Somma Vesuviana, l’appello di PD e GD :”Attiviamoci tutti per accogliere i profughi afghani”
Riceviamo e pubblichiamo dal PD e dai GD
La situazione Afghana non può che turbare tutti noi. Dopo venti anni di occupazione Americana, in linea geopolitica di tutto l’occidente, assistere allo spettacolo del popolo afgano in fuga, significa assistere alla materializzazione di un grosso fallimento.
Di certo bisognerà riflettere sul ruolo che l’occidente ha avuto nella presa talebana e nella sottrazione, in quei luoghi, dei diritti minimi che fondano l’uomo libero.
Adesso però c’è da fare qualcosa in più. Nella speranza che la scadenza dei “corridoi sicuri” venga prolungata oltre il 31 Agosto, e che l’unione Europea crei subito ulteriori corridoi umanitari, il Partito Democratico di Somma Vesuviana e i Giovani Democratici di Somma Vesuviana, fanno appello al Governo Comunale, di concerto con tutte le forze politiche, le associazioni cittadine, le cittadine e i cittadini, di attivarsi per accogliere i profughi afghani.
Chiediamo la collaborazione di tutti affinchè anche la nostra Città possa dare un segnale concreto di accoglienza, predisponendo tutti gli strumenti utili e sicuri per evitare che soprattutto donne e bambine siano ostaggio della ferocia talebana.
(fonte foto: ansa)
Marigliano, scoperto e sequestrato sito di rifiuti di 50mq
Riceviamo e pubblichiamo
Non si fermano le attività della polizia Municipale per la prevenzione e il contrasto ai reati ambientali ,attività avviate dal 09 agosto grazie anche all’arrivo di altri di cinque agenti a tempo determinato.
Nel corso di queste attività di controllo è stato rinvenuto un altro sito , dove venivano depositati rifiuti indifferenziati tra cui pneumatici, ingombrati e imballaggi.
L’area, adiacente al cavalcavia di Via Nuova del Bosco, ha un’estensione di circa 50 metri quadrati.
Nel corso di queste attività di controllo è stato rinvenuto un altro sito , dove venivano depositati rifiuti indifferenziati tra cui pneumatici, ingombrati e imballaggi.
L’area, adiacente al cavalcavia di Via Nuova del Bosco, ha un’estensione di circa 50 metri quadrati.
Accusato di violenza sessuale ad Acciaroli, il 17enne ottiene il trasferimento a casa
Riceviamo e pubblichiamo
Il tribunale del Riesame di Salerno ha disposto il trasferimento presso la sua abitazione del 17enne che lo scorso 14 agosto fu arrestato ad Acciaroli, nel Cilento, con l’accusa di aver violentato, costringendola a farsi palpare nelle parti intime, una 16enne.
I giudici hanno accolto la richiesta degli avvocati Luca Capasso e Pasquale Prisco, che difendono il minorenne, ed hanno mutato la custodia cautelare dal soggiorno in una comunità a quello presso l’abitazione. I giudici hanno rilevato, in particolare, alcuni aspetti poco chiari nella ricostruzione della vicenda, sollevati dai legali del ragazzo, che saranno approfonditi nel proseguimento delle indagini. Il 17enne, residente in provincia di Napoli, nella zona vesuviana, era stato arrestato il 17 agosto, dopo le indagini dei carabinieri, che avevano raccolto la denuncia della ragazza.
“Nutriamo massimo rispetto per la ragazza che ha presentato la denuncia, per la sua famiglia e per la famiglia del nostro assistito, anch’essa sconvolta dalla vicenda. Proprio in virtù di tale rispetto, siamo fiduciosi che tutto possa essere chiarito al più presto, grazie al lavoro della magistratura”, spiegano gli avvocati Capasso e Prisco.
(fonte foto:rete internet)
Somma Vesuviana, furto aggravato e detenzione di droga: un arresto
Ruba con droga addosso. Carabinieri arrestano 41enne
A Somma Vesuviana i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato per furto aggravato e detenzione di droga a fini di spaccio tonino di lernio, 41enne del osto già noto alle forze dell’ordine.
