Aggiornamento del rapporto stilato dall’Istituto superiore di Sanità.
Mortalità, ricoveri e tumori “in eccesso” rispetto alla media regionale.
Lo rileva l’Istituto superiore di sanità, nell’aggiornamento del rapporto sulla situazione epidemiologica nei 55 Comuni definiti dalla Legge 6/2014 come ‘Terra dei Fuochi’.
Utilizzati tre indicatori: la mortalità, i ricoveri ospedalieri (disponibili per tutti i 55 Comuni in esame) e l’incidenza dei tumori (disponibile per 17 Comuni della Provincia di Napoli, quelli serviti dal Registro Tumori).
(Fonte foto: rete internet)
Il sindaco ha fatto sospendere le attività della Bios di Acerra, impianto contestato dalla popolazione.
Da decenni le popolazioni che le vivono attorno non la possono proprio soffrire. Decine di persone alcuni mesi fa hanno anche chiesto l’aiuto degli ambientalisti che frequentano il meetup Cinque Stelle. Pentastellati che hanno poi sporto denuncia al comando di Polizia Municipale contro i miasmi provenienti dalla zona in cui si trova la Bios, la fabbrica di mangimi e fertilizzanti prodotti dalla lavorazione delle ossa animali. Quindi l’ispezione nello stabilimento da parte dei poliziotti municipali, dei vigili del fuoco, dei tecnici dell’ Asl Napoli 2 Nord e dell’Arpac. E alla fine il sindaco ha deciso, venerdi scorso: la Bios va chiusa temporaneamente, fino a quando non saranno rimosse una serie di prescrizioni. L’ordinanza sindacale è stata pubblicata sulla bacheca del comune. Sono state dunque sospese le attività dello storico stabilimento di via Mulino Vecchio, ubicato sulla provinciale che collega Cancello con Caivano, passando per le mura settentrionali di Acerra. Impianto che un tempo si chiamava Ilsa e che da quando iniziò a produrre, un bel po’ di decenni fa, creò da subito un mare di polemiche e lamentele, tutte o quasi di ordine ambientale.
Due writers bloccati dai carabinieri a San Giovanni a Teduccio.
Si erano introdotti di notte nei locali della stazione ferroviaria del corso San Giovanni a Teduccio a Napoli e stavano disegnando graffiti con vernice spray sulla fiancata di un convoglio ferroviario in sosta.
Si tratta di due giovani (un 22enne di Marano di Napoli e un 20enne di Napoli). Li hanno scoperti e bloccati i carabinieri della stazione di San Giovanni a Teduccio.
Entrambi sono stati denunciati perché ritenuti responsabili di imbrattamento di cose altrui.
(Fonte foto: rete internet)
Si tratta delle opere di messa in sicurezza dei reparti.
Sono stati avviati dalla direzione dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola i lavori di adeguamento finalizzati alla messa in sicurezza del pronto soccorso e della radiologia. Si temeva che queste operazioni, la cui durata è stata prevista nell’arco di due settimane, potessero compromettere l’operatività di questi fondamentali servizi sanitari e invece non sarà così. In un comunicato l’Asl Napoli 3 sud ha scritto che ” durante l’esecuzione degli interventi le attività non subiranno nessun tipo di ridimensionamento o di rallentamento “. Per il reparto di radiologia è previsto anche il rifacimento dell’intera pavimentazione. Per il pronto soccorso durante i quindici giorni in cui sarà attivo il cantiere per la messa in sicurezza sarà invece attivato un percorso di accesso alternativo. A ogni modo la popolazione locale attende miglioramenti sostanziali del nosocomio nolano in tempi celeri. Ospedale il cui nuovo pronto soccorso è stato inaugurato ad aprile ma che ancora presenta carenze sia sotto il profilo del numero di posti letto e di organico, sia medico che paramedico, che sotto quello delle attrezzature e dell’offerta di servizi. Grazie alla sua unità coronarica, alla rianimazione e alle sue sale operatorie l’ospedale di Nola è l’unico presidio sanitario pubblico in grado di salvare vite umane in un territorio piuttosto vasto, che conta circa trecentomila abitanti.
Controlli a tappeto dei militari nel Napoletano. A Brusciano due arresti per spaccio di stupefacenti, mentre a Pompei una persona è stata fermata perché in possesso di un coltello di 40 cm nello zaino.
