Somma Vesuviana, rinnovo contratto servizi cimiteriali: FdI si dissocia dalla scelta dell’amministrazione Piccolo

Il coordinatore cittadino del gruppo consiliare Fratelli d’Italia, Vittorio De Filippo, in un nota stampa spiega i motivi del dissenso. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale non condivide la scelta di rinnovare il contratto relativo ai servizi cimiteriali per trentasei mesi (3 anni) e per un importo pari a circa € 800.000,00, con una mera determina del Responsabile di P.O., senza procedere con un nuovo bando di gara. A prescindere dalle motivazioni di carattere giuridico, per cui nutriamo forti dubbi e che saranno valutati nelle opportune sedi (basti ricordare gli ultimi orientamenti giurisprudenziali ed i pareri delle Autorità competenti), ragioni di opportunità politico-amministrative, alla luce anche del particolare momento storico, avrebbero dovuto far propendere per la scelta dell’indizione di una nuova gara. Proprio per questo nei mesi scorsi avevamo sollecitato l’amministrazione ad attivarsi per la Centrale Unica di Committenza (CUC) (obbligatoria per legge dal 1/11/2015). Se l’intento era quello di garantire la continuità del servizio, si sarebbe potuto procedere con un proroga o rinnovo temporaneo, giusto il tempo per bandire ed espletare la gara. In tal modo si sarebbe potuto, con la predisposizione di specifiche clausole nel bando, ridurre i costi e migliorare il servizio, anche attraverso la previsione di servizi aggiuntivi e migliorativi dell’offerta. Nutriamo perplessità anche sul perché la determinazione del Responsabile di P.O. non sia stata preceduta da un atto di indirizzo della Giunta Comunale, vista la durata del rinnovo, il costo del servizio, nonché la natura e la caratteristica del servizio, ritenuto “sensibile” dalle Autorità del Settore. Il coordinatore cittadino Vittorio De Filippo Il gruppo consiliare

