Sant’Anastasia, arrivano gli stipendi: gli addetti allo spazzamento revocano lo stato di agitazione

Le pressioni mediatiche e del comune hanno fatto sbloccare una situazione preoccupante. Ha finalmente pagato gli stipendi La Gardenia srl, la ditta napoletana che ha intascato l’appalto da un milione di euro all’anno per lo spazzamento delle strade della cittadina vesuviana di Sant’Anastasia. ” Il bonifico è arrivato e i lavoratori possono respirare “, ha fatto sapere ieri sera Gennaro Croce, il sindacalista che sta seguendo la vicenda dei dieci operai dell’impresa di pulizie rimasti per due settimane senza salario. Lo sblocco degli stipendi ha anche determinato la contestuale revoca dello stato di agitazione dei lavoratori, che nel caso del mancato arrivo dei soldi entro questa settimana avrebbero proclamato lo sciopero. ” So che l’amministrazione comunale – aggiunge Croce – è molto arrabbiata con la ditta che non ha rispettato le regole dell’appalto relative alla regolarità del trattamento salariale, ditta che era già stata regolarmente pagata dall’ente per il servizio di spazzamento ma che stranamente non aveva provveduto alla regolare erogazione degli stipendi “.    

Omicidio Nuvoletta, sentenza: condanna all’ergastolo per Michele Zagaria

Il boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Ciro Nuvoletta, fratello di Lorenzo Nuvoletta (capo della cosca avversaria), avvenuto il 10 giugno 1984. La sentenza è stata emessa oggi dalla quarta sezione della Corte di Assise di Napoli. Zagaria è stato riconosciuto responsabile di essere uno degli esecutori del raid nella villa dei Nuvoletta a Poggio Vallesana, uno degli episodi della cruenta guerra che vide contrapposti i Casalesi, capeggiati all’epoca da Antonio Bardellino alleato con Carmine Alfieri, ai Nuvoletta. Una guerra che nell’agosto dello stesso anno sfociò nella più sanguinosa strage della storia della Camorra (otto morti) a Torre Annunziata. Le indagini sul ruolo di Zagaria sono state riaperte in seguito alle rivelazioni del boss pentito Antonio Iovine, detto ‘o Ninno, al pool di magistrati della Dda di Napoli composto da Maresca, D’Alessio e Sirignano, coordinati dal procuratore aggiunto Borrelli. (Fonte foto: rete internet)  

Ercolano delusa: la sfida inizia adesso

Delusione ad Ercolano per il mancato titolo di capitale italiana della Cultura 2017 andato a Pistoia. ”Riuscire a coinvolgere una intera città intorno alla cultura – dice il sindaco Ciro Buonajuto – è già stata una enorme vittoria per noi. Il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura sarebbe stato un eccezionale trampolino, ma lo sviluppo culturale, sociale ed economico di Ercolano andrà avanti ugualmente e con ancora più determinazione. In questi mesi abbiamo raccolto tanto entusiasmo intorno alla cultura”. “Sembrava una sfida impossibile – aggiunge – ma ora parte la nostra vera sfida: dobbiamo rimboccarci le maniche e creare un futuro a Ercolano che ruoti intorno al suo immenso patrimonio culturale. Saremo all’altezza della nostra storia millenaria. Forza Ercolano, oggi ancora di più”. Ad ottobre Ercolano, in gara per il titolo di capitale italiana della Cultura per il 2016, fu sconfitta a vantaggio di Mantova. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana. Shoah, Sindaco e assessori incontrano gli studenti. Per non dimenticare.

L’appuntamento è per mercoledì 27 gennaio al teatro Summarte, dalle ore 9.30. Alla proiezione del film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni, dedicato al tema dell’Olocausto, seguirà un dibattito. Nel Giorno della Memoria, il sindaco Pasquale Piccolo e gli assessori alla Cultura e alla Pubblica istruzione Gaetano Di Matteo e Carmela Di Palma incontreranno gli alunni delle classi terze della scuola media “San Giovanni Bosco” e gli studenti del quinto anno delle secondarie superiori di Somma Vesuviana. L’appuntamento è mercoledì 27 gennaio al teatro Summarte, dalle ore 9.30. Alla proiezione del film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni, dedicato al tema dell’Olocausto, seguirà un dibattito. Interverranno Enrico Di Lorenzo, docente del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, ed Ernesto Piccolo, preside della scuola media “San Giovanni Bosco”. L’incontro è mode-rato da Simona Cerbone, assessore alla Comunicazione istituzionale. La cittadinanza è invitata a partecipare. manifesto Giorno della Memoria

