Il dossier Dia sulla mala vesuviana: pax mafiosa a Sant’Antastasia, a Somma clan più deboli

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  SANT’ANASTASIA/SOMMA VESUVIANA. Pax mafiosa a Sant’Anastasia, gruppi satellite dei clan napoletani a Somma indeboliti dagli arresti. E’ questa la fotografia scattata dall’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicata nei giorni scorsi. “A Sant’Anastasia sembra resistere il patto di non belligeranza tra i clan ANASTASIO e PERILLO, mentre nel comune di Somma Vesuviana i clan DE BERNARDO e D’ATRI che rappresentano proiezioni sul territorio dei napoletani MAZZARELLA e CUCCARO sono stati sensibilmente indeboliti dalle numerose attività di polizia giudiziaria.” si legge nella relazione

Scarcerazioni eccellenti

“Per quanto riguarda il clan D’AVINO, il 9 luglio 2020 e dopo un lungo periodo di detenzione è stato scarcerato per espiazione pena un personaggio di elevato spessore criminale il quale dopo il pentimento dei fratelli collocati al vertice del sodalizio per cui svolgeva il ruolo di killer si era messo a capo di un proprio gruppo criminale con l’obiettivo di acquisire il controllo delle attività illecite nel comune di Somma Vesuviana.”

I comuni vicini

“Lo scenario criminale nei comuni di Pollena Trocchia, Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio resta sostanzialmente immutato così come nel comune di Cercola dove sarebbe confermata l’influenza della coalizione DE LUCA BOSSA-MINICHINI-APREA-CUCCARO.”

Archì Culture Club, dallo smartworking ai laboratori formativi: nasce la social zone 100% sostenibile

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  QUALIANO – A Qualiano nasce Archì Culture Club, uno spazio completamente green dove l’associazionismo incontra cultura e sapere. Il progetto si concretizza in un’area dedicata al coworking, allo smart working, alla realizzazione di corsi e laboratori formativi dedicati a differenti forme d’arte e sapere. Promozione e valorizzazione della cultura in ogni suo aspetto: è questa l’essenza di Archì Culture Club, uno spazio nato a Qualiano per soddisfare le esigenze di oggi, adattandosi alle attuali forme di lavoro agile. Dal coworking allo smartworking, ma anche corsi e laboratori formativi, Archì è questo e molto altro ancora. Un’area multidisciplinare dove poter dare forma ed espressione alle arti, alla comunicazione e alla socialità. Qui, ogni socio potrà proporsi come tutor o fruire delle conoscenze messe in campo per la crescita individuale e collettiva.
Non solo arte ma anche rispetto per l’ambiente. Archì è un progetto basato sui principi della green and circular economy, interamente realizzato con forniture e arredi di recupero, riciclati e nuovamente riciclabili. Ideato e progettato dall’architetto Luigi Margiore, fondatore nel 2011 di Architecture Office, studio di architettura e ingegneria integrata, Archì apre finalmente al pubblico il prossimo 30 settembre, a partire dalle ore 18:30, in via Ripuaria 71 a Qualiano (NA).

Durante l’inaugurazione, alla quale si potrà prendere parte su invito, interverranno: il sindaco di Qualiano Raffaele De Leonardis, il vicesindaco della Città metropolitana Domenico Marrazzo, il consigliere regionale Michele Schiano di Visconti, il consigliere regionale Giovanni Mensorio, il presidente del consiglio comunale di Qualiano Salvatore Onofaro, Luigi Pezone amministratore unico della catena di Hotel LHP, l’architetto Luigi Margiore. L’evento sarà allietato dalla performance musicale del Maestro Pino Ciccarelli.

  «Archì, in effetti è uno stile di vita. Nasce, quindi, per perseguire un sogno un po’ utopistico che trova la sua concretizzazione nel momento in cui sono stato costretto a dover resettare tutto e ripartire daccapo. Ovviamente non da zero, ma dal punto in cui avevo messo delle solide basi. Dunque, rientro al porto sicuro e riparto con i miei valori, la mia esperienza e un sogno stipato nel cassetto» spiega l’architetto Luigi Margiore. Il Culture Club comprende uno studio di progettazione, uno spazio interno comune con postazioni singole, un giardino, un dehor, una buvette, free wi-fi. Lo spazio, aperto dal lunedì al venerdì, ore 9.00-18.00, cambierà veste nel fine settimana, trasformandosi in una social zone, un luogo dove intrattenersi tra momenti di relax e giochi per i soci. LE FOTO

