Ottaviano, negoziante chiede “tassa” su merce da inviare in Ucraina 

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Da due giorni circola ormai un post di facebook di un uomo che ha fatto molto discutere ad Ottaviano. In questo post viene raccontata una vicenda che ha fatto indignare tantissime persone per l’insolita “richiesta” avvenuta ai danni di colui che ha raccontato il fatto sui social. Questo ragazzo si sarebbe recato in un negozio ad Ottaviano per acquistare della merce da inviare in Ucraina per tutte le persone che purtroppo a causa della guerra sono rimaste senza casa e hanno bisogno di supporto pratico. Secondo il racconto del ragazzo una volta arrivato in cassa per pagare, l’esercente avrebbe chiesto al cliente se tutte quelle cose acquistate fossero per l’Ucraina e, una volta ricevuto l’assenso, avrebbe improvvisamente aumentato i prezzi di ogni pezzo acquistato di 10 centesimi. “Sono rimasto schifato, ma soprattutto deluso da quella risposta” si legge nel post, che ha ormai accumulato decine e decine di commenti in cui viene condannato il gesto del commerciante. Innanzitutto, bisogna specificare che, se realmente accaduto, si tratterebbe di un’azione assolutamente illegale in quanto i prezzi affissi sugli scaffali di un esercizio commerciale sono quelli definitivi, dunque non si può decidere di aumentarli all’improvviso senza affiggere una comunicazione visiva per il cliente. Da un punto di vista morale e sociale, poi, è un’azione assolutamente ignobile, come si legge nei commenti sotto il post di denuncia, in quanto viene utilizzata una situazione tragica come quella che in questo momento sta vivendo la popolazione ucraina per lucrare e abusare di un atto di estrema bontà, ovvero la beneficenza gratuita. È doveroso sottolineare che questa è solo una versione della storia raccontata sui social e che al momento non si è a conoscenza di altri dettagli, compreso quale sia l’esercizio commerciale di cui si parla nel post, in quanto omesso dal ragazzo.

Notte di fuoco: brucia serra di fiori, fiamme anche sul cantiere della fibra ottica

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BOSCOREALE. La scorsa notte a Boscoreale i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata sono intervenuti in via vicinale Cangiani all’altezza del civico 38 dove per cause ancora in corso di accertamento un incendio aveva interessato delle serre per la coltivazione dei fiori all’interno di un’area di 600 metri quadrati. Le fiamme, che sono state domate dai vigili del fuoco, hanno completamente distrutto due serre in legno. Indagini in corso da parte dei Carabinieri. L’altro rogo. Sempre nella stessa notte a Striano  i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, la scorsa notte, sono intervenuti a via Provinciale Pataffio presso un cantiere che si occupa di lavori per la fibra ottica dove per cause ancora in corso di accertamento si era sviluppato un incendio di due cassoni contenenti materiale di risulta, plastica e ferro. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco. Indagini in corso da parte dei Carabinieri che hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona.  

Scandalo marche da bollo in tribunale, ordinanza per 18: sospesi diversi avvocati

