Vigilia blindata, le aree più calde della “movida del brindisi” natalizio in provincia

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Vigilia di Natale è sinonimo di festa con gli amici, brindisi, aperitivi in giro per la città in cui si passa da un bar all’altro anche solo per un saluto ad un conoscente. Sono ormai due anni però che a causa della pandemia da covid-19 ogni tipo di festeggiamento per strada è assolutamente vietato, basti ricordare la zona rossa dello scorso anno per cui era praticamente vietato ogni tipo di spostamento. Questo Natale le regole non sono così rigide ma ci sono comunque dei limiti: non è consentito, per esempio, organizzare feste private e non, consumare da asporto (a meno che non si voglia bere acqua) ecc., mentre si può invece consumare all’interno dei bar o ristoranti restando però seduti al tavolo. C’è anche chi, fregandosene totalmente delle restrizioni, lo scorso anno ha deciso deliberatamente di infrangere le regole: sono state tante, infatti, le multe a giovani furbetti e non che credevano di poter sgattaiolare in giro senza essere beccati venendo, invece, colti in flagrante dalle tante forze dell’ordine che controllavano a tappeto i territori. In provincia ci sono alcuni paesi in cui durante le giornate delle vigilie si resta letteralmente imbottigliati nel traffico a causa della movida natalizia. Basti pensare a paesi come Acerra, Somma Vesuviana, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e Sant’Anastasia, i cui bar sono sempre gremiti di giovani che provengono da tutti i paesi limitrofi e che si accalcano fuori le strutture per festeggiare con i propri amici; Nola in cui il centro storico in questo specifico giorno dell’anno è solitamente gremito quasi come se fosse il periodo della Festa dei Gigli; Pomigliano D’Arco con le due piazze principali in cui ci sono vari locali che portano la movida giovanile alle stelle. Questi appena citati sono solo alcuni dei luoghi in provincia in cui si festeggia per le strade delle città fino a poco prima del canonico cenone della vigilia e in cui spesso, proprio a causa del troppo via vai di persone e, inutile negarlo, del gomito alzato forse un po’ troppo, sono scoppiate delle risse anche molto violente, come accaduto ad Acerra qualche anno in cui sono state costrette ad intervenire le forze dell’ordine per riportare la calma. Per questo Natale 2021 le restrizioni sono sicuramente diminuite rispetto allo scorso anno ma ci sono forti divieti che andranno necessariamente rispettati: è vietato organizzare feste ed eventi in discoteche, sale da ballo e locali simili, non si possono consumare bevande alcoliche e non nelle aree pubbliche e all’esterno di bar ed esercizi di ristorazione, ville, parchi e piazze, è vietato svolgere qualsiasi tipo di evento o manifestazione nei luoghi pubblici cause assembramento ecc. Insomma, questo sarà un Natale ancora diverso, un Natale nuovo, sicuramente non come molti se lo sarebbero aspettato un anno fa. Eppure stando al numero fortemente in aumento dei contagi in tutta Italia nelle ultime settimane, sembra quasi un miracolo anche solo poter trascorrere le feste con la famiglia e vedersi con i propri amici e forse proprio per questo, proprio per il ricordo del tragico periodo natalizio dello scorso anno, questo Natale sembra ancora più speciale.

Natale per tutti: un pranzo solidale grazie all’imprenditrice Galeotafiore

Riceviamo e pubblichiamo. 
Un pranzo secondo la tradizione campana per riscaldare questi giorni di festa anche a chi non può permetterselo.
L’iniziativa è dell’imprenditrice nolana Maria Grazia Galeotafiore, da sempre vicina ai progetti culturali e di solidarietà che, rispondendo alle esigenze del territorio colpito da una profonda crisi sociale, ha voluto rivolgere un pensiero a chi è meno fortunato in vista del Natale.
Ecco dunque che per gli oltre centoventi avventori della mensa fraterna bruniana il “pranzo è servito” con piatti tipici della tradizione napoletana realizzati dalle volontarie della locanda “San Vincenzo” con i prodotti donati dalla stimata imprenditrice.
“Un modo per aiutare chi è in difficoltà cercando di trasmettere lo spirito natalizio che è fatto soprattutto di solidarietà – spiega l’imprenditrice Maria Grazia Galeotafiore – il lavoro che svolgono i volontari della mensa fraterna è davvero encomiabile e solo grazie alla loro disponibilità, nonostante le restrizioni ed il periodo difficile, la locanda riesce a garantire pasti caldi tutti i giorni. Che sia Natale per tutti. Nessuno deve restare indietro”.