I militari – nel percorrere via pomintella – hanno notato l’uomo che stava rubando un kit ripara pneumatici dal portabagagli di un’auto in sosta. Lo hanno fermato e controllato. Perquisito, è stato trovato in possesso – oltre che degli arnesi atti allo scasso – anche di 8 dosi di cocaina e della somma contante di 90 euro ritenuta provento del reato.
L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.
Somma Vesuviana, nel cuore del borgo antico OMBREDILUCE, l’opera d’arte di Mary Pappalardo
Tra pochi giorni l’augurazione dell’ opera d’arte OMBREDILUCE dell’artista Mary Pappalardo.
L’appuntamento è
Venerdì 03 settembre 2021, ore 19.30.
Si tratta di n’ installazione artistica permanente su una parete di 50 mtq nel cuore antico della città, il Casamale.
Le Associazioni del Centro storico Casamale, unitamente al Comune di Somma Vesuviana e all’ente Parco Nazionale del Vesuvio, sono liete di invitare alla presentazione della tanto attesa quanto desiderata opera OMBREDILUCE di Mary Pappalardo, artista del territorio vesuviano, già curatrice della Vascio-room gallery.
Su una grande parete di Via Botteghe, sarà visibile un’opera d’arte tridimensionale, polimaterica e dalla fruizione multi sensoriale.
La parete si accenderà per la prima volta il 3 settembre 2021 e a seguire tutti i giorni al calar del sole eleggendo la sua massima espressione artistica proprio di notte, il quel momento magico in cui le anime vagano alla ricerca dei luoghi a sé cari, in quel momento in cui si è più inclini al silenzio, al ricordo, al sogno.
Il termine OMBREDILUCE è un ossimoro che racchiude i contrasti, la memoria, la presenza e al tempo stesso l’assenza di chi ha segnato il territorio con il proprio modo di essere come nutrimento per la memoria di una comunità attraverso i riti, le attività e i momenti della vita collettiva.
L’opera comincia con una figura che simboleggia il dono della luce; ad accendere una lucerna è una donna (portatrice di luce), seguono altre silouette che culminano in quella del rituale della “pertica”.
L’opera, quindi, è abitata da ombre di personaggi evocativi del luogo, come se fossero in cammino, in processione, in dialogo tra loro e l’osservatore, fermi nella memoria e colti in pose identificative. Ciascuna di queste ombre diventa mito collettivo e sono generate grazie al chiarore di una luce.
L’opera, poetica e delicata nonostante le dimensioni (16 metri di base per circa 3 metri e 20 di altezza), ben si integra con il paesaggio circostante, è presente ma non invadente e fa della bellezza una categoria per la riqualificazione e la rinascita del Borgo medievale alle falde del Vesuvio.
L’opera si completa con un’ esperienza video interattiva fruibile su smartphone con la tecnologia Phlay ideata e brevettata da Mario Amura, Direttore della fotografia, vincitore del premio Donatello.
Gli utenti potranno creare una propria versione unica di un contenuto video navigando tra i meravigliosi scatti fotografici di Antonio Angri e con originali colonne sonore create da Vito Ranucci.
Una vecchia parete consunta, diventa un luogo del cambiamento, della cura, della pulizia ed in fine della Bellezza, per rendere chiaro, agli abitanti del posto e ai suoi visitatori, quanto è grande il patrimonio culturale di un microcosmo umano quale può essere un antico borgo murato come quello di Somma Vesuviana e di tutte le sue attitudini e i suoi talenti da scoprire e promuovere.
Afghanistan, Airbnb apre le sue porte ai rifugiati
Airbnb, la piattaforma che permette di inserire l’annuncio della propria casa con lo scopo di entrare in contatto con le persone che desiderano affittarla, mette in atto un’azione responsabile, ovvero ospiterà a costo zero i rifugiati afghani.
Dopo la riconquista di Kabul da parte dei Talebani, migliaia sono i cittadini in fuga. Quelle scene terribili del 15 agosto che hanno conquistano l’attenzione del mondo, le quali richiamano alla memoria il “falling man” delle Torri Gemelle, alle immagini delle madri che passano i loro figli oltre il filo spinato, alla preoccupazione per i diritti delle donne, sono avvenimenti che segnano l’inizio di una crisi umanitaria.