Blitz dei militari di Brusciano e di Marigliano, che hanno notato uno scambio sospetto tra giovani. Uno di loro aveva in effetti appena acquistato un grammo di marijuana, dagli altri due, i fratelli Raffaele e Daniele Accietto, di 33 e 32 anni, di Brusciano.
Dopo la “consegna”, i carabinieri hanno bloccato i tre, arrestando i fratelli per spaccio in concorso e identificando l’acquirente, che è stato segnalato in quanto tale alla prefettura di Napoli.
Durante la perquisizione in casa dei fratelli i carabinieri hanno rinvenuto altri 6 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi pronte allo spaccio e 130€ in contante, sottoposti a sequestro in quanto ritenuto provento illecito dell’attività.
Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati tradotti ai domiciliari in attesa di rito direttissimo
A Pompei invece i carabinieri hanno bloccato all’ingresso del santuario della Beata Vergine una persona che passeggiava con fare sospetto e col capo coperto dal cappuccio della felpa.
Antonio Gagliardi, 47enne, di Torre Annunziata, ha provato a fuggire a piedi, ma i carabinieri lo hanno raggiunto e bloccato.
Era fuggito perché nel suo zaino nascondeva un coltello da cucina di 40 cm.
E’ stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
Dopo le formalità di rito è stato tradotto ai domiciliari dove è in attesa di rito direttissimo.
Vittorio De Filippo in una lunga e dettagliata relazione, protocollata questa mattina, spiega i motivi per cui non può più appoggiare l’amministrazione Piccolo.
Di seguito pubblichiamo la nota Del gruppo consiliare FdI
“Le alterne e tormentate vicende politico-amministrative che hanno interessato il nostro Comune negli ultimi mesi ci hanno indotto ad una lunga e seria riflessione.
Già nel corso del consiglio comunale del 13/10/2015, avevamo auspicato che la risoluzione della crisi politica potesse significare l’inizio di una diversa fase e potesse dare origine ad un nuovo corso di questa Amministrazione.
In tal caso – come dichiarato – ci saremmo assunti tutte le responsabilità, nonostante il primo anno di governo ci avesse visti relegati, non per nostra colpa esclusiva, in una posizione del tutto marginale, rispetto a tante scelte politico-amministrative compiute.
Malgrado gli auspici, la risoluzione quasi “grottesca” della crisi e le “poco opportune”, nonchè “discutibili” scelte effettuate in sede di ripartenza si sono poi rivelate il cattivo presagio di un cambiamento mai iniziato.
Su tale scia riteniamo sia stato un errore grave la determinazione, da noi non condivisa, di rinunziare ad una seconda isola ecologica, per cui era opportuno, a fronte dell’esiguità dell’impegno di spesa previsto, fare tutto il necessario, anche sacrifici, perché rappresentava e rappresenta un sicuro investimento per la Città di Somma Vesuviana e le future generazioni, più di ogni altra opera pubblica.
Quello dei rifiuti, infatti, è un settore importante, ancor di più in questo momento storico dove si privilegiano le politiche atte a promuovere la sostenibilità ambientale ed ecologica ed alla luce di un passato, non troppo lontano, per cui non si può e non si deve abbassare la guardia.
Senza dimenticare, i positivi risvolti che una seconda isola ecologica avrebbe determinato in termini di miglioramento del servizio e soprattutto di abbattimento della relativa tassazione.
La circostanza appare ancor di più discutibile in considerazione del fatto che qualche settimana prima, lo stesso Organo esecutivo aveva, invece, espresso una chiara e contraria volontà al riguardo.
Su tali aspetti avremmo voluto chiedere delucidazioni e confrontarci con l’Assessore di riferimento, nella competente Commissione consiliare (la VI), ove per il tramite del Consigliere Vittorio De Filippo, unitamente agli altri membri, lo stesso è stato più volte convocato, senza tuttavia mai dare positivo riscontro.
Ancor di più grave ed errata riteniamo sia stata la scelta di rinnovare il contratto, relativo ai servizi cimiteriali, per trentasei mesi (3 anni) e per un importo pari a circa € 800.000,00, con una mera determina del Responsabile di P.O. (la n. 1643 del 22/12/2015), senza procedere con un nuovo bando di gara.
Non riteniamo sia questa la sede per discutere ed argomentare sulla legittimità delle motivazioni di carattere giuridico, che hanno indotto all’adozione della citata determinazione, per cui, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, nutriamo forti dubbi; basta a tal proposito scorrere le più recenti sentente degli Organi di Giustizia Amministrativa e leggere i pareri delle Autorità competenti per rendersi conto della estrema “forzatura” posta in essere nel caso di specie. Tali circostanze, come detto, saranno nel caso valutati nelle opportune sedi.