Riapre la biblioteca comunale di Nola: la cultura è una priorità

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Nola.
“La cultura è, e resta, una priorità di questa amministrazione e la riapertura di uno dei principali luoghi di cultura come la biblioteca comunale, conferma la nostra volontà di continuare ad investire in questo settore – spiega l’assessore Giampietro – Purtroppo le restrizioni dell’ultimo anno con l’aggravarsi della pandemia ci hanno costretto ad adottare questo provvedimento. Nel frattempo ci siamo anche attivati per riorganizzare gli spazi che renderanno ancor più funzionali tutti i servizi. Siamo certi – aggiunge – che avvieremo una programmazione condivisa anche con il prezioso contributo dell’associazionismo locale, fondamentale per la riuscita delle nostre prossime iniziative”.
La biblioteca sarà aperta nei seguenti giorni ed orari:
Lunedì-mercoledì-venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 12.00
Martedì e giovedì: dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00
(Fonte foto: rete internet)

Presepe napoletano, protagonista al palazzo vescovile di Nola

Riceviamo e pubblichiamo dalla Diocesi di Nola.         Il presepe napoletano è il protagonista di un nuovo momento di conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale del territorio, nato dalla consolidata collaborazione tra Museo diocesano di Nola e Associazione Meridies. Il 28 dicembre e il 5 gennaio, nel Salone dei Medaglioni del Palazzo vescovile di Nola si svolgerà, infatti,  Bello Ninno d’amore. Il presepe napoletano del Settecento: dal sogno di Benino alla speranza di un nuovo mondo, occasionale esposizione di pastori. La prima serata, alle 18.30, sarà dedicata al viaggio onirico del pastore Benino e all’Osteria, luogo dai significati complessi e variopinti. Il racconto sarà accompagnato dalla voce di Franco Antonio Santella e dalla musica di Claudio Romano. Il 5 gennaio, sempre alle 18.30, si ci soffermerà, invece, sulla parte regale del presepe: la Natività e i Magi. Ad accompagnare il percorso saranno le dolci melodie eseguite da Maddalena Ambrosino, Vladimir Cocaqi e Girolamo De Luca.   Gli eventi si svolgeranno in pieno rispetto delle normative anti-Covid, pertanto è gradita la prenotazione al 3475461957                                                                 (Fonte foto: rete internet)

Napoli – Spezia, Napoli no sense (la venticinquesima dell’alieno Gennaro)

Ciao, io sono Gennaro, e ti ho accompagnato in questo finale dell’anno, sono un essere troppo razionale, e quello che vedo è veramente fuori da ogni logica. Crescenzo, il padrone del blog, chi scrive su Il Mediano, mi ha raccontato quanto succedeva solo pochi mesi fa, quanto succedeva negli ultimissimi anni. Non è possibile quanto successo, non è accettabile. Questo articolo lo scriviamo assieme.

Passino gli infortuni, passi la situazione emergenziale, passi il calo di forma e di morale, passi anche la sfortuna, quella non manca mai, passi un gol di rimpallo, o l’autorete con lo Spezia, passi una sconfitta nella quale gli avversari non hanno mai centrato la porta, passi la considerazione sul fatto che il calcio è democratico, fa vincere Davide verso Golia, passino tutte le scuse che volete. Ma il Napoli dimostra ancora una volta, dopo un grande inizio, che c’è qualcosa che non va. Non si possono lasciare indietro tutti questi punti, contro squadre, come lo Spezia, che ti dovresti mangiare in un sol boccone. Non vanno dimenticati i primi mesi della stagione, merito al mister e agli uomini per la gran cavalcata, ma ora le cose non vanno più come prima. Manca quel passo in più che porta alla continuità, alla maturità. Spalletti ha portato molto, ma alle prime difficoltà il castello ha iniziato a venire giù. A chi ha scritto storicamente su questo blog ritornano alla mente le tante simili situazioni del passato, ritorna alla mente l’ammutinamento, il peggio del periodo di Ancelotti e di Gattuso. Spalletti ha le sue colpe, gli azzurri le proprie, coincidenze avverse ci mettono il carico da 90. Mancano gli uomini con le palle? Manca un leader carismatico? Ditemelo voi. In ogni modo, emergono tutte le paure, che si era riusciti a nascondere perché i risultati arrivavano con tranquillità, perché il Napoli faceva quello che poteva, quello che aveva nelle corde. E ora lo fa con paura e con incertezza, e le circostanze gli vanno contro, peggiorando ulteriormente lo stato d’animo.

E’ un Napoli no sense, senza senso, un Napoli troppo irrazionale che avevamo pensato di non rivedere più. E invece è tornato, come il Grinch, ad augurarci un cattivo Natale. Napoli, riposati e ritrova il senso delle cose.

