Somma Vesuviana, in progetto una biblioteca per non vedenti

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma.

Somma Vesuviana sarà il primo paese ad avere una biblioteca anche per i ragazzi non vedenti. “Ripartire dalla cultura, dalle politiche sociali e giovanili” le parole del primo cittadino Salvatore di Sarno. Dunque Covid permettendo sarà istituito un luogo di cultura e aggregazione per i giovani.

D’Avino : (Ass. Politiche Sociali) : “A Somma Vesuviana la Biblioteca per ragazzi non vedenti! Siamo pronti, attendiamo che il Covid lo consenta. In Biblioteca potranno scambiarsi pensieri e letture, tutti insieme”.

Di Sarno: “È Dante che nell’ultimo verso del XXXIV dell’Inferno ci aiuta a riveder le stelle, in segno di speranza, con l’ausilio della lingua italiana e della Letteratura”.  il sindaco legge Dante!

“Somma Vesuviana unico paese che avrà una biblioteca per ragazzi non vedenti. Un progetto sul quale stiamo coinvolgendo anche le associazioni interessate e portato avanti dall’Assessorato alle Politiche Sociali. Dunque il rilancio arriverà proprio dalla cultura. I ragazzi dopo il Covid avranno bisogno di luoghi di aggregazione che non debbano essere per forza piazze e strade, ma anche luoghi di cultura. Avremo una Biblioteca per ragazzi ma soprattutto una Biblioteca per ragazzi non vedenti”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel giorno di Dante.

Poche ore fa il primo cittadino, proprio nei locali della Biblioteca Comunale, chiusa al pubblico in questa fase emergenziale, ha voluto registrare un video – messaggio, leggendo anche i versi conclusivi del XXXIV Canto dell’Inferno, quando Dante sta per lasciare l’Inferno per entrare nel Purgatorio. 

“Salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle, che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle.” Dante e Virgilio lasciano l’Inferno per entrare nel Purgatorio – ha ricordato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – e credo che si debba ripartire dalla cultura, dalle politiche sociali e giovanili perché siamo ad un passo proprio da quella visione così ottimistica di Dante”.

Dunque  luogo di aggregazione sociale. 

Questo Assessorato sta lavorando ad un progetto ambizioso: Biblioteca per ragazzi! Ora ci siamoha affermato Sergio D’Avino, Assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Somma Vesuviana – e si tratta di un progetto innovativo, grazie al lavoro dei Servizi Sociali, della dirigente Iolanda Marrazzo. Avremo a Somma Vesuviana la Biblioteca per ragazzi non vedenti che potranno incontrarsi con tutti gli altri. È praticamente tutto pronto ma partiremo appena il Covid lo consentirà. In Biblioteca ragazzi non vedenti e ragazzi vedenti saranno insieme per leggere, incontrarsi, condividere pensieri ed emozioni. Stiamo lavorando ad una città inclusiva, piano, piano, ma vogliamo riuscirci!”.

Covid, coordinamento genitori per la DAD: “Il Governo intraprenda scelte giuste e sicure per tutti”

Riceviamo e pubblichiamo dal coordinamento genitori per la DAD

 

 Il Coordinamento genitori, nel rispetto delle norme anti contagio, vuole  sensibilizzare il governo e le istituzioni affinché facciano le scelte più giuste e sicure per tutti. Scuole a distanza fin quando la situazione dei contagi non migliorerà.

