Nola, il sindaco: è certificata dal Ministero la correttezza del Comune

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Il sindaco di Nola Geremia Biancardi afferma: “Il Ministero dell’Interno certifica la correttezza del Comune di Nola“ “L’interrogazione dei grillini sul Comune di Nola? Siamo ai limiti della calunnia o della farneticazione.  Il Ministero dell’Interno ha smentito le fandonie dei poco informati pentastellati: il monitoraggio quotidiano della Prefettura, che noi auspichiamo sia sempre piĂą stringente, ha rilevato che non esiste alcun presupposto per l’invio di una commissione d’accesso, a testimonianza della condotta dell’amministrazione comunale, sempre ispirata alla trasparenza ed all’affermazione della legalitĂ ”: così il sindaco di Nola Geremia Biancardi. (Fonte foto: rete internet)    

Nola, primo incontro Scuola diocesana. Il tema: Acqua Bene Comune

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Riprende per il quinto anno la Scuola diocesana di formazione alla cittadinanza attiva, partendo dal forte messaggio sociale dell’ultima enciclica Di Papa Francesco. Primo incontro sul tema “Acqua Bene Comune” sabato 28 novembre alle ore 17 presso la Casa del mutilato a Nola. A discutere dell’importante questione sono invitati Gianluca Napolitano, rappresentante del Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua, Salvatore Cioffi, delegato della Scuola diocesana, e don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio diocesano pastorale sociale e lavoro. “L’amore, pieno di piccoli gesti di cura reciproca, è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore. L’amore per la societĂ  e l’impegno per il bene comune sono una forma eminente di caritĂ , che riguarda non solo le relazioni tra gli individui, ma anche «macro-relazioni, rapporti solidali, economici, politici». Per questo la Chiesa ha proposto al mondo l’ideale di una «civiltĂ  dell’amore». L’amore sociale è la chiave di un autentico sviluppo”. Così scrive Papa Francesco nella Laudato Sì, l’enciclica sulla cura della casa comune che, nel richiamare ogni uomo e donna alla responsabilitĂ  verso il territorio, l’ambiente e il paesaggio abitati, invita ad assumersene la cura insieme, fondando così sulla bellezza delle relazioni umane la possibilitĂ  di un mondo migliore. L’enciclica di Papa Francesco interpella la vita di ciascuno, ed è per questo che gli incontri della Scuola diocesana di Formazione alla cittadinanza attiva si svolgeranno proprio a partire da essa, dalle sue forti e anche profetiche parole. Una scelta in sintonia con il Sinodo che la Chiesa di Nola sta vivendo: «All’inizio di questo evento di grazia – ha detto il vescovo Beniamino Depalma, nell’omelia della celebrazione di apertura dell’anno sinodale – ho convocato non solo i pastori e le comunitĂ  della diocesi, non solo i fratelli delle altre confessioni cristiane con le quali condividiamo la fede e la missione, ma ho chiesto la partecipazione di quanti sono impegnati a vario titolo nel servizio al territorio. A voi amici amministratori e politici vorrei ricordare che senza Dio costruiamo una cittĂ  e un territorio disumano, dove ogni azione diventa inconsistente, senza un fondamento e senza una vera e profonda motivazione, dove la politica rischia di diventare la ricerca del benessere personale o di pochi e non servizio al bene di tutti, dove chi resta fuori dalla cura sono i piĂą deboli ed emarginati. Vogliamo impegnarci per la stessa missione: la dignitĂ  dell’uomo, del nostro stupendo territorio». Queste il programma completo: NOLA – 28 Novembre 2015 – ore 17 Acqua Bene Comune Presso Sala della Casa del Mutilato SPERONE 5 Dicembre 2015 – ore 10 Il Servizio del Trasporto pubblico Presso Aula Consiliare BOSCOREALE-MARCHESA – 12 Dicembre 2015 – ore 10 La Partecipazione esercizio di democrazia Presso la Parrocchia S. Giuseppe SCAFATI – 27 Febbraio 2016 – ore 10 Rifiuti e inquinamento ambientale Presso Parrocchia San Pietro Apostolo CASTELLO DI CISTERNA – 5 Marzo 2016 – ore 10 LegalitĂ  e Immigrazione Presso Parrocchia San Nicola SOMMA VESUVIANA – 12 Marzo 2016 – ore 10 Bilancio partecipato Presso Cenacolo S. Maria del Pozzo La brochure completa degli incontri: http://www.diocesinola.it/web/files/brochure_scuola_formaz_dioc_2015-16.pdf (Fonte foto: rete internet)