In queste circostanze è cosa buona e giusta domandarsi: cosa fare per aiutare i rifugiati afghani? È proprio ciò che ha fatto l’azienda Airbnb. Airbnb è un portale online che consente ai viaggiatori di creare un account gratuito per affittare i propri spazi e prenotare sistemazioni uniche, ovunque nel mondo. È da questa missione aziendale che l’azienda decide di aprire le porte delle sue case al fine di ospitare gratuitamente 20mila rifugiati afghani in tutto il mondo con l’ausilio della piattaforma “Open Homes”.
L’iniziativa è stata annunciata su Twitter dal cofondatore e amministratore delegato dell’azienda, Brian Chesky, il quale ha invitato gli altri colossi aziendali a farsi avanti per sostenere l’emergenza.
I soggiorni saranno finanziati dai contributi di Airbnb, ovvero dai fondi di Airbnb.org organizzazione no-profit creata dalla società. La proposta è resa possibile grazie alla sinergia con i proprietari delle case, che hanno generosamente offerto i loro spazi per accogliere i cittadini afghani.
Ovviamente non potevano mancare le polemiche sui social, infatti, c’è chi pensa che quest’azione di beneficenza sia un ottimo investimento nel settore marketing.
Fonte foto: rete internet
La “juta” dei Napoletani a Montevergine nel racconto di E.Bidera e di R. Fucini
Il pellegrinaggio dei Napoletani al santuario della “Mamma Schiavona” a Montevergine si divideva, nell’Ottocento, in tre atti: la “juta”, e cioè il viaggio di andata; la visita al Santuario; il ritorno, con la gara di “canto a figliola” e con l’ “arretenata”. Nel 1857 Bidera descrisse la sua “juta”, presentandoci due straordinari personaggi, “Pasqualotto” e “Franciscone”; Fucini salì al Santuario nel 1877, e ne parlò in “Napoli a occhio nudo”. La strana riflessione di Fucini sull’ “egoismo di questa gente”.
I Napoletani salivano in pellegrinaggio al Santuario di Montevergine a febbraio, a maggio e a settembre. Il venerdì prima della “Pasqua rosata” i pellegrini in partenza sparavano fuochi che nel maggio del 1877 fecero “trabalzare nel letto” Renato Fucini. Il quale, quando seppe che era l’annuncio della partenza dei Napoletani per Montevergine, decise di partire anche lui: si alzò e corse alla stazione a prendere il treno delle ore “cinque e un quarto” per Avellino. Raccontò Emanuele Bidera nel 1857 che fino a pochi anni prima nei contratti matrimoniali la promessa sposa poneva come prima “clausola” “d’essere condotta ogni anno a Montevergine” e “il geloso cantiniere, il crudo macellaio e il ricco mugnaio atterriscono le mogli” che vogliono comandare troppo con la minaccia di non condurle da “Mamma Schiavona”, la Madonna Nera venerata a Montevergine. Nel racconto di Bidera trecento carri e carrozze “adorni di mirti e di rose” partono tutti dalla “piazza fuori Porta Capuana”, e il corteo si avvia solo dopo che è arrivato il grande carro che Franciscone, prima “cocchiero ora verdummaro”, costruisce con le sue mani e ne fitta i posti a “sei carlini per persona”: sul suo carro “ stanno trentasei delle più belle figliole del borgo S. Antonio Abate”.Lungo il viaggio i pellegrini pregano e cantano in gloria della “Mamma Schiavona” e gli abitanti di Pomigliano si affacciano dai balconi e scendono in strada per ammirare le carrozze e il gran carro di Franciscone e per ascoltare i saluti scherzosi gridati da “quel vecchio allegro di Pasqualotto, banditore di vino, che da cinquanta anni va a Montevergine”, e non ha mai saltato un anno.La folla saluta i pellegrini anche “ a Cisterna, Marigliano, Ponteccicciano”. Di questa sterminata campagna Fucini scrisse che era “allegra e ferace, coperta da una vegetazione quasi tropicale”: le mancavano solo il mare e il Vesuvio. A Cimitile, “il più romantico paese, pieno di bellissime ville di salici, di alberi piangenti, di croci sotto archi che le difendono” il corteo si ferma, i cocchieri “rinfrescano gli stanchi cavalli”, alcuni pellegrini si riversano nelle osterie e altri stendono i bianchi tovaglioli sull’erba, e forse posano i loro piatti sui resti nascosti delle catacombe in cui sono custodite le ossa dei martiri della fede nolana: la tetra immagine venne dettata a Bidera dal ricordo che Cimitile si chiama così perché era il “cimitero” dei primi cristiani, una vera e propria “città sotterranea che si estende da Nola a Napoli”.