Come sempre accade in Italia, chi più fa rumore più viene ascoltato ma ciò non vuole dire NECESSARIAMENTE che sia nel giusto. Si, perché per tanti che fanno rumore ce ne sono molti altri che in silenzio e soprattutto NEL RISPETTO DELLE NORMATIVE cercano di far valere i propri diritti e perorare le proprie cause! Ed è questa la linea dei genitori “SIDAD”, sensibilizzare il governo e le istituzioni affinché facciano le scelte più giuste e sicure per tutti.
Ma come dicevamo prima, chi fa più rumore sembra aver più ascolto! E questo sta accadendo sotto gli occhi dell’opinione pubblica, un comportamento vergognoso e irresponsabile! I famosi genitori “nodad” scendono in piazza come si evince qui https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cr onaca/21_marzo_23/napoli-protesta-no-dad- piazza-anche-showgirl-veronica-maya-maria- mazza-5da51260-8bd5-11eb-8c53-88200c4ad896.shtml e qui
https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/m anifestazione-scuola-21-marzo-2021.html per citare solo le ultime in ordine di tempo. E poi ci sono le varie prime donne che sulla base di dati empirici e magari per gusto di popolarità si fregiano di bei discorsi e grandi parole sul diritto allo studio, al ritorno alla normalità, senza pensare che da un anno, ormai, sono solo dei mantra ripetuti per lobotomizzare una certa parte dell opinione pubblica.
Dalle varianti in poi è tutto ancora in dubbio: diritto alla vita, allo studio e alla normalità. Si paventa il rientro in sicurezza, si sbandierano i famosi protocolli anti contagio di tutte le istituzioni scolastiche. Ci si sganascia a urlare che solo in Italia le scuole chiudono (intanto in Germania il lockdown duro è una concreta realtà).
Ma dove e cosa è stato fatto da un anno e mezzo per consentire al mondo della scuola di operare in sicurezza? Dove sono i potenziamenti dei trasporti? Come si distanziato gli allievi? Se il famoso metro dalle rime buccali è qualcosa da sempre esistito (consideriamo i parametri relativi alla sicurezza nelle scuole già utilizzate epoca pre-pandemica) abbiamo aule in più che consentano di dimezzare gli alunni?abbiamo Lim in ogni aula e in ogni edificio scolastico per realizzare la DDI in caso di contagi e di quarantene?
Diciamocelo tutta! Il Covid ha fatto emergere le ATAVICHE CRITICITÀ di un mondo – quello della scuola – da sempre martoriato!
E ora? Basta scendere in piazza a gridare il diritto allo studio per fingere che tutto sia normale. Nulla lo è! NON È NORMALE -e nemmeno LEGALE- scendere in piazza a manifestare quando ci sono decreti anti assembramento! NON È NORMALE mandare allo sbaraglio i propri figli con la DIP e rischiare la loro incolumità, minandone la salute proprio quando le nuove varianti Covid attaccano proprio di più i ragazzini!
NON È NORMALE e non basta fingere e pensare che tutto vada bene perché lo sia davvero!

La gente ancora continua a morire, la campagna vaccinale procede tra alti e bassi e soprattutto NON TUTELA dal contagiare gli altri ma garantisce la sola personale immunità.
Quindi a gran voce chiediamo che le scuole CONTINUINO A DISTANZA fino a quando la situazione dei contagi non lo consentirà, ma soprattutto fino a quando QUESTO GOVERNO non realizzi CONCRETAMENTE CIÒ CHE DAVVERO possa consentire lo svolgimento in sicurezza delle lezioni in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado.

(FONTE FOTO:VOGLIOINSEGNARE.IT)

Pomigliano, piano casa: sequestri a quota 250. Indagati parenti di boss e politici (foto)

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Gli ultimi sigilli apposti dalla polizia municipale su tre palazzi hanno fatto emergere nomi eccellenti e intrecci inquietanti con i clan  

