L’operazione è stata messa a segno in una pasticceria di Piscinola. Prodotti per 10mila euro tenuti in cattivo stato.
I carabinieri del Nas di Napoli, il Nucleo anti sofisticazioni, nell’ambito del piano “feste sicure”, coordinato dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli, hanno messo a segno un controllo igienico-sanitario a carico della pasticceria “F.lli Benedetto”, ubicata a Napoli, in via nuova La Vigna, nel quartiere di Piscinola. Alla fine i militari hanno sequestrato cinque quintali di prodotti dolciari natalizi da forno per un totale di 10mila euro. Motivo: i prodotti erano tenuti in un cattivo stato di conservazione. I carabinieri del Nas hanno anche denunciato alla procura di Napoli il titolare della pasticceria, tale D.L.A., di 45 anni.
Il Partito Democratico si complimenta con i ragazzi del nuovo forum che, con passione e impegno, hanno saputo continuare il percorso intrapreso dal Forum precedente portandolo a termine.
Il Partito Democratico di Somma Vesuviana accoglie con entusiasmo l’apertura del bene confiscato alla camorra come sede del Forum dei Giovani con la speranza che questo sia, oltre che punto di arrivo, anche punto di partenza e simbolo dal quale cominciare piantare nuovi semi per la lotta alla criminalità organizzata.
Tutti i complimenti vanno fatti ai ragazzi del nuovo forum che, con passione e impegno, hanno saputo continuare il percorso intrapreso dal Forum precedente portandolo a termine.
Un forte in bocca al lupo va a tutti loro per il lavoro che svolgeranno sul nostro territorio. Il segretario Giuseppe Auriemma.
L’appuntamento è per martedì 15 dicembre, alle 16, nella sala Ginestra del centro congresso Holiday Inn di Napoli – Centro direzionale Isola E 1.
Il bando “Con il Sud che partecipa” e la Volontario Card saranno al centro dell’incontro che il Csv Napoli ha organizzato per martedì prossimo, 15 dicembre, con le associazioni di volontariato. L’appuntamento è alle 16 nella sala Ginestra del centro congresso Holiday Inn di Napoli – Centro direzionale Isola E 1.
La Volontario Card è carta di credito, tessera associativa, strumento per ottenere sconti e per donare. Le associazioni che aderiscono potranno dare ai propri soci la Volontario Card personalizzata con il logo dell’associazione e la foto del volontario. Il volontario la potrà usare come carta di credito prepagata e per ogni acquisto o operazione che effettuerà l’associazione otterrà una donazione pari al 20% del ricavo di Ubi Banca sulla transizione. Inoltre, con la Volontario Card è possibile ottenere sconti dalle aziende convenzionate.
Sollecitare l’impegno dei cittadini in attività di volontariato al Sud, capaci di generare utilità sociale è, invece, l’obiettivo dell’iniziativa “Con il Sud che partecipa”, promossa dalla Fondazione CON IL SUD e rivolta alle organizzazioni non profit di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. La Fondazione mette a disposizione per il bando due milioni di euro.
Le due iniziative saranno presentate a partire dalle 16.
Saranno presenti il presidente del Csv Napoli Nicola Caprio e l’assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta. Nel corso del convegno, inoltre, il responsabile Retail di Ubi Banca, Riccardo Tramezzani, parlerà del ruolo di Ubi Banca come partner strategico delle organizzazioni di volontariato e, in generale, del terzo settore.
Al termine dell’incontro, le Odv sono invitate a brindare con il direttivo e lo staff del Csv Napoli per gli auguri di Natale. Alle associazioni sarà consegnato un gadget augurale.
La mia penna oggi è qui a raccontare la storia di Marta e Francesco; della loro naturale, semplice e straordinaria amicizia.
Tra le pagine della mia rubrica sono solita trattare gli argomenti che più mi attraggono, che più mi stanno a cuore. Come se credessi nella forza magnetica che può avere raccontare una bella esperienza per farla vivere, anche indirettamente, a chi legge.
Non è la prima volta che parlo dell’amicizia quale valore fondante della vita e dell’essenza di ognuno; quale elemento di forza e di ricchezza della vita di chi, a quel valore, crede e, quindi, gli si dedica. Sì perché all’amicizia – che è come giardino che può germogliare – ci si deve dedicare con cuore ed energia.