De Giovanni a Casamarciano per il suo nuovo libro

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Casamarciano – Maurizio De Giovanni presenta il libro “Una sirena a settembre”. L’appuntamento mercoledì 29 settembre
Riceviamo e pubblichiamo
Sarà la chiesa di Santa Maria Del Plesco ad ospitare lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. L’evento patrocinato dall’amministrazione comunale ed in programma alle 18.30 di mercoledì 29 settembre, è promosso dal circolo culturale Passepartout insieme all’ associazione “Le mille e una donna” di Casamarciano, il Lions Club “Nola Ottaviano Augusto” e le associazioni Mu.sa e Fidapa di Nola.
A dialogare con l’autore di “Una sirena a settembre”, dopo i saluti del sindaco Carmela De Stefano, la prof.ssa Annamaria Silvestro. Letture dei brani a cura di Gennaro Caliendo. Al termine della serata aperitivo offerto da Nàpausa del gruppo imprenditoriale Smart Space di Casamarciano.
“Una nuova opportunità culturale per la nostra comunità che sarà ben felice di ospitare uno degli scrittori più conosciuti ed apprezzati del panorama letterario italiano come Maurizio De Giovanni – dichiara il sindaco Carmela De Stefano – Una iniziativa che non sarà occasionale ma segnerà l’inizio di un percorso continuativo nel segno di una programmazione che guarda ai giovani e alle bellezze del nostro territorio. Ringrazio le associazioni che, in rete, hanno reso possibile questo evento ed in particolare l’associazione Le mille e una donna di Casamarciano sempre pronta a cogliere le giuste occasioni per fare cultura attraverso momenti di qualità”.

Rinascita con Lega e Fdi: ad Acerra primi vagiti del centrodestra

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    ACERRA. Rinascita Acerrana, Lega e Fdi pronti per la costituzione del centrodestra. La nota firmata da Nicoletta Di Micco, coordinatrice cittadino del gruppo salviniano, sancisce la nascita di un primo asse di centrodestra in vista del voto del 2022. “Tanto il calore, l’entusiasmo che viene manifestato con il passare dei giorni, perché il nostro messaggio alla Città è stato chiaro e lineare nel solco di un progetto politico di centrodestra con un appello a donne e uomini che, con la coerenza che caratterizza ed ha caratterizzato i loro singoli percorsi politici – amministrativi e soprattutto di vita, intendono “metterci la faccia” nell’unico interesse della collettività. Siamo propositivi ma sempre pronti ad accogliere idee e progetti, iniziative che possano portare all’innovazione e valorizzazione dei servizi per la cittadinanza.”

Somma Vesuviana, covid 19, serata musicale per tutte le persone che hanno perso la vita