Tanto premesso, non condividiamo in alcun modo la scelta di procedere al rinnovo con una semplice determina di Responsabile di P.O., poiché ragioni di opportunità politico-amministrative, alla luce anche del particolare momento storico che viviamo, avrebbero dovuto far propendere necessariamente per la indizione di una nuova gara.
Sarebbe stato sicuramente un gesto di grande trasparenza e di buona amministrazione, nonché un chiaro segnale di “discontinuità”, da più parti professato (e non sempre messo in atto), in considerazione anche della forte attenzione dell’opinione pubblica rispetto a questo procedimento ed ai bandi di gara relativi ai servizi di riscossione tributi e di raccolta e smaltimento rifiuti, in procinto di essere indetti.
Proprio per questi motivi, con atto del 24/11/2015, prot. 21074, avevamo sollecitato l’amministrazione ad attivarsi per la Centrale Unica di Committenza (CUC), organo di garanzia deputato dal Codice dei contratti pubblici a gestire esternamente le gare di appalto dei Comuni e di altri Enti pubblici sopra le sogli stabilite dalla legge per i Comuni con più di 15.000 abitanti come Somma Vesuviana.
La determinazione ci appare ancor di più grave ed inopportuna perché, attraverso un procedimento di gara aperto, con la predisposizione di specifiche clausole, si sarebbero potuti veramente e concretamente ridurre i costi e migliorare il servizio, anche attraverso la previsione di servizi aggiuntivi e migliorativi dell’offerta.
Nemmeno condivisibile è la scelta, che tra l’altro ci infonde seri dubbi ed ulteriori perplessità, di procedere con una semplice determinazione del Responsabile di P.O., senza nemmeno un preventivo atto di indirizzo della Giunta Comunale, quantomeno necessaria alla luce della lunga durata del rinnovo, del costo del servizio, della natura e la caratteristica del servizio, ritenuto “sensibile” dalle Autorità del Settore.
In buona sostanza, se l’intento era quello di garantire la continuità del servizio, si sarebbe potuto tranquillamente procedere con un proroga o rinnovo temporaneo, giusto il tempo per bandire ed espletare la gara.
Se, invece o comunque l’obiettivo era quello di abbassare seriamente e veramente il costo del servizio, con il miglioramento dello stesso, non si poteva e non può fare altro che procedere con un ordinario procedimento di gara aperto.
Non condividiamo, pertanto, la detta scelta perchè riguarda un ambito, per cui, a prescindere dalla legittimità amministrativa degli atti e della regolarità del procedimento, seppur di primaria importanza, è necessario ed opportuno che sia garantita al massimo la trasparenza e si sgomberi il campo da qualsivoglia “ombra”.
Non vogliamo e non possiamo erigerci a censori, ma l’anticorruzione deve rappresentare, sempre e comunque, un principio assoluto ed un baluardo insormontabile. A contrario, si corre il grosso rischio di fomentare l’antipolitica, di far perdere di credibilità alla politica e di serietà all’azione amministrativa.
Di talchè, non solo prendiamo fortemente la distanze dai suddetti intendimenti, ma non concordiamo nemmeno sul modus procedendi adottato, che, per l’importanza e la serietà dell’argomento, ci fa seriamente preoccupare rispetto ad altri cruciali appuntamenti che interesseranno la nostra Città nel corso del 2016. Il solco aperto con la determina in esame, rappresenta, pertanto, un pericoloso precedente e manifesta una modalità di azione lontano dal nostro modo di intendere la politica e di amministrare.
Ad ulteriore dimostrazione della distanza venutasi a creare, vogliamo ricordare che, dopo quasi due mesi, non abbiamo avuto ancora alcuna formale e diretta risposta, dal competente Assessore, in merito alla nostra proposta di prevedere sgravi/rimborsi per i commercianti di Via Roma, penalizzati dalle “non previste” evoluzioni del cantiere del complesso monumentale di “San Domenico”, da finanziarsi con i risparmi di spesa derivanti dalla rinuncia alle indennità degli Assessori e Presidente del Consiglio, per i mesi di novembre, dicembre e gennaio, in modo che il resto della cittadinanza non ne fosse indebitamente penalizzata.