Infrazioni alimentari: ancora controlli a tappeto del Nas

I carabinieri hanno sequestrato cibi in alcuni negozi di Sant’Anastasia, Nola, Sant’Antimo e Marano.           Un primo controllo è stato messo a segno nella rivendita di alimentari denominata “Torino Ciro”,  a Sant’Anastasia. In questo caso i militari hanno proceduto a inoltrare una proposta di chiusura amministrativa di un locale, di pertinenza dell’attività, adibito a deposito di alimenti. Motivo della proposta: oggettive carenze igienico-sanitarie. Poi, a Marano di Napoli, presso la rivendita di generi alimentari “La Regina”, in via Marano-Quarto, i carabinieri del nucleo  anti sofisticazioni hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 10 chili di prodotti lattiero-caseari risultati  privi di indicazioni circa la rintracciabilità. E a Sant’Antimo, a carico della “Casearia Sant’Antimo”, in via Appia, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo circa 50 chili di prodotti carnei e lattiero-caseari, sempre per assenza di indicazioni circa la rintracciabilità. Lo stesso motivo ha portato infine al sequestro di altri 55 chili di prodotti lattiero-caseari nel caseificio “Mozzaricca”, a Nola.  

Torna, con la sua terza edizione, “Raccontiamoci Raccontando”

L’intento del concorso, così come dichiara la sua ideatrice Mariarosaria Ricci, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica in occasione della giornata mondiale delle persone con handicap. La disabilità, argomento fin troppe volte relegato nelle ultime pagine dei programmi politici, verrà affrontato, nel corso della manifestazione, attraverso la scrittura. Un modo, introspettivo, di raccontare le proprie esperienze o il proprio contatto con l’universo handicap. Il concorso, oltre a quella scritta, come ad esempio la poesia, prevede ulteriori forme di espressione: una semplice frase, una vignetta. Insomma, per Mariarosaria Ricci, ciò che conta, è il sentimento o l’opinione che vogliamo esprimere come contributo personale affinché dalle parole, dall’ispirazione in generale, si possa generare un sentimento comune. Una mobilitazione di intenti che si batta al fianco dell’inclusione e che punti a non emarginare il diversamente abile. Le adesioni per “Raccontiamoci Raccontando”, che non prevede alcun costo, sono aperte fino al 30 marzo prossimo e possono essere inviate al seguente indirizzo email: raccontiamoci2015@libero.it Tutti gli elaborati, inoltre, saranno utilizzati per la realizzazione di un canale Youtube e di un evento culturale.

Trovato il farmaco per Rosario: lo ha regalato l’azienda che lo produce. La catena della solidarietà ha funzionato

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Il prodotto sarà disponibile martedì per il ragazzo napoletano affetto da una grave forma di leucemia. Ne ha dato notizia il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli.       Una speranza concreta per Rosario Fioretti, il ragazzo diciannovenne di Mergellina che sta combattendo nel letto di casa sua contro una grave forma di leucemia, una terribile malattia che provoca dolori insopportabili. Il farmaco americano sperimentale che si pensa possa curare Rosario sarà infatti disponibile per il giovanissimo a partire dal prossimo martedi 2 di febbraio. Lo ha messo a disposizione gratuita l’azienda che lo produce. Lo stesso farmaco sarà messo a disposizione gratuita di tutti coloro che in Italia soffrono dello stesso male che sta flagellando Rosario, per il quale aveva lanciato un appello la mamma, attraverso le telecamere del Tg3 regione Campania. Secondo quanto riferito dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e dall’intrattenitore radiofonico e televisivo Gianni Simioli la svolta è stata determinata dalla catena della solidarietà scaturita dopo che attraverso i social network è stato sollevato il caso.  ” C’ è stato un intervento da Roma – racconta Borrelli – per spingere la casa farmaceutica a donare il farmaco. Io – aggiunge il politico – ho chiamato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca, che si erano attivati per questo caso. Ho parlato anche con il professor Pane. Intanto – commenta Borrelli  – quello che è certo e che adesso abbiamo la speranza di salvare questo ragazzo: c’è stata una rete complessiva che si è mobilitata per lui. Ma non è stato fatto nessun privilegio a Rosario. Tutte le persone che hanno il suo stesso problema potranno infatti utilizzare gratuitamente questo nuovo farmaco messo a disposizione dell’azienda produttrice ” .  “ Il professor Fabrizio Pane -aggiunge Borrelli – è il direttore dell’Unità operativa di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche del Policlinico di Napoli in cui sarà ricoverato il giovane ed è riuscito a ottenere il farmaco salvavita proprio stamattina, dopo una mobilitazione globale”. Borrelli racconta le fasi concitate di questa drammatica vicenda.   “ Ho sentito Pane oggi  – specifica il consigliere regionale – e mi ha confermato tutto. Il farmaco è già stato commercializzato negli Stati uniti dopo avere avuto l’approvazione dell’Fda e anche in Italia l’Ema (l’ente europeo di controllo sui farmaci) ha dato il via libera. Ma la procedura per la commercializzazione è lunga e allora è stata chiesto all’Agenzia italiana del farmaco l’autorizzazione all’uso compassionevole per aiutare i pazienti che potrebbero averne un giovamento” ha precisato Borrelli sottolineando che “l’azienda farmaceutica che lo produce ha accettato di donarlo gratis in attesa che vanga messo in commercio”.  