E’ per questo mio “credo” che oggi, con la mia penna, racconto la storia di Marta e Francesco, della loro naturale, semplice e straordinaria amicizia.
Ci sono storie che si raccontano più facilmente di altre: questa è una di quelle; un fiume in piena in cui la forza è solo bonaria perché è pura energia di vita.
Conosco, o forse è meglio dire incontro sul mio percorso, Marta e Francesco, per la prima volta, alcuni mesi fa.
Insieme hanno girato un video per il progetto “Anche io posso”. Lo guardo, li ascolto, mi commuovo, ma di più mi emoziono perché emozionano e voglio saperne di più.
Chi sono questi due matti? Una ragazza ed un ragazzo, grandi amici, come ce ne sono in giro a migliaia e che, in nome di questo loro “status” si sentono forti, quasi invincibili, così forti da superare ostacoli e barriere che potrebbero allontanarli dalla realizzazione dei loro sogni.
Avventurieri e sì, un po’ matti, perché per fare ciò che insieme hanno fatto, ci vuole coraggio ed anche tanta voglia di buttarsi nella vita.
Francesco e Marta sono un apneista ed una psicologa, rispettivamente nati al sud ed al nord del nostro belpaese; innamorati del mare, delle sue profondità e dei suoi colori, luogo in cui puoi perdersi e ritrovarsi.
Si incontrano proprio al mare, in Salento, durante una vacanza e, parlando, si accorgono che, ad incontrarsi, è stato anche il loro animo. Si riconoscono, si scelgono, sono amici. Così nasce l’avventura (le avventure) che ci raccontano con la naturalezza e l’entusiasmo che l’amicizia regala.
Così Francesco conduce Marta – che ha la Sma, una malattia rara che non le permette di camminare né di muoversi, ma che non per questo si ferma – prima tra le profondità di una piscina, poi tra le profondità e le immensità del mare.
Fidandosi ed affidandosi l’uno all’altro affrontano e superano paure e prove che la vita, la giornata e il mondo gli pongono davanti.
Così, sfidando i propri limiti e sfidandosi vicendevolmente, affrontano insieme il cammino di Santiago: 300 km a piedi, in 14 giorni, da León a Santiago de Compostela.
Giorni e chilometri offrendo l’uno la propria forza all’altro, il sostegno, la presenza. Un’esperienza indimenticabile!
A pensarci è forse facile immaginare tra i due una figura più forte perché autonoma; vedendoli ed ascoltandoli parlare – a me è capitato quando li ho incontrati – si percepisce forte l’equilibrio tra i due amici; l’equilibrio del dare ed avere a prescindere, l’equilibrio del credere allo stesso fortissimo valore che è l’amicizia. Valore arcaico, innato eppure oggi, molto spesso, svuotato, svalutato e, per alcuni, sconosciuto.
“E’ stata l’amicizia con Marta a farmi sentire capace di ciò che ho fatto” – dice Francesco – “Marta è grinta” afferma.
Marta ribatte dicendo: “Francesco è istinto, questo penso guardando lui” e, continuando: “ognuno di noi sarebbe meno di niente se non avesse l’altro; in generale, nella vita, c’è uno scambio continuo”. Ed è questa l’amicizia.
A me personalmente Marta infonde grande energia: ha due occhi ed un sorriso che rallegrano quanto una giornata di sole e la grinta di cui il suo amico parla, sa trasmetterla sin dal primo sguardo.
Francesco mi emoziona quando dice: “Io so che Marta per me ci sarà sempre! Lei mi ha dato la certezza di avere un’amica sulla quale potrò sempre contare.”
E’ questa la forza che, io credo, innesca in noi l’amicizia: il sapere di non essere mai, nel nostro cuore, soli.
Shakespeare disse: “Quegli amici che hai, la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio”.
Ecco, Marta e Francesco, ne sono certa, sono aggrappati all’anima con uncini d’acciaio.
http://ilmediano.com/category/medianoglam/
Fonte foto: rete internet
Francesco e Marta in piscina
Cammino di Santiago e…maltempo
Francesco e Marta sul cammino di Santiago
Marta e Francesco, pausa durante il cammino
Marta e Francesco giunti alla meta. La piazza della Cattedrale di Santiago de Compostela
Complice il lungo ponte dell’Immacolata e complice l’idea, sempre più diffusa, che Napoli sia città la cui visita, prima del Natale, sia imprescindibile per tutta l’arte – ed in specie quella presepiale – che vi si trova, la città nel week-end appena trascorso è stata presa d’assalto da turisti e napoletani.