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Scandalo marche da bollo, arresti e perquisizioni in 5 province Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria, supportati dai militari dei Comandi Provinciali di Roma, Napoli, Caserta, Avellino e Salerno, a conclusione di un’articolata attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord in Aversa, finalizzata al contrasto della produzione e distribuzione di valori di bollo falsi, patenti di guida automobilistiche e nautiche, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive personali, emessa dal competente Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 18 indagati. Nei confronti di dieci indagati, è stata applicata la misura degli arresti domiciliari; per cinque indagati la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaeria; per avvocati civilisti dei fori di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord, coinvolti nelle attività criminose represse, è stata invece applicata l’interdizione dall’esercizio dell’attività forense (per 2 della durata di 12 mesi, per il restante di 6 mesi). Le indagini, avviate nel gennaio del 2020, sulla scorta delle risultanze di precedenti attività sviluppate nello specifico contesto criminale, attivo soprattutto in Campania, venivano protese alla: localizzazione delle attività di produzione delle marche da bollo contraffatte. Proprio nel contesto di tali attività, il 20 luglio 2020, veniva individuato e disfatto un “centro di produzione clandestino”, allestito nella zona di Villa Literno (CE), dove il principale indagato realizzava, su supporti reperiti in Cina, le marche da bollo false; individuazione delle singole responsabilità degli indagati impiegati sia nella produzione, sia, soprattutto, nella distribuzione del prodotto contraffatto. La necessità di strutturare un’articolata attività investigativa derivava essenzialmente dalla preoccupante diffusione del fenomeno criminoso, sempre più insidioso sia in relazione alle sofisticate tecniche di falsificazione, continuamente evolute al fine di soddisfare una crescente richiesta di “mercato”, sia in ragione dell’impiego delle marche in contesti amministrativi e giudiziari. Emergeva, in particolare, che dalle originarie tecniche di falsificazione consistenti nel manuale accrescimento del valore nominale di marche genuine, i falsari erano passati ad altra più infida metodologia, consistente nell’apposizione della c.d. stampa di personalizzazione su supporti in bianco (riportanti solamente lo stemma della Repubblica, l’intestazione e gli elementi di sicurezza falsificati) importati dalla Cina, in laboratori dotati delle apparecchiature necessarie sia hardware sia software. Le investigazioni consentivano inoltre di delineare sei direttrici distributive, gestite da “intermediari” del falsario, i cui terminali venivano localizzati a Roma, Napoli, Caserta, Avellino e Salerno. Una volta realizzate e distribuite, le marche da bollo false venivano utilizzate da professionisti e da addetti ai comparti su atti giudiziari e amministrativi per i quali è prevista la corresponsione oneri destinati all’erario. In tale specifico contesto diffusivo, venivano delineate le responsabilità di: un parcheggiatore abusivo che, operando a Napoli nelle aree adiacenti alla Prefettura, all’Agenzia delle Entrate e all’Ispettorato Provinciale del Lavoro, gestiva la distribuzione delle marche false strumentali al perfezionamento dei procedimenti amministrativi trattati dai predetti uffici pubblici; un noto “distributore” che, sebbene ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Napoli, di fatto alimentava un lucroso e continuativo smercio di marche false; un intermediario di Afragola che alimentava canali di distribuzione di valori di bollo falsi destinati ad un’autoscuola di Casoria e ad uno “smerciatore orbitante sul litorale romano, al quale forniva anche patenti automobilistiche e nautiche false; – titolari di un’agenzia immobiliare e di una tabaccheria di Roma. Particolare rilevanza veniva inoltre attribuita ai canali di smercio direttamente alimentati dal falsario, costituiti da una coppia di avvocati esercitanti, nel Foro di Santa Maria Capua Vetere (CE), colpiti dall’interdizione dall’attività forense per mesi 12, che, a loro volta le fornivano a un • avvocato del Foro di Napoli. Nord, colpito anch’egli dall’interdizione dall’attività forense per mesi sei. Nel corso delle indagini venivano conseguiti, i seguenti obiettivi culminati con: il disfacimento del principale centro di produzione, localizzato a Villa Literno (CE), -operato il 20 luglio 2020, con il contestuale sequestro di attrezzature tipografiche e informatiche necessarie alla falsificazione dei valori di bollo; l’arresto in, flagranza di quattro soggetti responsabili di produzione e smercio di marche da bollo il sequestro di migliaia di marche da bollo false del valore complessivo di circa 200.000 e e decine di patenti false, quest’ultime destinate al litorale romano. L’esito delle attività d’indagini, conclusesi nel mese di giugno 2021, hanno dato all’elaborazione di una richiesta di misure cautelari a carico dei principali indagati, riscontrate dal: Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord, il 23 febbraio scorso, con l’emissione dell’ordinanza cautelare oggi posta in esecuzione. Contestualmente all’esecuzione, sono state eseguite anche due perquisizioni a carico di altrettanti avvocati (uno del foro di Nocera e l’altro di quello di Avellino, indagati ma non colpiti dal provvedimento, finalizzate alla eventuale ricerca di ulteriori riscontri. L’operazione odierna è da inquadrare in un più vasta strategia di contrasto a questo insidioso fenomeno che che la Procura della Repubblica di Napoli Nord, con l’ausilio del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria, ha sviluppato da alcuni anni e che ha sinora consentito, oltre all’individuazione e deferimento di molti soggetti tra produttori, distributori ed utilizzatori del materiale falso, il sequestro di valori di bollo falsi ingenerante notevole danno all’erario. Particolare rilevanza veniva inoltre attribuita ai canali di smercio direttamente alimentati dal falsario, costituiti da una coppia di avvocati esercitanti, nel Foro di Santa Maria Capua Vetere (CE), colpiti dall’interdizione dall’attività forense per mesi 12, che, a loro volta le fornivano a un avvocato del Foro di Napoli. Nord, colpito anch’egli dall’interdizione dall’attività forense per mesi sei. Nel corso delle indagini venivano conseguiti, i seguenti obiettivi culminati con: il disfacimento del principale centro di produzione, localizzato a Villa Literno (CE), -operato il 20 luglio 2020, con il contestuale sequestro di attrezzature tipografiche e informatiche necessarie alla falsificazione dei valori di bollo; l’arresto in, flagranza di quattro soggetti responsabili di produzione e smercio di marche da bollo.  