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Ciro Seraponte : “La sedia vuota sul palco perché il Covid ha tolto amici, persone care, conoscenti. Avremmo voluto ricordarli uno ad uno, citando i loro nomi ma dal Comune hanno spiegato che per le norme sulla privacy non era possibile ed allora abbiamo voluto abbracciare tutti loro, dedicando una serata magica con canzoni degli anni 60 – 70 – 80 e classiche napoletane”.  Salvatore Di Sarno : “Testimonianza di affetto per tutte le famiglie che hanno sofferto e che purtroppo continuano a soffrire perché di Covid si continua a morire anche se, grazie al vaccino, si muore di meno”. Rosalinda Perna (Assessore alla Cultura ) : “Non possiamo pensare senza l’arte, vivere il quotidiano senza l’arte e soprattutto in questa epoca in cui i ragazzi hanno la necessità di capire, di conoscere e di imparare ma anche di ricordare e vivere il territorio”. Da una parte la testimonianza per chi non c’è più, attraverso la musica, dall’altra la narrazione del territorio con le Arti Visive e Figurative. Insieme, nella stessa serata: “Summa Vesuvius” Mostra di Arti Visive e Figurative in esposizione fino a Sabato 2 Ottobre presso la Sala del Cenacolo del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, ma dall’altra il ricordo di chi non c’è più con “Insieme per la Ripartenza” musiche degli anni 60 – 70 – 80 e classiche napoletane, presso il Chiostro francescano dello stesso Complesso. “Una sedia vuota perché il Covid ci ha tolto tanti amici, tante persone care e noi siamo stati impotenti. La sedia vuota rappresenta la continuità del rapporto di amicizia, di affetto sia musicale che amicale con Peppe Castaldo, il nostro bassista ma quella rappresenta tutte le scomparse a causa del Covid. Avremmo voluto ricordarli uno ad uno, citando i loro nomi ma dal Comune hanno spiegato che per le norme sulla privacy non era possibile ed allora abbiamo voluto abbracciare tutti loro, dedicando una serata magica con canzoni degli anni 60 – 70 – 80 e classiche napoletane sperando che abbiamo fatto una cosa gradita soprattutto ai familiari delle vittime del Covid. Sono sicuro che loro ci hanno assistito, aiutato nel portare avanti senza troppe sofferenze questa magica serata. Un grazie al sindaco, Salvatore Di Sarno, all’Assessore alla Cultura, Rosalinda Perna e al Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Sommese, ma un grazie anche all’ufficio stampa che con costanza promuove tutte le iniziative culturali di Somma Vesuviana”. Lo ha affermato Ciro Seraponte, Presidente dell’Associazione Musicale “Antonio Seraponte” dedicata al maestro, scomparso anni fa e che ha impegnato tutta la sua vita nella formazione musicale, culturale e morale dei giovani. E grazie all’Associazione è nato anche un bellissimo progetto che con il coinvolgimento delle scuole sta ridando linfa alla costruzione della Banda Musicale. Dunque Somma Vesuviana ha voluto ricordare tutte le vittime del Covid e lo ha fatto con la cultura. Una splendida serata piena di cultura con duplice evento culturale. La prima parte dedicata a “Summa Vesuvius”, mostra di Arti Visive e Figurative a cura di Maria Vitolo , narrazione del rapporto del territorio con il suo Vulcano, da parte di artisti non sommesi ma provenienti dal Nord Italia, dunque il racconto con gli occhi di chi osserva dall’esterno. La mostra è in esposizione presso la Sala del Cenacolo del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo fino a Sabato 2 di Ottobre con opere di artisti importanti come : Mackici OtsukaMaurizio GabbanaMatteo BosiOmar GallianiMassimiliano GallianiFranco Mulas La seconda parte della serata è stata tutta dedicata a   “Insieme per la Ripresa” con l’Associazione “Antonio Seraponte” in ricordo di quelle vite spezzate dal Covid. “Da una parte la testimonianza di come Somma abbia voluto ricordare tutti attraverso l’arte perché la vita di tutti è un dono e il dolore è di tutti come l’arte è per tutti – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – dall’altra la testimonianza della presenza di eventi originali e di qualità nel nostro pase”. Il ricordo di chi  non c’è più ma anche la testimonianza di chi oggi c’è ed il tutto attraverso l’arte tutta: figurativa da una parte e dell’ascolto dall’altra. In un’unica sera due eventi davvero coinvolgenti tra pitture del ‘700! “Non possiamo pensare senza l’arte, vivere il quotidiano senza l’arte – ha dichiarato Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana –  e soprattutto in questa epoca in cui i ragazzi hanno la necessità di capire, di conoscere e di imparare ma anche di ricordare e vivere il territorio”.

Si avventa sul padre con l’accetta, mentre madre è in caserma a denunciarlo

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  Santa Maria la Carità – Minaccia il padre con una mannaia per droga, 35enne arrestato dai Carabinieri I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate insieme a quelli della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia hanno arrestato un 35enne di Santa Maria la Carità per maltrattamenti. Allertati da alcuni vicini di casa, i militari hanno raggiunto l’abitazione dell’uomo che poco prima aveva minacciato il padre convivente con una grossa mannaia in pugno.  Aveva chiesto per l’ennesima volta denaro per acquistare droga ma nonostante la forte agitazione è stato bloccato e arrestato. Nello stesso istante la madre stava presentando denuncia presso la stazione locale, raccontando anni di vessazioni, rese ancor più frequenti dalla tossicodipendenza del figlio. L’arrestato è ora in carcere.