Camorra: Dia sequestra beni per 5 mln

Uomini della Dia di Napoli e Bologna stanno eseguendo un sequestro di beni per un valore di 5 milioni nei confronti di un imprenditore 59enne di Rimini, ritenuto vicino al clan dei Casalesi. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta del direttore della Dia e riguarda due imprese del settore turistico e una villa con piscina e campo da tennis. Destinatario del provvedimento di sequestro è l’imprenditore Flavio Pelliccioni, arrestato nel dicembre 2011. (Fonte foto: rete internet)

Napoli Ponticelli: piĂą di mille ordigni e artifizi esplosivi in casa e in auto

I carabinieri denunciano 4 persone (una intera famiglia) ordigni esplosivi improvvisati nascosti in tutte le stanze di un appartamento in via scarpetta, in un insediamento di edilizia popolare.
Nella stessa casa, e anche sull’auto parcheggiata in mezzo alle altre nel cortile, un migliaio di altri artifizi pirotecnici. Una situazione ad alto rischio che ha portato alla decisione di fare intervenire i carabinieri del nucleo artificieri antisabotaggio per la classificazione e il sequestro in sicurezza. La scoperta, che ha portato alla denuncia per detenzione di materiale esplodente dei 4 componenti un nucleo familiare, è opera dei carabinieri della stazione di ponticelli che insieme a colleghi del reggimento campania stavano effettuando servizi organizzati per contrastare la detenzione e la commercializzazione di materiale esplodente. Nel corso di perquisizione domiciliare e veicolare i 4 (padre già noto, madre incensurata, un figlio agli aadd per reati contro il patrimonio e l’altro già noto) sono stati trovati in possesso di 108 ordigni esplosivi improvvisati del peso complessivo di 20 kg. e di ben 977 artifizi pirotecnici convenzionali (di ii, iv e v categoria) e del peso totale di 16 kg. Trovata anche una pistola a gas privata del tappo rosso e 4 cartucce calibro 7,65.
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Ordini Panda in calo: alla Fiat di Pomigliano scatta il maxiponte natalizio

Apetino, Fim: “Nella fabbrica partenopea non piĂą rinviabile l’arrivo di una seconda produzione “.     FCA di Pomigliano: gli ordinativi Panda non decollano e l’azienda programma il “superponte” di Natale, una pausa lunga 12 giorni. Superponte che sarĂ  preceduto da quello piĂą breve dell’Immacolata, vale a dire con uno stop previsto per lunedi 7 dicembre. Dunque, gli ordinativi dell’utilitaria regina del mercato italiano restano per il momento invariati. Si sono stabilizzati seguendo piĂą o meno lo stesso andamento da qualche anno. Andamento che porta le produzioni annuali intorno alle 130mila vetture, cifra ben distante dalle 250-300mila Panda auspicate dall’ad Sergio Marchionne nella fase di lancio ( era il 2011 ). Questa situazione ha spinto l’azienda a programmare una lunga chiusura natalizia dell’impianto partenopeo, com’è del resto accaduto anche tra il 2014 e quest’anno. Lo stabilimento infatti chiuderĂ  il 23 dicembre e riaprirĂ  il 4 gennaio, a meno di ulteriori sorprese. Un lungo ponte determinato dalla fermata forzata compresa tra il 23 e il 31 dicembre e dal coincidente fine settimana. ” A questo punto non è piĂą rinviabile la questione di introdurre un secondo modello a Pomigliano “, commenta nel dare la notizia Raffaele Apetino, coordinatore della Fim Cisl di Napoli per il settore automotive. FCA vuole dare il via al maxiponte natalizio utilizzando permessi retribuiti e ferie residue, strumenti che consentono di mantenere quasi del tutto invariato il salario. Ma nel caso di lavoratori che hanno esaurito permessi e ferie allora scatta la cassa integrazione, che fa abbassare la retribuzione del 20 %. A ogni modo, sempre secondo quanto riferisce Apetino, ” a Pomigliano durante le festivitĂ  soltanto poche decine di persone andrebbero in cig, circa una quarantina “. ” Come Fim Cisl – il messaggio di Apetino – riteniamo che, in un contesto come questo che vede la ripresa del mercato dell’auto, non sia piĂą rinviabile a Pomigliano una ricaduta positiva industriale e occupazionale per completare definitivamente il rilancio iniziato nel 2010 grazie agli accordi sottoscritti dalla Fim e dagli altri sindacati firmatari “. Ammontano a 2000 i lavoratori di Pomigliano in regime di contratto di solidarietĂ . Altri 2500 lavorano in modo stabile e continuativo, stop alle produzioni permettendo.