La politica: finestra di speranza

Si fa fatica a seguire la mediocrità del dibattito politico  in corso a S. Anastasia e si rimane sgomenti per l’inconsistenza e l’approssimazione  dell’azione amministrativa.  Colpisce anche la diatriba familiare tra l’ex-sindaco Esposito  e l’attuale sindaco Abete all’insegna della sfida perenne di “chi è con me o contro di me”. Non è una novità per l’ex-sindaco repentini cambiamenti di fronte. Solo per citare un esempio, basta ricordare il passaggio da fedelissimo dell’ex-Presidente della Provincia Luigi Cesareo a suo principale denigratore, con tanto di reciproche e gravi accuse. Un rapporto analogo sembra viverlo oggi con suo nipote Abete. Dopo averlo introdotto nella politica facendolo eleggere nelle liste dei DS (oggi PD) nell’elezioni amministrative 2007, dopo averlo messo a presiedere il Consiglio Comunale (con un cambiamento radicale del fronte politico), e dopo averlo candidato a sindaco, oggi l’ex-sindaco lo rinnega accusandolo per la sua inconsistenza amministrativa. La triste verità è che l’ex-Sindaco Esposito non ha solo diviso la comunità anastasiana ma è riuscito a frantumare l’intero sistema politico con il suo ego-centrismo, il suo populismo  e la sua unica capacità di parlare al ventre molle del popolo come quando si erge a paladino dei condoni e si scaglia contro la zona rossa. Con questo non vogliamo qui proporci difensori dell’attuale sindaco Abete. Anzi, ne vediamo e denunciamo tutta la sua mediocre capacità di incidere sui complessi problemi del paese. Ci sta a cuore, piuttosto, cercare di portare fuori dalla palude delle lotte intestine all’attuale amministrazione i problemi della città, anzi i problemi dell’intero territorio vesuviano, considerato che molte questioni necessitano oramai di una visione e di azioni trans-comunali. Di seguito ci soffermiamo su alcune importanti questioni. Il Piano Urbanistico Comunale (PUC),  avviato nel 2010  dall’ex-sindaco Carmine Pone, nonostante gli innumerevoli annunci, è ancora al palo e molti sono ancora i passaggi per una sua definitiva approvazione. Il rischio è che quando il PUC verrà approvato sarà probabilmente già superato. Con il mancato PUC tante aspettative del paese sono mortificate. Qui ricordiamo soltanto pochi punti, riservandoci di intervenire a breve con un’analisi più approfondita. La viabilità è allo stremo, con un traffico cronico sulle poche arterie della città con conseguente inquinamento a livelli nemmeno monitorati (vedi livelli allarmanti delle polveri sottili  registrate nel comune di S. Vitaliano, l’unico comune della nostra area ad ospitare una centralina per la misurazione degli inquinanti atmosferici). Il raddoppio della 268-bis è ancora in alto mare. Il servizio di trasporti comunali ed intercomunali è assai modesto; quello della circumvesuviana inaffidabile, tra i peggiori d’Italia. La viabilità ed i trasporti sono un tipico esempio di azioni che andrebbero coordinate tra più comuni. I famosi Piani di Insediamento Produttivi (PIP), che decine di artigiani aspettano da anni per svolgere in modo decoroso le loro attività, sono da decenni mere promesse elettorali. Manca un realistico ed organico piano di sviluppo della città. Il nuovo PUC sembra proporre soluzioni fantasiose e pericolose basate sul trasferimento di abitazioni situate a monte del paese verso la già degradata zona della Starza che, come le altre periferie lasciate crescere dalle amministrazioni degli