Il posto di Harry, I segreti racchiusi nella Praga d’oro

Praga eletta dalla rivista di viaggi britannica Time Out la città più bella del mondo   Torniamo finalmente a vivere la libertà di viaggiare, Praga è certamente una delle città più sicure sotto vari aspetti ed è la città più bella del mondo, classificatasi al primo posto secondo il sondaggio lanciato dalla rivista di viaggi Time Out per eleggere le  “Best cities in the world” 2021. All’inchiesta  hanno partecipato 27.000 lettori che hanno attribuito alla capitale della Repubblica Ceca l’83% delle preferenze, il punteggio maggiore è stato assegnato per l’aspetto storico-artistico, Praga è poi giunta seconda anche per le migliori destinazioni per il relax. Città magica e romantica dalle cento torri, cuore d´Europa, città dai tetti d´oro,  tranquilla e curata dove è facile orientarsi e nella quale si può fare a meno dei mezzi pubblici anche se i trasporti sono precisi al minuto.  Ben si può dire che qui il tempo si è fermato e dove i monumenti raccontano la storia dei suoi mille anni. Un labirinto segreto in cui l’architettura degli splendidi palazzi dai vari stili si confonde con il presente, antico e moderno si fondono mirabilmente, un vero libro aperto di architettura. Un esempio è la Casa Danzante, l’architetto si è ispirato per i due moderni palazzi  alla celebre coppia di ballerini Ginger Rogers e Fred Astaire, gli edifici ben si integrano con quelli ottocenteschi vicini. I monumenti, i musei, le gallerie e le chiese dei quattro quartieri, che fino all’ottocento erano quattro città diverse, sono tutti facilmente raggiungibili, bisogna solo farsi trasportare per andare alla scoperta di luoghi segreti e meno noti. Nel quartiere più antico di Malá Strana, che in ceco significa “Parte Piccola”, esiste una stradina di dieci metri di lunghezza per cinquanta centimetri di larghezza, denominata suggestivamente “taverna del diavolo” in cui è stato installato un semaforo pedonale per evitare che qualche passante si blocchi, come è successo in passato ad un turista, fu necessario cospargerlo di sapone per farlo divincolare. I luoghi noti a tutti e più visitati sono: il ponte Carlo e l’Orologio astronomico. Il ponte Carlo, voluto da Carlo IV,  lungo poco più di cinquecento metri è poggiato su 16 archi ed è difeso da tre torri. Le leggende che si raccontano risalgono già al periodo della sua costruzione del 1357, la stessa data di inizio dei lavori sembra sia stata scelta dal re per avere un numero bifronte considerato fortunato. Le stesse pietre sono state incastonate aggiungendo migliaia di uova, per resistere alla corrente del fiume Moldava, come hanno dimostrato le prove di laboratorio che hanno confermato la presenza di elementi organici. Di notte quando finalmente il ponte è vuoto, le statue sembra prendano vita, in particolare quando nella vicina isola di Kampa nasce un bambino. L’isola è una delle oasi urbane più affascinanti del mondo situata nel corso principale del fiume Moldava, considerato uno degli angoli più romantici di Praga. La statua che ritrae la Crocifissione ha un’insegna riportante la dicitura “Santo, santo, santo è il Dio delle folle” si racconta che fosse fatta  pagare ad un ebreo che aveva insultato la statua, il Comune di Praga nel 2000 si è visto costretto a porre tre lapidi in varie lingue per smentire la leggenda per evitare inquietudini della comunità ebraica. La leggenda più nota è quella che riguarda la statua di San Giovanni Nepumoceno, fatto uccidere e gettato nel fiume in quanto non aveva voluto riferire al re Venceslao i segreti della confessione della regina. La lingua di San Giovanni venne ripescata secoli dopo ancora insanguinata, da allora  la statua viene accarezzata per assicurarsi dieci anni di buona fortuna e il ritorno a Praga. L’attrazione più importante della piazza del vecchio municipio (Radnice)  è l’Orologio astronomico. Qui ogni ora si tiene dal 1410 un’esibizione di statue animate che suscita l’ammirazione dei turisti. Uno dei  panorami più suggestivi della città e quello dalle terrazze del vigneto di Santa Chiara sopra il palazzo di Troia, nei pressi dell’Orto botanico in cui vi è la serra tropicale denominata Fata Morgana. I vigneti della città sono un monumento protetto e fanno parte delle esposizioni. Il vigneto più antico, che risale all’inizio del X secolo,  è quello di San Venceslao sulle pendici del Castello di Praga. Una visita a Praga non può tralasciare la visita al castello che domina la città ed è simbolo della Repubblica Ceca, considerato il castello più grande del mondo con la sua superficie di ben 70.000 metri quadrati. Fra le sue mura vi sono diversi cortili e numerosi prestigiosi edifici, come l’imponente cattedrale di San Vito che è  il palazzo più importante della città. Uscendo dal castello si percorre il caratteristico Vicolo d’Oro, in cui Rodolfo II d’Asburgo alla fine del XVI secolo fece costruire 24 minuscole casette per ospitare  le guardie del maniero e le loro famiglie. La pittoresca stradina è conosciuta anche come “Via degli Alchimisti”, per la leggenda secondo la quale alcuni alchimisti cercavano qui di tramutare il ferro in oro con la pietra filosofale e scoprire l’elisir di lunga vita. Abitò una di questa abitazioni Franz Kafka, il più importante scrittore ceco, fra le maggiori figure della letteratura del XX secolo e importante esponente del modernismo e del realismo magico. Una passeggiata per Praga significa essere parte integrante di tutte le magie e i misteri del passato.  

