Ottaviano piange Augusto Prisco: giovane padre, marito e professionista

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  Ottaviano sembra non avere pace: dopo la drammatica tragedia appena vissuta, la città deve dire addio ad un altro dei suoi figli. Si tratta di Augusto Prisco, quarantaquattrenne architetto presso il comune di Afragola, figlio di Stefano Prisco, ex Assessore di Somma Vesuviana e Sant’Anastasia ed ex Vicepresidente della provincia. Una famiglia estremamente conosciuta in paese; in tanti infatti hanno voluto rendere omaggio anche solo con poche parole al giovane padre e marito che purtroppo è venuto a mancare prematuramente. Una malattia che sembrava essere risolta in seguito ad un’immediata e delicata operazione chirurgica. Sembrava andare tutto bene, le cose si stavano finalmente riallineando per il giovane quando all’improvviso a causa di una violenta complicanza Augusto purtroppo non ce l’ha fatta.  Una scomparsa improvvisa ed inaspettata che lascia un intero paese con l’amaro in bocca e con un velo di tristezza che sembra proprio non voler andare via. Lo shock generale di Ottaviano è stato espresso anche dal Sindaco Luca Capasso, il quale con un post su facebook ha voluto ricordare la brava persona che Augusto è sempre stata: “La morte di Augusto Prisco sconvolge me, quanti lo hanno conosciuto e tutta la comunità di Ottaviano. Se ne va un amico, un padre di famiglia, un marito, un uomo buono e leale. Aveva tutta la vita davanti, aveva tanto affetto da donare ancora e invece siamo qui a piangere, a disperarci.”  

Pomigliano, arriva il nuovo Ospedale di Comunità: avrà due moduli e 40 posti letto

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  Dopo mesi di richieste ed incontri con la Giunta Regionale, finalmente arriva l’ufficialità: A Pomigliano D’Arco nascerà un Ospedale di Comunità. POMIGLIANO D’ARCO – Si tratta di un progetto che Pomigliano avrebbe voluto realizzare già da un po’ di tempo ma che vede la luce soltanto oggi. Dopo l’incontro con i vertici della Giunta Regionale avvenuto la scorsa settimana in cui si è parlato della petizione firmata da tantissimi cittadini per rendere la propria città sede di un presidio ospedaliero, il Comitato Cittadino per Ospedale di Comunità ha finalmente ottenuto il “si” tanto atteso. Una campagna di rivendicazione di una struttura ospedaliera che ha visto l’impegno dei cittadini unitamente all’Associazione Città Aperta e al Comitato per l’Ospedale di Comunità i quali si sono mossi continuamente promuovendo anche incontri con l’Amministrazione Comunale, la stessa Giunta Regionale e l’ASL Napoli 3. “Due moduli e 40 posti letto” è questa la prima notizia importante che si legge nella nota ufficiale rilasciata dal Comitato che sottolinea la sicurezza di un progetto necessario volto alla creazioni di nuovi servizi per i cittadini. Inoltre, la programmazione regionale si spesa delle risorse in cui Pomigliano è stata inserita, prevede anche la nascita di una Casa della Comunità e di un Centro Operativo Territoriale. Non è ancora certa la zona che ospiterà questa nuova struttura, com’è noto però il Comitato ha già da tempo proposto via Vesuviana, un’area che sorge a ridosso degli svincoli autostradali A30 e della SS direzione Centro Direzionale, per una maggiore accessibilità e soprattutto in vista di una crescita futura delle medesime strutture. “Questo è un dato acquisito che possiamo comunicare alla città come un primo obiettivo raggiunto nell’interesse esclusivo della nostra comunità – si legge nella nota emanata dal Comitato che palesa ulteriormente l’importanza di questi servizi sul territorio tanto da promuovere un’iniziativa pubblica a cui saranno invitate “tutte le forze politiche e sociali per tracciare un percorso comune di rafforzamento generale dell’offerta sanitaria territoriale“.

