Somma Vesuviana: presentato il Piano di Emergenza Comunale e di Protezione Civile

Presentata anche l’applicazione “Io non Rischio” che permette la comunicazione diretta con i cittadini. image La Sicurezza della Città entra in una nuova fase. É stato presentato, nella Sala Santa Caterina del Comune di Somma Vesuviana, il Piano di Emergenza Comunale e di Protezione Civile. Il P.E.C., approvato a Marzo 2014 e aggiornato di recente grazie ad un finanziamento regionale, viene presentato alla Città consentendo un maggiore grado di sicurezza per i cittadini che a partire da oggi avranno strumenti in grado di affrontare le emergenze di un territorio vasto e caratterizzato da una serie di problematiche e rischi. Dal rischio sismico, al rischio vulcanico connesso all’attività del complesso Somma-Vesuvio, senza dimenticare il rischio incendi e quello idrogeologico legato al fattore acqua e terra e ai fenomeni di frane e alluvioni. Al convegno presente il Sindaco di Somma Vesuviana Pasquale Piccolo,la Responsabile della PO3 Mena Iovine, il Vulcanologo Giuseppe Rolandi, l’Assessore alla Comunicazione Simona Cerbone, Progettista del Piano di Emergenza Comunale Mario Tomasone e Roberto Rolandi per la modellazione in ambiente Gis. Il convegno é stato moderato dal giornalista Antonio Averaimo. Una conferenza orientata alla comunicazione di un piano che diventa elemento indispensabile per l’intero territorio vesuviano non solo per la tutela dei cittadini da eventuali calamità naturali, ma anche per la gestione del territorio. Dopo l’intervento del Sindaco Pasquale Piccolo, l’Architetto Mena Iovine mette in evidenza il lavoro svolto dalle amministrazioni comunali nel corso degli anni per portare a termine il progetto e per restituire un territorio più vivibile, grazie alla pulizia degli alvei e dei sentieri del territorio montano. Tra gli argomenti principali il rischio Vesuvio e le misure di salvaguardia in caso di eruzione, un argomento affrontato dal Vulcanologo Giuseppe Rolandi e che vede Somma Vesuviana all’interno della “zona rossa”, per cui l’evacuazione preventiva é l’unica misura di salvaguardia. Il Vesuvio, attualmente attraversa una fase, cosiddetta di riposo, così come conferma Rolandi. Tra gli interventi quello del Progettista del Piano di Emergenza Mario Tomasone, insieme a Roberto Rolandi, che ha curato la modellazione Gis, su cui si basa il piano, ha sintetizzato le linee guida del nuovo strumento comunale. Linee guida non solo per il territorio di Somma, ma per l’intera area Vesuviana, tra i presenti, infatti, oltre a numerosi rappresentanti del corpo dei vigili e della Protezione Civile, presenti anche alcuni rappresentanti dei comuni limitrofi, tra cui il Sindaco di Castello di Cisterna, che rientra nella cosiddetta “zona gialla” . Tra le attività del Comune, di grande importanza é l’aspetto legato alla comunicazione del Piano. L’amministrazione ha infatti fornito e diffuso una Guida sui comportamenti in caso di rischi naturali, un opuscolo informativo, una sorta di vademecum, con le prime indicazioni sui comportamenti da tenere in caso di emergenza. A questa, é affiancata la diffusione di un’ App, per telefoni e tablet, chiamata “Ion non rischio” che permette la comunicazione con i cittadini sia nelle fasi di allerta che di emergenza. L’utente accedendo alla schermata principale dell’applicazione, ha la possibilità di scegliere tra quattro scenari differenti, Alluvione, Vulcano, Terremoto e Dissesto. Un modo per tenere sempre a portata di mano uno strumento utile per il veicolo di informazioni e la sicurezza personale e sociale. https://www.youtube.com/watch?v=1KtA245OvEc&feature=youtu.be Servizio a cura di Roberto Sica