Terra dei Fuochi, Cannavacciuolo: “Troppe carenze nei controlli e negli esempi”

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Parla l’ambientalista di Acerra che fa il punto della situazione ambientale nell’hinterland a nordest di Napoli.     Ci potrebbe descrivere la situazione complessiva in cui versa il territorio ? “Sicuramente c’è maggiore attenzione rispetto agli anni precedenti. Si sta attivando la manutenzione delle aree a verde per esempio ma è anche vero che sul sistema dello smaltimento illecito delle aziende che lavorano al nero c’è ancora molta strada da fare. Nonostante tutto siamo infatti costretti a chiuderci in casa per non respirare sostanze velenose. Sostanze che non necessariamente scaturiscono dai roghi tossici ma che sono anche il frutto di esalazioni che provengono da aziende regolarmente autorizzate e da criminali che scaricano i rifiuti liquidi direttamente nei canali dei Regi Lagni. Spesso le esalazioni salgono anche da lì. Noi quindi ci rechiamo sui canali e verifichiamo puntualmente che nella stessa zona delle esalazioni sono ubicati siti industriali che dovrebbero essere controllati bene e che non dovrebbero essere certo “avvisati” prima che giungano i cosiddetti controlli” Quindi un problema di controlli c’è…. “I controlli delle aziende le cui attività sono caratterizzate da emissioni in atmosfera, scarichi e deposito e trattamento di rifiuti dovrebbero essere effettuati da personale esperto ma, soprattutto, da personale libero da qualsiasi forma di vincolo o di condizionamento. Spesso però questo non avviene. Intanto noi attivisti per l’ambiente e la legalità ci siamo sempre rivolti alla magistratura firmando nero su bianco decine di denunce. Cosa che ci ha fatto spesso esporre in modo molto pericoloso. Queste sono terre dove operano temibili organizzazioni criminali, silenti e spesso ramificate nel sistema politico. Ci saremmo aspettatati quindi una magistratura più solerte, incisiva, autonoma e coraggiosa. Ma i fatti ci hanno dimostrato nel corso di questi anni che in parte non è stato così” Come giudica l’operato delle istituzioni locali nella tutela della salute pubblica nel territorio a nord est di Napoli ? “Sempre in parte, come per la magistratura, le istituzioni locali sono state in varie occasioni omissive e inerti. Del resto basta parlare con la gente in mezzo alla strada per capire il senso di smarrimento e di totale sfiducia che c’è nelle persone. Intanto le municipalità locali, ma anche sovracomunali, si sono attrezzate con una propaganda martellante sui social e attraverso i media. Ci si preoccupa più della propaganda che dell’effettivo problema ambientale” C’è però un grande problema di inciviltà diffusa: c’è immondizia sparsa dappertutto, lungo le strade, dovunque… “L’inciviltà diffusa delle persone è il frutto di una radicata mentalità sbagliata. Una mentalità sbagliata che non viene adeguatamente contrastata dalla politica mettendo in atto azioni anche repressive ed educative realmente all’altezza della gravità del problema. Come diceva Peppino Impastato bisogna educare il cittadino ad amare la bellezza ma se le nostri classi dirigenti non ci comportano in modo esemplare e non diffondono nella comunità il seme della cultura e i principi e i valori fondanti la nostra civiltà allora avremo sempre e solo gravi problemi. Amare la bellezza è l’unica arma contro la rassegnazione”

Badge di riconoscimento per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che lavorano per il Comune

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Somma Vesuviana. Il Consigliere Rianna: “Cartellino di riconoscimento ai percettori di reddito di cittadinanza che collaborano con il Comune”.

