Il sindaco ci riprova dopo la bocciatura del primo tentativo decisa dalla Città Metropolitana
Con l’adozione del nuovo puc, il piano urbanistico comunale, la giunta guidata dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ieri ha annunciato di aver protetto la città dall’arrivo di nuovi impianti per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti (ultimo quello del depuratore di rifiuti liquidi industriali, la cui azienda sta chiedendo l’autorizzazione alla Regione ma che ha suscitato l’ira funesta del vescovo Antonio Di Donna). Ma contemporaneamente la stessa giunta Lettieri, sempre attraverso lo stesso strumento urbanistico, prova a ottenere nuovamente il via libera a una gigantesca operazione di edilizia residenziale. L’esecutivo ha infatti riproposto alla Città Metropolitana, chiamata ad approvare o meno il nuovo strumento urbanistico appena deliberato, grosso modo ciò che aveva intenzione di fare prima con il precedente puc, bocciato nel 2019 dall’ente di piazza Matteotti: una città satellite, entro il 2029, capace di contenere ben 2386 nuovi appartamenti. Comunque nella delibera di adozione appena votata l’esecutivo acerrano scrive di aver ridotto il numero di nuovi alloggi dell’ “Acerra 2”. La prima proposta bocciata due anni fa era di 2875 nuovi appartamenti. Il sindaco non votò la delibera. Esattamente come ha fatto in questa seconda occasione: assente pure stavolta. Intanto sul fronte ambientale relativo agli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti Lettieri ha detto di averne impedito l’arrivo proprio con l’adozione del nuovo puc. Il primo cittadino lo ha dichiarato ieri durante la riunione alla Regione sulla richiesta di autorizzazione avanzata da una società che intende riattivare il depuratore del bosco di Calabricito per stoccare e trattare 50 tonnellate al giorno di rifiuti liquidi industriali. La riunione, però, è stata rinviata: il relatore dell’azienda ha avuto un malore ed è stato costretto ad andare via.