Assassinato in auto a 35 anni: omicidio in provincia

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CASORIA. Un uomo, Vincenzo Cerqua di 35 anni, già noto alle forze dell’ordine per reati di droga, è stato ucciso questa sera a Casoria. Il cadavere di Cerqua è stato trovato verso le 20 all’interno della sua autovettura in via Gaetano Pelella. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno trovato cinque bossoli calibro 45. Ancora da ricostruire la dinamica dell’agguato. Le indagini sono condotte dai militari della compagnia di Casoria assieme a quelli del nucleo investigativo di Castello di Cisterna.

Anna, uccisa dall’ex. Il padre: “le avevo detto di denunciare ma non ha voluto”

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Anna Borsa è stata uccisa da un colpo di pistola alla testa sparato dal suo ex fidanzato Alfredo che è stato poi bloccato mentre tentava di fuggire.  Erano mesi che lui la seguiva, la chiamava, le inviava messaggi in continuazione senza lasciarle un attimo di respiro eppure, Anna, nonostante in molti le avessero consigliato di denunciarlo, non ne ha avuto il coraggio. Credeva che prima o poi avrebbe smesso che avrebbe capito e, invece, Alfredo ha deciso che o “con lui o con nessuno”. Un femminicidio forse preannunciato per i continui sbalzi di umore e l’irascibilità di Alfredo che ultimamente aveva mostrato atteggiamenti aggressivi e un modo di parlare ad Anna troppo violento, motivo per cui la ragazza lo aveva lasciato. Il padre di Anna, Ettore, ha raccontato che aveva più volte incitato la figlia a denunciarlo perché “quegli comportamenti violenti, le urla, non erano normali”, anche le amiche hanno provato a convincerla ma lei proprio non riusciva a farlo, nemmeno dopo le minacce di morte di qualche giorno prima, forse perché aveva ancora un po’ di fiducia in quell’uomo che si è preso con la forza quello che voleva. “Io ero andato dai carabinieri, avevo detto che questo dava fastidio a mia figlia, che stava esagerando” sostiene a Il Mattino Ettore che, distrutto dal dolore, ha raccontato che Anna più gli ha detto a parole che lo avrebbe fatto senza mai poi agire realmente. Pochi giorni fa Anna e Alfredo avevano avuto una discussione in cui si era inserito anche Ettore che aveva detto al ragazzo di lasciar stare sua figlia e farsi la sua vita, mentre Alfredo urlava e imprecava contro Anna che ormai era spaventata e aveva l’ansia che lui potesse davvero non mettersi il cuore in pace la fine della loro storia. È trascorso solo qualche giorno da quel litigio, quando Alfredo ha premuto il grilletto e l’ha uccisa strappando la via per sempre da chi l’amava davvero.