“ E intanto che io mi fermo a fantasticare – ammette Bidera – i nostri Monteverginiani mangiano, ridono, scherzano”: si danno forza perché la salita di Monteforte se la fanno a piedi, quasi tutti, mentre le carrozze vuote salgono tirate “dai bovi indigeni con i cavalli legati dietro”. Nella folla che sale verso Monteforte ci sono gioiose manifestazioni di quella “affabilità che distingue dalle altre nazioni la plebe napoletana”.Pasqualotto ha ritrovato “la sua bella, è una vecchia grassa e burliera come lui, alla quale egli terge il sudore e manda gli zeffiretti sul viso con un gran ventaglio di Ischia, e cento strambotti le dice che fanno ridere tutti, rendendo così men aspro il cammino”. Alcuni si fermano, per la notte, a Monteforte, altri scendono ad Avellino, “per trovarsi sabato a Mercogliano e domenica all’alba a Montevergine”. Il sabato, anche Renato Fucini si recò a Mercogliano, tra la gente che si preparava allo spirituale, ultimo viaggio verso Montevergine “tumultuando per le vie e crapulando per le case e per le bettole”, mentre dalle finestre incominciavano ad esibirsi, “con le gambe spenzolate, il viso acceso e il bicchiere in mano”, i “poeti improvvisatori”: ogni comitiva che veniva da Napoli ne portava con sé almeno uno. Il loro compito era quello di cantare le lodi delle donne e dei cavalli e la bellezza della “gita”. I “poeti improvvisatori”, al ritorno, partecipavano alla gara del “canto a figliola” che si teneva a Nola, ed era un momento importante del pellegrinaggio. Questo fragoroso spettacolo era a poco a poco avvolto dalla “puzzolente caligine” che veniva su “dalle padelle strepitanti dei numerosi friggitori occupati per la via”, tra due file ininterrotte di banchi dei venditori “di zoccoli, di immagini di santi, banderuole e rami di abete”: la gente si muoveva nello stretto spazio della strada che restava libero, e Fucini non riusciva a capire perché questa folla non venisse schiacciata dalle carrozze che, guidate da un “ossesso” cocchiere, arrivavano di corsa. “Un eccidio di gambe e di costole pareva imminente”, ma non c’erano incidenti, e i clamori della folla, che risuonavano più intensi, erano solo “degli evviva per i nuovi arrivati.”. E Renato Fucini si spiegava il miracolo con “l’egoismo di questa gente.. Ognuno pensa tanto alla propria salute e tanto poco a quella degli altri, che ne risultano gli identici effetti, come se ognuno, senza badare alla propria, cercasse soltanto la salute altrui”.
Napoli, Carlo Buonauro: “Ripartiremo rendendo vivibili strade e parchi della città”
Il magistrato del Tar scende in campo con la lista “Centro Democratico” nella competizione per le amministrative di Napoli.
Sono poche centinaia di metri quelle che separano il palazzo del Tar di Napoli (il Grand Hotel de Londres) da palazzo San Giacomo, e c’è un giudice chiamato fino a ieri ad annullare gli atti dei vari enti pubblici, che ha deciso di percorrere quello spazio, tentando l’ingresso al palazzo del Comune. Lui è Carlo Buonauro: uno che, con il curriculum che ha alle spalle, ti saresti aspettato di trovare nelle liste per le elezioni politiche, e che invece la scalata la sta tentando dal basso. Il magistrato si candida infatti al Consiglio comunale della sua città d’adozione: Napoli. Il giudice ha le idee molto chiare su quale sia la strada migliore per ricostruire Napoli, partendo senz’altro cioè dalla pulizia delle strade e più in generale dal decoro urbano.
