Stop a terapia per bambini autistici, sindaco convoca NeapoliSanit: il nodo dei pagamenti

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  OTTAVIANO – Il sindaco Luca Capasso ha convocato i vertici del centro NeapoliSanit di Ottaviano per discutere dello stop alle terapie per bambini autistici o con altri problemi psichici, che la struttura sarĂ  costretta ad attuare poichĂ© sono stati sospesi i pagamenti da parte dell’Asl Napoli 3. Il primo cittadino incontrerĂ  i dirigenti di NeapoliSanit lunedì. Nel frattempo, Capasso ha anche chiesto un incontro urgente con il direttore generale dell’Asl Napoli 3: «Trovo assurdo e inaccettabile che a pagare le inefficienze della sanitĂ  campana siano i bambini e i piĂą fragili. Da sindaco e massima autoritĂ  sanitaria cittadina ritengo doveroso occuparmi della vicenda, come ho sempre fatto quando si è trattato di tutelare i piĂą piccoli», spiega il sindaco

Somma, gli alunni della San Giovanni Bosco – Summa Villa rievocano il 1° ottobre del 1943

  Somma Vesuviana – I cittadini sommesi, che sono nati subito dopo la seconda guerra mondiale, difficilmente – spiega il compianto prof. Luciano Esposito – possono sapere, capire e soprattutto immaginare che cosa sia successo alla comunitĂ  di Somma Vesuviana dopo l’8 settembre del 1943. Da anni, il lavoro di ricerca degli alunni della Scuola Media Statale San Giovanni Bosco – Summa Villa sta tentando di ricostruire la conoscenza dei fatti luttuosi e tragici che coinvolsero la cittĂ . La manifestazione Correva l’anno 1943…cronaca di un anno di guerra si terrĂ , stamattina 1° ottobre, alle ore 10:00 presso la sede centrale della Scuola Media Statale in piazza Vittorio Emanuele III. Dopo una riflessione sui nefasti episodi, gli alunni prenderanno parte ad un lungo corteo, che raggiungerĂ  dapprima la lapide commemorativa presso piazzetta Guglielmo Marconi (Piazza San Domenico) e successivamente la targa in memoria di Luisa Granato in via Casaraia. Saranno presenti autoritĂ  politiche, militari e civili. Il primo ottobre del 1943, la giornata piĂą lunga e orribile di Somma Vesuviana, dopo le memorabili quattro giornate di Napoli, i tedeschi, in ritirata strategica da Napoli – Ponticelli, lasciarono ovunque lutti e rovine. Il primo ottobre iniziò la giornata piĂą lunga per Somma Vesuviana. I tedeschi in ritirata incendiarono numerosi fabbricati, in special modo le proprietĂ  degli antifascisti, disseminando terrore e morte. Dal castello montano si vedevano le fiamme lambire i tetti e il cielo. La lapide – che i giovani studenti onoreranno – è collocata dal 1945 sulla facciata del vecchio palazzo municipale in piazzetta San Domenico. Recita il seguente epitaffio: Per queste convalli fiorite di ginestre/ spiegò l’ugne il tedesco / ma incalzato dagli eserciti della libertĂ / il 1° ottobre 1943/ fuggiva vile e feroce / sfogando il suo ultimo furore / con roghi mine mitraglie/ fonti di lacrime lutti rovine/ alla inerme laboriosa gente di Somma / che scrive su questo muro/ i nome degli uccisi / MICHELE MUOIO – LUISA GRANATA – CIRO GIANNOLI/ e grida quegli uomini/ alla ventura giustizia. E’ importante utilizzare questo momento – spiega la nuova Dirigente Prof.ssa Rosa Liguoro – per riflettere e fornire un’idea del clima di