  Figli, nipoti e compagni di merende di boss della camorra e poi consiglieri comunali, politici e amministratori pubblici, imprenditori “borderline”.  A giudicare dai personaggi coinvolti e dalle dimensioni della frenetica attività edilizia, anche in piena pandemia, sorge il sospetto che la legge regionale sul piano casa più che un’opportunità per le famiglie in cerca di alloggi sia la ghiotta occasione di un ennesimo sacco edilizio dei signori del mattone. Speculatori che, grazie alla legge appena citata e all’ “amichevole collaborazione” degli uffici comunali, da alcuni anni stanno radendo al suolo quel che resta dei centri storici delle municipalità dell’area metropolitana partenopea. Obiettivo: costruire nuovi palazzoni in stile “americano” zeppi di appartamenti, a volte anche accanto a chiese e conventi secolari. E’ quello che è successo e che sta capitando ancora a Pomigliano d’Arco, 40mila abitanti intruppati in una più che satura fettuccia di territorio, quindici chilometri a oriente di Napoli. Qui Luigi Maiello, un coraggioso colonnello della polizia municipale, si sta contrapponendo a quelle che lui stesso definisce “una serie impressionante di palesi irregolarità nel rilascio delle licenze edilizie chieste e ottenute dai costruttori in base alle modifiche apportate nel 2011 alla legge regionale “piano casa”, una legge risalente al 2009”. Nel frattempo proprio in questi giorni, grazie alle indagini di Maiello, il tribunale di Nola ha sequestrato a Pomigliano altri 50 appartamenti in costruzione giudicati illegittimi. 50 appartamenti che si aggiungono ai circa 200 sequestrati tra ottobre e febbraio. Gli ultimi alloggi sigillati sono contenuti in tre palazzi sorti in zona A, il centro storico, da sempre area off limits alle attività edilizie ma dove la modifica del piano casa può dare il via alla cementificazione attraverso l’abbattimento e la ricostruzione di manufatti vetusti, ma a particolari condizioni. Dall’ inchiesta sono spuntati nomi “eccellenti”. Il primo edificio finito nella lista nera e sigillato qualche giorno fa, nel tratto finale di corso Umberto, è intestato alla figlia e nipote di due boss di Pomigliano, uno dei quali è scomparso anni fa. Il secondo palazzo, in via Semola, è di un costruttore al quale è già stato sequestrato un cantiere sorto al posto del più antico cinematografo della città. Il terzo, in via Capitano, risulta della madre ottantenne di un noto politico e amministratore della vicina Casalnuovo. Nelle scorse settimane da queste parti sono stati sequestrati altri palazzi, alcuni dei quali intestati a un ex consigliere comunale di maggioranza e ai parenti di un importante imprenditore locale della grande distribuzione commerciale. Ora risultano indagati per una serie di reati che vanno dall’abusivismo edilizio al falso. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato anche gli ultimi tre sequestri, dando ancora una volta ragione al colonnello Maiello. Gli inquirenti battono sempre sullo stesso chiodo: “A Pomigliano molte licenze edilizie, alcune delle quali concesse poco prima delle elezioni comunali e regionali dello scorso anno, sono state truccate”. Si parla di gravi omissioni, di documenti taroccati, di volumetrie incredibilmente gonfiate. “Con la scusa della legge regionale sul piano casa – aggiungono – hanno praticamente fatto della città carne da macello, violando ogni norma”. Si calcola che sulla base dell’interpretazione dello strumento urbanistico campano soltanto a Pomigliano siano stati realizzati negli ultimi cinque anni circa 500 appartamenti. Prezzo medio di mercato: 300mila euro.

L’Italia candidata a sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua del 2024

Riceviamo e pubblichiamo dal Rotary International Club di Ottaviano.

 

Nel giorno di Dante l’Italia candidata al Decimo Forum Mondiale dell’Acqua. Aqua Fons Vitae alle ore 20:15 sulla pagina social del Rotary International Club di Ottaviano.

Martini (geologo – Presidente di Italy Water Forum 2024 comitato promotore candidatura Italia): “Il territorio vuole Italia Decimo Forum Mondiale dell’Acqua, vuole Italy Water Forum 2024”.

Soccodato (Chair of Advisory Board) : “Un Forum, diverso, dal basso, equo, sostenibile, inclusivo, italiano! L’inclusione e la partecipazione politica al Forum Ufficiale del Contro Forum saranno caldamente incoraggiati, durante tutto il lavoro preparatorio che ci attende”.

Il Rotary International Club di Ottaviano aderisce e sostiene pienamente la candidatura dell’Italia a sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua. Il Rotary sta lavorando con molta costanza sul tema della sostenibilità coinvolgendo le scuole della Campania, con campagne di sensibilizzazione in piena sinergia anche con la Società Italiana di Geologia Ambientale, che ringraziamo”. Lo ha annunciato l’architetto Nunzia Ragosta, Presidente del Rotary Club di Ottaviano

E domani “Aqua Fons Vitae – L’Italia verso il Forum Mondiale del 2024”, diretta WeBinar alle ore 20:15 sulla pagina social del Rotary di Ottaviano (NA).

Interverranno: Nunzia Ragosta (Presidente Rotary club Ottaviano). A seguire la visione del Trailer il grande film dell’acqua “Il Bacio Azzurro” di Pino Tordiglione – Enrico Tordiglione.

Al termine gli interventi di Antonello Fiore (Presidente SIGEA), Fabio Luino del CNR – IRPI, di Vincenzo Piccione(Componente comitato scientifico IRSSAT – Istituto di ricerca sviluppo e sperimentazione sull’ambiente ed il territorio). 