Confisca da 5 milioni a imprenditore pomiglianese dopo condanna per usura

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    POMIGLIANO D’ARCO – La Direzione Investigativa Antimafia e la Guardia di Finanza di La Spezia hanno dato esecuzione a un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Genova nei confronti di Tommaso Ricci, 63enne originario di Pomigliano d’Arco, condannato recentemente a 8 anni in un procedimento per usura, trasferimento fraudolento di valori e tentata estorsione.   Già dall’inizio dell’ anno le attività di indagine svolte dalla DIA sul conto dell’uomo, insieme agli approfondimenti investigativi con particolare riferimento agli aspetti patrimoniali eseguiti dalla Guardia di Finanza, avevano denotato una forte pericolosità sociale e sproporzione tra i beni posseduti rispetto ai redditi dichiarati; da ciò era scaturito un decreto di sequestro dei beni emesso dal Tribunale di Genova ed eseguito il 20 gennaio 2021 su proposta della Procura. Con il provvedimento di oggi il Tribunale del capoluogo ligure ha disposto la conseguente confisca che interesserà una società operante nel settore edilizio, 3 fabbricati e un impianto fotovoltaico comprensivo del terreno sul quale era stato installato, nonché conti correnti bancari e posizioni finanziarie, per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro. . Il decreto, emesso dal Tribunale di Genova, arriva a conclusione di un’indagine patrimoniale portata avanti dalla Direzione investigativa antimafia di Genova. Gli inquirenti hanno individuato terreni, capannoni e un impianto fotovoltaico detenuti sul territorio di Sarzana (La Spezia), dove l’imprenditore Ricci si era trasferito da oltre quindici anni. I beni erano già stati oggetto di sequestro preventivo nel gennaio scorso, come esito dell’operazione “Agrodolce 2”. Nel frattempo, Ricci era stato condannato in primo grado la scorsa estate a 8 anni e quattro mesi di reclusione per il reato di usura.    

Spaccio di crack tra i bambini nella sala condominiale: i carabinieri saldano la porta

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A Pomigliano trovate 50 dosi e denunciato un pluripregiudicato sorpreso nelle vicinanze della base di spaccio La sala condominiale del palazzo, l’edificio numero 7, era già stata sequestrata dalla polizia municipale ma i clan del narcotraffico se ne sono infischiati. Nonostante il provvedimento di chiusura dei caschi bianchi i guaglioni dei cartelli hanno trasformato in una centrale di spaccio del crack il locale pubblico, un ampio salone ubicato al piano terra della settore 3 del rione della ricostruzione di Pomigliano, il parco Partenope, un complesso edilizio popolare del Comune estremamente degradato, dentro e fuori. Intanto la droga letale, una miscela cristallizzata di cocaina ed eroina, veniva venduta alla “clientela” davanti a bambini e ragazzini. Nessuna riunione di condominio dunque. “Solo” droga a fiumi, soldi e un viavai ininterrotto di tossicodipendenti. L’altro ieri pomeriggio però i carabinieri hanno messo fine a questo mercimonio portato avanti utilizzando beni che fanno parte del patrimonio pubblico, sia pure fatiscente. I militari della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Valerio Scappaticci, hanno fatto irruzione nella sala. Non hanno trovato nessuno perchè nel frattempo era scattato il fuggi fuggi generale ma durante la perquisizione della struttura hanno rinvenuto 50 dosi di crack e alcuni bilancini di precisione. Nell’ascensore del palazzo, a poca distanza da una statua di Padre Pio, gli investigatori hanno poi scovato il materiale che serviva a confezionare le dosi di droga. Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno bloccato, all’esterno dell’edificio, un pregiudicato, A.B., ritenuto una delle menti della gestione della piazza di spaccio. L’uomo aveva con se mille euro in banconote da venti euro e un coltello a serramanico. E’ stato denunciato a piede libero. La sala condominiale è stata di nuovo sequestrata. Per non farvi accedere più nessuno il comandante Scappaticci ha chiamato un fabbro che ha completamente saldato la porta d’ingresso. Ma ciò che fa più impressione è probabilmente quello che hanno appena scritto i carabinieri su quest’ultima operazione: “La 219 di Pomigliano ormai è completamente controllata dai criminali”. E’ la fine che hanno fatto praticamente tutti i ghetti della ricostruzione post terremoto costruiti alla fine degli anni Ottanta nella periferia di Napoli e in provincia. Nonostante fosse più che prevedibile che ciò accadesse il potere di allora andò dritto come un fuso nella realizzazione di questi complessi orribili, sia dal punto di vista architettonico che dell’utilizzo di materiali scadenti. Solo in questa zona ce ne sono cinque per un totale di 1550 alloggi. A ogni modo, per la verità, la 219 di Pomigliano è forse il rione della ricostruzione meno brutto di tutto l’hinterland sotto il profilo stilistico. Non è proprio un pugno nell’occhio come gli altri insediamenti del dopo sisma. Ma versa in condizioni terribili. E da tempo è anche un fortino del narcotraffico, che si consuma quotidianamente proprio davanti agli uffici della sede zonale dell’Asl Napoli 3 sud.