quel determinato momento storico. Il lavoro – che si inserisce in un percorso, iniziato diversi anni fa dal mio predecessore prof. Ernesto Piccolo – ha il fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia, puntando alla costruzione di una societĂ  migliore. Per l’occasione riporto la trascrizione dei cinque verbali d’interrogatorio eseguiti nei giorni 15 e 16 giugno del 1945 dai Carabinieri della stazione di Somma Vesuviana, presenti nell’Archivio del Tribunale Militare di Napoli. Un materiale inedito – spiega il prof. Luigi Verolino di Ponticelli – che consente di fare una piĂą attenta ricostruzione storica dei tragici avvenimenti accaduti a Somma Vesuviana il primo di ottobre. Il primo interrogato dal comandante Maresciallo Maggiore Ernesto Matarazzo, alle ore 16:00, fu Aniello Sodano, il quale dichiarò quanto segue: Il 1° ottobre del 1943, all’avvicinarsi dell’esercito liberatore Anglo Americani, la soldataglia tedesca si abbandonò in questo Comune ad atti di inaudito terrorismo, distruggendo con la dinamite e con l’incendio quei beni patrimoniali che rappresentavano il frutto di tanti stenti di non pochi cittadini che rimasero senza tetto e nella desolazione. Come se ciò non bastasse mentre il nominato Muoio Michele fu Domenico e fu Sorrentino Concetta, nato il 29-10-1865 a Somma Vesuviana ed ivi domiciliato via Roma n°41, si trovava nella propria abitazione con minacce di morte da alcuni soldati tedeschi venne fatto scendere nella via e ucciso con un colpo di fucile mitragliatore. Alle 16,30, toccò ad Arioso Elisa presentarsi al cospetto del Maresciallo Maggiore, la quale opportunamente interrogata dichiarò che come se ciò non bastasse mentre il nominato De Luca Ciro fu Vincenzo e fu Perna Filomena, nato il 26-1-1874 si trovava in Piazza 3 novembre, alcuni soldati tedeschi, senza alcun motivo gli esplosero un colpo di fucile contro,  ferendolo alle spalle gravemente e dopo le opportune cure, di circa tre mesi, guarì. Alle ore 17 fu ascoltato attentamente Beniamino Di Palma alias paparella, domiciliato in via Casaraia, che descrisse nei minimi particolari la morte di Granato Luisa di Francesco e di Raia Maria Teresa, nata a Somma Vesuviana il 6-11-1916 ed ivi domiciliata in via Casaraia n°2: mentre si riparava nella propria casa gli vennero esplosi da alcuni soldati tedeschi tre colpi di fucile mitragliatore senza alcun motivo e la uccisero quasi istantaneamente. Alle ore 17,30, si presentò al cospetto dei militari Margherita Merone per deporre la sua dichiarazione: il nominato Giannoli Ciro di Salvatore e di Campagna Anna, nato il 20-4-1913 a S. Giovanni a Teduccio e domiciliato a Somma Vesuviana in via S. Pietro n°48, si trovava nei pressi della sua abitazione quando un soldato tedesco senza alcun motivo gli esplose contro una raffica di fucile mitragliatore uccidendolo sull’istante. Infine, alle ore 18:00, fu rilasciata l’ultima dichiarazione di Anna Bocchino: mentre il giovane Di Guido Giovanni fu Luigi e fu De Luca Concetta nato il 10-7-1913 a Napoli e domiciliato a Somma Vesuviana via S. Pietro n°35, si trovava nascosto nel cortile della sua abitazione un soldato tedesco gli esplose contro una raffica di fucile mitragliatore, producendogli alla spalla destra lesione guaribile.  