Si entrerà nel vivo in prima serata, diretta sul tema : “Verso il Forum Mondiale dell’Acqua – Firenze, Assisi con Roma candidati” di  Francesca Grecodell’International Water Politics Analyst e  Filippo M. Soccordato Chair of Advisory Board e di Endro Martini(Presidente Comitato Promotore, ATS per il Forum Mondiale Acqua 2024). 

“Nel giorno di Dante, domani iniziava il cammino ultraterreno della Divina Commedia, illustreremo il perché l’Italia sia la Nazione che possa ospitare il Decimo Forum Mondiale dell’Acqua. La Quaestio de aqua et terra è opera in latino di Dante Alighieri.

L’Italia vuole il Forum 2024 e lo stiamo notando in queste ore con il fermento che c’è all’indomani della notizia della candidatura. Ed il nostro è il Paese che ha 7500 km di coste, geoparchi – ha annunciato in questi minuti Endro Martini, geologo e Presidente Nazionale di Italy Water Forum 2024, il Comitato promotore – 1200 fiumi e siamo la culla del Rinascimento.  Siamo nella short list delle nazioni  finaliste che sarà valutata dal comitato tecnico del The World Water Council che è l’organismo deputato all’assegnazione della sede del Forum Mondiale dell’Acqua. L’Italia concorre per ospitare il World Water Forum 2024.  Dunque ora è necessario che avvenga il passaggio più importante per giocarci bene questa finale e portare così il Forum in Italia per la prima volta.  E’ la natura che ci dice come gestire l’acqua. Dobbiamo progettare il presente per un futuro sostenibile e durevole: serve un cambiamento globale.

Siamo in viaggio dunque verso il Green Deal Europeo, siamo in viaggio per accogliere in Italia il Forum Mondiale dell’Acqua come luogo di tutti, senza esclusioni”.

L’Italia c’è dunque e punta ad un Forum Mondiale dell’Acqua innovativo, di rottura, in grado di riunire anche tutti i rappresentanti delle religioni e Capi di Stato.

Un Forum dal basso, equo, sostenibile – ha affermato Filippo Maria Soccodato Chair of Advisory Board –  inclusivo, italiano. I contenuti politici del Forum proposto dall’Italia saranno assolutamente innovativi: parità di genere e partecipazione. L’inclusione e la partecipazione politica al Forum Ufficiale del Contro Forum saranno caldamente incoraggiati, durante tutto il lavoro preparatorio che ci attende. L’inclusione non sarà qui una parola vuota: sarà vero e proprio protagonismo. Tutte le conferenze, i panel, la comunicazione e addirittura la logistica verranno improntate al concetto che UNESCO e ONU già chiamano “gender transformative approach” : si passerà dalla cosiddetta inclusione di genere alla effettiva partecipazione e gestione del Forum da parte delle donne e degli uomini, per le donne e per gli uomini,  in modo non solo egalitario ma anche equo. Altro punto di rottura e, se vogliamo, rinascimento, che l’Italia porterà al Forum Mondiale a cui ci candidiamo, sarà la nostra intenzione di attivare la partecipazione del Controforum e di tutte le associazioni cosiddette “grassroots” , rappresentanti cioè  dei cittadini, delle ONG sui territori. Oltre alle tradizionali ONG internazionali che hanno sempre partecipato al Forum, verranno chiamati a dire la loro e a proporre panel anche le eccellenze italiane della tradizione associazionistica e politica legate al tema acqua. Un forum di rottura, quindi, di rinascimento, di politica dal basso, dei cittadini, delle donne, delle comunità, un Forum dal basso, equo, sostenibile, inclusivo”.  

Costituita l’Associazione Temporanea di Scopo “Italy Water Forum 2024”, per la candidatura dell’Italia a sede del X FORUM MONDIALE DELL’ACQUA:

Presidente il geologo, Endro Martini e ne fanno parte il Sacro Convento di Assisi, il Comune di Firenze, Comune di Assisi, Consiglio Nazionale dei Geologi, ISPRA, Protezione Civile Nazionale , Istituto Nazionale di Urbanistica, Comune di Ferrara, Associazione Nazionale delle Bonifiche e Irrigazioni, Rotary International Club di Ottaviano, Meteo Giuliacci, Skopìa srl, Cae srl, Agronomist World Academy Foundation, Iat srl , Water Right and Energy Foundation, Triumph Group International e Centro Studi Alta Scuola dell’Umbria, istituto specializzato nella manutenzione e valorizzazione dei centri storici e del quale fanno parte Regione Umbria, Comune di Orvieto, Comune di Assisi, Comune di Todi che è stato l’animatore di questo progetto. L’elenco però si sta allungando.

