Terra dei Fuochi, comunicato choc della Chiesa di Nola: “Abituarsi all’aria irrespirabile significa morire”

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Appello alla mobilitazione contro l’inquinamento da parte del vescovo Depalma e di don Aniello Tortora.       

La situazione in tutto il mondo sta raggiungendo picchi difficilmente reversibili. Intanto nell’area metropolitana di Napoli stanno facendo molto discutere i pesantissimi livelli “cinesi” d’inquinamento da polveri sottili che stanno flagellando l’aria di San Vitaliano, Acerra, Pomigliano, Nola e di tanti altri centri della zone. Un fenomeno che sta facendo emergere l’impotenza e, in qualche caso, l’immobilismo  delle amministrazioni locali, la cui azione, o inazione, risulta del tutto inefficace ai fini della tutela della salute pubblica. Ma la Chiesa non vuole restare indifferente di fronte a questo sistematico stillicidio.  In un comunicato diramato ieri il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, rende noto di aver affidato all’Ufficio per i Problemi sociali e il Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato, guidato da don Aniello Tortora, il compito di ” esprimere il proprio rammarico per le recenti notizie sui preoccupanti livelli di emissioni inquinanti nel territorio nolano e vesuviano. Rammarico che si aggiunge alla condivisione delle preoccupazioni di molti cittadini scossi da quanto finora appreso “. «Come Chiesa, – si legge nella nota redatta da don Aniello – come cristiani siamo chiamati a rigenerare lo sguardo, uno sguardo che non può essere abituato allo scempio, ai rifiuti abbandonati, alla decadenza delle strutture, all’aria irrespirabile e alle colonne di fumo di varia natura: abituarsi è morire. Per questo come Chiesa, come abbiamo già fatto in passato, chiediamo a tutti un’assunzione di responsabilità: alle istituzioni, perché si adoperino seriamente per la tutela del territorio e informino correttamente i cittadini; ai cittadini, perché vigilino e allo stesso tempo  assumano uno stile di vita rispettoso di se stessi e dell’ambiente ». Le parole espresse sulla cura della ‘casa comune’ da Papa Francesco e quelle del vescovo Depalma nell’omelia per l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Nola vengono ricordate nella nota non solo per sollecitare tutti ad una ‘conversione del cuore’ che sia anche ‘conversione ecologica’ ma soprattutto per invitare le comunità parrocchiali diocesane a ‘sporcarsi le mani’ perché la cura della ‘casa comune’ «divenga segno della comunione ecclesiale che stiamo sperimentando con il Sinodo».

(Fonte foto: rete internet)

 

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