Nas di nuovo in azione: sequestrato finto champagne e un panificio sporco

Doppia operazione: a Napoli città e a Casandrino, dove è stato sequestrato un forno del valore di 300mila euro.     Durante questo fine settimana i carabinieri del Nas di Napoli hanno intensificato, anche nella città di Napoli, i controlli tesi al contrasto della contraffazione alimentare e alla  verifica delle più semplici regole di produzione in sicurezza degli alimenti. In quest’ottica sono stati denunciati a piede libero R.E. e S.N. per aver detenuto presso la propria rivendita denominata “La Fattoria”, in via Marina, 6 bottiglie di champagne Moet & Chandon contraffatto e 10 bottiglie di olio a marca “Divella”, anche queste risultate contraffatte. Nel corso della mattinata odierna, invece, è stato deferito in stato di liberta’ S.N., di Casandrino, per aver gestito abusivamente un panificio ricavato in un immobile privo di ogni requisito di sicurezza sotto il profilo igienico sanitario. Nell’operazione di Casandrino sono stati sequestrati 2 forni in muratura alimentati a gas metano, 40 kg di pane già cotto, 350 kg circa di impasto, 12 sacchi di farina bianca da k 25 chili ciascuno, 1 macchina impastatrice elettrica, 1 bruciatore alimentato a gas metano, 50 madie in legno, 4 pale in legno, 7 carrelli metallici. Il valore della merce in sequestro ammonta a circa 300mila euro.  

Pentastellati contro il Comune di Nola: richiesto scioglimento per camorra

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Ancora beghe per l’amministrazione Biancardi. Questa volta, le noie arrivano addirittura dal Parlamento, con un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle (primo firmatario il deputato Riccardo Nuti), presentata in Commissione Affari Costituzionali, che, in luce degli ultimi accadimenti giudiziari che hanno coinvolto l’ente bruniano, ha richiesto un eventuale scioglimento di quest’ultimo per infiltrazioni camorristiche, così come previsto dall’art. 143 del testo unico sugli enti locali. Motivazioni principali a carico della richiesta: la gestione dei parcheggi a pagamento, affidata finora a diverse ditte, risultate poi affiliate o comunque vicine a clan camorristici del Nolano; l’arresto, lo scorso marzo, dell’assessore all’urbanistica Gianpaolo De Angelis per associazione mafiosa (poi scagionato in sede di Riesame dal Tribunale di Napoli); il caso “mandatopoli”, che portò all’arresto di due funzionari comunali corrotti, che avevano distratto ingenti somme di denaro dalle casse comunali per favorire parenti e conoscenti. Dell’altro ieri la risposta del Ministero dell’Interno, con le parole del sottosegretario Domenico Manzione, che, dopo aver esaminato le diverse criticità presentate dai pentastellati, ha sottolineato la costante ed efficace opera di controllo da parte della Prefettura di Napoli su tutti i Comuni dell’area nolana a rischio di infiltrazioni mafiose, compreso quello della Città dei gigli: “Questa la ricostruzione dei fatti, che ritengo evidenzi l’attenzione con cui la Prefettura di Napoli monitora l’operato dell’amministrazione comunale di Nola al fine di accertare eventuali fenomeni di compromissione della libera determinazione degli organi politico-amministrativi e di conseguente pregiudizio del buon andamento della pubblica amministrazione, onde promuovere, se del caso, l’esercizio dei poteri di accesso presso l’ente” – questo quanto si legge negli atti depositati presso la Camera. Una visione “possibilista”, secondo l’onorevole Nuti, l’interrogante, che, però, non assicura alcuna azione di governo, quantomeno nel breve termine, in quanto ad oggi non è stata ancora dimostrata nessuna collusione diretta dell’amministrazione Biancardi con la criminalità organizzata locale. Immediata, poi, la risposta del primo cittadino nolano, che, chiamato in causa, ha smentito con fermezza e durezza la pesante accusa dei grillini: «Siamo ai limiti della calunnia o della farneticazione.  Il Ministero dell’Interno ha smentito  le fandonie dei poco informati pentastellati: il monitoraggio quotidiano della Prefettura, che noi auspichiamo sia sempre più stringente, ha rilevato che non esiste alcun presupposto per l’invio di una commissione d’accesso, a testimonianza della condotta dell’amministrazione comunale, sempre ispirata alla trasparenza ed all’affermazione della legalità». Solo un polverone mediatico o concreta connivenza? Alla Prefettura (forse) l’ardua sentenza.  