Madonna dell’Arco, per il secondo anno il Lunedì dei fujenti fermato dal Covid

padre Alessio Romano, rettore del Santuario di Madonna dell’Arco
Il rettore del Santuario, padre Alessio Romano, si rivolge ai devoti facendo appello al senso di responsabilità. Dunque, anche il 570esimo pellegrinaggio al Santuario di Madonna dell’Arco per il Lunedì’ in Albis sarà soltanto «virtuale».  Intanto, di comune accordo con le autorità, per scongiurare comportamenti sprovveduti, il Santuario resterà chiuso da venerdì a martedì 6 aprile. Ed oggi, 25 marzo, si ricorda il quarto miracolo della Vergine dell’Arco, quello delle stelle.   «Carissimi devoti della Madonna dell’Arco, il protrarsi dell’emergenza Coronavirus ci chiama tutti ad un grande senso di responsabilità al quale nessuno di noi può sottrarsi. È ancora lontano il ritorno ad una vita normale che ci permetta di poter svolgere in serenità e tranquillità tutte le nostre attività sia religiose che civili. La prudenza ancora una volta ci impone di non poter svolgere il tradizionale Pellegrinaggio del Lunedì in Albis. Siamo tutti responsabili gli uni degli altri. Ed è questo grande senso di responsabilità e di affetto reciproco che ci spinge ancora una volta a dover rinunciare anche quest’anno al tradizionale pellegrinaggio. È impossibile, oltreché imprudente, pensare che centinaia di migliaia di persone possano mettersi in cammino e ritrovarsi qui al Santuario per rendere omaggio alla nostra Mamma dell’Arco. Il pericolo di nuovi focolai è ancora troppo alto e nessuno di noi deve mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri. Tuttavia, siamo grati per quei periodi dell’anno in cui ci è concesso, come singoli pellegrini, di recarci al Santuario per pregare la Madonna e sciogliere il nostro voto di gratitudine a Lei» – scrive il priore Padre Alessio Romano, rivolgendosi ai fedeli. Intanto, di comune accordo con le autorità religiose, civili e militari competenti, onde evitare pericolose situazioni e comportamenti sprovveduti, sarà chiuso alla devozione dei fedeli dal 2 al 6 aprile 2021. «Anche quest’anno – aggiunge padre Alessio –  vivremo insieme quella notte tramite una diretta sulla pagina facebook del Santuario, in modo da poterci sentire vicini e rivolgere insieme la nostra preghiera a Maria». Lo scorso anno, durante il primo lockdown, le views delle celebrazioni in diretta dalla pagina facebook «Santuario di Madonna dell’Arco» sforarono i centomila contatti. Nel frattempo oggi, in Santuario, si ricorda il quarto miracolo, quello delle Stelle, prodigioso evento per il quale oggi, ad abbellire l’immagine della Vergine, sono poste dodici stelle sul vetro che ne regge le corone. Accadde il 25 marzo 1675 quando, al tramonto, un religioso del convento pregava dinanzi all’immagine di Maria e, alzando gli occhi, vide risplendere sotto la lividura della guancia, emblema del primo miracolo, un colore d’oro e sfavillare piccole stelle. Temendo un’allucinazione, chiamò il sagrestano e poi il Priore del tempo, padre Giuseppe Rosella, entrambi confermarono l’evento. Avvisato il Vescovo di Nola, monsignor Filippo Cesarino, mentre si manteneva il riserbo, fu il Monsignore a ordinare che la notizia fosse divulgata, per non ostacolare la gioia dei fedeli. L’accaduto fu documentato un anno dopo dinanzi ad un pubblico notaio non prima che avessero constatato l’episodio il Vicerè, il Nunzio della Santa Sede, i consultori del Santo ufficio e l’arcivescovo Orsini che più tardi divenne Papa Benedetto XIII.    

