Un ciclo di seminari per diffondere tra i cittadini gli argomenti dell’enciclica papale sulla «cura della casa comune»: la mission delle associazioni «neAnastasis», «Urbe Vesuviana», «Centro letture Huck Finn» e «Vesuviani in Cammino».
Quattro associazioni dei comuni di Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Pollena Trocchia (foto) hanno deciso di unire le proprie forze per percorrere un cammino comune di approfondimento sui temi trattati ne «Laudato si’», la seconda enciclica di papa Francesco, che invoca il rispetto dell’ambiente.
E così «neAnastasis», «Urbe Vesuviana», «Centro letture Huck Finn» e «Vesuviani in Cammino» hanno presentato in conferenza stampa ieri sera, giovedì 14 gennaio, quattro seminari che hanno come filo conduttore la cura della casa comune. «Gli obiettivi di questo progetto – spiega Antonio Sasso di «neAnastasis» – sono di creare rete tra le associazioni, con l’auspicio che imparino a stare insieme per cercare di incidere nella nostra realtà, e poi informarci ed al contempo formarci sui temi affrontati nell’enciclica dove il Papa parla di ecologia integrale per sottolineare l’indissolubilità tra i problemi ambientali e quelli della giustizia sociale».
«Partendo dall’enciclica potremmo spingere affinché nei nostri Comuni la raccolta differenziata venga fatta meglio, il sistema dei trasporti pubblici sia più efficiente – ha rintuzzato il presidente del gruppo attivo a Sant’Anastasia – Ed inoltre valorizzare il nostro territorio nello specifico il Parco Nazionale del Vesuvio e promuovere lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile». L’incontro con la stampa si è svolto a Pollena Trocchia presso la sede de «Vesuviani in Cammino» gruppo guidato da Mimmo Di Sapio, il quale ha auspicato che possa prendere forma «una discussione seria e proficua sui temi del manifesto ecologista di papa Bergoglio, centrando l’attenzione anche sulla solidarietà tra le generazioni».
Michele Montella, anima del «Centro letture Huck Finn» di Somma Vesuviana, ha precisato che «ciascuna associazione, rispetto alla propria collocazione territoriale e sociale, sta digerendo questi temi attraverso le proprie peculiarità. Il mio gruppo, ad esempio, ha come scopo la lettura: lavoriamo soprattutto con le parole e stiamo studiando le caratteristiche linguistiche dell’enciclica perché con i ragazzi con i quali lavoriamo possiamo tentare un lavoro di traduzione in un linguaggio semplice dell’enciclica stessa. Abbiamo dato agli incontri una formula seminariale e speriamo che chi li condurrà possa far nascere un dibattito per garantire un seguito alla conoscenza di tematiche importanti e delicate che riguardano i nostri territori».
Daniele Ambrosio e Vincenzo di Costanzo, vicepresidenti de «Urbe Vesuviana», associazione che ha sede a Sant’Anastasia, infine, hanno sottolineato la necessità di trattare questioni come il destino e la cura del pianeta Terra «con grande attenzione al nostro circondario, particolarmente colpito dall’inquinamento, sperando di sensibilizzare i giovani su tali temi ed essere il punto di partenza di una sinergia con altre associazioni». Saranno proprio i giovani de «Urbe Vesuviana» a moderare il primo incontro che si svolgerà il 22 gennaio, ore 18.30, presso l’auditorium dell’I.C.S. «Francesco D’Assisi» di Sant’Anastasia. Per l’occasione si parlerà di «Cambiamenti climatici globali: catastrofismo o opportunità per un nuovo sviluppo?» con i relatori Pasquale Schiano, C.M.C.C. Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici – Membro del Comitato Strategico e Guido Barone, professore emerito di Chimica dell’Università di Napoli Federico II.
A fine ciclo, il 21 maggio si terrà a Sant’Anastasia (luogo di incontro ancora da definire) un convegno dal titolo «Noi, custodi responsabili della casa comune» i cui relatori saranno Stefano Bartolini, docente di Economia Politica Università degli Studi di Siena e padre Alex Zanotelli, missionario comboniano. Gli esponenti delle quattro associazioni coinvolte nel progetto, quindi, cercheranno di coinvolgere i cittadini nei seminari affinché ci sia un sussulto di coscienza e responsabilità nei confronti del nostro territorio e puntare sulla «conversione ecologica».
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