Addio alla moglie del prof. Cimmino: le condoglianze della nostra redazione

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  Il direttore Carmela D’Avino e la redazione de Il Mediano si stringono con affetto al dolore della famiglia del prof. Carmine Cimmino, storica firma e punto di riferimento del nostro progetto editoriale, per la perdita dalla cara moglie Anna Antonietta Giugliano. Ci uniamo al dolore della famiglia e rivolgiamo un pensiero a quanti le hanno voluto bene in questo giorno particolare.  

Il senso del Natale in una società impaurita, stanca e lacerata dagli egoismi

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La pandemia svela l’abisso che già prima dell’arrivo del virus separava le classi “alte” da quelle “basse”. Il genovese Bernardo Strozzi (1581/82 – 1644) dipinse il quadro “La Madonna con il Bambino”(olio su tela, cm.90 x 65) a Venezia – dove oggi l’opera è conservata –negli ultimi anni della sua vita, con il chiaro proposito di introdurre importanti innovazioni nell’iconografia tradizionale del soggetto, i cui moduli egli aveva rispettato nella produzione giovanile. Lo spirito di questo Natale lo vedo riflesso nell’espressione della Madre e nello sguardo del Figlio. Homo homini lupus   Mentre tentavo di decidere, finalmente, quale tema e quale immagine scegliere per l’articolo che ogni anno dedico al Natale, un “servizio” di TG3 ci ha ricordato che migliaia di famiglie a Napoli e nel nostro territorio stanno affrontando il problema drammatico della povertà. Non l’ho scoperto oggi, ovviamente, ma ci sono verità che in certi momenti fingiamo di dimenticare, perché non è facile portarle davanti agli occhi e alla mente per tutta la giornata. La pandemia sta tagliando tutti i “vincoli” sociali, e spinge molti di noi ad obbedire a una sola legge, quella del Marchese del Grillo, “esisto solo io e voi…ecc. ecc..”. La crisi del sistema è alimentata prima di tutto dai provvedimenti adottati per frenare le varie ondate del virus: ma nell’ emergenza stanno sguazzando, come bufali nella palude, furbi di varia taglia e caratura, camorristi, usurai, cacciatori di appalti, burocrati e amministratori pubblici, dispensatori, tra l’altro, di una pioggia di “bonus”. E si sa come sono certe piogge: spesso cadono non sui terreni aridi, “assetati” di acqua, ma su giardini che di acqua sono già copiosamente forniti. Gli imbroglioni non adottano nessuna cautela: c’è l’emergenza, chi vuoi che ci controlli: da qui “un campionario di inganni. Dal finto bulgaro al povero in Ferrari: i maldestri trucchi in stile “TotòTruffa”” (Corriere del Mezzogiorno del 4 novembre).Da qui il nepotismo, oltraggioso, prima di tutto, per la sua sfrontatezza. E poi l’ininterrotto “teatro” televisivo di virologi e di politici, di campane stonate che strombazzano cavolate, di liti, di insulti “pilotati” per far crescere l’indice degli ascolti, perché certi guitti da avanspettacolo ci considerano tutti, senza distinzione, dei deficienti: e intanto ogni giorno c’è qualcuno che muore sul lavoro e ci induce a pensare che il neoliberismo sia un Moloch che vuole sacrifici umani. E poiché ho il diritto anche io di “vestirmi” da complottista, dico che qualcuno sta sfruttando l’emergenza per radere al suolo ciò che resta della Scuola italiana.Il sistema sociale, ha scritto Marco Belpoliti, si sgretola nella stanchezza, “nella stanchezza del vivere, sperimentata nella sua forma elementare, quella che ci prende quando ci troviamo nel vicolo cieco delle relazioni sociali che non ci consentono di sollevare lo sguardo oltre gli angusti confini del presente“ (la Repubblica, 20 marzo 2021).Ma questa incapacità di guardare al futuro e, dunque, agli altri, viene da lontano: la pandemia l’ha resa più grave e ne ha svelato drammaticamente le dimensioni. Nel dicembre del 2018 Giovanni Bazoli disse in una “lectio magistralis” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e poi scrisse sul “Corriere della Sera” (8 dicembre) che “il male più insidioso che mina il tessuto sociale è l’egoismo dell’ hic et nunc”, del qui ed ora. Dieci anni prima, su “Limes”, (n.2 del 2009) Giulia Barone aveva dedicato uno splendido articolo al tema del “presente permanente “ in cui vivono gli Italiani, che hanno perso “la memoria storica” e, dunque, la coscienza dell’identità e il rispetto dei valori della comunità. La Madonna di Strozzi, una giovane donna del popolo, una “figura femminile profana” ( Ezia Gavazza), configura il suo volto in una espressione di cui la fotografia non riesce a rendere l’intensità: c’è, in questo sguardo, la malinconia “che prefigura il sacrificio “ di Cristo, c’è – mi persuasi che ci fosse, quando, anni fa, vidi l’opera “dal vivo” –  un delicato, misericordioso ammonimento rivolto a noi tutti, per indurci a sconfiggere la distrazione, e a chiederci cosa significhi per gli uomini tutti, credenti e non credenti, il mistero di Dio che nasce, si fa uomo, cancella la differenza tra finitezza e infinito, e per aprirci la strada della salvezza eterna accetta di morire in croce. Mentre la Madre, avendo pietà di noi, volge il suo sguardo verso destra, per non intimidirci, il Bambino fissa i suoi occhi su di noi, e fa il gesto di chi cerca di capire se abbiamo capito, e cosa abbiamo deciso.  E’ un quadro del ‘600 che parla al tempo presente:  è il prodigio dei capolavori.