Liveri: ignoti rubano 510 pannelli da impianto fotovoltaico comunale

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In corso indagini dei carabinieri. Questa notte, a Liveri, ignoti hanno rubato 510 pannelli fotovoltaici dell’impianto fotovoltaico comunale. Il valore del materiale rubato è stimato in 550.000 euro. I carabinieri della stazione di San Paolo Bel Sito e del nucleo operativo e radiomobile di Nola hanno avviato le prime indagini. (Fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia, l’ex vicesindaco Di Perna: «Si rimbocchino le maniche o ammettano di non essere capaci».

Nell’intervento di Armando Di Perna che ha chiuso ieri la conferenza stampa di Alleanza per Sant’Anastasia, una serie di incognite: perché l’amministrazione comunale non ha rimborsato la prima rata Tari a chi ha un reddito inferiore a 20mila euro? Perché la percentuale della differenziata è tornata ai livelli del periodo di commissariamento? Perché a Natale scorso è «scomparso» il buono spesa da 100 euro per le famiglie indigenti? Prima di affrontare gli argomenti caldi, dai tributi ai finanziamenti persi o meno, l’ex vicesindaco di Abete ha tenuto a fare una premessa personale: «C’è chi ancora oggi continua a dire che sarei stato estromesso, cacciato, sia chiaro che non sono più parte dell’attuale amministrazione perché ho deciso autonomamente di andare via, dimostrando due cose: che non sono legato alla poltrona ma al mio paese e che non posso condividere un modo di fare amministrazione che non può appartenermi, nonostante abbia tentato, nell’anno successivo alle elezioni e ogni singolo giorno, di fare breccia provando ad imporre una maniera di lavorare che avrebbe evitato errori gravissimi e spesso purtroppo irreversibili. Nonostante ciò, proprio perché amo Sant’Anastasia, perché qui ho una casa e una famiglia, perché è qui che vivo, spero ancora che chi oggi ci governa si svegli».
Ciro Pavone, Armando Di Perna, Ciro Busiello
Ciro Pavone, Armando Di Perna, Ciro Busiello
Un appello dunque, esteso anche ad un argomento in particolare e che interessa tutti i cittadini: i tributi, le tasse. Precisamente la tassa sui passi carrabili che si paga di norma entro il 31 gennaio e che dall’anno passato è aumentata in maniera importante, responsabilità che è stata scaricata – in maniera più o meno ufficiosa – interamente sull’ex assessore al bilancio e tributi. Di Perna, appunto. «Mettiamo che la responsabilità sia mia, c’è tempo fino al 31 gennaio – ma c’era anche prima – per rimediare, in maniera molto semplice. Lo si faccia, si torni all’imposta 2014, perché passati questi giorni non potranno più giustificarsi tirando in ballo il mio nome». Come si sia arrivati all’aumento di quella tassa in particolare, Di Perna lo ha raccontato più volte sottolineando che la decisione di agire sulle tariffe a domanda individuale si era resa necessaria perché non era stata accettata un’altra sua proposta che avrebbe permesso di far fronte al taglio di trasferimenti statali di 250 mila euro unito all’ingresso della contabilità armonizzata: il taglio del 5 per cento su tutti i contratti di beni, servizi e forniture, possibilità contemplata dalla legge dello spending review e che consente ai comuni di agire in questo senso senza nemmeno interpellare la controparte. «Ma i funzionari hanno glissato, anche quando li ho convocati ufficialmente in accordo con il sindaco e sapendo che su cinque milioni di euro, cioè un terzo della spesa corrente, questa riduzione si poteva applicare. Il risultato finale sarebbe stato appunto di 250mila euro, guarda caso l’ammontare del taglio dei trasferimenti. Nonostante le mie pressioni questo risultato non si poté ottenere – e questo è uno dei motivi per cui non potrei più avere a che fare con questo sindaco e questa amministrazione – e si preferì invece agire sulle entrate, provando comunque ad intaccare il meno possibile le fasce di reddito basse con una deduzione sulla Tasi di 50 euro e l’esonero dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 15mila euro». Ad oggi intanto – tra i dati snocciolati da Di Perna – restano alcuni interrogativi cui dovrebbero rispondere gli attuali amministratori: perché entro fine anno non si è provveduto al rimborso della prima rata Tari (circa cioè il 25 per cento dell’importo) a chi ha un reddito inferiore a 20mila euro? Che fine ha fatto il provvedimento – finito peraltro in positivo sulle cronache nazionali – che esonerava totalmente dalla tassa sulla spazzatura chi avesse adottato un cane dal canile con il quale Sant’Anastasia ha la convenzione? Perché, nonostante l’isola ecologica, la percentuale di raccolta differenziata è tornata ai livelli del periodo di commissariamento e come mai ancora non c’è il software, per la gestione dinamica dello stesso impianto, che consentirebbe ai cittadini di vedersi riconosciuti bonus e sconti in base alla quantità di rifiuti depositati? Perché a Natale scorso non è stato erogato il buono da cento euro per le famiglie indigenti che poteva essere speso in alcuni esercizi locali, pur con fondi già stanziati? E poi il cimitero, tema