anni ’70 e ’80 in modo disordinato, avrebbero bisogno di importanti  piani di recupero. Anche la città alta e vecchia avrebbe bisogno di un Piano di Recupero-Ristrutturazione e Ricolorazione. Un’altra questione importante riguarda la gestione dei rifiuti. Nonostante la stratosferica tassa sui rifiuti  i risultati della raccolta differenziata sono ancora scarsi, circa il 43% (dati Regione Campania 2013), ovvero assai lontani dal minimo del 65% oggi richiesto dalla legge. In questi anni molto poco è stato fatto per migliorare questi dati, nonostante il dispendio di risorse per guardie ambientali e ambasciatori della differenziata. Eppure altri comuni della provincia di Napoli ottengono risultati assai più confortanti: Bacoli (82%), Pozzuoli (79%), Acerra (71%), Somma Vesuviana (66%), Pomigliano D’Arco   (62%). Quindi basta essere consapevoli che “volere è potere”; occorre però sensibilizzare i cittadini, utilizzare strumenti di  Informazione e comunicazione continua e, per ultimo,  non escludere il ricorso alle sanzioni per i cittadini meno scrupolosi.   Tutti sappiamo che una cattiva raccolta differenziata comporta danni per l’ambiente e maggiori oneri per il portafoglio dei cittadini. L’isola ecologica, poi, funziona al di sotto delle sue potenzialità. Finalmente ce l’abbiamo e vorremmo che funzionasse al meglio. Purtroppo al momento della sua progettazione, per mero opportunismo politico, molte tipologie di rifiuti furono  escluse, e oggi i cittadini non sanno come smaltirli. Vorremmo trovare la soluzione per raccogliere  e smaltire residui di pitture, detriti murari,.. ed altro . Ciò potrebbe stimolarci a realizzare qualcosa in maniera consortile con  comuni viciniori. Per le opere pubbliche, poi, merita citare la realizzazione della piscina. Era stata annunciata come una cosa sicura mentre si trattava solo di una gara di progetto di finanza, per giunta sembra essere andata deserta. Forse, invece di roboanti annunci, occorrerebbe badare un po’ di più alla sostanza delle cose. L’elenco potrebbe continuare. I nostri territori presentano tantissimi e complessi problemi ma, probabilmente, il principale è la mancanza di una classe politica adeguata e un senso civico diffuso. Siamo inondati invece da manifesti litigiosi, densi di reciproche accuse tra chi solo ieri si era proposto ai cittadini come classe dirigente coesa per un cambiamento radicale. E’ un dato di fatto che, con l’andata in vigore della legge per l’elezione diretta dei sindaci, tutte le recenti amministrazioni di centrodestra hanno avuto una vita breve. E’ paradossale che, a fronte della gravità dei nostri problemi, le poche energie disponibili si sprechino per lacerazioni continue. Tutto ciò alimenta l’ancora più devastante qualunquismo ed indifferenza dei tanti. Sarebbe auspicabile, invece, un clima sereno per permettere a tutte le forze politiche, le associazioni e i cittadini, nel rispetto dei loro ruoli, di concorrere a migliorare l’attuale situazione. A tale proposito ricordiamo una frase cara a don Lorenzo Milani: “Ho insegnato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la Politica. Sortirne da soli è l’avarizia.” Con questa frase ci sentiamo di augurare a tutti gli anastasiani la forza di non rassegnarsi, di non ragionare più con la cieca e miope logica dell’appartenenza, ma di cercare nel raggiungimento del bene comune l’unico vincolo in grado di fornire speranza per il futuro. Associazione civica neAnastasis