Follia a Volla: 4 ragazzini sparano per noia con la pistola sulle auto

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    Volla – La noia era l’unica molla che li spingeva a sparare sulle auto: 4 ragazzini sono stati denunciati per il nuovo hobby. Bersagliare le vetture con la pistola a piombini. A Volla era da qualche giorno che alcuni cittadini avevano segnalato ai Carabinieri della locale stazione la presenza di alcuni giovanissimi che di notte tormentavano i residenti. Come fosse un gioco, si divertivano a sparare piombini verso le auto in sosta. I carabinieri hanno predisposto mirati servizi e hanno individuato e denunciato 4 ragazzi. Sono giovanissimi, tra i 13 e i 16 anni. I militari dell’arma – allertati dal 112 – sono intervenuti in via Sanzio e li hanno fermati. Con delle pistole giocattolo stavano sparando alle auto in transito sulla strada. I ragazzi, prima redarguiti e poi denunciati, sono stati affidati ai loro genitori.

Clinica San Felice: la Cgil chiama l’azienda. PD e “2020”: “Presidio da tutelare”

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  POMIGLIANO D’ARCO – L’azienda intanto ha giĂ  concesso l’incontro con i sindacati che hanno chiesto chiarimenti su chiusura e trasferimento “Nel formularle i migliori auguri per l’incarico e di buono e proficuo lavoro, le chiediamo di voler incontrare la delegazione sindacale della FP Cgil per le presentazioni di rito e per rappresentarle il momento di incertezza che i lavoratori tutti stanno vivendo in riferimento alle sempre piĂą insistenti indiscrezioni su un trasferimento delle attivitĂ . Nel merito, nessuna informazione è a conoscenza delle organizzazioni sindacali per cui si ritiene necessario un primo confronto informativo”. La richiesta è stata inviata ieri dal segretario della Cgil FP, Marco D’Acunto, a Maria Pisacane, amministratore delegato della Ios, la societĂ  che gestisce la clinica convenzionata San Felice di Pomigliano, sulla quale pende l’ipotesi di una chiusura della struttura di via Mauro Leone e il conseguente trasferimento delle attivitĂ  “in piccola parte nella vicina clinica Meluccio” e “in larga parte nella piĂą distante clinica Trusso, a Ottaviano”, come del resto ha confermato la stessa societĂ . Nel frattempo i gruppi consiliari del Partito Democratico di Pomigliano e della civica Pomigliano 2020, sempre ieri hanno pubblicato un comunicato congiunto attraverso cui esprimono preoccupazione per l’ipotesi di trasferimento perchĂ© “tale circostanza – scrivono – rappresenterebbe una grave perdita per la cittĂ  di Pomigliano in termini di offerta sanitaria specialistica nonchĂ© una situazione di disagio per i lavoratori. Facciamo appello al buon senso e alla lungimiranza della proprietĂ , che rappresenta un serio gruppo imprenditoriale del settore sanitario, affinchĂ© possa coniugare le esigenze dell’azienda con i bisogni socio assistenziali del territorio di Pomigliano e con la tutela delle esigenze dei lavoratori”. Intanto l’azienda ha concesso l’incontro con i sindacati. Si terrĂ  nei prossimi giorni.

Si barrica in stanza per sfuggire alla violenza cieca: marito in cella dopo la telefonata decisiva

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    Portici – Si barrica in stanza e viene salvata dai carabinieri. A Portici i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie un 34enne del posto giĂ  noto alle forze dell’ordine. I militari – allertati dal 112 – sono intervenuti presso l’abitazione dei coniugi. L’ennesima lite per futili motivi – problemi economici  questa volta. Lui la aggredisce. Le tira con forza i capelli, la spintona e la schiaffeggia. La donna riesce a sfuggire e si barrica in una stanza dell’appartamento. Riesce a chiamare i Carabinieri che arrivano poco dopo. Il 34enne viene bloccato ed arrestato per essere condotto al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.

Sedicenne gira in motorino armato di manganello

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    MARANO – Ancora un minore, ancora un ragazzino armato in strada. In scooter col manganello, 16enne denunciato dai carabinieri Questa volta è successo a Marano, durante un controllo alla circolazione dei Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia locale. Il 16enne era alla guida di uno scooter con targa estera, il suo atteggiamento tradiva una certa agitazione. Quando i militari hanno deciso di controllarlo hanno trovato nelle sue disponibilitĂ  un manganello telescopico. L’arma è stata sequestrata mentre il 16enne è stato riaffidato ai genitori. RisponderĂ  di porto abusivo di arma impropria.

Commerciante si ribella al racket e viene picchiato. fermati due fratelli

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    NAPOLI – Commerciante riempito di botte per essersi ribellato all’estorsione del clan. Nel pomeriggio di ieri 30 settembre personale della Squadra Mobile e del Commissariato di San Paolo ha dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti dei fratelli FRIZZIERO Mariano, nato a Napoli il 18.12.1978 e FRIZZIERO Alvino, nato a Napoli in data 8.02.1983, gravemente indiziati dei reati di estorsione continuata e lesioni, aggravati dal metodo mafioso. L’attivitĂ  investigativa ha origine dalla denuncia presentata dal titolare di una ditta di materiale elettronico, in merito alle richieste estorsive perpetrate da parte dei predetti indagati, i quali in data 28 settembre, dopo l’ennesima richiesta, avrebbero aggredito il denunciante presso la sede della sua attivitĂ  commerciale, causandogli lesioni giudicate guaribili in giorni 15. Il provvedimento precautelare adottato dalla Procura sarĂ  ritualmente sottoposto al vaglio del competente Giudice.

