Afghanistan, Airbnb apre le sue porte ai rifugiati

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Airbnb, la piattaforma che permette di inserire l’annuncio della propria casa con lo scopo di entrare in contatto con le persone che desiderano affittarla, mette in atto un’azione responsabile, ovvero ospiterà a costo zero i rifugiati afghani. 

 

 

 

 

Dopo la riconquista di Kabul da parte dei Talebani, migliaia sono i cittadini in fuga.  Quelle scene terribili del 15 agosto che hanno conquistano l’attenzione del mondo, le quali richiamano alla memoria il “falling man” delle Torri Gemelle, alle immagini delle madri che passano i loro figli oltre il filo spinato, alla preoccupazione per i diritti delle donne, sono avvenimenti che segnano l’inizio di una crisi umanitaria.

In queste circostanze è cosa buona e giusta domandarsi: cosa fare per aiutare i rifugiati afghani? È proprio ciò che ha fatto l’azienda Airbnb. Airbnb è un portale online  che  consente ai viaggiatori di creare un account gratuito per affittare i propri spazi e prenotare sistemazioni uniche, ovunque nel mondo. È da questa missione aziendale che l’azienda decide di aprire le porte delle sue case al fine di ospitare gratuitamente 20mila rifugiati afghani in tutto il mondo con l’ausilio della piattaforma “Open Homes”.

L’iniziativa è stata annunciata su Twitter dal cofondatore e amministratore delegato dell’azienda, Brian Chesky, il quale ha invitato gli altri colossi aziendali a farsi avanti per sostenere l’emergenza.

I soggiorni saranno finanziati dai contributi di Airbnb, ovvero dai fondi di Airbnb.org organizzazione no-profit creata dalla società. La proposta è resa possibile grazie alla sinergia con i proprietari delle case, che hanno generosamente offerto i loro spazi per accogliere i cittadini afghani.

Ovviamente non potevano mancare le polemiche sui social, infatti, c’è chi pensa che quest’azione di beneficenza sia un ottimo investimento nel settore marketing.

 

 

 

 

 

Fonte foto: rete internet