Acerra, il sindaco rimuove l’assessore “autosospeso”

“Venuto meno il rapporto di fiducia “, scrive Lettieri nel decreto di revoca per Vincenzo Falco. Ieri il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha rimosso l’assessore Vincenzo Falco. ” E’ venuto a mancare il rapporto di fiducia “, ha scritto Lettieri nel decreto di revoca dell’incarico. Decisione che giunge dopo una settimana di aspre polemiche tra le opposizioni di centrosinistra e di centrodestra e la maggioranza Udc-liste civiche. Sabato scorso infatti era stato lo stesso municipio di Acerra a comunicare che l’assessore Falco aveva deciso di “autosospendersi” a causa della sopraggiunta nomina a dirigente di una scuola in provincia di Brescia. Niente dimissioni, dunque, solo un’ ” un’ autospensione”, cosa che avrebbe consentito a Falco di restare in carica e di continuare a percepire l’indennità di poco più di mille euro al mese. Ma le opposizioni sono insorte. La protesta è consistita sostanzialmente nel fatto che per un assessore l’espressione “autosospensione” dall’attività non è giuridicamente contemplata. In poche parole: non esiste, non sta né in cielo né in terra. Su questo punto hanno insistito sia il Pd che il Movimento Cinque stelle. I democratici lunedi scorso hanno parlato di ” vicenda penosa che mette in evidenza il fallimento di un assessorato incapace di risolvere il grave problema del primo circolo didattico, chiuso da cinque anni, responsabile di aver negato la mensa scolastica per tre anni e di non aver saputo preservare l’avanzo di amministrazione di un milione di euro che si sarebbe potuto utilizzare per le scuole “. Nello stesso comunicato il Pd ha sostenuto ” la ferrea volontà di Falco di conservare la postazione, concepita come una sorta di status personale “. Ieri poi la decisione del sindaco di revocare l’assessorato a Falco. Ma Lettieri dà una versione opposta. Nel decreto di revoca il primo cittadino parla di “rapporto di fiducia venuto a mancare ” però nel comunicato trasmesso ieri il sindaco spiega che ” la revoca è maturata di comune accordo con Falco, che nella giornata di giovedì 26 novembre aveva inviato una nota con la quale manifestava di aver assunto la decisione di lasciare l’incarico di assessore visti i suoi nuovi e prestigiosi impegni lavorativi e professionali “. ” In seguito – spiega ancora Lettieri – vista la natura personale della comunicazione dell’ex assessore e allo scopo di formalizzare la revoca delle deleghe, si è proceduto con la firma del decreto di revoca d’intesa con l’assessore “. E Falco chiude così: ” Per motivi di lavoro sono costretto a lasciare la carica restando a disposizione per ogni futura collaborazione “.  