Napoli è un teatro “naturale”, che Nerone scelse per il suo debutto come cantante

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Il successo del   film “Qui rido io” che Mario Martone ha dedicato al genio di Scarpetta ci sollecita a ricordare che l’immagine di Napoli “teatro a cielo aperto” e l’ inclinazione dei Napoletani a “far teatro” sono storiche “figure” della “napoletanità”, da Nerone e da Seneca  a Gennaro Parrino, a Eduardo,a Totò, a Curzio Malaparte. L’immagine di corredo è quella di un quadro di  Vincenzo Migliaro dedicato alla Piedigrotta.     La vita di Scarpetta fu un “teatro” in ogni senso: anche la sua villa egli decise che fosse costruita come un teatro, dove, però, solo al padrone di casa era consentito “ridere”. L’immagine piĂą diffusa di Napoli e del suo popolo è costruita su tre “ figure ”: due sono antiche,  il teatro e la fantasia accesa ( di questa “figura” si serve anche un noto chef per fare pubblicitĂ  a un pastificio); la terza,  quella delle “due Napoli”, è piĂą recente, ed è stata disegnata dalla Ortese e da Domenico Rea. Secondo gli attori del Belvederius  di Gennaro Parino, la Natura stessa ha voluto che Napoli fosse il luogo di una recita perenne, perchĂ© ha dato al golfo la forma di un teatro, in cui il Vesuvio fa da quinta di scena. Per i patrizi romani Napoli fu teatro di voluttĂ . Sembra, dice Seneca parlando di Baia a Lucilio , che la dissolutezza abbia scelto quei luoghi come sua sede ufficiale e abbia concesso ai loro abitanti la licenza di sperimentare ogni forma del vizio, e non in privato, ma sotto gli occhi di tutti. Lì la lussuria richiedeva spettatori non meno che attori e lì, svelò Cicerone, Clodia si divertiva a recitar le sue turpitudini nel mezzo della folla, nella luce chiarissima del giorno. In questo teatro naturale naturale fu la passione per il bel canto: hai voglia di prendertela con gli stereotipi e le oleografie. Saranno pure escrescenze della storia, ma non c’è verruca che non abbia radice in una fibra pur infetta della carne. Dice Seneca che le notti di Baia risuonavano dei duetti dei cantanti, e il lago di Lucrino era solcato da  barche policrome, come quelle dei quadri di Dalbono, in cui una folla di Clodie consumava le ore a bearsi  della musica di raffinate orchestrine. Quando Nerone stabilì che era venuto il momento di mostrare al mondo il prodigio della sua voce, scelse per il suo esordio la cittĂ  di Napoli. E i Napoletani gli tributarono un trionfo di applausi. Finito lo spettacolo e usciti tutti gli spettatori, il teatro crollò, e non ci furono vittime: e si piantò un tarlo nella mente dei cabalisti, i quali non seppero decidere all’unanimitĂ  se l’imperatore musico fosse uno jettatore o un portafortuna. Immagino che ne discutessero con quella serietĂ   sconsolata che duemila anni dopo Carlo Levi scoprì nello sguardo dei loro discendenti e che lo aiutò ad entrare in uno dei luoghi  piĂą nascosti del carattere napoletano, lĂ  dove “ l’attore” persuaso che il copione sia stato scritto per lui e solo per lui teme ogni momento d’essere ridotto a far da spettatore, a cui compete solo di applaudire e di assistere, come un’apparizione fugace , alle interpretazioni di altri a cui è stato concesso di salire sul palcoscenico. Antonio Belvedere, che dĂ  il suo nome al dialogo di Parrino, da pittore di fiori e di frutta passò a fare l’uomo di teatro: e perciò aveva il diritto di dire che non c’è bisogno di citare gli antichi, per dimostrare che a Napoli si recita:  la vita stessa degli uomini, infatti, e le vicissitudini cittadine che ogni giorno si offrono ai nostri sguardi, presentano, per così dire, un originale teatro della Natura da cui ci vengono tragedie e commedie in abbondanza. Che Napoli sia un teatro l’hanno detto molti, e molti continuano a dirlo, talvolta anche a sproposito. Qualcuno ha tentato di aggiungere alla minestra almeno un ingrediente nuovo, per recitare la parte dell’originale: e così Stendhal estese il palcoscenico alla religiositĂ  dei napoletani e alle chiese, che nei giorni di festa  vengono trasformate in teatri, con grande profusione di stoffe e di musica, e tutte le sedie sono rivolte verso l’orchestra e non verso l’altare. Herman Melville venne affascinato dai balconi:  Balconi con donne. Un panno sul selciato. Dopo una naturale riluttanza ci hanno dato strada. Uno spasso. Mi sono voltato indietro e ho reso il piĂą grato e grazioso inchino di cui sono stato capace. Dal balcone mi hanno sventolato fazzoletti. Grida di simpatia. Mi sono sentito piĂą orgoglioso di un imperatore. Anche Melville capì che in quel teatro all’ aperto capitava sempre che anche lo spettatore piĂą distaccato e disincantato sperasse di vestirsi con i panni dell’attore. Il discorso lo chiuse Curzio Malaparte. Non so se  Malaparte abbia veramente incontrato nel 1942, a Capri, il generale Erwin Rommel. Se la scena descritta nella  Pelle  è inventata, bisogna dire che è una meravigliosa  invenzione, perfetta per intreccio, ambiente, tinte e toni. Malaparte mostra al generale tutte le stanze della sua villa, poi, nell’ immenso atrio che si apre sul ” paesaggio piĂą bello del mondo “, gli offre il vino del Vesuvio, dei vigneti di Pompei. Rommel gli domanda se ha comprato la casa giĂ  fatta, o l’ha progettata lui.  Gli risposi – e non era vero – che avevo comprato la casa giĂ  fatta. E con un ampio gesto della mano, indicandogli  i tre scogli giganteschi dei Faraglioni, la penisola di Sorrento, le isole delle Sirene, le lontananze azzurre della costiera di Amalfi e il remoto bagliore dorato della riva di Pesto, gli dissi: – Io ho disegnato il paesaggio-.  