“Una meravigliosa fiumana umana, allegra, senza paura invade Napoli e la città si conferma tra le aree leader per flusso turistico in questo ponte dell’Immacolata”. Lo dice l’assessore comunale alla Cultura ed al Turismo, Nino Daniele, commentando lo ‘stato di salute del settore, un’attenzione, dice, che va oltre questo periodo ma che riguarda tutto l’anno.
“Sabato sono stati 10mila i visitatori che hanno affollato il Museo Filangieri per la festa dei musei di via Duomo in occasione della restituzione alla città, dopo 16 anni, della sala Agata – prosegue – mentre oggi, nel Maschio Angioino, nella prima giornata di apertura straordinaria del periodo festivo, fino alle 14 si sono registrate 4500 presenze”.
“É pur vero che si tratta di strutture a ingresso libero – sottolinea Daniele – ma i dati dimostrano la grande voglia di cultura, di partecipazione, di riscoperta del patrimonio artistico della città, una grande voglia di orgoglio dei cittadini e, insieme, l’enorme afflusso turistico che riguarda tutta la città”.
“Trivago ha indicato Napoli come la terza città d’Italia per il periodo dell’Immacolata in termini di prenotazioni alberghiere – evidenzia Daniele – con oltre il 90 per cento delle strutture alberghiere che dichiarano il tutto esaurito”.
“Una enorme onda umana di gente e di vita nelle vie di Napoli. Le immagini di Napoli stanno facendo il giro del globo attraverso i social network. Leggere i commenti dei nostri concittadini, pieni di orgoglio e di felicità, ci riempie di gioia. Che orgoglio partenopeo!”. E’ quanto scrive sul proprio profilo di Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Nel 2011 – prosegue il sindaco – le immagini di Napoli erano montagne di spazzatura per le strade, depressione, turismo nullo. Sembrava impossibile rilanciare in questo modo l’immagine di una città devastata dall’emergenza rifiuti e sbattuta sui giornali di tutto il mondo come esempio di mal governo. Ci siamo riusciti tutti insieme e tutti insieme dobbiamo continuare senza mollare di un centimetro e per migliorare sempre. Dobbiamo ancora fare tanto. Con passione e mani pulite. Ognuno deve fare la sua parte. Dicembre è iniziato con dati eccellenti. Popolo ovunque. Città di pace e dialogo per realizzare una comunità di convivenza. Tutto questo significa migliaia e migliaia di posti di lavoro per le persone della nostra città. Merito solo dei napoletani!! Governo latitante – conclude il sindaco – mentre noi continuiamo umilmente per il nostro cammino. Ciao!”.
(Fonte foto: rete internet)
Continuano i controlli dei carabinieri sulla sicurezza alimentare. Ecco i nomi e i negozi degli esercenti finiti nella rete dei controlli. Vendevano con etichette false “Divella”.
I carabinieri del Nas di napoli, il Nucleo anti sofisticazioni, continuano l’attività d’indagine finalizzata a contrastare il fenomeno della commercializzazione di alimenti contraffatti. L’altro giorno i militari a Casalnuovo e a Volla, area metropolitana a nord est di Napoli, hanno deferito alla competente autorità giudiziaria, per ricettazione e falso, tre esercenti che detenevano nei loro negozi e commercializzavano complessivamente 92 bottiglie da 1 litro ciascuna di olio extravergine di oliva con il noto marchio “Divella”. Bottiglie di olio risultate false. Ecco il dettaglio circa i denunciati: A. S., collaboratore della societa’ “La Commerciale Group Srl”, ubicata a Casalnuovo di Napoli, in localita’ Casarea, alla via Cesare Battisti, angolo via Lauria; A.S. deteneva e commercializzava 60 bottiglie da 1 litro ciascuna di olio extravergine di oliva a marchio “Divella”, risultato contraffatto. Denunciato anche B. A., rappresentante di generi alimentari per conto della società “La Commerciale Group “, per aver detenuto e commercializzato 24 bottiglie da 1 litro di olio extravergine di oliva a marchio “Divella”, risultato contraffatto. Infine è stato deferito alla magistratura R. N., titolare dell’attivita’ di macelleria– salumeria “American Meat”, ubicata a Volla, in via Aldo Moro, per aver detenuto e commercializzato 8 bottiglie da 1 litro di olio extravergine di oliva a marchio “Divella”, anche in questo caso risultato contraffatto. Il valore della merce sequestrata ammonta a circa 4.000 euro.