Ucciso dai rapinatori nella sua peschiera, Vigilia di sangue a Boscoreale

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      Boscoreale – Notte della Vigilia di sangue nel Vesuviano. Antonio Morione, di 41 anni, titolare di una pescheria a Boscoreale, è stato ucciso nella tarda serata di ieri nel corso di una rapina.   Il fatto è avvenuto in Via Giovanni della Rocca dove i delinquenti hanno compiuto la rapina a mano armata ai danni dell’esercizio commerciale.   Il titolare ha reagito e ha inseguito i rapinatori. Per assicurarsi la fuga uno dei banditi ha sparato alcuni colpi d’arma da fuoco ferendo gravemente Antonio Morione, il quale è morto poco dopo essere stato portato in ospedale.   Sono in corso indagini dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata.

Il Natale è una soglia. Un passaggio strano e un po’ nascosto…

Il Natale è una soglia. Un passaggio strano e un po’ nascosto, adatto agli esploratori e agli acrobati, destinato ai curiosi, ai pieganti sulle tracce in mezzo alle boscaglie, a chi non si fida della cartapesta e nemmeno si degna di abboccare ai belletti della festa.   Il Natale rimane sospeso sul dirupo, dove non si sta comodi nemmeno quando il cielo è limpido e splende il sole e si accontenta di un indizio stellare, silenzioso e luminescente. È il sentiero petroso e inerpicato che s’inoltra nelle case buie, avvista una luce fioca, sorprendente, e voci sommesse attente a non far rumore, che raccontano ancora il tempo antico dell’incontro. Il Natale non accetta regali, sfida i commerci e disperde i mercati; lascia al pubblico il sorriso idiota dell’inconsapevolezza, salta gli scenari; aspetta solo che si assaggi la delusione della vacuità, quando cercheremo le parole e non le troveremo; aspetta che all’alba appaia chiara l’inutilità del fare. Allora capisce che è venuto il momento di ballare sul filo, senza paura, germinando copiosamente; si sporge dalle altezze a braccia spiegate e benedice ciò che resta dell’umana bontà e la lingua ritrovata e sapiente degli animali. Ampio si stende sugli alberi del mattino. Si ferma finalmente, eternamente; raduna la mitezza e il coraggio e chiede loro dove erano stati finora. Sprigiona il desiderio di pensare, imprigiona l’indifferenza beota. Accende i fuochi e ai bambini dà calde coperte. Si fida di loro e di nessun altro. E poi si ricorda della notte e perciò prepara il giorno.  

Spari a San Vitaliano, pregiudicato di Marigliano ferito con due proiettili dopo lite

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      SAN VITALIANO.  Si chiama Michele Calabria, 43 anni, di Marigliano il pregiudicato ferito nella notte tra mercoledì e giovedì a San Vitaliano. Calabria ha precedenti penali per lesioni e resistenza. Sul ferimento indagano gli agenti del Commissariato di Nola.   Il 43enne è stato ferito a colpi di arma da fuoco nella notte a San Vitaliano  in circostanze non ancora chiarite. L’ uomo è stato accompagnato da figlio all’ ospedale di Nola poco prima delle 4 ed ha riferito alla Polizia di essere stato ferito da uno sconosciuto dopo un diverbio per motivi di viabilità.   Il pregiudicato – del quale al momento non è stata fornita l’ identità – è stato colpito da due proiettili alle gambe ed è ricoverato con prognosi riservata nell’ Ospedale di Nola, La sua versione è al vaglio della Polizia.