Guardare in avanti, costruire un nuovo presente e non avvilirci nel rimpianto del passato: questo è il nostro augurio per il 2016

Il territorio Vesuviano-Nolano è a un bivio: o precipitare all’ultimo posto nella classifica della vivibilità o aggrapparsi ai valori della sua civiltà per difendere la bellezza dell’ambiente e il patrimonio immenso di arte e di tradizioni. L’impegno del nostro giornale. Talvolta mi viene di pensare che il territorio Vesuviano-Nolano sia contemporaneamente un palcoscenico, il magazzino di un teatro, e un repertorio di “pezzi” e di personaggi teatrali, ora comici, ora drammatici. C’è tutta la commedia della vita, in questa nostra terra: i giovani se ne vanno lontano, “se ne fojono”, a cercare la speranza di un domani più dignitoso, l’economia è un sistema debole, e pare che nessuno riesca a proporre rimedi utili per riportare un po’ di razionale movimento in strutture sgangherate. Da una vita ripetiamo in coro che dovremmo sfruttare meglio il patrimonio ambientale, la risorsa immensa che è costituita dal solo nome ”Vesuvio”, i tesori dell’archeologia, pagana e cristiana, i santuari, i percorsi della fede, le vie del turismo antropologico che va alla ricerca anche degli antichi mestieri e delle tradizioni locali, la ricchezza rara e preziosa dei prodotti agricoli e delle opere dell’ingegno artigiano e industriale. Da una vita ripetiamo in coro che le scuole dovrebbero promuovere la conoscenza del territorio e far sì che i ragazzi avvertano l’orgoglio, la responsabilità e il peso della loro appartenenza a un mondo straordinario di valori culturali e di tradizioni. Qualche Istituto si è mosso in questa direzione, ma resta da fare la maggior parte del lavoro. “Dovrebbero”: il condizionale, da solo, smaschera e condanna la nostra impotenza, la insopportabile banalità parolaia dei nostri proclami. I Comuni, e il pubblico e il privato non fanno sistema: per esempio, non c’è un operatore turistico che offra ai clienti un “itinerario” decentemente organizzato tra le basiliche paleocristiane di Cimitile, il santuario di Madonna dell’Arco, e il santuario sommese di Santa Maria a Castello. Il paesaggio dell’archeologia è segnato dalla immobilità assoluta – si muovono per ora solo le buone intenzioni – a Ottaviano, a Terzigno, nel Nolano: lodevoli eccezioni sono Somma e Pollena. Ma la scuola non prepara i ragazzi al mestiere di guida, e non c’è una “guida” a stampa che descriva il nostro territorio e ne indichi i punti di forza. Dal lato interno i sentieri che attraverso il Somma portano al Vesuvio sono quasi tutti bloccati da impedimenti di vario genere: e spesso gli impedimenti sono cumuli di immondizia: il nostro giornale ne parla e ne pubblica le immagini senza sosta, nella speranza che quelle sconce scene smuovano in tutti noi il sentimento della vergogna. I produttori vesuviani di vini vesuviani e di frutta vesuviana non riescono a fare consorzio, non c’è nemmeno la traccia di una rete di trasporti pubblici che colleghi sistematicamente il Vesuviano, il Nolano e il Vallo di Lauro; sulla “Vesuviana” è già stato detto tutto, a tal punto che questa Ferrovia può diventare il simbolo dei problemi del territorio, e, infine, lunghi tratti delle strade interne, anche di quelle più importanti, non sono adatti nemmeno al traffico di carrette trainate da buoi. La classe politica è scossa qua e là da turbini di tempesta, sempre in nome del bene pubblico, e sempre in nome di questo bene quasi sempre i turbini finiscono a tarallucci e vino. Per alcune Amministrazioni comunali il 2015 è stato un anno orribile: in altri Comuni sindaci, assessori e consiglieri disegnano progetti e si impegnano a realizzarli: ma quello che manca, dicevo prima, è l’idea di un disegno collettivo che indirizzi le energie verso obiettivi condivisi. Il Vesuviano soffre di particolarismo, così come l’individualismo è una ferita nella compattezza del sistema sociale. Commentando i risultati dell’indagine del “Sole24ore” sulla vivibilità delle province italiane – Napoli e la sua provincia occupano il posto 101 su 110 province – De Magistris ha detto che però a Napoli “c’è umanesimo”. Certo, l’umanesimo, le emozioni e la bellezza del paesaggio non erano compresi tra i criteri di valutazione del “Sole24ore”, e non so se bastino a compensare lo scarso numero di asili, l’inferno della povertà, il calo dei consumi e i problemi della sicurezza: ma nella sua ricca interiorità il nostro popolo può trovare la forza per rovesciare la tendenza della storia. Il dio Giano, bifronte, guarda al passato per “vedere” il presente e il futuro. Di questo straordinario mondo Vesuviano-Nolano i collaboratori del nostro giornale hanno rappresentato, anche nel 2015, i fatti e gli atti, e hanno tentato di capirne le ragioni e le motivazioni profonde, e in certi casi, si sono interrogati sulle conseguenze. Li ringrazio tutti per l’impegno e per lo spirito di collaborazione: i lettori ci hanno premiati facendo crescere l’attenzione e l’interesse per il “mediano.it”. Ma la generosità dei lettori sottintende un avvertimento: non dobbiamo fermarci, abbiamo l’obbligo di migliorarci. Nell’augurare a tutti i nostri lettori un felicissimo Anno Nuovo, prendiamo un impegno: cercheremo di dare uno spazio ancora maggiore ai tesori e alle “eccellenze” del nostro territorio: e quando diciamo “eccellenze”, non ci riferiamo solo ai soliti noti, ma anche e soprattutto agli artigiani eredi di una storia gloriosa, ai piccoli “Maestri” che non sono ancora approdati alla fama, ma che nei laboratori, nelle officine, nelle cucine fanno rivivere le tradizioni rinnovandole senza intaccarne la sostanza culturale. E poi combatteremo ancora più intensamente per la tutela del territorio, della salute nostra e dei nostri figli. Non trascureremo la cronaca: la cronaca seria, che costituisce il corpo della storia. La cronaca che si pasce di volgarità e che non rispetta i limiti del decoro e della decenza non ci interessa: se sollecitasse il nostro interesse, offenderemmo i lettori e noi stessi.  

La scienza del 2016: ecco le previsioni

Dopo un 2015 ricco di eventi memorabili, cosa possiamo aspettarci dal 2016?

