Somma, gli alunni della San Giovanni Bosco – Summa Villa rievocano il 1° ottobre del 1943

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Somma Vesuviana – I cittadini sommesi, che sono nati subito dopo la seconda guerra mondiale, difficilmente – spiega il compianto prof. Luciano Esposito – possono sapere, capire e soprattutto immaginare che cosa sia successo alla comunità di Somma Vesuviana dopo l’8 settembre del 1943. Da anni, il lavoro di ricerca degli alunni della Scuola Media Statale San Giovanni Bosco – Summa Villa sta tentando di ricostruire la conoscenza dei fatti luttuosi e tragici che coinvolsero la città.

La manifestazione Correva l’anno 1943…cronaca di un anno di guerra si terrà, stamattina 1° ottobre, alle ore 10:00 presso la sede centrale della Scuola Media Statale in piazza Vittorio Emanuele III. Dopo una riflessione sui nefasti episodi, gli alunni prenderanno parte ad un lungo corteo, che raggiungerà dapprima la lapide commemorativa presso piazzetta Guglielmo Marconi (Piazza San Domenico) e successivamente la targa in memoria di Luisa Granato in via Casaraia. Saranno presenti autorità politiche, militari e civili.
Il primo ottobre del 1943, la giornata più lunga e orribile di Somma Vesuviana, dopo le memorabili quattro giornate di Napoli, i tedeschi, in ritirata strategica da Napoli – Ponticelli, lasciarono ovunque lutti e rovine. Il primo ottobre iniziò la giornata più lunga per Somma Vesuviana. I tedeschi in ritirata incendiarono numerosi fabbricati, in special modo le proprietà degli antifascisti, disseminando terrore e morte. Dal castello montano si vedevano le fiamme lambire i tetti e il cielo. La lapide – che i giovani studenti onoreranno – è collocata dal 1945 sulla facciata del vecchio palazzo municipale in piazzetta San Domenico. Recita il seguente epitaffio: Per queste convalli fiorite di ginestre/ spiegò l’ugne il tedesco / ma incalzato dagli eserciti della libertà/ il 1° ottobre 1943/ fuggiva vile e feroce / sfogando il suo ultimo furore / con roghi mine mitraglie/ fonti di lacrime lutti rovine/ alla inerme laboriosa gente di Somma / che scrive su questo muro/ i nome degli uccisi / MICHELE MUOIO – LUISA GRANATA – CIRO GIANNOLI/ e grida quegli uomini/ alla ventura giustizia.
E’ importante utilizzare questo momento – spiega la nuova Dirigente Prof.ssa Rosa Liguoro – per riflettere e fornire un’idea del clima di quel determinato momento storico. Il lavoro – che si inserisce in un percorso, iniziato diversi anni fa dal mio predecessore prof. Ernesto Piccolo – ha il fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia, puntando alla costruzione di una società migliore.

Per l’occasione riporto la trascrizione dei cinque verbali d’interrogatorio eseguiti nei giorni 15 e 16 giugno del 1945 dai Carabinieri della stazione di Somma Vesuviana, presenti nell’Archivio del Tribunale Militare di Napoli. Un materiale inedito – spiega il prof. Luigi Verolino di Ponticelli – che consente di fare una più attenta ricostruzione storica dei tragici avvenimenti accaduti a Somma Vesuviana il primo di ottobre.

Il primo interrogato dal comandante Maresciallo Maggiore Ernesto Matarazzo, alle ore 16:00, fu Aniello Sodano, il quale dichiarò quanto segue: Il 1° ottobre del 1943, all’avvicinarsi dell’esercito liberatore Anglo Americani, la soldataglia tedesca si abbandonò in questo Comune ad atti di inaudito terrorismo, distruggendo con la dinamite e con l’incendio quei beni patrimoniali che rappresentavano il frutto di tanti stenti di non pochi cittadini che rimasero senza tetto e nella desolazione. Come se ciò non bastasse mentre il nominato Muoio Michele fu Domenico e fu Sorrentino Concetta, nato il 29-10-1865 a Somma Vesuviana ed ivi domiciliato via Roma n°41, si trovava nella propria abitazione con minacce di morte da alcuni soldati tedeschi venne fatto scendere nella via e ucciso con un colpo di fucile mitragliatore.

Alle 16,30, toccò ad Arioso Elisa presentarsi al cospetto del Maresciallo Maggiore, la quale opportunamente interrogata dichiarò che come se ciò non bastasse mentre il nominato De Luca Ciro fu Vincenzo e fu Perna Filomena, nato il 26-1-1874 si trovava in Piazza 3 novembre, alcuni soldati tedeschi, senza alcun motivo gli esplosero un colpo di fucile contro,  ferendolo alle spalle gravemente e dopo le opportune cure, di circa tre mesi, guarì.

Alle ore 17 fu ascoltato attentamente Beniamino Di Palma alias paparella, domiciliato in via Casaraia, che descrisse nei minimi particolari la morte di Granato Luisa di Francesco e di Raia Maria Teresa, nata a Somma Vesuviana il 6-11-1916 ed ivi domiciliata in via Casaraia n°2: mentre si riparava nella propria casa gli vennero esplosi da alcuni soldati tedeschi tre colpi di fucile mitragliatore senza alcun motivo e la uccisero quasi istantaneamente.

Alle ore 17,30, si presentò al cospetto dei militari Margherita Merone per deporre la sua dichiarazione: il nominato Giannoli Ciro di Salvatore e di Campagna Anna, nato il 20-4-1913 a S. Giovanni a Teduccio e domiciliato a Somma Vesuviana in via S. Pietro n°48, si trovava nei pressi della sua abitazione quando un soldato tedesco senza alcun motivo gli esplose contro una raffica di fucile mitragliatore uccidendolo sull’istante.

Infine, alle ore 18:00, fu rilasciata l’ultima dichiarazione di Anna Bocchino: mentre il giovane Di Guido Giovanni fu Luigi e fu De Luca Concetta nato il 10-7-1913 a Napoli e domiciliato a Somma Vesuviana via S. Pietro n°35, si trovava nascosto nel cortile della sua abitazione un soldato tedesco gli esplose contro una raffica di fucile mitragliatore, producendogli alla spalla destra lesione guaribile.