Con “La barca di Dante” Delacroix apre la stagione della pittura romantica

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Nel “giorno di Dante” ci piace ricordare che Delacroix (1798 – 1863) aprì la stagione della pittura romantica con un quadro dedicato al “divino poeta”, “La barca di Dante” (cm. 189 x 246, 1822). Il tema del quadro è tratto dai canti dell’Inferno  (VII e VIII) che Dante dedica agli iracondi (e agli accidiosi). Le ragioni dell’ammirazione per l’autore della “Divina Commedia”. La tecnica innovativa di Delacroix, studiata anche da Renoir.     Per raggiungere la “città di Dite” Dante e Virgilio attraversano sulla barca condotta da Flegias la palude “che ha nome Stige”. Nella palude sono immerse le “fangose genti” degli iracondi che sfogano la loro ira percuotendosi con ogni parte del corpo e “troncandosi co’ denti a brano a brano” (Inferno, VII, 113). Nel fondo della palude, “fitti nel limo”, ci sono gli accidiosi, la cui presenza si nota solo dal “pullular” della superficie dell’acqua, mossa dai loro sospiri. Tra gli iracondi c’è Filippo Argenti, che Dante riconosce, sebbene sia “lordo tutto”, e che chiama “spirito maledetto”, provocando la reazione del dannato che si aggrappa al bordo della barca. Ma Virgilio lo respinge, “via costà con gli altri cani”(VIII, 42), e subito dopo gli altri dannati, “le fangose genti”, fanno “strazio” del “fiorentino spirito bizzarro” che “in se medesmo si volvea co’ denti”: Dante assiste soddisfatto allo scempio di Filippo, ringraziando Dio. L’accidia degli altri peccatori dello Stige, quelli che sono “fitti nel limo”, è un misto di indolenza, di tiepidezza d’animo e di negligenza, un misto che non solo ha impedito a questi miseri di percorrere le vie del bene, ma li ha abituati a celare in fondo al cuore il rancore che essi provavano verso chi, in vita, proprio approfittando della loro “assenza”, ha occupato gli spazi del potere e la “scena” sociale. In realtà, più che un peccato “cristiano”, l’accidia di cui si parla in questi canti è un “vizio”, diciamo così, civico, che gli scrittori latini avevano proposto all’attenzione del poeta. Delacroix presentò “La barca di Dante” al Salon del 1822, il primo a cui egli partecipava – nel ’22 egli aveva 24 anni – e, secondo gli studiosi, aprì definitivamente, con questo quadro, la stagione della pittura romantica, già avviata tre anni prima dalla “Zattera della Medusa” di Géricault. Géricault e Delacroix capirono che la battaglia contro la pittura accademica e neoclassica bisognava combatterla con quadri che rappresentassero l’intensità dei sentimenti e l’esplodere delle passioni, con scene estreme, in cui anche i soggetti storici venivano “trattati” con un vigoroso realismo, come se fossero “momenti” della vita quotidiana. La “Barca di Dante” nacque dalla convergenza di queste intenzioni, e dalla volontà di rendere omaggio, attraverso Dante, alla civiltà medioevale, che i neoclassici non avevano amato e che invece fu importante fonte di ispirazione per tutta la pittura romantica. In questo quadro, la contorsione dei corpi dei dannati è teatrale – e di “infimo teatro” parlarono i critici ostili a Delacroix- :  l’ocra scuro della pelle di alcuni di essi è teatrale riferimento al fango che, secondo Dante, imbrattava gli iracondi fino a renderli irriconoscibili. Dante porta il tradizionale copricapo rosso, Virgilio la corona di alloro, e Flegias sta di spalle, nudo sotto il manto azzurro. Le pieghe dei panni dei tre indicano le linee di lettura dell’opera e, nello stesso tempo, contribuiscono a dare, insieme alle fiamme che vengono su dalla città di Dite, la suggestione di un movimento irrefrenabile, come irrefrenabile è l’ira dei dannati. Il vortice degli impulsi che scuotono l’acqua, i corpi, il buio dello sfondo è una scelta chiaramente e, polemicamente, antiaccademica. E tuttavia Delacroix era uno che frequentava assiduamente i musei e studiava le opere dei grandi del passato: dai quadri di Rubens prese l’idea di dipingere le gocce d’acqua sui corpi degli iracondi segnando, a punta di pennello, macchie bianche, gialle, rosse e verdi. La pittura olandese del ‘600 e Velàzquez  lo convinsero a usare colori brillanti, a rafforzare i contrasti ( la tunica di Dante e quella di Virgilio), a dar luce anche alle ombre ( per esempio, sui corpi dei dannati), e soprattutto, ad affiancare ai colori primari – il rosso, il blu e il giallo – i complementari creati mescolando gli altri due: i suoi rossi sono sempre “sostenuti” dal verde, che si ottiene dal blu e dal giallo, e la tecnica  del pittore di coordinare, anche nei toni, i rossi e i verdi, i blu e l’arancione, divenne una lezione per tutta la pittura dell’Ottocento. Renoir passava molte ore, nei musei parigini, davanti ai quadri di Delacroix: studiava la variazione delle pennellate, intense e cariche di colore nei primi piani, e sfumate nel fondo; il gioco delle velature di azzurro chiaro, di viola e di vermiglione sulle “rotondità” del corpo femminile; l’abilità nello stendere colori freschi su colori già asciutti, conservando intatto il gioco delle trasparenze. Dunque, Delacroix ebbe il merito di aprire alla realtà gli spazi della pittura: sapeva che molti lo avrebbero attaccato, anche aspramente. Ma lui scrisse nel suo diario che per chi fa polemica con il passato “la forza più grande è essere audaci”. E Dante gli confermava la profonda e drammatica verità di questo principio.  