Cortesia istituzionale e soprattutto rispetto verso la cittadinanza, in particolare per il settore del commercio, avrebbero dovuto indurre ad un diverso comportamento, non altro perchè come da notizia degli ultimi giorni, più di un’attività commerciale in Via Roma è in procinto e/o ha cessato di esistere.
Per le ragioni su esposte ed a seguito di un confronto con gli iscritti, riteniamo che non sussistano più motivazioni valide per continuare ad appoggiare Lei e la sua amministrazione.
Così come in altre occasioni, ci assumiamo tutte le nostre responsabilità per le scelte compiute, dal sostegno in campagna elettorale all’appoggio nel corso del primo anno e mezzo di amministrazione. Tuttavia, le diversità di posizioni e di vedute, maturatesi nel tempo ed in più occasioni manifestatesi, ci indicono giocoforza a questa difficile decisione.
Siamo, in ogni caso, convinti che si possa servire la collettività svolgendo un attento ruolo di controllo e di stimolo rispetto all’azione di governo.
Il Coordinatore cittadino Il Gruppo Consiliare
Frosinone – Napoli finisce in gloria per gli azzurri, che concludono in vetta il girone di andata.
È un inverno un po’ così, un inverno che non è inverno. C’è il sole e a volte picchia pure (per quanto possa picchiare il sole di gennaio). L’anno scorso, invece, il freddo tagliava in due la voglia di vivere, il Vesuvio era tutto bianco e il giorno prima di Capodanno nevicò copiosamente. La solita Juventus vinse il girone d’andata. Quest’anno, in una domenica col cielo pulito pulito, il titolo di campione d’inverno se l’è aggiudicato il Napoli, nel giorno più bello: quello in cui l’uomo più saggio (mister Sarri) invecchia un altro poco.
Il team azzurro si è sbarazzato del Frosinone senza temere di esagerare: ne ha segnati cinque quando bastava farne uno solo (come sanno benissimo l’Inter e Mancini) e sono andati in rete tutti quello che dovevano, dal Pipita Higuain (che ha buttato dentro un rigore, non so se mi spiego) al capitano Hamsik, dal redivivo Gabbiadini a quell’Albiol che l’anno scorso riuscì a catalizzare gli improperi più triviali dei tifosi, simbolo di una difesa screanzata. È chiaro che vincere mezzo scudetto non significa nulla: se non completi l’opera non entrerai comunque nella storia, nessuno si ricorderà di te, tutto il lavoro fatto sarà vano. E tuttavia il Napoli non ha soltanto vinto il girone d’andata: vanta il minor numero di sconfitte, il maggior numero di reti fatte, il capocannoniere.
Tanti piccoli record che messi insieme qualcosa vorranno pur significare: nulla di definitivo, ma la certezza di esserci, quella si. Ed esserci, in una domenica di inverno col sole prepotente, è bellissimo.
Il Summarte di Somma Vesuviana, ha scelto un ottimo proposito per iniziare il nuovo anno, quello di dedicare uno spettacolo ai bambini. Lo scopo è di farli avvicinare, divertendosi al mondo della cultura e al teatro in particolare. Così, il 17 gennaio alle ore 17.00, tutto il pubblico dei più piccoli, accompagnati dai propri genitori, è invitato ad assistere allo spettacolo “I tre porcellini”, messo in scena dalla compagnia “La Mansarda – Teatro dell’Orco”.
Si tratta di una trasposizione teatrale della fiaba della tradizione orale inglese. La prima versione di questa storia fu trascritta nel 1843 da O.J.Helliwell, che la inserì nella sua raccolta di racconti “Nursery Rhymes and tales”. La stesura originale del testo, si è andata via via modificando, fino ad arrivare alla più nota versione Disney.
Nello spettacolo al Summarte è di scena la fiaba edulcorata, dove i porcellini “scanzafatiche” riescono a mettersi in salvo nella casetta di mattoni ed il lupo, calatosi nel caminetto, si brucia la coda scappando via. Il testo della compagnia “La Mansarda – Teatro dell’Orco” ha vinto il premio come “Miglior testo per l’infanzia” al concorso G. Bardesono (TO).
Lo spettacolo porterà i bambini in una vera e propria fiaba con versi in filastrocca, decantando poesie e ascoltando musiche originali, nonché armoniose canzoni. Immancabili la morale e la metafora che vanno dal distacco dalla mamma alla costruzione delle casette, fino alla sfida con il lupo e la vittoria. Da queste si evince la conquista dell’indipendenza, il passaggio dall’infanzia (casa di paglia), all’adolescenza (casa di legno) fino all’età adulta (casa di mattoni), nonché la vittoria dell’astuzia sulla forza bruta con l’invito a stimolare l’operosità, più proficua della pigrizia.