sul quale verte l’interrogazione che domani in consiglio comunale presenterà la consigliera Veruska Zucconi, chiedendo spiegazioni sulla recente delibera 6 del 2016 riguardo ai marmi delle cappelle gentilizie: i proprietari non potranno più scegliere tra quattro tipologie di materiale ma ne avranno a disposizione una sola. «Questa delibera non ha giustificazioni e lede l’interesse dei cittadini che hanno già pagato, senza peraltro essere giustificata da un taglio dei prezzi. E che non si provi a paragonarla alla scelta fatta dall’amministrazione Esposito, riguardo ad una sola tipologia di marmo per i loculi, quella sì voluta per calmierare i prezzi. È una vicenda sulla quale va fatta luce giacché è chiaro ormai che bastano dieci giorni per cedere ad una richiesta della ditta che gestisce il cimitero, senza nemmeno chiedere come mai, dopo molti mesi, la consegna della cappella madre prevista per ottobre, così come la riapertura della strada, non sia ancora avvenuta». Così come pare che ancora non sia stato installato l’impianto di videosorveglianza stabilito in conferenza dei servizi all’indomani della serie di furti avvenuti al cimitero comunale e come mai, ancora, i cittadini stiano pagando circa 300 euro per registrare i contratti dei loculi a suo tempo acquistati. «Ci sarebbe una forma di registrazione altrettanto legittima e meno onerosa che ci risulta stiano utilizzando altri Comuni – continua Di Perna – ossia la scrittura privata non autenticata, possibile per importi, così come in questo caso, inferiori a 5mila euro». Altro punto «caldo»: il dimensionamento scolastico. O meglio, la mancata decisione circa il dimensionamento. «Se si sceglie di chiudere la scuola di via Sodani per fare spazio alla caserma dei carabinieri – dice Di Perna – e si indirizzano gli alunni della stessa alla scuola Portali, mettendo insieme due istituti, sarebbe stato più logico scegliere. Ma qui c’è un’aggravante e i cittadini devono saperlo: quella scuola, parlo di quella Portali, non è terminata e, nonostante i lavori fossero stati assegnati per un importo poi lievitato fino a due milioni di euro, sono rimaste fuori due cose essenziali: la scala antincendio e l’ascensore. Quei lavori devono essere fatti con un mutuo e, che io sappia, non è ancora stato acceso». Il capitolo naturalmente più «delicato» riguarda i finanziamenti: quello di via Marconi, sulla quale l’amministrazione ha scelto di dirottare parte dei fondi Tav erogati dalle Ferrovie come ristoro al quartiere Pomigliano – Starza e quello di via Arco. «La prima – continua l’ex vicesindaco – è una scelta scellerata che avrà strascichi importanti e mi meraviglia che l’attuale assessore, il “maestro” in arrivo da Angri abbia detto in consiglio comunale che se poi i fondi per via Marconi arrivassero si potrebbero dirottare su via Pomigliano: voglio credere alla buona fede, ma non mi sembra possibile che un amministratore pubblico non sappia che, se i fondi arrivano ex post, la Regione chiederà i giustificativi dei soldi spesi a via Marconi non certo in via De Filippo o via Canesca. Al massimo si accenda un mutuo per l’intero importo e si lasci stare il quartiere Starza – Ponte di Ferro che il “maestro” di Angri non conosce ma noi sì e ci teniamo anche particolarmente». Stesse stoccate non solo al suo successore ma anche per l’attuale assessore ai Lavori Pubblici: «Come si fa a dire che si può accendere un mutuo per un’opera già fatta? E per via Arco, almeno parzialmente, è così. Spero vivamente che il finanziamento sia recuperabile e che i cittadini tutti non debbano pagare per errori commessi da tecnici e amministratori. Ma se così non fosse, non avendo ancora liquidato la ditta, il Comune incorrerà in un debito fuori bilancio che andrebbe direttamente alla Corte dei Conti». C’è un altro finanziamento che stando agli esponenti di Alleanza per Sant’Anastasia sarebbe a rischio: quello che riguarda l’ex Avis. «Quel finanziamento che l’amministrazione Esposito intercettò nel 2012, con lavori già compiuti per 300mila euro dei 700mila totali e che ancora non sono stati erogati. Quello che sindaco e assessori colpevolmente non ricordano è che c’è una delibera regionale, la 549/2015 in cui si stabilisce che andavano rendicontate tutte le liquidazioni fatte per l’accelerazione della spesa e i fondi Fesr entro il 31 dicembre. Di qui non si scappa. In conseguenza di quella delibera era stato chiesto ai Comuni di liquidare di tasca propria entro quella data. E mentre in altri municipi, nel mese di dicembre, sono state annullate ferie e malattie e si è lavorato notte e giorno per gli adempimenti, a Sant’Anastasia l’ultimo mese dell’anno è passato come se fosse agosto e nessuno ha fatto nulla». Infine, l’appello: «Tutto ciò che sinora non è stato fatto, quello che è stato dimenticato o sbagliato in buona fede o no, ora va attuato. Non si può lasciare un paese in balia di beghe, manifesti o scelte dettate da chi viene da chissà dove. Delle due l’una: o si rimboccano le maniche o è meglio tornino alle loro attività, magari così i cittadini li apprezzerebbero di più».    