L’impianto doveva sorgere in via Giulio Cesare ma l’iter burocratico del progetto è andato di pari passo alla crisi amministrativa e c’è chi, come Ciro Sannino (M5S) dice che: «L’unica cosa certa è che questa pessima amministrazione litiga invece di pensare al bene comune».
Ratifiche, anticipi di spesa, bilancio preventivo e consuntivo, avanzo di amministrazione, quietanze, disavanzo, avanzo vincolato, variazioni di bilancio. Con queste ed altre parole tecniche, parole frequentemente utilizzate e spesso enfatizzate dalla politica locale, l’amministrazione Piccolo ha rinunciato alla realizzazione della seconda isola ecologica che, stando al progetto originario, doveva essere realizzata in via Giulio Cesare. Nell’area ricadente in zona F, di uso pubblico di interesse generale ed inclusa nel progetto della “Cittadella Scolastica”. Ma procediamo con ordine. Il progetto ottenne nel 2013 l’ammissione al finanziamento dalla sezione “Direzione Generale Ambiente ed Ecosistema della Regione Campania” nell’ambito dell’’Obiettivo Operativo 1.1 FESR 2007-2013 “gestione integrata del ciclo dei rifiuti”. Una volta stabilita la convenzione tra il Comune di Somma Vesuviana e la Regione Campania, l’ufficio di competenza, diretto dall’architetto Mena Iovine, ha continuato a produrre atti per ottenere le dovute autorizzazioni, una tra tutte quella della Sovrintendenza ai Beni architettonici, Paesaggistici, Storici artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia. Al tutto sono seguite relazioni, delibere, prese d’atto del consiglio comunale. Un iter lungo e complesso di oltre due anni, dunque.
Intanto, a conti fatti, per la realizzazione dell’impianto mancavano oltre 70mila euro per cui, nel consiglio comunale del 18 settembre scorso, veniva approvata una variazione di bilancio per finanziare la compartecipazione per il progetto. Qualche settimana dopo la variazione di bilancio, dalla Regione Campania arriva una nota nella quale si invita l’ente ammesso al finanziamento alla chiusura contabile relativa all’intervento de quo, garantendo contestualmente la disponibilità alla piena anticipazione della spesa al 100%, pena la revoca del finanziamento ed il recupero delle somme eventualmente già erogate a titolo di anticipazione. Tutto questo avviene mentre la maggioranza vive una lunga e logorante crisi, che porterà poi all’azzeramento e alla ricomposizione di una quasi nuova giunta (tre assessori vengono riconfermati). Bene. La nuova giunta il 24 novembre scorso decide la revoca della delibera comunale con la quale era stata approvata la variazione di bilancio di 74mila euro per la realizzazione dell’isola ecologica in via Giulio Cesare.
L’amministrazione Piccolo giustifica il passo indietro specificando che “l’Ente si trova nella stessa situazione con altre e più grosse opere pubbliche finanziate con i POR FESR 2007/2013 già avviate e già in fase avanzata di realizzazione che necessitano anch’esse di chiusura contabile entro il 31/12/2015 ed anticipazione della spesa al 100%. Inoltre, si legge nelle delibera di revoca, “l’ente già soffre di carenza di liquidità dovendo ricorrere ad anticipazioni di tesoreria”. Da qui, la scelta di revoca “per ragioni di opportunità- recita la delibera- atteso che questo Comune comunque è già provvisto di un’isola ecologica”. Sulla questione si è espressa anche la piazza virtuale e non sono pochi i commenti di delusione e di critica per tale scelta.