Ottaviano. Prende Reddito ma in casa ha droga, abbigliamento falso e 6500 euro in contanti

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  Ottaviano – Percepisce il reddito di cittadinanza ma a casa nasconde droga, soldi e accessori contraffatti. Carabinieri arrestano una 57enne A Ottaviano i Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Carmela Corcione, 57enne del posto già nota alle forze dell’ordine. I militari – supportati dal nucleo carabinieri cinofili di Sarno – hanno controllato l’abitazione della donna dove hanno rinvenuto e sequestrato 4 dosi di cocaina, materiale per il confezionamento dello stupefacente e 6mila e 500 euro in contanti. La donna dovrà rispondere anche del reato di introduzione e commercio di accessori di abbigliamento contraffatti. Durante l’operazione, infatti, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di cinture, foulard, borse e portafogli griffati contraffatti. I militari hanno accertato che la donna fosse indebitamente percettrice del reddito di cittadinanza, altro reato per cui la 57enne dovrà rispondere all’Autorità giudiziaria e  all’Inps.

Blitz a San Gennaro Vesuviano, sequestrata pistola e katane: 2 arresti

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  SAN GENNARO VESUVIANO – Durante le diverse perquisizioni domiciliari  effettuate dai Carabinieri del Comando Provinciale, a finire in manette per detenzione abusiva di arma e ricettazione il 30enne Simone Bartiromo e un 32enne incensurato. Il primo è di Marano di Napoli mentre l’incensurato è del rione traiano. I Carabinieri del nucleo investigativo hanno rinvenuto nella loro abitazione di San Gennaro Vesuviano una pistola marca cz mod.75sp-01 risultata rubata e pronta all’uso e 12 munizioni calibro 9×21. Rinvenuti e sequestrati anche 13 chili di sostanza da taglio, un impianto di video sorveglianza con 7 telecamere perimetrali, diversi smartphones e 3 katane. Gli arresti sono stati convalidati e tutti rimangono in carcere.

Legia Varsavia – Napoli, da bosco e da riviera (la quindicesima dell’alieno Gennaro)

 

Ciao, sono Gennaro, sul mio pianeta abbiamo eliminato molte differenze culturali tra la popolazione, mentre sulla Terra, anche a distanza di pochi chilometri, il dialetto e le usanze possono cambiare. A volte, di poco, ma in modo chiaramente percettibile. E’ un tesoro questa diversità. E io che vivo in Campania percepisco tanto questa ricchezza. I detti, i modi di dire, l’origine delle parole sono aspetti interessanti di questa diversità. A Napoli mi diverte sentire quel detto del “pappece” o quello dello sputo in alto, ieri Spalletti ha nominato un modo di dire delle sue parti, l’essere “da bosco e da riviera”. E’ un modo di dire che può riferirsi a qualcuno che sa cavarsela, versatile e eclettico. Nel caso del Napoli significa che il Napoli può adattarsi alla partita, giocare di fioretto, ma anche con la scure.