Somma Vesuviana, appello al sindaco: una strada per Valeria

Ciro Seraponte, presidente dell’associazione musicale e culturale «Antonio Seraponte» sollecita Piccolo e la commissione Topomastica a intitolare una strada a Valeria Solesin, vittima italiana degli attentati di Parigi. Valeria Solesin, ricercatrice veneziana, è stata colpita da una delle prime raffiche di kalashnikov ed è morta dissanguata in un quarto d’ora o poco piĂą a causa della ferita provocata da un proiettile in pieno volto. Era al Bataclan, a Parigi venerdì 13 novembre quando i terroristi hanno fatto strage di 187 persone.  A lei l’associazione Antonio Seraponte vorrebbe intitolare una strada. «Gli attentati di Parigi hanno sconvolto l’anima di tutti noi, cittadini sommesi, cittadini italiani, cittadini europei. Valeria si sarebbe potuta chiamare in tanti nomi e sarebbe potuta essere figlia di ognuno di noi. Valeria è scomparsa, non c’è piĂą, è stata brutalmente sottratta all’affetto dei suoi cari» – scrive Ciro Seraponte sul social Facebook Seraponte, proponendo a sindaco e Commissione Toponomastica la dedica della strada. Ipotizzando anche una cerimonia solenne con la partecipazione dei genitori della vittima. «L’operazione non costa niente e nulla sarĂ  sottratto al bilancio comunale, è solo una questione di sensibilità».  

Nas scatenati: altre due tonnellate di alimenti sequestrati nell’hinterland

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Prosegue incessante l’azione di controllo del Nucleo anti sofisticazioni dei carabinieri. Stavolta l’operazione è stata messa a segno nella A. & F. alimentari di Casoria.               I carabinieri del NAS di Napoli, nel corso di un’ispezione igienico-sanitaria presso l’azienda “A. & F. Alimentari s.a.s.”, con sede a Casoria, hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 2 tonnellate di carni ed insaccati, freschi e stagionati, nonchĂ© di prodotti lattiero-caseari. Motivo del sequestro: gli alimenti sono risultati privi di ogni riferimento circa la loro rintracciabilitĂ . Il valore di quanto sequestrato, che sarebbe anche stato distribuito in vari esercizi pubblici e ristoranti della zona, ammonta a circa 25mila euro. Nei giorni scorsi i militari del Nas hanno sequestrato altre due tonnellate di carni, in questo caso conservate male, secondo l’accusa, nel grande centro all’ingrosso Di Palo, a Cardito. Ma i carabinieri del nucleo anti sofisticazioni hanno pure scoperto una serie di bar, tra Caivano e Casoria, che vendevano champagne falso delle migliori marche: Moet e Clicquot.    

Somma Vesuviana, pini a rischio crollo accanto alla scuola

Stanchi di attendere un intervento concreto del Comune, i genitori preferiscono che i figli disertino la scuola: «Quei pini potrebbero cadere da un momento all’altro».

