasato come un orologio rotto, sempre in ritardo, i giocatori si trovavano sempre nelle posizioni sbagliate, come birilli, mentre gli atalantini scambiavano agevolmente per perforare la difesa azzurra. Ancora, come in coppa, come una lama nel burro. Problemi in fase difensiva, ma anche nel mero reparto difensivo. Non si può sempre dimenticare l’uomo sul lato debole, Di Lorenzo lo ha fatto ancora, facendosi attrarre dalla palla e non badando all’uomo alle sue spalle. Non si può far saltare Rui su Zapata. A tratti gli avversari sembravano in 111, gli azzurri erano 5 gatti spaventati in mezzo al campo. Eppure il Napoli riesce ad agguantare gli avversari sull’1-1, grazie ad un cross millimetrico di Politano e un gran gol al volo di Zielinski. La qualità di alcuni uomini è innegabile. Ma gli errori fioccano, dopo il gol di Gosens, Bakayoko regala un gol a Muriel. Che fai Bakayoko! Il Napoli accorcia su autorete, ma non basta, Romero chiude i giochi.

Il gioco non c’è, il gruppo è malato, l’allenatore ha la sua gran fetta di colpe, ora basta. Non è più accettabile. Il Napoli va in silenzio stampa, ma la sensazione è che non si possa fare più nulla per questa squadra. Anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, il Napoli è una triste eccezione.