Addio a Luca De Filippo, grande maestro del teatro napoletano

L’attore e regista si è spento ieri pomeriggio nella sua casa romana. Aveva solo 67 anni. Luca De Filippo, che aveva interrotto da poco le repliche di Non ti pago, è morto ieri pomeriggio nella sua casa romana. Aveva 67 anni, ed era figlio di Eduardo alla cui opera si era sempre dedicato. Nato a Roma nel 1948 aveva infatti cominciato a recitare da bambino col padre, nella commedia Miseria e Nobiltà, nella quale interpretò Peppeniello. Il suo vero debutto però può essere considerato Il figlio di Pulcinella di Eduardo, dove recitò a 20 anni con lo pseudonimo Luca della Porta. Da quel momento si intensificò la sua attività teatrale, intervallata anche da apparizioni cinematografiche e televisive. A maggio del 2003 debutta al Teatro San Carlo, con la regia di Francesco Rosi, la nuova messa in scena di Napoli Milionaria!, a sessant’anni dalla prima storica rappresentazione del 25 marzo 1945. Nel 2015 diventa direttore della Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Napoli. Figlio di Eduardo e della cantante e attrice Thea Prandi, ha spostato nel 2013 Carolina Rosi, figlia del grande regista Francesco Rosi, dalla quale ha avuto tre figli. (Fonte foto: Rete internet)

Pizza nel ruoto o classica napoletana: il top è dai fratelli Cuorvo

Recupero della tradizione contadina e rispetto estremo delle caratteristiche di base dei nostri prodotti di punta.  La qualità del noto forno di Pomigliano, quindici chilometri a est di Napoli.   Si sa: spesso i premi sono il frutto di accordi fatti in “famiglia”, di intrallazzi tra amici per far andare avanti questo o quel compare, a turno, in modo pianificato, organizzato. Ma i fratelli Cuorvo in pizzeria preferiscono non esibire trofei. Non amano nemmeno partecipare a tutti i costi alle ormai solite gare tra pizzaioli, spesso frutto di combine politico-professionali. Si perché loro, i fratelli Cuorvo da Pomigliano, preferiscono fare i fatti, dare alla clientela i sapori di una napoletanità e di una tradizione contadina ormai sempre più rari. Tanto che assaggiare una loro margherita ti riporta inevitabilmente al ricordo dei tempi andati, di quando da bambino, negli anni Settanta, ma anche fino agli Ottanta, si andava in pizzeria a Mergellina, al Vomero, nel centro storico di Napoli, alla stazione centrale. Era quello ancora il periodo in cui la stragrande maggioranza delle pizzerie partenopee risultavano quasi sempre infallibili: grandi pizze, meravigliose, perfette. Tempi purtroppo andati, dimenticati, calpestati da una produttività speculativa che ha reso la vera pizza napoletana ormai una rarità. Anche in provincia, ovviamente. Ma da loro no, dai fratelli Cuorvo la tradizione è salva. Dunque, nella pizzeria di via Roma a Pomigliano marinare, margherite e varietà affini sono praticamente indiscutibili: aroma inconfondibile per chi conosce la vera pizza napoletana, sfoglia ineccepibile, fragrante, sottile e morbida al punto giusto, cornicione equilibrato, né troppo grande e gonfio né “rachitico”, condimenti di qualità, vero pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala o fior di latte dei monti Lattari, origano di prima scelta, il basilico pure, un olio eccezionale, farine professionali per un impasto che rispetta caratteristiche secolari . Il tutto per un sapore esattamente come quello di tanti anni fa.  Sicuro, certificato dal prodotto stesso, garantito. E a prezzi sorprendentemente calmierati. ” Siamo pizzaioli da quando eravamo ragazzini – racconta Gioacchino Cuorvo – e poi tutti sanno bene che ottenere una vera pizza napoletana non è soltanto una questione di scelta degli alimenti ma anche il risultato di una manualità particolare, di come viene trattato, preparato e conservato l’impasto, di com’è fatto il forno, della temperatura che deve mantenere, della legna da utilizzare “. I fratelli Cuorvo su tutti preferiscono il legno di faggio. ” E’ il migliore, senza dubbio. Costoso ma il migliore “, annuisce Gioacchino. Gioacchino Cuorvo è un’enciclopedia vivente della pizza e del vino ( è anche sommelier professionista ).  Troppo difficile riassumere la valanga di concetti che esprime sulla vastità di ricette che dalla sua spiegazione si rivelano complesse, terribilmente complesse.  Intanto davanti a lui il fratello Mimmo dà sfoggio della sua maestria. Prepara contemporaneamente due suoi gioiellini: una margherita e una pizza nel ruoto circolare di rame, più semplicemente la “pizza nel ruoto “. Le mette in due forni distinti. ” Si perchè la pizza nel ruoto – spiega Mimmo – ha bisogno di una cottura diversa dalla classica napoletana, oltre che di un impasto diverso. Questa l’ho fatta con la farina integrale. Un tempo qui i contadini la chiamavano ‘a lampa, in quanto la si cuoceva accanto a una fiammata, a una “lampa” “. Inutile sottolineare che il risultato è di quelli strabilianti per il palato. Morbida ma non troppo, qualche timido guizzo croccantino, un sapore che ricorda da vicino quello del pane appena sfornato, più alta della margherita e poi quel cornicione basso, quasi invisibile, un orlo praticamente, bruciacchiato all’esterno al punto giusto. E che dire di quei pomodorini schiacciati, dolci, di quell’incredibile, intensissimo origano. ” La facciamo o con la farina integrale o con quella bianca – aggiunge Mimmo – quella integrale è per la clientela che la preferisce più leggera “.  ” Era nostro desiderio rinverdire i fasti della tradizione contadina di qui – sottolinea Gioacchino – ci tenevamo molto “. Gioacchino e Mimmo hanno da poco superato i 45 anni. Ricordano ancora i tempi in cui da bambini la zona compresa tra Pomigliano, Acerra e Castello di Cisterna era un tripudio di contadini e fornai, di boschi, alberi da frutta, vigneti, ortaggi di tutti i generi. Poi arrivarono i tempi dell’industrializzazione forzata, dell’Alfasud, dell’Aeritalia, del cemento selvaggio, della “monnezza” dappertutto, della devastazione. ” Dobbiamo tentare di riprodurre i sapori di una volta – il messaggio dei fratelli Cuorvo – anche questo è un modo efficace per ricordare e per capire che forse un tempo si stava decisamente meglio, almeno a tavola “.

Saviano. Il gusto e la magia del Natale con i mercatini e la fiera gastronomica “Strit Fud”

L’appuntamento è dal 3 al 20 dicembre. Ingresso libero. Si terrà dal 3 al 20 dicembre prossimo la prima edizione del “Natale a Saviano” con i “mercatini e la fiera gastronomica Strit Fud” (rigorosamente in napoletano poiché ci saranno solo tipicità napoletane), promossa dall’Amministrazione comunale con la Fondazione Carnevale Savianese e l’Associazione di volontariato “oltre il meglio”. Nell’area attrezzata i visitatori potranno ammirare, tra le casette di legno e gli stands espositivi, autentici oggetti dell’artigianato locale e della tradizione natalizia in un suggestivo scenario appositamente realizzato con giochi di luci. Ogni sera ci saranno spettacoli a tema con canti, balli, karaoke ed esibizione di artisti di strada oltre alla fiera dei sapori enogastronomici della tradizione napoletana. L’ingresso ai mercatini e all’area spettacoli è libero.  

Sant’Anastasia, i fondi RFI serviranno per via Marconi, così decide la maggioranza in consiglio comunale

Consiglio Comunale
Consiglio Comunale
L’assise si apre con La Marsigliese e Fratelli d’Italia. Gli inni nazionali di Francia e Italia per condannare gli attentati di Parigi e ricordare le vittime con un minuto di silenzio. E su Facebook, poche ore dopo, il presidente dell’assise Mario Gifuni scrive: «La maggioranza uscita ieri non è più la stessa, si votava per convenienza e senza capirne la valenza politica».  I fondi che le Ferrovie hanno erogato al Comune di Sant’Anastasia, destinati alla riqualificazione delle zone di via Starza e via Pomigliano in primis, saranno utilizzati per via Marconi. La richiesta di revoca della delibera presentata dalla consigliera Veruska Zucconi (Alleanza per Sant’Anastasia) non è stata condivisa dalla maggioranza che ha fatto leva sul fatto che non ci fossero «vincoli» nella convenzione. «È una questione etica – ha detto Veruska Zucconi – quel quartiere ha avuto notevoli svantaggi e i fondi sono da considerarsi un ristoro dedicato. Certo, potevano essere usati per altro, sempre in vantaggio del bene comune, ma soltanto dopo aver fatto quanto era possibile per quella precisa zona: da via Pomigliano a via Starza, da via Eduardo De Filippo alla Canesca». Ma non è così che la pensa il resto del consiglio e se Rosaria Fornaro, esponente di Sant’Anastasia in Volo, è andata via prima del voto, anche esponenti dell’opposizione come Paolo Esposito hanno votato per la soluzione proposta dalla giunta Abete con la delibera 363. «Il progetto di via Marconi prevedeva un finanziamento da parte di un ente terzo – ha detto l’assessore al bilancio Antonio Squillante – che non è stato revocato, almeno finché non saranno prese in considerazione le controdeduzioni avanzate dall’Ente, e intanto c’è finalmente un’opera cantierabile». Via Marconi, appunto. «I soldi sono soldi» – ha aggiunto Squillante. Dunque per ora «quei» soldi saranno usati per il cantiere che c’è già. Via Starza e via Pomigliano aspetteranno. Poche ore dopo intanto, in un commento sui social – nel ringraziare l’opposizione senza la quale ieri in alcuni momenti sarebbe venuto meno il numero legale – il presidente del consiglio comunale Mario Gifuni ha affermato: «La maggioranza uscita ieri non era più la stessa, devo dirlo per onestà intellettuale. Si votava provvedimento per provvedimento, per convenienza e senza capirne la valenza politica».

Somma Vesuviana si prepara a rendere magico il Natale. Eventi e spettacoli per grandi e piccoli.

Il Natale è alle porte e con esso anche l’atmosfera calda e avvolgente del mese più atteso dell’anno. Anche quest’anno come l’anno scorso la città di Somma Vesuviana si appresta ad organizzare eventi e intrattenimento per grandi e piccini, così da incrementare la magia che caratterizza il mese di dicembre e l’avvento del nuovo anno. Lo scopo è quello di mettere in scena il clima della partecipazione natalizia e per rendere questo possibile la strategia adoperata sarà quella di strutturare diversi eventi e spettacoli volti a rivalutare il territorio di Somma Vesuviana, rendendolo un polo turistico attrattivo, tale da poter portare numerosi vantaggi economici agli esercizi commerciali. L’obiettivo di primaria importanza è quello di bloccare l’ondata migratoria dei concittadini verso paesi limitrofi, offrendo l’opportunità a quest’ultimi di partecipare alle attività natalizie direttamente nel proprio paese, favorendo, nel contempo, l’aggregazione e la collaborazione tra gli abitanti delle varie frazioni di Somma. Affinché ciò avvenga il Sindaco l’avv. Pasquale Piccolo e l’amministrazione comunale, nella fattispecie l’assessorato agli Eventi e allo Spettacolo nella persona di Luigi Coppola, invitano tutte le realtà locali, le associazioni riconosciute, i negozianti, le scuole, i gruppi parrocchiali e tutti i cittadini che ne hanno piacere alla partecipazione costruttiva, sia essa di carattere programmatico, che di carattere organizzativo degli eventi in questione. L’amministrazione si impegna a rendere pubblico questo invito al fine di recepire una partecipazione attiva, alla quale dovrà seguire una adesione scritta ed esplicita indirizzata all’assessorato “Eventi e Spettacolo”. Anche quest’anno il progetto, in cui convergono le diverse attività legate al calendario natalizio della città, che avrà inizio in data 8 dicembre e terminerà il 6 gennaio, prende il nome di “Viviamo il Natale” unendo in un unico slogan l’amore per la ricorrenza e l’impegno a vivere tali giorni nel migliore dei modi. Chiunque sia interessato potrà presentare l’adesione presso la sede del comune sita in piazza Vittorio Emanuele III entro il termine ultimo di martedì 1 dicembre, come d’avviso pubblico che è possibile consultare sul sito istituzionale del comune. (Fonte foto: rete internet)  