In ogni modo, ad alzare la voce è stato in particolare il gruppo di attivisti dei 5 stelle. Ciro Sannino ha così commentato: “Per noi attivisti del meet up 5 stelle questa retromarcia rappresenta l’ennesimo danno perpetrato alla città. I cittadini sommesi perdono una grossa opportunità che avrebbe senz’altro apportato molteplici utilità quali: l’aumento della percentuale della raccolta differenziata; la riduzione della tanto famigerata TARI; l’incasso da parte del comune di grosse somme di denaro (si parla di centinaia di migliaia di euro l’anno); la creazione di posti di lavoro. Quello che ci rimane è il senso di abbandono e delusione per aver perso un’opportunità, ma qualche domanda ce la facciamo: Come mai questa retromarcia su tale opera? Come mai in sede di approvazione del bilancio preventivo non furono stanziati i fondi necessari alla realizzazione dell’opera? L’isola ecologica c’entra qualcosa con la crisi politica che ha attanagliato la nostra città? É stato opportuno nominare all’ecologia uno degli assessori assenti alla approvazione della delibera di variazione di bilancio del 18 settembre? L’unica cosa certa è che i cittadini sommesi vengono, ancora una volta, penalizzati da una pessima amministrazione, che invece di pensare al bene della città litiga, anteponendo la propria sopravvivenza al bene comune”.
Il Bologna batte il Napoli e spegne gli ardori della capolista, ma un bagno di umiltà potrebbe far bene
È domenica mattina. Uno si sveglia, apre la finestra e trova il sole. Non è proprio alto ma, insomma, siamo a dicembre: potrebbe piovere o addirittura nevicare. E invece c’è il sole. Ed e domenica. Cosa manca? Manca il ragù a pranzo, ma tutto fa presagire che arriverà, il tempo di arrivare all’ora giusta. Invece, quando è il momento, ti vengono serviti i tortellini, che proprio malissimo non sono ma sicuramente non raggiungono il livello del ragù. Di domenica, poi. Col sole.
Ecco, è andata così ieri: doveva essere il trionfo del Napoli, con la conferma del primato e anche l’allungo sulla Roma fermata dal Torino e invece ha prevalso il Bologna, peraltro meritatamente. Si perché possiamo criticare l’arbitro Mazzoleni tutta la vita, ma gli azzurri hanno meritato di perdere, per quello che non hanno fatto in almeno 60 minuti di partita. È finito il sogno? Sicuramente no. Piuttosto, speriamo che questa sconfitta aiuti a contenere l’euforia dilagante delle settimane passate. Da qualche giorno, per esempio, gira in rete un video di Callejon e Reina intenti a divertirsi in una nota trattoria napoletana. Niente di male, per carità, ma si sa che a Napoli l’eccessivo entusiasmo è stato sempre deleterio e non è un caso che Sarri predichi umiltà ad ogni piè sospinto.
Ebbene facciamo una proposta ai calciatori: ora che arriva l’Immacolata andate in una chiesa qualsiasi (Rafael ve ne può indicare centinaia) e recitate il Rosario. Poi fate un bel video e postatelo su you tube: avrà gli stessi click dei bagordi in ristorante e farà tornare tutti coi piedi per terra.
Luigi CorcioneIl segretario Lugi Corcione: «Da domani ci sostituiremo di fatto al Parco Nazionale del Vesuvio, carrozzone che non assolve al suo compito principale, quello di tutelare i nostri prodotti, dall’albicocca alla catalanesca».
Il sindaco, la giunta quasi al completo, qualche consigliere comunale, un po’ di esponenti dell’opposizione, qualcuno degli ex assessori e consiglieri della passata amministrazione, un debutto che presta il proscenio ad una autodifesa politica del sindaco in carica, idee e progetti che non badano al «colore» ma, come ha precisato il neo segretario Luigi Corcione, alla tutela e allo sviluppo del territorio. Un saluto del presidente Antonio Marino, il microfono al sindaco Abete e, infine, per le conclusioni e la presentazione della neonata associazione politica, a Corcione che innanzitutto ringrazia le forze politiche presenti e poi affronta i temi che caratterizzeranno nei mesi a venire la linea di Fare Futuro.
«Abbiamo per esempio una nostra linea in merito alla Zona Rossa per il rischio Vesuvio – dice il segretario – un tema riguardo al quale non si può non dare atto alla scorsa amministrazione che grazie ad una battaglia degli anni passati è riuscita a stimolare il dibattito sull’approvazione dei condoni ’85 e ’94. Noi crediamo che da domattina si debba iniziare una battaglia per riaprire i termini dei condoni del 2003. Intanto però siamo convinti che l’edilizia, il cemento, non sia l’unica soluzione per incentivare lo sviluppo economico del territorio e, a questo proposito, ci siamo chiesti se il terremoto dell’Irpinia – di cui abbiamo recentemente celebrato l’anniversario a novembre, dopo 35 anni, commemorandone i morti – se le tragedie di Quindici e Sarno, se la più recente alluvione a Benevento, si potevano evitare. Da qui una nostra posizione precisa: sì alle battaglie per i condoni, no al cemento come unica strada perché sarebbe un vicolo cieco, perché in Campania è stato pericoloso collante tra malapolitica e devastazione».