Primo gennaio 2016. È iniziato l’anno nuovo, carico di aspettative e di buoni propositi. Quale momento migliore per fare un po’ di bilanci e di classifiche? Il 2015 è stato un anno ricco di eventi nel mondo della scienza, ma cosa ci può riservare il 2016?

Nel 2015 abbiamo scoperto un nostro nuovo antenato, Homo naledi; è stato l’anno in cui abbiamo trovato tracce di acqua salata su Marte, e siamo arrivati in orbita intorno al pianeta nano Cerere, con la sonda Dawn. È stato l’anno del centenario della teoria della relatività, e della conclusione della Missione Futura che ha portato nello spazio la prima donna italiana, Samantha Cristoforetti. AstroSamanta per tutti.

Con queste basi il 2016 si annuncia ricco di attese. E allora ecco le previsioni pubblicate da Nature e Science per il nuovo anno.

Per entrambe le illustri riviste ai primi posti nelle attese c’è la fisica: proprio oggi l’italiana Fabiola Gianotti sarà direttore del Cern, e la grande sfida del nuovo anno potrebbe essere capire di cos’è fatta la misteriosa “materia oscura”, che occupa circa il 25% dell’Universo. Le particelle sfuggenti che la costituiscono, infatti, potrebbero essere rivelate dalle collisioni del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern, che già ci ha stupiti con il Bosone di Higgs. A caccia di materia oscura con Lhc, ci sono anche il rivelatore Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in funzione all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale, e la sonda cinese Dampe (Dark Matter Particle Explorer).

Altra possibilità che si affaccia nella fisica del 2016 è quella di riuscire a vedere le onde gravitazionali, ossia le onde dello spazio-tempo provocate da sistemi binari di stelle, esplosioni di supernove, buchi neri, galassie in formazione e ovviamente anche dal Big Bang. Per ognuna di queste fonti dovremmo riuscire a vedere un segnale diverso, con un “timbro” caratteristico e univoco.

Per una nuova missione nello spazio dovremmo aspettare invece la primavera, con il lancio della missione ExoMars: un rover atterrerà sul pianeta rosso e, nel 2018, riuscirà a perforare il suolo marziano fino alla profondità di due metri. La missione francese MicroScope, invece, riprodurrà tra le stelle l’esperimento della caduta dei gravi di Galileo.

Sul fronte biomedico, invece, si punta sulla tecnica di editing genetico Crispr, il “taglia e cuci” del Dna che ha fatto molto discutere, ma che allo stesso tempo è ricco di promesse.

Per l’ambiente due i filoni principali: ripulire l’aria che respiriamo e tutelare il mare. La cattura della CO2 (la famigerata anidride carbonica) dall’atmosfera è un obiettivo inseguito da anni, e all’Università della California, a Berkley, un team di scienziati è a un passo da una possibile soluzione. Hanno infatti elaborato un metodo per convertire l’anidride in monossido di carbonio, che può essere utilizzato per realizzare una serie di materiali fra cui combustibili, plastica e persino prodotti farmaceutici.

Intanto Oceana, l’organizzazione internazionale per la conservazione marina, ha messo a punto un decalogo per un 2016 all’insegna della tutela degli oceani. Piani di gestione per habitat e specie vulnerabili, pesca sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici e ai rifiuti, investire nelle energie pulite e nella ricerca marina: questi alcuni dei punti chiave per mantenere il nostro mare pulito e non lasciare che diventi un grande deserto d’acqua senza vita.

Infine, tra le curiosità, secondo Science il 2016 potrebbe finalmente far luce sull’origine del cane, mettendo fine al lungo dibattito su dove e quando esattamente sia stato addomesticato ed eletto “migliore amico dell’uomo”.