Somma Vesuviana, Villa Augustea, Rianna :”Locali in comodato d’uso gratuito alla missione archeologica”

Il consigliere Salvatore Rianna
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Consigliere Salvatore Rianna.

Il consigliere di opposizione Salvatore Rianna ha inoltrato al Sindaco e all’Assessore al Patrimonio una articolata proposta volta alla concessione di locali in comodato d’uso gratuito da concedere alla missione archeologica italo – giapponese.

Di seguito le dichiarazioni del consigliere Rianna: “Il sito archeologico Villa Augustea è fondamentale per il rilancio del territorio e la missione italo – nipponica, con un prezioso lavoro che ha avuto ed ha risonanza a livello internazionale, riprenderà a breve gli scavi senza avere, a tutt’oggi, a disposizione locali idonei ove conservare i reperti già esaminati e catalogati, nonché quelli che potranno emergere in futuro”. Nel Question Time proposto da Rianna il 5 febbraio scorso, alla richiesta di comprendere come l’Amministrazione avesse intenzione di valorizzare la Villa e intraprendere iniziative affinché Somma Vesuviana fosse inclusa negli itinerari di “Procida 2022 – Capitale della Cultura”, così come annunciato in pompa magna con proclami ufficiali, non giunsero risposte esaurienti né soddisfacenti. “Aldilà dei proclami, ci si dovrebbe occupare delle necessità di chi porta alto il nome del nostro territorio – dice Rianna – e si dà il caso che la città di Somma Vesuviana annoveri nel patrimonio comunale numerosi immobili di sua proprietà e attualmente liberi. L’attrattiva, anche in termini di richiamo turistico che potrebbe discendere, della creazione di uno spazio operativo, dove consentire ai componenti della missione archeologica di approfondire i propri studi sui reperti archeologici rinvenuti e che si rinverranno sul sito, impone un più oculato ed adeguato utilizzo dei cespiti comunali, che si innesti in virtuoso progetto di rilancio del Paese”.

Alla luce di ciò, il consigliere Salvatore Rianna ha proposto all’Amministrazione di destinare, previo sopralluogo di concerto con i responsabili della missione archeologica e alla presenza di tecnici comunali, locali idonei, nella disponibilità del patrimonio comunale, alla conservazione, alla cura e alla catalogazione dei reperti in vista di un allestimento museale, che possa garantire la permanenza sul territorio dei reperti provenienti dal sito archeologico di via Starza Regina, divenendo parte del patrimonio immateriale della cultura della Città; di concedere, in comodato d’uso gratuito, i locali individuati alla missione archeologica italo –giapponese.

Somma Vesuviana, sicurezza e potenziamento forze dell’ordine, il sindaco ha incontrato il Prefetto

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana

Stamattina il sindaco Salvatore Di Sarno ha incontrato il Prefetto di Napoli Marco Valentini in una riunione cordiale e proficua in cui è emerso una grande compattezza.

Il sindaco Salvatore Di Sarno ha incontrato il Prefetto di Napoli Marco Valentini.