Non solo edilizia, dunque e la parola d’ordine per Fare Futuro è riconversione. «Riconversione delle risorse naturali – continua Corcione – sviluppo del terzo settore, del comparto turistico – ricettivo, dell’agro alimentare che è a pezzi e che, a Sant’Anastasia, è in ginocchio. Chi non costruisce una casa a Sant’Anastasia sceglie di non farlo per motivi precisi: non solo per vincoli bensì perché non ha lavoro e dunque va altrove. Ora, il problema principale è garantire qui tutte le opportunità che altri luoghi offrono, creare risorse e lavoro».
Così Corcione, puntando ad uno sviluppo che esuli dall’edilizia, recupera un vecchio progetto del 2002 firmato dall’architetto Gelsomina Maiello. «Riguarda la catalogazione delle masserie anastasiane – spiega – che sono una ventina e tutte bellissime, spettacolari anche dal punto di vista storico e architettonico. Questi luoghi potrebbero offrire spazi alle risorse lavorative nel comparto turistico – ricettivo e nostra intenzione è lavorare perché siano riqualificate e riaperte al pubbliche. Sognando agriturismi, maneggi e bed & breakfast alle falde del Monte Somma. Ne guadagnerebbe tutto l’hinterland e in merito bisognerà insistere sul connubio pubblico/privato sul quale ha scommesso la passata amministrazione come sta continuando a farlo quella attuale. Per noi, infatti, la concessione di spazi pubblici alle aziende private – nel caso delle masserie sarebbe più che altro da privato a privato – è il volano di una sana coesione Ente/soggetti imprenditoriali».
Altro filone sul quale si candida a lavorare d’ora in poi Fare Futuro è quello dell’agro – alimentare. «Pubblico e privato – continua Corcione – devono necessariamente contribuire al rilancio di nostri prodotti che stanno perdendo piede e valore, primi tra tutti le albicocche e la catalanesca. Lavoreremo sin da subito affinché sia scongiurata e sconfessata la voce che da un po’ circola, ossia quella che i nostri contadini starebbero pensando di seminare i campi a noci americane, più rassicuranti da un punto di vista del raccolto, in luogo delle albicocche. Da domani busseremo perciò alle loro porte, facendo capire loro come sia importante riunirsi in cooperative di sviluppo e produttive e lo stesso faremo con i concessionari del mercato ortofrutticolo».
«Ci sostituiremo in pratica – annuncia Corcione – al Parco Nazionale del Vesuvio, un ente buono solo a creare vincoli che dimentica però il suo ruolo: tutelare i nostri prodotti e promuoverne lo sviluppo».
Poi, la dichiarazione di guerra alla Gori Spa. «Da domani porteremo avanti nelle piazze una lotta incondizionata alla Gori che ha gli stessi beceri meccanismi di un carrozzone politico e di serbatoio elettorale e noi crediamo che le nuove generazioni politiche debbano necessariamente farsi carico di tali nefandezze nei confronti di una struttura che negli anni non ha fatto altro che favorire alcuni personaggi a discapito dei cittadini».
«Siamo disponibili ad ogni confronto pubblico – dice inoltre il segretario di Fare Futuro – da oggi Sant’Anastasia avrà una voce politica in più e, per quel che mi riguarda, preferisco soprassedere sulla situazione locale, preferisco far parlare i fatti – ed è quel che faremo – giacché le beghe personali in questo momento non fanno certo onore».
Rivolto a Pubblica Amministrazione, Forze dell’Ordine ed organi di controllo, la PFU Academy è solo l’ultimo tassello delle iniziative di formazione e sensibilizzazione portate avanti da Ecopneus in Campania sulla gestione dei Pneumatici Fuori Uso.