É dallo scorso inverno che i genitori della scuola primaria del plesso Costantinopoli del secondo Circolo Didattico hanno richiesto, passando per il Consiglio di circolo in primis e poi in modo diretto recandosi all’ufficio tecnico comunale, un sopralluogo per avere rassicurazioni sulla pericolositĂ  o meno dei giganteschi pini che circondano la scuola. In pratica, i rami dei pini, la cui potatura e cura non viene effettuata da diverso tempo, oscillano pericolosamente sul tetto della struttura scolastica e, dopo un inverno dalle copiose e violente piogge, i rami sono apparsi sempre piĂą pendenti e, piĂą volte, gli aghi dei pini hanno provocando l’otturazione dei canali di scolo, provocando grossi accumuli di acqua sul tetto. A giugno scorso il sindaco aveva garantito che una volta terminata la scuola, durante le vacanze estiva avrebbe fatto abbattere, qualora i tecnici ne avessero certificato la pericolositĂ , i pini dai rami oscillanti. Al Dirigente Scolastico, Rosaria Cetro, che piĂą volte ha sollecitato l’intervento dei tecnici con note scritte, l’ex dirigente del settore lavori pubblici, Giuseppe Catauro (finito agli arresti domiciliari per lo scandalo corruzione al comune di San Giorgio a Cremano) aveva fatto sapere che per la situazione pini bisognava attendere l’espletamento di una gara d’appalto giacchĂ© erano in programma anche la potatura, la cura e l’abbattimento di altri pini in via Marigliano. Bene. L’estate è passata, il dirigente Catauro è stato sospeso perchĂ© ai domiciliari, poi è iniziato il lungo periodo di crisi politica dell’amministrazione Piccolo con il conseguente stallo e immobilismo amministrativo e dei pini e della loro potatura o eventuale abbattimento non si è piĂą saputo niente. Intanto la scuola è iniziata e l’inverno, anche se in ritardo, è arrivato e con esso anche i violenti acquazzoni. I genitori sono ritornati alla carica e il dirigente scolastico ha ripreso a inviare note scritte. Alcuni tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo e pare che abbiano confermato la pericolositĂ  dei pini ma nessuno avrebbe ancora messo nero su bianco se quei pini sono malati e curabili, da potare o da abbattere. Di fronte all’ennesima risposta vaga dell’amministrazione, i genitori ieri hanno risposto facendo disertare la scuola ai propri figli e minacciano di non farli entrare neanche oggi. La protesta dei genitori è unanime: «Basta! siamo stanchi di essere presi in giro da quest’amministrazione. É quasi un anno che attendiamo risposte concrete, che cosa aspettiamo che con la pioggia e con il vento questi alberi, di sicuro malati, da un momento all’altro possano cadere sulla scuola? Occorre un intervento immediato ed urgente: non ci sono piĂą scuse che tengano! FinchĂ© non avremo rassicurazioni scritte che quei pini non sono pericolosi, i nostri bambini non andranno a scuola. É tempo che qualcuno si assuma le responsabilitĂ  del caso».

 