Il campo del Legia è infuocato, la curva polacca si fa sentire con i cori e con gli striscioni, e il Napoli va sotto. Il Napoli ci prova a rifarsi su, ha il controllo del possesso palla, ma le occasioni sono raramente nitide, Zielinski centra anche la traversa. Ma non sono convinto, e percepisco cattive sensazioni. Ma il Napoli sembra ingranare pian piano, dopo l’ingresso nel secondo tempo, dopo la traversa avversaria. Da bosco e da riviera. Il Napoli lotta, spizza, si guadagna un rigore da spallata. Zielinski insacca, teso e potente. E i rubinetti si aprono. Politano se ne procura un altro, è il turno del mezzo scavetto di Mertens, che festeggia per il figlio che arriverà. Mertens propizia il terzo gol, in verticale il Napoli sfonda nella difesa avversaria, Petagna fa l’altruista e per Lozano è come bersi un bicchiere d’acqua. Chiude il poker Ounas, che gol, pallonetto a confondere l’avversario e il gol che lo fa gioire, dopo la pausa forzata.

Il Napoli si complica le cose e poi le risolve. Lascia uomini a casa, fa quello che alcuni chiamano turnover, e che per il mister è semplicemente un’opportunità per tutti, per dare il proprio contributo. Il Napoli riprende in mano la partita, dimostra di poter essere squadra “da bosco e da riviera”, eclettica, capace di giocare di fino, ma anche di giocare partite dure come questa. Il primo posto è fondamentale, sarà la via per passare direttamente agli ottavi. E’ un Napoli da bosco, da riviera, da collina, montagna, mare, carne e pesce, città e paese, metropoli e borgo di campagna, e chi più ne ha e più ne metta, è un Napoli per tutte le stagioni, un Napoli “da bosco e da riviera”.

Nola, Comune mette a lavorare 21 percettori del Reddito di Cittadinanza

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    Nola_progetti di pubblica utilità. Ventuno percettori del reddito di cittadinanza al servizio della comunità con i progetti varati dall’amministrazione comunale Saranno impegnati sul territorio al servizio della comunità: sono ventuno, per il momento, i percettori del reddito di cittadinanza che persteranno servizi nei PUC (Progetti Utili alla Collettività) nella città di Nola. Nel pomeriggio di oggi la presentazione dei progetti agli interessati nell’aula consiliare del Municipio. Quattro i progetti pronti a partire: “spazi pubblici e verde pubblico” in cui saranno coinvolti quattro unità; “vigilanza luoghi pubblici e scuole” (9 unità); “supporto anziani e disabili” (4 unità); “aiutiamo il nostro comune” (4 unità). I beneficiari, dopo una breve formazione con appositi tutor, inizieranno le loro attività. “Finalmente si parte con i Progetti di Utilità Collettiva – spiega l’assessore Annunziata Muto – siamo tra i primi comuni della Campania ad essere operativi e di questo ne siamo felici. Voglio precisare che sono sette in totale i progetti approvati. In questa prima fase ne partiranno quattro con il coinvolgimento di 21 persone ma arriveremo a sessantotto. Un ottimo risultato che restituisce dignità alla persona in quanto lavoratore e che, sono certa, contribuirà a rendere anche più funzionali ed efficienti i servizi della nostra città. Buon lavoro a tutti”.

Palma, fermato con carico di coca da un milione di euro: arrestato insospettabile corriere-nazi

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  PALMA CAMPANIA – Carabinieri infliggono duro colpo allo spaccio di droga. 3 persone arrestate e 10 chili di cocaina sequestrati che avrebbero fruttato 1 milione di euro Operazione anticrimine a largo raggio per i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli: 3 gli arresti messi a segno dai militari dell’Arma che hanno inferto un duro colpo alla criminalità organizzata. Nel comune di Palma Campania, i Carabinieri hanno arrestato per detenzione di droga un 37enne incensurato del posto. L’uomo era a bordo della sua auto, era evidentemente nervoso. Quando i carabinieri hanno approfondito il controllo hanno trovato nel cofano ben 10 chili di cocaina purissima suddivisa in 10 confezioni da 1 chilo. Singolare che ogni pacco di droga presentasse al suo interno una banconota colombiana e in bassorilievo una svastica. La cocaina avrebbe fruttato oltre 1 milione di euro nella vendita al dettaglio.    