La Campania si conferma regione chiave delle attività Ecopneus nella gestione dei Pneumatici Fuori Uso. Si è svolta stamane a Napoli la PFU Academy Ecopneus, piattaforma formativa rivolta a Pubblica Amministrazione, Forze dell’Ordine, Enti locali e organi di controllo sugli aspetti normativi inerenti la gestione dei pneumatici a fine vita. Proprio dalla Campania, nel giugno 2013, partì il ciclo di incontri della PFU Academy con la tappa di Castel Volturno, ospitata nella sede della Scuola di Formazione del Corpo Forestale dello Stato.
All’evento, che ha ricevuto il patrocinio dell’Incaricato del Ministro dell’Interno per il fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti in Campania, della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell’ISPRA e della Scuola Regionale di Polizia Locale, sono intervenuti il Vicepresidente della Regione Campania On. Fulvio Bonavitacola, il Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli dott. Nunzio Fragliasso, il Vicesindaco di Napoli dott. Raffaele Del Giudice, l’Incaricato del Ministro dell’Interno per il fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti in Campania dott. Donato Cafagna, il dott. Dionisio Limongelli della Polizia Locale Campania, la giurista ambientale avv. Paola Ficco, il Vicepresidente di Legambiente ing. Stefano Ciafani, il giornalista dott. Enrico Fontana e il Direttore Generale di Ecopneus ing. Giovanni Corbetta.
“In Campania stiamo dimostrando ormai da diversi anni che la collaborazione tra pubblico e privato, quando incontra terreno fertile anche nella società civile, è in grado di dare risposte concrete al territorio” ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus. “In aggiunta alla nostra quotidiana attività di gestione dei Pneumatici Fuori Uso in tutta Italia, il nostro approccio basato sui principi di responsabilità, etica e trasparenza, ci spinge anche a promuovere progetti ed occasioni di formazione e sensibilizzazione sui temi legati ai PFU”.
Ma la PFU Academy è solo l’ultima delle attività in Campania di Ecopneus, la società senza scopo di lucro responsabile della gestione di circa il 70% dei Pneumatici Fuori Uso in Italia; un prezioso materiale dal quale è possibile ricavare nuovi materiali per varie applicazioni in diversi settori come lo sport, gli asfalti e l’edilizia, ed energia sostenibile.
Dal 2013 Ecopneus è infatti coinvolta al fianco del Ministero dell’Ambiente e delle amministrazioni locali nel “Protocollo d’Intesa per l’attuazione di interventi di prelievo e gestione di Pneumatici Fuori Uso abbandonati nel territorio delle Province di Napoli e Caserta”, interventi realizzati con avanzi di gestione che hanno già consentito di prelevare 747 tonnellate di PFU in 19 comuni diversi, scongiurando il rischio che venissero utilizzati come combustibile per i roghi di rifiuti che tristemente connotano questo territorio. Un quantitativo che si aggiunge alle 82.394 tonnellate prelevate da Ecopneus dal 2011 ad oggi presso gommisti, stazioni di servizio e autofficine in tutta la Regione: equivalenti al peso di oltre 9 milioni di pneumatici da autovettura, messe in fila formerebbero una striscia lunga 4.577 km, pari a oltre due volte la distanza tra Napoli e Londra.
Legato alle attività del Protocollo anche un progetto educativo per le scuole medie della Regione, promosso da Ecopneus e Legambiente, conclusosi con un concorso che chiamava i ragazzi a lanciare attraverso un breve video un messaggio di speranza e legalità per la propria terra. Alla scuola vincitrice, la ex Settembrini-Ciaramella di Afragola (NA), Ecopneus ha donato un campo polivalente realizzato in gomma riciclata da PFU.
Ma non solo. Grazie agli avanzi economici dovuti ad una gestione efficiente è stato possibile intervenire anche in situazioni di emergenza come a Buccino (SA), Scisciano (NA), Battipaglia (SA) e Eboli (SA), dove giacevano da anni abbandonate complessivamente oltre 18.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso. Intervento analogo ma legato alle attività del Protocollo, è quello che a luglio 2015 ha portato alla rimozione dei PFU abbandonati nell’area archeologica di Cales, nel Comune di Calvi Risorta (CE), antica colonia romana del IV secolo a.C. che l’inciviltà di pochi aveva trasformato in un luogo di abbandono di rifiuti di ogni genere. Un intervento dal particolare valore simbolico perché lancia un messaggio forte, la rinascita di un pezzo del nostro patrimonio culturale deturpato dall’inciviltà di pochi, restituito ai cittadini perché possa diventare fonte di sviluppo e crescita per il territorio.
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