Garanzia Giovani, è online la vacancy del Comune di Somma Vesuviana

I giovani iscritti, tra i 18 e i 29 anni, possono candidarsi all’annuncio accedendo al portale Cliclavoro Campania. Ragionieri, geometri, segretari amministrativi e collaboratori con licenza media sono richiesti dall’ente locale: 20 tirocini finanziati.  Ottimo inizio d’anno per l’amministrazione Piccolo. L’assessorato alla Formazione e al Lavoro non ha perso tempo, ha pensato ai giovani. Tutti possono aderire, basta essere iscritti a Garanzia Giovani, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, avere tra i 18 e i 29 anni ed essere in possesso dei requisiti professionali necessari per candidarsi alla vacancy del Comune su Cliclavoro Campania. Sono richiesti 3 ragionieri, 3 geometri, 2 segretari amministrativi/tecnici degli affari generali e 12 collaboratori con licenza media: 20 tirocini finanziati. “La vacancy resterà online per quindici giorni”, spiega l’assessore alla Formazione e al Lavoro Simona Cerbone. “Per i giovani sono previste anche altre esperienze formative presso scuole e imprese in città. Intanto, in bocca al lupo a tutti”. L’adesione del Comune di Somma Vesuviana a Garanzia Giovani, su iniziativa dell’ex assessore Nunzio Saviano, risale agli inizi del 2015. Il percorso è stato portato a termine dal nuovo assessore al ramo, in quota Progetto Somma: sportello attivo fino ad oggi, in collaborazione con l’ente di formazione Michelangelo – per garantire servizio di accoglienza, informazione alle imprese del territorio in cerca di risorse umane da investire nel panorama aziendale – e pubblicazione della vacancy dei 20 tirocini prima della fine dell’anno. Obiettivo raggiunto.

Terra dei Fuochi, comunicato choc della Chiesa di Nola: “Abituarsi all’aria irrespirabile significa morire”

Appello alla mobilitazione contro l’inquinamento da parte del vescovo Depalma e di don Aniello Tortora.        La situazione in tutto il mondo sta raggiungendo picchi difficilmente reversibili. Intanto nell’area metropolitana di Napoli stanno facendo molto discutere i pesantissimi livelli “cinesi” d’inquinamento da polveri sottili che stanno flagellando l’aria di San Vitaliano, Acerra, Pomigliano, Nola e di tanti altri centri della zone. Un fenomeno che sta facendo emergere l’impotenza e, in qualche caso, l’immobilismo  delle amministrazioni locali, la cui azione, o inazione, risulta del tutto inefficace ai fini della tutela della salute pubblica. Ma la Chiesa non vuole restare indifferente di fronte a questo sistematico stillicidio.  In un comunicato diramato ieri il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, rende noto di aver affidato all’Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato, guidato da don Aniello Tortora, il compito di ” esprimere il proprio rammarico per le recenti notizie sui preoccupanti livelli di emissioni inquinanti nel territorio nolano e vesuviano. Rammarico che si aggiunge alla condivisione delle preoccupazioni di molti cittadini scossi da quanto finora appreso “. «Come Chiesa, – si legge nella nota redatta da don Aniello – come cristiani siamo chiamati a rigenerare lo sguardo, uno sguardo che non può essere abituato allo scempio, ai rifiuti abbandonati, alla decadenza delle strutture, all’aria irrespirabile e alle colonne di fumo di varia natura: abituarsi è morire. Per questo come Chiesa, come abbiamo già fatto in passato, chiediamo a tutti un’assunzione di responsabilità: alle istituzioni, perché si adoperino seriamente per la tutela del territorio e informino correttamente i cittadini; ai cittadini, perché vigilino e allo stesso tempo  assumano uno stile di vita rispettoso di se stessi e dell’ambiente ». Le parole espresse sulla cura della ‘casa comune’ da Papa Francesco e quelle del vescovo Depalma nell’omelia per l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Nola vengono ricordate nella nota non solo per sollecitare tutti ad una ‘conversione del cuore’ che sia anche ‘conversione ecologica’ ma soprattutto per invitare le comunità parrocchiali diocesane a ‘sporcarsi le mani’ perché la cura della ‘casa comune’ «divenga segno della comunione ecclesiale che stiamo sperimentando con il Sinodo». (Fonte foto: rete internet)  