Amici uccisi, rabbia e dolore ai funerali: “Giustizia! Giustizia!”. L’omelia del vescovo

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  PORTICI – Con un lungo applauso e un lancio di palloncini bianchi la citta’ di Portici ha dato l’ ultimo saluto a Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, i due giovani uccisi a colpi di pistola la notte tra il 28 e il 29 ottobre scorsi a Ercolano. Tra lacrime e commozione poco fa sono uscite le bare dei due giovani. “Giustizia! Giustizia! Giustizia!” urlano le persone radunate in piazza San Ciro. Ad officiare la funzione nella chiesa di San Ciro l’ arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia che, in un passaggio dell’ omelia ha detto: “la nostra preghiera oggi e’ per queste famiglie che sono nel pianto: per le famiglie di Tullio e di Giuseppe, distrutte da una ferita irreversibile, da una spada che trafigge il cuore, da una mancanza impossibile da colmare a cui solo il tempo e la fede daranno consolazione. Ma la nostra preghiera e’ anche per i familiari di chi, afferrati da una incomprensibile violenza, ha ucciso questi due nostri figli facendo precipitare nel dolore, nella disperazione e nello smarrimento anche la propria famiglia, anch’ essa addolorata e basita per quanto accaduto”. L’omelia del vescovo – C’erano i familiari stretti nel dolore, gli amici, gente comune questa sera a Portici a portare l’ultimo saluto a Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella i due giovani uccisi a colpi di pistola, perché scambiati per ladri, la notte tra il 28 e il 29 ottobre a Ercolano. All’ingresso della chiesa di San Ciro, alla camera ardente che ha preceduto la cerimonia funebre, le due bare sono state accolte da un lungo applauso e dal saluto dei colleghi del circolo del tennis che frequentava Tullio, sui cui volti erano impressi lacrime e mestizia. Così come tra gli amici di Giuseppe che amava la palestra e il footing. Ad officiare i funerali l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia con accanto i sacerdoti della comunità porticese. ”Io non sono Gesù, non posso come lui restituire Tullio e Giuseppe al vostro abbraccio, ma come lui posso solo accostarmi alle vostre famiglie e vivere con voi il dolore” ha detto rivolto ai familiari in prima fila ”Come comunità non vi lasceremo soli ma vi staremo accanto: è una promessa che facciamo dinanzi a Tullio e Giuseppe, dinanzi a Dio che oggi li accoglie nella sua casa”. E poi un messaggio accorato agli amici: ”La loro morte non deve essere inutile, avete due strade di fronte a voi da imboccare: nutrirvi del rancore e precipitare nel non senso, o anche voi seminare nei vostri cuori, nei cuori degli amici e in quelli delle vostre famiglie, i semi di una speranza e di una armonia che sono il sogno di Dio. Ogni volta che provi rancore, che provi odio, stai solo avvelenando te stesso. Scegliete di stare sempre dalla parte della vita, difendetela, amate la vita”. Ad abbracciare i genitori dei rispettivi giovani, il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo che ha detto: ”Continueremo ad essere al fianco delle famiglie Fusella e Pagliaro per la ricerca della verità assoluta e soprattutto per la giustizia che chiederemo non con rabbia ma con quella serenità di chi aspetta dalla giustizia un momento di verità e di punizione per chi compie dei reati tanto crudeli e tanto gravi”. Tra i presenti anche il vicesindaco di Ercolano, Luigi Luciani, il rettore dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ Matteo Lorito. Al termine del rito funebre palloncini bianchi sono stati lanciati verso il cielo. Dalla piazza applausi, lacrime e un grido ‘Giustizia, Giustizia, Giustizia!’ per due giovani vite spezzate troppo presto.