Buonauro, sposato, classe 1973, ha alle spalle una vita professionale trascorsa a cavallo della macchina amministrativa italiana. Dopo la laurea ha cominciato la sua carriera come segretario comunale, poi è diventato funzionario amministrativo dell’Università Federico II, e dopo è stato procuratore presso l’Avvocatura dello Stato. Successivamente Buonauro è divenuto magistrato ordinario, ed infine è approdato al Tribunale amministrativo. Attualmente è presidente di Sezione in Commissione Tributaria e magistrato amministrativo, Consigliere del Tar di Napoli. La lista che ha scelto per candidarsi è quella del Centro Democratico, a sostegno di Gaetano Manfredi.
Perché ha scelto l’area di Manfredi per la sua candidatura?
A fare la differenza, convincendomi a scendere in campo dalla parte di Manfredi, è naturalmente il contesto politico all’interno del quale si muovono i due candidati. Conosco comunque da anni Catello Maresca per questioni professionali, poiché abbiamo cominciato insieme il percorso in magistratura, e ne ho grande stima.
E cos’è che manca a Catello Maresca?
Vede, Maresca è un professionista di prim’ordine, tuttavia (così come prima di lui De Magistris) nella sua vita lavorativa si è occupato di criminalità organizzata, e della lotta a questo fenomeno. Questo inevitabilmente porta come conseguenza una scarsa dimestichezza con la macchina amministrativa. Per padroneggiare un meccanismo complesso come quello del Comune occorre una preparazione molto più specifica.
Qual è la cosa peggiore che lascia ai cittadini l’amministrazione De Magistris?
Senza dubbio le condizioni di igiene urbana e di decoro della città. È il biglietto di presentazione di Napoli e va curato in maniera molto più attenta. È senza dubbio il primo problema di cui si dovrà occupare la nuova amministrazione, rendendo vivibili le strade, le piazze e tutti i parchi della città.
Da dove occorre iniziare in una macchina amministrativa complessa come quella di Napoli?
Dal risanamento economico della città. Se ne è parlato molto nelle scorse settimane ed il tema è centrale. Occorre padroneggiare un meccanismo articolato come quello del Pnrr e procedere all’eliminazione dei debiti che gravano sulle casse del Comune. Si tratta di operazioni complesse che implicano una competenza specifica.
Quale ruolo vede per sé, nell’ipotesi di una sua elezione?
Ovviamente per pensare a questo occorre prima capire quale sarà l’orientamento dei napoletani, ed osservare il futuro che gli elettori sceglieranno di dare alla città. In ogni caso una delle cose da fare è restituire al Consiglio comunale il ruolo centrale che gli è proprio. Date le mie competenze, io immagino che una delle posizioni che consentirebbero di far fruttare al meglio la mia esperienza professionale possa essere quello di presidente del Consiglio comunale. Questo allo scopo preciso di restituire al Consiglio il ruolo che gli spetta e che ultimamente non ha avuto
Perché ha scelto l’area di Manfredi per la sua candidatura?
A fare la differenza, convincendomi a scendere in campo dalla parte di Manfredi, è naturalmente il contesto politico all’interno del quale si muovono i due candidati. Conosco comunque da anni Catello Maresca per questioni professionali, poiché abbiamo cominciato insieme il percorso in magistratura, e ne ho grande stima.
E cos’è che manca a Catello Maresca?
Vede, Maresca è un professionista di prim’ordine, tuttavia (così come prima di lui De Magistris) nella sua vita lavorativa si è occupato di criminalità organizzata, e della lotta a questo fenomeno. Questo inevitabilmente porta come conseguenza una scarsa dimestichezza con la macchina amministrativa. Per padroneggiare un meccanismo complesso come quello del Comune occorre una preparazione molto più specifica.
Qual è la cosa peggiore che lascia ai cittadini l’amministrazione De Magistris?
Senza dubbio le condizioni di igiene urbana e di decoro della città. È il biglietto di presentazione di Napoli e va curato in maniera molto più attenta. È senza dubbio il primo problema di cui si dovrà occupare la nuova amministrazione, rendendo vivibili le strade, le piazze e tutti i parchi della città.