A Cisterna il campionato provinciale di scacchi

Dal 5 marzo al 13 marzo Castello di Cisterna ospiterà il campionato provinciale di scacchi che si terrà presso Auditorium Parco “E. De Nicola”.        CASTELLO DI CISTERNA – Il 5 marzo 2022 la proloco “CASTRUM” di Castello di Cisterna, in collaborazione con: l’A.S.D. di Scacchi A. Mele di Pomigliano, l’A.S.D. Follemente scacchi di Caserta e, con il patrocinato del Comune di Castello di Cisterna, organizza il Campionato Provinciale assoluto Napoli – Caserta 2022. La competizione scacchista cittadina si svolgerà nell’ Auditorium Parco “E. De Nicola”, via Madonna Stella traversa Cimabue, e si concluderà il 13 marzo. Il torneo si svolgerà su sei turni:
  • 1° turno sabato 5 marzo ore 16:00
  • 2° turno domenica 6 marzo ore 9:00; 3° turno ore 15:30
  • 4° turno sabato 12 marzo ore 15:30
  • 5° turno domenica 13 marzo ore 9:00; 6° turno ore 15:30
La partecipazione al campionato provinciale è riservata ai tesserati alla FSI per l’anno 2022. La cadenza di gioco è stabilita in 90 minuti, più 30 secondi per ogni mossa a partire dalla prima. Il torneo è valido per la variazione dei punti Elo FIDE. L’iscrizione sarà possibile effettuarla sabato 5 marzo alle ore 15:30                                                                                                                                     (fonte foto: rete internet)

Madonna dell’Arco, addio a padre Eugenio, avrebbe compiuto 100 anni tra qualche giorno

L’addio al primo parroco di Madonna dell’Arco, era nella RSA domenicana da dicembre scorso.  Tra solo nove giorni avrebbe compiuto cento anni padre Eugenio, ma non potrà esserci a quella festa che la comunità domenicana stava preparando per lui. Lucidissimo fino all’ultimo istante, brillante, sagace e molto amato, il sacerdote si è spento nella residenza sanitaria per anziani di Madonna dell’Arco. Padre Eugenio era nato con il nome di Gildo Giovanniello l’11 marzo del 1022 a Petruro, in provincia di Avellino. Entrò nella scuola apostolica di Madonna dell’Arco a soli 13 anni e quattro anni più tardi prese l’abito domenicano, sigillando la sua consacrazione nell’Ordine a novembre del 1943. Fu lui il primo parroco del Santuario di Madonna dell’Arco, nonché maestro degli studenti a Bari, parroco di Sant’Antonio a Posillipo e, per più di venti anni assistente religioso del personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. «Padre Eugenio è andato via nel giorno del mercoledì delle Ceneri, quello in cui Cristo ci ricorda attraverso la chiesa che siamo polvere e che è necessaria la conversione al suo Vangelo – dice padre Gianpaolo Pagano, priore del Santuario di Madonna dell’Arco – chiamato dal Padre nove giorni prima di un singolare traguardo centenario. Il dispiacere del distacco e l’angoscia per la sua morte sono superati dalla fede nella resurrezione». I suoi confratelli lo ricordano per il fine umorismo, per la battuta pronta e la lucida ironia conservata fino all’ultimo istante, per la gioia con la quale accolse lo scorso anno i festeggiamenti per il traguardo dei 99 anni di età. Era pronta per celebrare il secolo una cerimonia più grande che avrebbe visto la reunion di parenti, amici, istituzioni, una sorpresa che sicuramente gli avrebbe strappato l’ennesimo dei sorrisi che non ha mai lesinato.

Somma Vesuviana, elezioni comunali: nasce “Per Somma”

Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo politico “Per Somma”

Si chiama “Per Somma” il nuovo progetto politico nato nella cittadina alle falde del Vesuvio in vista delle prossime elezioni amministrative.

 A lanciarlo sono , tra gli altri, il consigliere comunale Umberto Parisi, gli ex consiglieri Maria Rosaria Raia e Andrea Scala, l’ex assessore Giovanni Salierno, che stanno raccogliendo adesioni e consensi tra cittadini ed esponenti della società civile a Somma Vesuviana. Nei prossimi giorni, gli attivisti di “Per Somma” daranno vita ad iniziative e proposte, con l’obiettivo dichiarato di avviare una piattaforma programmatica che faccia da punto di partenza per un confronto con gli altri soggetti politici in campo.