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consigliere di opposizione Salvatore Rianna ha protocollato una proposta di iniziativa indirizzata al Sindaco, suggerendo di dotare i beneficiari del reddito di cittadinanza attualmente impiegati in attività di tutela di aree pubbliche, nonché di vigilanza delle scuole durante le fasi di ingresso e di uscita, di un cartellino di riconoscimento.
Di seguito, le dichiarazioni del Consigliere:
“Credo sia imprescindibile, per i lavoratori attualmente impiegati in supporto alle attività dell’Amministrazione Comunale, esporre a vista un cartellino di riconoscimento con foto che evidenzi nome e cognome. Un semplice accorgimento che eviterebbe equivoci e andrebbe a tutela degli stessi collaboratori, dell’Amministrazione e ovviamente dei cittadini i quali, soprattutto per un ruolo tanto delicato quale la vigilanza delle scuole, avrebbero la possibilità di identificare con certezza chi si trovano di fronte. Confido nel buon senso e nell’accoglimento della proposta, semplice da mettere in pratica”.

Senz’acqua in casa con la mamma anziana allettata: “Non dormo più la notte per l’ansia”

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PORTICI – Quella di Giovanni è l’ennesima storia di povertà e sofferenza che arriva da Portici. L’uomo ha lavorato per diversi anni a Milano come autista di linea, poi l’anziana madre si è ammalata e lui è dovuto tornare in città per prendersi cura della donna. Tuttavia, Giovanni ha dovuto rapidamente fare i conti con la mancanza di soldi e un reddito minimo con cui fare fronte a tutte le spese quotidiane: poco più di 700 euro al mese tra lui e sua mamma. Soldi che comprensibilmente non bastano nemmeno ad arrivare alla fine del mese, tanto che Giovanni è stato costretto a non pagare alcune bollette, arrivando ad accumulare un debito verso la società che gestisce l’acqua in numerosi comuni vesuviani di circa 4.000 euro. Un debito che adesso rischia di trasformarsi in un vero e proprio dramma perché avrebbero già fatto sapere, nonostante i tentativi di mediazione da parte dell’uomo, di essere intenzionati a staccare il contatore dell’acqua alla sua abitazione di via Università.

“Non dormo più la notte dall’ansia, sono esasperato – racconta – ho provato in tutti i modi, anche tramite i servizi sociali del Comune, ad arrivare a un accordo, ma non ci sono ragioni: vogliono 1.500 euro subito e 150 euro al mese per sanare il debito. Io voglio pagare, ma questi soldi, in anticipo, non ce li ho. Nessuno vuole aiutarmi e io vivo con l’incubo che improvvisamente mi staccano l’acqua e non saprei più come accudire mia mamma che è anziana e allettata. Non posso immaginare nemmeno un giorno senza l’acqua, perché ha bisogno di essere cambiata e lavata diverse volte anche nel giro di poche ore. Non durerebbe una giornata senza poter usare l’acqua”.

Giovanni, infatti, ha provato in tutti i modi a chiedere alla società che gestisce l’acqua un accordo senza anticipo, basato solo sulle rate mensili, ma a quanto pare nessuno ne ha voluto sapere nulla e adesso, purtroppo, sembrerebbe andare incontro a un contatore staccato e una casa senza acqua: “L’acqua a Portici, come da referendum popolare, sarebbe dovuta diventare un bene pubblico e invece è privata – prosegue – e io voglio anche pagare, ma 1.500 euro di anticipo non ce li ho e sono disperato. Chiedo aiuto alle istituzioni e al Comune: vi prego non ci abbandonate”. Sulla vicenda si sono già attivati i consiglieri comunale del Movimento 5 Stelle e dei Verdi che stanno cercando di individuare una soluzione che possa consentire a Giovanni di sanare il suo debito senza dovere prima anticipare 1.500 euro – soldi che l’uomo al momento non ha -.