La rappresentazione è rivolta a tutti i bambini delle elementari, ma grazie alla multimedialità dell’allestimento, lo spettacolo può essere utile anche agli adulti al fine di decodificare i codici della sfera teatrale.
La Mansarda Teatro dell’Orco è una Compagnia di Produzione, Promozione e Ricerca Teatrale. Nasce nel 1992 come Compagnia di Teatro per le Nuove Generazioni, con l’intento di formare, sin dall’infanzia, un pubblico critico ed attento, in grado di comprendere il linguaggio teatrale, ampliando il proprio confronto anche con interlocutori adulti che si avvicinano al teatro con la medesima infantile curiosità.
La locandina dell’evento
Per la Reggia di Caserta, gioiello di arte, architettura e storia tra i più importanti in Italia, sembra giunto il tempo di una nuova riorganizzazione.
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà il 16 gennaio, a Caserta dove, insieme ai ministri Dario Franceschini e Roberta Pinotti visiterà la Reggia in occasione del passaggio di consegne tra Aeronautica militare, Scuola nazionale dell’amministrazione della Presidenza del consiglio e ministero dei beni culturali dei locali del piano nobile, che saranno liberati da Difesa e Scuola e destinati ad ampliare l’offerta espositiva della reggia vanvitelliana. Si tratta di nuovi saloni fin’ora utilizzati per le attività d’ufficio che verranno aperti al pubblico ed entreranno nell’itinerario di visita degli Appartamenti reali. I turisti potranno ammirare il grande salone delle feste, con affaccio sul balcone principale della facciata.
Lo annuncia Renzi scrivendo nella sua Enews che “uno dei gioielli più incredibili del nostro Paese volta pagina, con nuovi spazi messi a disposizione del circuito museale e della fruizione culturale dei cittadini”.
In queste ore, prosegue lo smontaggio delle impalcature dalla facciata destra del compleso vanvitelliano, a conclusione di un vasto intervento di restauro che ha restituito al monumento vanvitelliano l’aspetto originario.
(Fonte foto: rete internet)
L’oltraggio alle donne e alla loro libertà accomuna gli stranieri e gli “occidentali” ancora imbevuti di antifemminismo. Se gli europei non credono nei valori della loro civiltà, non ci sono né confronto, né integrazione: c’ è la resa. La storia è fatta anche di numeri.
Quel che è successo la notte di Capodanno a Colonia e in altre città tedesche chiarisce bene i termini oggettivi della situazione in cui l’Europa è oggi invischiata. E uso il verbo “invischiare” senza alcuna intenzione polemica, anche se trovo ridicoli, in molti casi, non solo i sermoni di quelli che vogliono chiudere le porte ai migranti, ma anche la monotona litania degli addottorati, e cioè che la civiltà dell’Europa vuole, vorrebbe, che le porte dell’Europa siano sempre aperte. La storia non è trama di ricami complicati, la storia obbedisce a princìpi chiari: e uno di questi dice che gli spazi vuoti vengono quasi sempre riempiti da popoli in movimento. La crisi demografica “chiama” nel nostro continente folle di migranti che vengono via da luoghi in cui c’è una micidiale miscela di conflitti, di povertà, di sovrappopolamento. La storia è fatta di idee e anche di numeri: l’età media dell’Africa è compresa tra i 16 e i 28 anni, l’età media dell’Uganda si aggira intorno ai 15 anni, in Italia invece è di quasi 45 anni, e di 46 anni è l’età media dei Tedeschi: la Nigeria ha 170 milioni di abitanti, con un’età media che non supera i 20 anni. Il capitalismo vuole abbondanza di braccia robuste, e gli economisti ci hanno già spiegato che il lavoro dei migranti consentirà a noi pensionati di continuare a prendere la pensione.