Acerra, approvato il nuovo puc: no ai rifiuti, si al mattone. Previsti 2386 appartamenti

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Il sindaco ci riprova dopo la bocciatura del primo tentativo decisa dalla CittĂ  Metropolitana     Con l’adozione del nuovo puc, il piano urbanistico comunale, la giunta guidata dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ieri ha annunciato di aver protetto la cittĂ  dall’arrivo di nuovi impianti per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti (ultimo quello del depuratore di rifiuti liquidi industriali, la cui azienda sta chiedendo l’autorizzazione alla Regione ma che ha suscitato l’ira funesta del vescovo Antonio Di Donna). Ma contemporaneamente la stessa giunta Lettieri, sempre attraverso lo stesso strumento urbanistico, prova a ottenere nuovamente il via libera a una gigantesca operazione di edilizia residenziale. L’esecutivo ha infatti riproposto alla CittĂ  Metropolitana, chiamata ad approvare o meno il nuovo strumento urbanistico appena deliberato, grosso modo ciò che aveva intenzione di fare prima con il precedente puc, bocciato nel 2019 dall’ente di piazza Matteotti: una cittĂ  satellite, entro il 2029, capace di contenere ben 2386 nuovi appartamenti. Comunque nella delibera di adozione appena votata l’esecutivo acerrano scrive di aver ridotto il numero di nuovi alloggi dell’ “Acerra 2”. La prima proposta bocciata due anni fa era di 2875 nuovi appartamenti. Il sindaco non votò la delibera. Esattamente come ha fatto in questa seconda occasione: assente pure stavolta. Intanto sul fronte ambientale relativo agli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti Lettieri ha detto di averne impedito l’arrivo proprio con l’adozione del nuovo puc. Il primo cittadino lo ha dichiarato ieri durante la riunione alla Regione sulla richiesta di autorizzazione avanzata da una societĂ  che intende riattivare il depuratore del bosco di Calabricito per stoccare e trattare 50 tonnellate al giorno di rifiuti liquidi industriali. La riunione, però, è stata rinviata: il relatore dell’azienda ha avuto un malore ed è stato costretto ad andare via.

Mascherine e divieto alcol, nuova ordinanza di De Luca

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  NAPOLI – Prorogato, in Campania, fino al 31 ottobre l’uso della mascherina all’aperto: è quanto è stato disposto da una ordinanza firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca.   Prorogate anche altre disposizioni contenute nell’ordinanza del 31 agosto 2021: dalle ore 22 alle ore 6 è vietato il consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali. Vietati affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico.   Quanto all’uso della mascherina resta obbligatorio in situazioni di assembramenti e in ogni luogo non isolato come nei centri urbani, piazze, lungomari nelle ore e situazioni di affollamento nonchĂ© nelle file, cose, mercati, fiere e nei contesti di trasporto pubblico all’aperto quali traghetti, battelli, navi.