Questa mattina con gli onorevoli Carmine Mocerino, Paola Raia, consiglieri regionali e il deputato alla Camera, onorevole Gianfranco Di Sarno, ho incontrato il Prefetto di Napoli, Marco Valentini. È stata una riunione cordiale e proficua, svoltasi in Prefettura. Abbiamo testimoniato la nostra compattezza. C’è massima collaborazione istituzionale ed il Prefetto con ogni probabilità sarà in città appena possibile”. Lo ha affermato in questi minuti Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana.

“Parthenopei”, una trasmissione televisiva che racconta la storia della lingua napoletana

Da “ ‘a Maronna ce accumpagna” a “s’arricuorda ‘o cippo a Furcella”, da “me pare ‘nu mamozio” a “guappo ‘e cartone”, sono solo alcuni dei tanti temi di “Parthenopei”, format ideato e condotto dall’attore e scrittore Salvatore Zanni.
 
Il giovedì alle 19:20 su Campania Felix Tv, Zanni veste i panni del professore alla riscoperta dei segreti della lingua partenopea, nel programma che unisce comicità e cultura della tradizione della nostra terra.
 
In studio anche Giacinto Esposito (Tino D’Afragola) e Rosario Rollo (Rosi Rò) in veste di inviati per sondare quanto i napoletani siano preparati sui modi di dire e le espressioni proposti in puntata.
 
Al tempo dei teatri chiusi a causa della pandemia da Covid 19, “Parthenopei” ha il potere di conciliare il palcoscenico televisivo con quello teatrale mettendo in scena delle storie e dei personaggi dal grande spessore sociale. Un esempio è la famiglia del piano di sopra, coinquilini del palazzo, composta da Antonio Sellitti (Don Antonio), sua moglie Marisa Di Costanzo (donna Assunta) e la figlia Marianna Patanella (Nunzia). Altra intrusione è quella di un simpatico barista, Gionatan Monfrecola (Ciro) che porta caffè, arancini e crocchè alla fine di ogni puntata inscenando con gli altri interpreti simpatiche gag.
 
Lo scopo del programma, dunque, non è solo quello di intrattenere, ma di porre l’accento sulla cultura partenopea legata alle radici più profonde della nostra storia e che rivive nella vita di tutti i giorni attraverso le espressioni e i modi di dire spesso citati senza conoscerne le origini.
 
Il prossimo appuntamento con “Parthenopei” è fissato per giovedì 25 marzo su Campania Felix Tv alle 19:20. Per rivedere le puntate precedenti, basta andare sul canale YouTube di Salvatore Zanni.

Sant’Anastasia, l’Amministrazione aderisce alla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia

 

 l’Amministrazione Esposito ha aderito alla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità dopo il consiglio comunale del 23 marzo 2021.

 

 

Dopo il consiglio comunale del 23 Marzo 2021 l’Amministrazione Esposito ha aderito alla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, in linea con i principi e le modalità già attuate da questa amministrazione.

Si tratta di un documento di portata storica adottato il 13 dicembre 2006 dall’Assemblea Generale dell’ONU, sottoscritto nel 2007 dal Governo Italiano e ratificato il 24 febbraio 2009 dal Parlamento Italiano.
Il testo della Convenzione, che consta di 50 articoli, è il risultato di un percorso di partecipazione attiva della società civile, in particolare delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle organizzazioni che le rappresentano e costituisce uno strumento essenziale per la tutela e la promozione dei Diritti Umani delle Persone con Disabilità.

Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di adozione della Convenzione pervenuta dall’amico e concittadino Gianluca Di Matola, referente de “Una città in Salute”, convinti di dare più forza ai diritti delle persone con disabilità del comune anastasiano. Saremo -afferma l’Assessora alle Politiche Sociali Cettina Gilibertiinsieme alle persone con disabilità, le loro famiglie e le Associazioni che le rappresentano, un’unica voce che diffonderà la cultura del riconoscimento dei diritti umani nella società prima di tutto. Verranno istituiti una giornata dedicata alla Convenzione ONU è un osservatorio sulle disabilità per far sì che la Convenzione ONU possa vivere nelle nostre relazioni quotidiane, contro ogni tipo di discriminazione”.

“È volontà della nostra amministrazione aumentare il coinvolgimento e la partecipazione dell’intera popolazione, che possa tradursi in un impegno nella elaborazione, applicazione di buone prassi e sensibilizzazione. Importante sarà il monitoraggio finalizzato a verificare l’attuazione reale dei principi sanciti nella Convenzione a favore delle persone con disabilità”, dichiara il Sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito.