Ancora beghe per l’amministrazione Biancardi.
Questa volta, le noie arrivano addirittura dal Parlamento, con un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle (primo firmatario il deputato Riccardo Nuti), presentata in Commissione Affari Costituzionali, che, in luce degli ultimi accadimenti giudiziari che hanno coinvolto l’ente bruniano, ha richiesto un eventuale scioglimento di quest’ultimo per infiltrazioni camorristiche, così come previsto dall’art. 143 del testo unico sugli enti locali.
Motivazioni principali a carico della richiesta: la gestione dei parcheggi a pagamento, affidata finora a diverse ditte, risultate poi affiliate o comunque vicine a clan camorristici del Nolano; l’arresto, lo scorso marzo, dell’assessore all’urbanistica Gianpaolo De Angelis per associazione mafiosa (poi scagionato in sede di Riesame dal Tribunale di Napoli); il caso “mandatopoli”, che portò all’arresto di due funzionari comunali corrotti, che avevano distratto ingenti somme di denaro dalle casse comunali per favorire parenti e conoscenti.
Dell’altro ieri la risposta del Ministero dell’Interno, con le parole del sottosegretario Domenico Manzione, che, dopo aver esaminato le diverse criticità presentate dai pentastellati, ha sottolineato la costante ed efficace opera di controllo da parte della Prefettura di Napoli su tutti i Comuni dell’area nolana a rischio di infiltrazioni mafiose, compreso quello della Città dei gigli: “Questa la ricostruzione dei fatti, che ritengo evidenzi l’attenzione con cui la Prefettura di Napoli monitora l’operato dell’amministrazione comunale di Nola al fine di accertare eventuali fenomeni di compromissione della libera determinazione degli organi politico-amministrativi e di conseguente pregiudizio del buon andamento della pubblica amministrazione, onde promuovere, se del caso, l’esercizio dei poteri di accesso presso l’ente” – questo quanto si legge negli atti depositati presso la Camera.
Una visione “possibilista”, secondo l’onorevole Nuti, l’interrogante, che, però, non assicura alcuna azione di governo, quantomeno nel breve termine, in quanto ad oggi non è stata ancora dimostrata nessuna collusione diretta dell’amministrazione Biancardi con la criminalità organizzata locale. Immediata, poi, la risposta del primo cittadino nolano, che, chiamato in causa, ha smentito con fermezza e durezza la pesante accusa dei grillini: «Siamo ai limiti della calunnia o della farneticazione. Il Ministero dell’Interno ha smentito le fandonie dei poco informati pentastellati: il monitoraggio quotidiano della Prefettura, che noi auspichiamo sia sempre più stringente, ha rilevato che non esiste alcun presupposto per l’invio di una commissione d’accesso, a testimonianza della condotta dell’amministrazione comunale, sempre ispirata alla trasparenza ed all’affermazione della legalità».
Solo un polverone mediatico o concreta connivenza? Alla Prefettura (forse) l’ardua sentenza.