Parigi

Una riflessione sui fatti di Parigi e su quanto occorre fare per poter “uscire dal dramma”, senza lasciarsi sopraffare dalla paura che, come ha detto il Papa in Kenia, non fa altro che alimentare il terrorismo.   Dopo quello che è successo a Parigi abbiamo un po’ tutti piĂą paura. Vedo molte persone ancora scosse e molto turbate. E’ umano. Anche per l’ “assalto” sull’avvenimento da parte dei mass-media. Ma facendo così, rendiamocene conto, facciamo il gioco dei terroristi. La domanda che ci facciamo tutti è questa: come uscircene dal dramma? Quali strade intraprendere? Quella della violenza e della guerra? Quella culturale e del dialogo? Non è facile la risposta. Ma io penso che la risposta al terrorismo passa anche dalla revisione di un modello di sviluppo che genera povertĂ  ed emarginazione. Non a caso il Papa in Kenia ha detto che “la paura e la povertĂ  fanno crescere il terrorismo”. Quel terrorismo che vincerĂ  ancora se cambia le nostre abitudini e distoglie le democrazie occidentali dall’agenda che avevano prima degli attentati di Parigi. Un’agenda che si proponeva di progredire sul fronte della lotta a disoccupazione e povertĂ , e che deve affrontare la drammatica sfida della sostenibilitĂ  ambientale (proprio a Parigi tra qualche giorno) e che lotta ogni giorno nel nostro Paese contro i problemi delle inefficienze e della corruzione. Non bisogna assolutamente abbandonare questa agenda, pena nefaste conseguenze. E’ vero che in giro c’è tanta paura, ma bisogna dire onestamente che la probabilitĂ  di morire per un attacco terroristico è di gran lunga inferiore a quella di essere vittima di un incidente aereo, casalingo o stradale. Quello che sta accadendo oggi è uno scontro di civiltĂ . Bisogna anche dire che il fascino che l’integralismo esercita anche presso molti dei giovani che vivono nelle banlieue deve farci capire che stiamo usando paradigmi sbagliati per leggere la realtĂ . Non è piĂą possibile, anche per noi, pensare che la felicitĂ  dipenda unicamente dalla crescita del proprio benessere economico. L’uomo è soprattutto un cercatore di senso. E, allora, dobbiamo interrogarci se il mondo che abbiamo costruito, un mondo che produce moltissimi poveri ed esclusi, che umilia la dimensione per noi piĂą importante, quella del lavoro, subordinandola alle esigenze dei consumatori e degli azionisti, non produca troppi “poveri di senso”. A nessuno di coloro che vivono una minima ricchezza di senso (qualitĂ  della vita di relazioni, prospettive professionali, benessere economico, valori spirituali e religiosi sani, soddisfazione nelle dimensioni di gratuitĂ  e fraternitĂ ) verrebbe mai in mente di distruggere la propria vita e quella degli altri. Ma è molto probabile che una minoranza anche molto piccola tra le centinaia di migliaia di disperati(giovani) venga lusingata da un’ideologia nefasta e totalizzante che improvvisamente risponde a quella domanda di senso che spesso “da noi” viene negata. Alla sfida del fascino dell’integralismo violento per i tanti diseredati dei nostri sistemi economici si risponde anche aumentando la ricchezza di senso delle nostre civiltĂ  . Oltre a tutte le misure di sicurezza e difesa , pur necessarie, se la nostra civiltĂ  e la nostra cultura vogliono togliere acqua ai fondamentalismi e ai terrorismi devono principalmente curare questa malattia . Bisogna dire con forza, soprattutto da parte di noi cristiani, che la violenza genera altre violenze, lutti, rancori e desideri di vendetta. SarĂ  necessario, allora, continuare a costruire le fondamenta di una civiltĂ  ricca di senso e di fraternitĂ  universale per lasciare un futuro migliore ai nostri figli. Con le guerre non si va da nessuna parte. La storia ce lo ha insegnato. Cerchiamo altre strade, facendo anche noi occidentali , un esame di coscienza. Qualche colpa è anche nostra, per quanto sta accadendo. (Fonte foto: Rete internet)

Sant’Anastasia, nasce il brand «Atelier Gifuni»: «Non è moda se non scende in strada»

Domenica 29 novembre Open Day nella boutique di via Antonio D’Auria 77 a Sant’Anastasia. L’atelier resterĂ  aperto l’intera giornata, dalle 10 alle 21. Una «inaugurazione» particolare del brand, un evento esclusivo con l’esposizione della capsule collection disegnata dallo stilista Emilio Gifuni. «Atelier Gifuni» nasce da un’idea di Luisa Esposito, Alba Gifuni ed Emilio Gifuni con la mission di dar vita ad abiti per ogni occasione, dall’everyday –wear alla haute couture ma sempre all’insegna di artigianalitĂ  ed esclusivitĂ . «Il mio sogno è un atelier che possa rappresentare tutte le donne e quando ho conosciuto Emilio mi sono innamorata del suo stile e del suo concetto di moda che è anche il mio – dice Luisa Esposito Gifuni – ossia la moda che tutte le donne possono permettersi, quella che “scende in strada”. Incontrare chi ha lo stesso sogno è giĂ  una fortuna, la speranza è che il percorso per raggiungere i nostri obiettivi sia sempre caratterizzato dalla sintonia di intenti, dall’armonia». Chi deciderĂ , domenica 29, di visitare l’atelier potrĂ  brindare insieme a Luisa, Alba ed Emilio Gifuni con un flĂ»te di bollicine e ammirare la capsule collection: elementi base, capispalla, linee pulite ma dai tratti inconfondibili. Il fil rouge della collezione, ma soprattutto del brand, è una frase di Coco Chanel che l’atelier ha fatto propria: «Non è moda se non scende in strada». Non solo sulle passerelle, non solo per le taglie 38, ma per tutte le donne: sarĂ  moda soltanto se raggiungerĂ  le strade. Lo stilista Emilio Gifuni ha collaborato con lo «scultore d’alta moda» Fausto Sarli e lavorato alla Sarli Couture fino al 2013, dopo il diploma all’Accademia della Moda «Altieri» di Roma e un’esperienza come costumista in ambito cinematografico.