Somma Vesuviana, referendum pro piazza al «Commendatore»: la lettera di Annamaria Rea

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di chiarimento di Annamaria Rea, criticata  per aver definito “spazzatura” le 3000 firme raccolte dal comitato pro toponimo da dedicare al «Commendatore» con un referendum popolare. Antefatto. “Consegnate al comune le firme raccolte per il referendum sulla piazza centrale di Somma Vesuviana. Cambiare il nome e sostituirlo con quello del commendatore Francesco de Siervo già sindaco di Somma Vesuviana? Firme richieste 2830, firme raccolte 3118- ora si attiverà la procedura per il referendum e per chiamare i cittadini a pronunciarsi liberamente – noi promotori siamo per il nostro amato e indimenticabile commendatore”. Questo il post diffuso su Facebook ieri pomeriggio dal comitato pro toponimo per festeggiare la riuscita dell’iniziativa utile al referendum. Qualche ora dopo, gli stessi promotori dell’ iniziativa scrivono di essere stati offesi pubblicamente dalla moglie del sindaco, Annamaria Rea, che nell’ambito di una manifestazione avrebbe definito spazzatura le 3118 firme raccolte per il referendum. Abbiamo interpellato la signora Rea,  che ha precisato quanto segue.   “Preciso  il contenuto del mio intervento tenutosi durante la conferenza presso lo spazio creativo di Mario Sodano in risposta a quanto dichiarato e commentato sui social, onde evitarne ulteriori strumentalizzazioni politiche. Sono intervenuta su sollecitazione del Professore Ciro Raia, anzi direi più su celata provocazione, circa l’impegno preso sull’intestazione della Piazza centrale al Professore Francesco De Martino da un punto di vista strettamente personale, precisando anche i rapporti confidenziali che legavano mio padre al Senatore. Ho usato il termine spazzatura in riferimento alle firme raccolte per il referendum per precisarne l’inutilità come in seguito ho specificato, dal momento che come tutti sanno, per legge, non è possibile intestare strade o piazze a persone che non siano decedute da almeno dieci anni come nel caso del Commendatore De Siervo. Non è stata mia intenzione offendere né chi ha firmato, né chi ha raccolto le firme, e meno che mai l’esercizio del referendum che è tra le più alte espressioni di democrazia. Non è mia abitudine inoltre usare l’appellativo di moglie del sindaco, il mio nome è Annamaria Rea e questa è stata la mia prima precisazione anteposta all’intervento di cui sopra. Ad alcuni piccoli uomini , che considerano ancora le donne un’appendice degli uomini dico inoltre: non “comando” mio marito né la sua politica e meno che mai la città come hanno scritto ma neanche permetterò mai a nessuno di “comandare” sulle mie idee , né le sacrificherò mai in nome del ruolo di moglie di…. Annamaria Rea