Da dove occorre iniziare in una macchina amministrativa complessa come quella di Napoli?
Dal risanamento economico della città. Se ne è parlato molto nelle scorse settimane ed il tema è centrale. Occorre padroneggiare un meccanismo articolato come quello del Pnrr e procedere all’eliminazione dei debiti che gravano sulle casse del Comune. Si tratta di operazioni complesse che implicano una competenza specifica.
Quale ruolo vede per sé, nell’ipotesi di una sua elezione?
Ovviamente per pensare a questo occorre prima capire quale sarà l’orientamento dei napoletani, ed osservare il futuro che gli elettori sceglieranno di dare alla città. In ogni caso una delle cose da fare è restituire al Consiglio comunale il ruolo centrale che gli è proprio. Date le mie competenze, io immagino che una delle posizioni che consentirebbero di far fruttare al meglio la mia esperienza professionale possa essere quello di presidente del Consiglio comunale. Questo allo scopo preciso di restituire al Consiglio il ruolo che gli spetta e che ultimamente non ha avuto Camorra, arrestato a Dubai il narcotrafficante del clan Amato-Pagano
E’ stato arrestato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, il narcotrafficante 32enne Raffaele Mauriello, considerato tra i latitanti di massima pericolosità dalla Direzione centrale della Polizia criminale.
L’arresto, avvenuto lo scorso 14 agosto ma la notizia è stata diffusa solo oggi, è stato eseguito nell’ambito di indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Napoli e condotte dalla Squadra mobile della Questura partenopea, con il supporto del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Nei confronti di Mauriello pendono tre provvedimenti cautelari, emessi su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, per omicidio, associazione di tipo mafioso e finalizzata al traffico di stupefacenti. Latitante dal settembre 2018, Mauriello è chiamato a rispondere del duplice omicidio di Andrea Castello e Antonio Ruggiero, entrambi avvenuti a Casandrino (Napoli) nel 2014, nonché di quello di Fabio Cafasso del 2011 nel quartiere Scampia di Napoli, tutti maturati nell’ambito della cosiddetta ‘terza faida di Scampia’
Casamarciano, al via le elezioni del forum comunale dei giovani
Dal Comune di Casamarciano riceviamo e pubblichiamo
Si rinnova il direttivo del forum dei giovani a Casamarciano. L’amministrazione comunale, con un avviso pubblico, ha indetto le elezioni per eleggere i componenti dell’organismo: sarà possibile presentare domanda entro lunedì 6 settembre. Possono candidarsi e partecipare alle votazioni tutti i giovani residenti sul territorio comunale di età compresa tra i sedici ed i trentacinque anni non ancora compiuti.
Le candidature dovranno pervenire all’ufficio anagrafe del comune entro le ore 12 di lunedì 6 settembre e dovranno essere accompagnate da almeno cinque firme di giovani elettori (rientranti nella fascia anagrafica indicata nel bando) con documento d’identità valido.
I seggi per votare si apriranno, invece, dalle 10 alle 14 di sabato 25 settembre. Ogni giovane potrà esprimere fino a due preferenze sulla scheda garantendo la parità di genere.
“È sicuramente uno degli strumenti più incisivi che, nelle intenzioni di questa amministrazione, dovrà affiancare le attività dell’ente nella promozione delle politiche giovanili sul territoriocomunale – spiega l’assessore al ramo Pietro Tortora – Casamarciano ha la fortuna di avere tanti giovani mossi da un radicato senso di appartenenza a questi luoghi ed è necessario favorire le giuste occasioni per la pianificazione di attività che possano metterne in evidenza le potenzialità. Auspico una grande partecipazione nella consapevolezza che sono queste le progettualità su cui investire per la crescita della comunità”.
“Lavoriano per e con i giovani, riconoscendone il valore ma soprattutto le capacità – aggiunge il sindaco Carmela De Stefano – Casamarciano ha bisogno di un rinnovamento generazionale ed in questa grande operazione culturale i giovani assumono un ruolo determinante. Sono certa – conclude – che il forum saprà individuare le giuste occasioni per un coinvolgimento inclusivo dell’intero paese”.