Intanto, è lo stesso Parisi a chiarire: «Ci rivolgiamo soprattutto a quanti intendono dare una svolta all’azione amministrativa, puntando su una gestione della città basata sulla partecipazione, sulla democrazia e sulla valorizzazione delle competenze. In questa ottica, non possiamo che essere critici nei confronti dell’attuale amministrazione comunale»

Corruzione e abusi al resort, 14 indagati: coinvolti anche vigile e dirigente

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POMPEI. Nella mattinata odierna personale del Commissariato di PS di Pompei, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, ha proceduto al sequestro preventivo di una pluralità di fondi e di manufatti inerenti ad una struttura turistico-ricettiva sita in Pompei, per una consistenza complessiva di oltre 14.200 mq., in ordine al reato di lottizzazione abusiva. I reati per cui si procede, pari complessivamente a 31 capi di imputazione, oltre a quello su indicato, sono quelli di abuso di ufficio, corruzione propria, falso ideologico in atti pubblici, violazione del segreto d’ufficio, falsità ideologica in certificati, reati edilizi ed urbanistici, ascritti, a vario titolo, a 14 indagati. Le indagini, svolte dal Commissariato di PS di Pompei sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, e che si sono giovate di intercettazioni telefoniche e di una consulenza tecnica disposta da questo Ufficio, hanno permesso di accertare la realizzazione progressiva, nel corso di circa 30 anni, di una lottizzazione abusiva a scopo edificatorio relativa all’Agriturismo Vivi Natura Resort, ubicato in via Ponte Izzo del comune di Pompei, realizzata attraverso una pluralità di interventi protrattisi sino all’aprile 2021, in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica, implementando alcuni immobili preesistenti, totalmente abusivi, oggetto di istanze di condono edilizio rigettate o comunque non definite e di ordinanze comunali di demolizione, alcuni dei quali acquisiti al patrimonio comunale a seguito della mancata ottemperanza all’ordine di demolizione, edificati in un’area soggetta a vincolo di inedificabilità, a vincolo paesaggistico e di rispetto stradale, con un mutamento di destinazione, da area agricola a struttura turistico-ricettiva, incompatibile con il PRG vigente, edificando volumetrie abusive per oltre 5.000 mc. Le indagini, come affermato dal GIP nel decreto di sequestro preventivo, consentono di ritenere che le opere abusive sono state realizzate grazie “alla voluta e deliberata connivenza tra coloro che avrebbero dovuto tutelare gli interessi pubblici e gli amministratori dell’agriturismo Vivi Natura”. Sono emersi, infatti, sempre secondo quanto ritenuto dal GIP, “l’illegittimità della gran parte dei procedimenti amministrativi promossi e portati avanti dall’Ufficio Tecnico del Comune di Pompei; il mancato rinvenimento di atti amministrativi (…); la mancata esecuzione di accertamenti finalizzati a verificare (…) quali fossero effettivamente le opere realizzate e, soprattutto, in quale contesto di realtà edilizia e commerciale andassero ad inserirsi”. In particolare, è stata accertato un episodio di corruzione nei confronti di un geometra dell’UTC di Pompei, il quale, a fronte della dazione indebita di una somma di denaro da parte del committente delle opere abusive, avrebbe omesso di inibire l’esecuzione dei relativi lavori, di ordinare il ripristino dello stato dei luoghi e di esercitare la dovuta vigilanza sui lavori in corso. Inoltre, sono stati accertati due reati di falso ideologo in atto pubblico, da parte di un geometra dell’UTC di Pompei e di un capitano della Polizia Locale di detto Comune, che avrebbero omesso di riportare, in due distinti verbali di sequestro, alcune opee abusive relative ad un manufatto sito in via Civita Giuliana di Pompei, di proprietà dello stesso imprenditore titolare dell’Agriturismo Vivi Natura Resort. La misura cautelare reale, oltre ad essere finalizzata/alla misura di sicurezza della confisca con riferimento al reato di lottizzazione abusiva, si è resa necessaria, altresì, come ritenuto dal GIP, al fine di impedire la protrazione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati accertati, commessi in spregio della morfologia del territorio, dei vincoli posti a tutela dell’ambiente nonché della disciplina urbanistica funzionale all’ordinato e armonioso assetto del territorio.

Palma, carabinieri trovano proiettile della guerra: arriva l’Esercito

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  PALMA CAMPANIA – A Palma Campania i Carabinieri della stazione di Piazzolla di Nola sono intervenuti in via Isernia allertati dalla ditta che sta bonificando i lagni. All’interno del lagno quindici un proiettile di 30×7,5 centimetri di dimensioni, verosimilmente risalente all’ultimo conflitto mondiale. L’area è stata isolata e messa in sicurezza. Sul posto i militari dell’Esercito italiano