Sant’Anastasia: Capodanno senza botti

Il sindaco: “Tuteliamo persone, animali e cose” La prima volta degli animali protetti dai botti di Capodanno: è tassativamente vietato fino al 6 gennaio 2016 far esplodere botti o petardi di qualsiasi tipo, a tutela di cittadini, animali e cose. L’ordinanza a firma del sindaco, si riferisce a  tutti i luoghi, coperti o scoperti, pubblici o privati, in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, di qualsiasi tipo; agli asili, scuole, comunità varie, uffici pubblici, nonché nel raggio di 100 metri da tali strutture; a tutte le vie, piazze e aree pubbliche, dove transitano e siano presenti delle persone. L’intento, considerando che ogni anno la cronaca nazionale riferisce di infortuni anche di grave entità, è quello di far comprendere che esiste un oggettivo pericolo pure nell’utilizzo dei petardi ammessi alla vendita al pubblico. Il Sindaco inserisce nell’ordinanza un NO ai botti, per evitare conseguenze negative a carico degli animali domestici, in quanto il fragore dei botti, oltre ad ingenerare in loro un’evidente reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli al rischio di smarrimento e/o investimento. Un altro obiettivo è quello di cercare di azzerarne l’uso o di far sì che i cittadini accendano i botti in zone isolate e comunque a debita distanza dalle persone e dagli animali, evitando tassativamente le aree che risultino affollate, per la presenza di feste, riunioni o per altri motivi. Durante le festività natalizie e fino al 6 gennaio, infatti, sono previsti eventi e manifestazioni, con corrispondente afflusso di pubblico. L’ordinanza ne tiene conto ed induce ad adottare precauzioni, onde evitare, che qualche irresponsabile, eludendo i controlli, possa lanciare i petardi in mezzo alla folla, con il concreto rischio di colpire accidentalmente qualcuno ovvero le strutture all’uopo allestite. L’Amministrazione Comunale, ritenendo insufficiente e inadeguato il ricorso ai soli strumenti coercitivi, per contrastare efficacemente un’usanza così diffusa e radicata lancia un appello soprattutto al senso di responsabilità individuale e alla sensibilità collettiva, affinché ciascuno sia pienamente consapevole dei danni che il tradizionale uso di botti può arrecare a sé stesso, agli altri e alle cose e possa anche decidere di rinunciare a questa tradizione, ricorrendo magari ai molti mezzi alternativi ed innocui che la fantasia può suggerire. L’inosservanza delle disposizioni dell’ordinanza, qualora la legge non disponga diversamente, sarà punita con una sanzione pecuniaria pari a € 100,00 fatta salva, ove il fatto assuma rilievo penale, la denuncia all’Autorità Giudiziaria, in particolare, da parte della Polizia Locale e di tutti gli altri Agenti della Forza Pubblica, che sono stati incaricati di vigilare. “Genitori, non affidate ai bambini alcun tipo di botti, perché comunque il loro utilizzo richiede prudenza e una certa dimestichezza – ha dichiarato il sindaco Lello Abete – quindi, anche un minimo livello di pericolo o un utilizzo maldestro va assolutamente evitato, perché questi prodotti non possono essere considerati “giocattoli”, né dagli adulti, né dai ragazzi. Facendo questo proteggeremo anche i nostri animali domestici”.

Somma Vesuviana: al Teatro Summarte è tempo di “Tombola Scostumata”

Iniziare l’anno con il teatro significa iniziarlo all’insegna dell’arte. E’ così che il 1° gennaio al teatro Summarte di Somma Vesuviana andrà in scena “Tombola Scostumata” uno spettacolo di Gino Curcione. La tradizione è di casa al teatro Summarte di Somma Vesuviana. Il primo di gennaio in scena la “Tombola Scostumata” di Gino Curcione. L’idea è portare a teatro una tombola napoletana d’eccezione con un escursus sulla cabala e la numerologia, dove anche il pubblico diventa attore protagonista. Gino Curcione, interprete di teatro e apprezzato attore di cinema per Mario Martone, Lello Arena, Antonietta De Lillo e Pappi Corsicato, allieterà la serata con simpatia e naturalezza. Un gioco dove l’attore e il pubblico si divertiranno insieme con la vecchia tombola dal sapore antico. La serata avrà inizio alle ore 20.00 e sarà un grande happening linguistico, siete tutti invitati!

Somma Vesuviana: 250 chili di fuochi in casa

I carabinieri arrestano un 31enne. Nel corso dei servizi mirati alla repressione della vendita dei fuochi illegali, i carabinieri di Somma Vesuviana hanno scovato 250 chili di fuochi illegali, alcuni dei quali confezionati artigianalmente, nascosti nel garage di Gennaro Febbraro, un 31enne del luogo già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di materiale esplodente. Ora è agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. (Fonte foto: rete internet)