Legia Varsavia – Napoli, da bosco e da riviera (la quindicesima dell’alieno Gennaro)

0
531

 

Ciao, sono Gennaro, sul mio pianeta abbiamo eliminato molte differenze culturali tra la popolazione, mentre sulla Terra, anche a distanza di pochi chilometri, il dialetto e le usanze possono cambiare. A volte, di poco, ma in modo chiaramente percettibile. E’ un tesoro questa diversità. E io che vivo in Campania percepisco tanto questa ricchezza. I detti, i modi di dire, l’origine delle parole sono aspetti interessanti di questa diversità. A Napoli mi diverte sentire quel detto del “pappece” o quello dello sputo in alto, ieri Spalletti ha nominato un modo di dire delle sue parti, l’essere “da bosco e da riviera”. E’ un modo di dire che può riferirsi a qualcuno che sa cavarsela, versatile e eclettico. Nel caso del Napoli significa che il Napoli può adattarsi alla partita, giocare di fioretto, ma anche con la scure.

Il campo del Legia è infuocato, la curva polacca si fa sentire con i cori e con gli striscioni, e il Napoli va sotto. Il Napoli ci prova a rifarsi su, ha il controllo del possesso palla, ma le occasioni sono raramente nitide, Zielinski centra anche la traversa. Ma non sono convinto, e percepisco cattive sensazioni. Ma il Napoli sembra ingranare pian piano, dopo l’ingresso nel secondo tempo, dopo la traversa avversaria. Da bosco e da riviera. Il Napoli lotta, spizza, si guadagna un rigore da spallata. Zielinski insacca, teso e potente. E i rubinetti si aprono. Politano se ne procura un altro, è il turno del mezzo scavetto di Mertens, che festeggia per il figlio che arriverà. Mertens propizia il terzo gol, in verticale il Napoli sfonda nella difesa avversaria, Petagna fa l’altruista e per Lozano è come bersi un bicchiere d’acqua. Chiude il poker Ounas, che gol, pallonetto a confondere l’avversario e il gol che lo fa gioire, dopo la pausa forzata.

Il Napoli si complica le cose e poi le risolve. Lascia uomini a casa, fa quello che alcuni chiamano turnover, e che per il mister è semplicemente un’opportunità per tutti, per dare il proprio contributo. Il Napoli riprende in mano la partita, dimostra di poter essere squadra “da bosco e da riviera”, eclettica, capace di giocare di fino, ma anche di giocare partite dure come questa. Il primo posto è fondamentale, sarà la via per passare direttamente agli ottavi. E’ un Napoli da bosco, da riviera, da collina, montagna, mare, carne e pesce, città e paese, metropoli e borgo di campagna, e chi più ne ha e più ne metta, è un Napoli per tutte le stagioni, un Napoli “da bosco e da riviera”.