Nola, i suoi tesori dell’arte tra i luoghi promossi dal FAI e dalla giornate di primavera

Biancardi: “Con noi Nola sempre in primo piano per le eccellenze che esprime”. I tesori della storia e dell’arte di Nola tra i siti promossi attraverso le giornate FAI di primavera. L’Eremo dei Camaldoli, il Seminario Vescovile e la casa appartenuta ad una tra le più antiche famiglie di Nola saranno sotto i riflettori dell’importante evento del Fondo ambiente italiano che promuove la valorizzazione dei luoghi più belli d’Italia. I siti di Nola sono stati già inseriti nell’elenco delle location che sarà possibile visitare in occasione delle giornate FAI del 2016 in programma il 19 e 20 marzo. L’iniziativa é stata possibile grazie all’adesione dell’amministrazione comunale di Nola alla fondazione che si occupa della tutela, della valorizzazione e della promozione dei beni di interesse storico ed artistico, della natura e dell’ambiente, della cultura e dell’arte. “Con noi Nola é sempre protagonista nello scenario nazionale ed internazionale – sottolinea il sindaco Geremia Biancardi –  l’adesione al FAI rappresenta l’ennesimo passo verso il definitivo percorso di rilancio e valorizzazione che il nostro territorio giustamente merita. Continueremo a lavorare nella convinzione che, dopo aver ottenuto il sigillo Unesco per la nostra festa dei Gigli, occorrerà percorrere tutte le strade e cogliere ogni occasione utile a dare il riassalto che merita alla nostra prestigiosa ed antica città”. (Fonte foto: rete internet)      

Incidente a Poggiomarino, morti due giovani ottavianesi: è lutto cittadino

Le parole di cordoglio del sindaco: l’intera comunità di Ottaviano si stringe al dolore che ha colpito le famiglie Annunziata e Tamburrino. E’ lutto cittadino ad Ottaviano, proclamato ieri ufficialmente sul web dal sindaco Luca Capasso «Interpretando i sentimenti dell’intera comunità ottavianese, che si stringe commossa intorno alle famiglie Annunziata e Tamburrino, l’amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio per la tragica e prematura scomparsa di Carmine e Alessandro e proclama un giorno di lutto cittadino in occasione dei funerali». La comunità ottavianese si stringe intorno alle famiglie di due vittime, due giovani ragazzi che hanno perso la vita in uno schianto in auto. E’ accaduto la notte del 24 Novembre, in via Turati, all’incrocio tra Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano, i giovani rientravano da una partita di calcetto, l’ultima della loro breve vita. Alessandro Tamburrino, 22 anni, macellaio di Ottaviano, a breve sarebbe diventato papà, ha perso la vita sul colpo; Carmine Annunziata, anche lui 22enne di Ottaviano, studente, è rimasto aggrappato alla vita qualche minuto in più: dopo i disperati tentativi di liberarlo dalle lamiere è stato accompagnato all’ospedale di Sarno, ma poco dopo il suo arrivo è deceduto a causa dei gravi ed irreparabili danni riportati. Un altro amico, Domenico Forte di anni 25, proprietario del veicolo fatale Fiat Punto, è ricoverato all’ospedale Loreto Mare, in grave condizioni, appeso alla vita e alle preghiere della famiglia. Come annunciato dal sindaco, i funerali si svolgeranno sabato 28 novembre, alle ore 15 nella chiesa di San Francesco di Paola. «La cittadinanza e tutte le organizzazioni politiche, sociali e produttive sono invitate ad esprimere la loro partecipazione. I titolari delle attività commerciali della città sono invitati alla chiusura degli esercizi durante i funerali» (Fonte foto: rete internet)