Dopo Sinisa, Sarri liquida pure l’Aeroplanino (con un poco di fortuna)

Gli azzurri espugnano Marassi e al match assistono pure i piccioni. Avevamo completamente dimenticato che Gonzalo Higuain era un essere umano. Ci aveva abituato a prestazioni da extraterrestre, reti impossibili che lui rendeva facili facili, giocate fuori dal comune. Invece con la Sampdoria il Pipita si è mangiato un paio di gol e martedì scorso con l’Inter ha ripreso a sbraitare e lamentarsi mentre la squadra era in difficoltà. Come ai tempi belli, pardon: ai tempi brutti. Meglio così (a patto che continui a segnare, sia chiaro). Meglio perché domenica il Napoli ha vinto lo stesso, ne ha fatto quattro ai blucerchiati mandando in gol quattro azzurri diversi. Soprattutto, il Napoli ha vinto una partita che l’anno scorso avrebbe pareggiato oppure addirittura perso: non è la prima volta che accade quest’anno, ma giornata dopo giornata aumenta la consapevolezza che un pizzico di fortuna sta dalla parte dei partenopei. Si sa, il tricolore si vince con grazie ad una combinazione di fattori e la fortuna è uno di essi. Mister Sarri, poi, porta a casa un’altra soddisfazione: ha battuto Montella dopo Sinisa Mihajlovic. Entrambi erano seri candidati alla panchina del Napoli, entrambi sono stati scalzati dal toscano di Bagnoli, entrambi oggi vivono evidenti difficoltà al contrario dell’allenatore azzurro. Sono gli incroci del calcio (e della vita, se vogliamo buttarla in filosofia) che rendono bellissimo questo sport. Tipo i piccioni che ieri stazionavano al Marassi mentre Napoli e Samp giocavano: uno spettacolo nello spettacolo. Poi ci sono le brutte notizie, come la morte di Giuseppe Pacileo: un giornalista che sapeva scrivere.