Dunque, il destino dell’Europa è segnato, e la profezia di Houellebecq, che tra venti anni saremo tutti musulmani, non so fino a che punto sia un paradosso. Proprio perché provo disgusto per ogni forma di razzismo e per ogni modello di giudizio che non rispetti l’individualità delle persone, posso tranquillamente pensare, e dire, che l’Europa non appare capace di gestire nel modo migliore questo momento storico destinato ad essere epocale: non appare padrona del gioco, forse non conosce nemmeno i tempi di questa terribile partita in cui il problema dei migranti e quello del terrorismo hanno trovato nell’ Islam un nesso di congiunzione: e nessuno sa quanto sia forte questo nesso, se sia tanto forte da configurarsi come un vincolo. Accade così che le polizie europee si facciano cogliere di sorpresa, sempre: da terroristi “cani sciolti”, da squadre militarmente organizzate, e da gruppi che occupano le piazze di Colonia e di Amburgo e fanno violenza alle donne: gruppi di violenti contro gruppi di donne, e dei loro accompagnatori. Solo oggi, sabato 9, i giornali italiani incominciano a dire che “l’agguato” di Colonia e di altre città tedesche è stato pianificato, e a sospettare che ci sia una sola regia. Venerdì sera Vittorio Sgarbi, ospite della Gruber, e oggi Aldo Cazzullo sul “Corriere della Sera” hanno sottolineato il fatto che l’aggressione risponde a una precisa strategia: offendere uno dei cardini della civiltà occidentale, la libertà della donna, soprattutto la dimensione pubblica della sua libertà, che è il tema su cui la cultura nostra e quella dell’Islam sono agli antipodi.
Giustamente Aldo Cazzullo (Corriere della Sera, 9 gennaio) usa parole di fuoco contro i “maschi” (?) europei che nella rete hanno tentato di minimizzare la realtà delle cose in nome di quell’antifemminismo da cui l’Occidente non si è del tutto spurgato.
L’ inettitudine della polizia tedesca e la presenza, nei gruppi, di “occidentali” sono il segnale più serio e più nero della nebbia che offusca l’intelligenza e la volontà di azione dell’Europa: questa nebbia è tutta condensata nelle incredibili parole della sindachessa di Colonia, Henriette Reker, che ha consigliato alle donne di tenersi a distanza dagli stranieri: almeno un braccio, ha precisato la Reker, il braccio che si allungava a palpeggiare le sue concittadine. I tedeschi sono stati i primi a sospettare che la Storia sappia essere ironica e sarcastica, forse perché l’hanno sperimentato sulla propria pelle. E il sarcasmo della Storia ha voluto che il commento più “antifemminista” e più implicitamente offensivo per le donne di Colonia venisse da una donna, che è anche sindaco della città. E infatti la filosofa ‘Elisabeth Badinter ha notato, “con orrore” (Corriere della Sera, 9 gennaio) che la prima preoccupazione delle autorità tedesche e dei media è stata quella di difendere “l’immagine dei rifugiati e degli stranieri”, “non le donne”. Chi sa come avrebbe reagito l’opinione pubblica se in rete fossero state pubblicate, chiare e distinte, le immagini dei gruppi che circondano, offendono e derubano le donne: è giusto ricordare che proprio certe immagini terribili di morte e di sofferenza hanno orientato la sensibilità di molti europei a esprimere una più convinta solidarietà nei confronti dei migranti. Questa guerra che l’Europa sta combattendo sul fronte interno e su quello esterno è anche una guerra di immagini: pare che in questa tecnica di combattimento i terroristi dell’Isis siano più esperti di noi.
Venerdì, dalla Gruber, c’era anche Giovanni Floris, il quale ha detto che il problema si risolve con un’azione culturale che deve essere condotta prima di tutto dalla scuola: a scuola i figli dei migranti impareranno e condivideranno i princìpi della civiltà occidentale, prima di tutto la democrazia, la libertà e la parità dei sessi. “Chiacchiere e film Luce” si diceva una volta a Napoli. Può combattere per la propria cultura solo chi crede fermamente nei suoi valori. Le vicende di questi mesi dimostrano che i musulmani credono nei valori dell’Islam, mentre molti europei dai valori dell’Occidente non sono riscaldati nemmeno un po’. Corriere della Sera del 9 gennaio, pag.2, in basso: a sinistra l’europarlamentare tedesco Manfred Weber dice che “chi non rispetta la nostra cultura perde il diritto di restare da noi”, e a destra c’è la notizia che i presidi delle scuole di Amsterdam si dichiarano disponibili a eliminare dai calendari “una festività cristiana”, l’Ascensione, per esempio, e a sostituirla con una festività musulmana.
E’ la legge dei numeri. Ma i futuri signori d’Europa, descritti da Houellebecq, non hanno nulla in comune con il ridicolo Brenno che nel quadro di Jamin si pianta sulla soglia, petto in fuori e gambe divaricate, e si accinge a prendere possesso della sua parte di bottino….
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