Pomigliano, il Nas chiude un centro odontoiatrico da mezzo milione: è abusivo

E ad Acerra i carabinieri hanno denunciato il responsabile del Conad.  A seguito di un controllo effettuato nel pomeriggio del 26 gennaio scorso, i militari del NAS di Napoli, il Nucleo anti  sofisticazioni, hanno proceduto al sequestro giudiziario dello studio odontoiatrico “Centro odontoiatrico s. & C Dental”, di via Trieste, a Pomigliano d’Arco. Secondo quanto  riferito dai carabinieri il centro era stato aperto senza aver ottenuto preventivamente le autorizzazioni per la gestione di un ambulatorio odontoiatrico.  E all’esito dell’attività ispettiva sono state deferite alla competente autorità: S.F., di anni 40, gestore del centro, C. A., di anni 41, socio del centro, B. A., di anni 53, medico odontoiatra. Sequestrate attrezzature per un valore di circa mezzo milione di euro. Ad Acerra invece è stato controllato un grande supermercato. Qui, dopo approfondite verifiche, il NAS di Napoli ha deferito in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria il responsabile legale del punto vendita CONAD di via Italia 126 poiché, nel corso di un’ispezione, è stata campionata una confezione di pasta “Garofalo” tipo lasagna riccia che, agli esami di laboratorio, è stata trovata invasa da insetti della specie “calandra del grano”. (Fonte foto: rete internet)  

Sant’Anastasia, il 118 con ambulanza ma senza medici. Coccia (Pd): «Un’ipotesi catastrofica».

Servizi Asl smantellati da Sant’Anastasia adducendo questioni di spending review. L’affitto della sede di via Arco ammontava a quasi settemila euro. La domanda è: quanto avranno risparmiato fittando locali altrove?  Lo smembramento della ormai quasi ex sede di via Arco della Asl Na 3 è completato. Dal 1 febbraio anche il servizio 118 si sposterà e sarà ospitato – come da convenzione Comune, Asl, scuola – dal plesso Elsa Morante. L’ambulanza per eventuali emergenze (quasi duemila annue nella sola Sant’Anastasia) non avrà però a bordo alcun medico. Quelli in servizio finora sul territorio hanno ricevuto tutti l’avviso di trasferimento. Chi a Poggiomarino, chi a Torre del Greco, chi a San Giorgio a Cremano. Sull’ambulanza ci sarà, oltre naturalmente all’autista, un infermiere. Non servirà dunque per emergenze serie, gravi. Per un «codice rosso», in pratica. Ieri sera in consiglio comunale Raffaele Coccia (Pd) ha presentato un ordine del giorno sulla questione proponendo di inviare una nota congiunta per scongiurare quella che il Pd definisce «ipotesi catastrofica». «Sono in contatto con i referenti regionali per risolvere questo problema che ricadrebbe totalmente sulle spalle dei nostri concittadini» – dice Coccia. Intanto, in una nota stampa di oggi da Palazzo Siano, il sindaco Abete fa sapere: «Ho già scritto all’Asl per ottenere un incontro ed ho chiesto di evitare che venga sottratto ai cittadini il servizio ambulanza dell’Asl, perché ne scaturirebbe una grave ripercussione sulla gestione delle emergenze e sui diritti di ciascuno».  

San Sebastiano, il Santo ritrovato

Le riflessioni di uno sconsolato che segue un santo e la sua idea di fede, la realtà di un paese diviso tra vecchio e nuovo, tra speranze e incertezze, tra quello che era e quello che sarà.

A volte si ha veramente paura di esser ripetitivi quando si fa la cronaca di un evento che si ripete ogni anno; si rischia non solo di fare retorica ma anche di fare il paio con quanto detto l’anno prima e l’anno prima ancora, e questo a meno che non si creda nella consolidata legge del copiaincolla o del cliché trito e ritrito della piccola Svizzera. Ma, lasciare l’impronta di un’emozione è per me necessario se non vitale e quindi accettate di buon grado questa personalissima cronaca.

La statua del Santo
La statua del Santo

Per parlare di un qualcosa bisogna viverlo, quel qualcosa, e in epoca di realtà virtuali risulta tutto molto più difficile: è difficile leggere e farsi leggere, è difficile riflettere quando tutto va così furiosamente di fretta ed è difficile restare al passo di uno smartphone che in tempo reale ti invia immagine e notizia, anni luce prima che tu giunga a casa stanco e ‘strutto per abbozzare il ben che minimo articolo. Ma il telefonino, per quanto sofisticato possa essere, non produrrà mai un’emozione, quella è tua e nessuno te la potrà mai levare e questa è la mia rivalsa.

I portatori col Santo in spalla.
I portatori col Santo in spalla.

Vi parlerò delle mie emozioni quindi, magari non ve ne fregherà più di tanto o magari le condividerete perché simili alle vostre ma vi dirò di quello che silenziosamente ho provato nello stare dietro al Santo durante le circa sei ore di processione. Non ho fatto questo certo per fede, o meglio, non per fede cattolica ma per la mia fede laica di cittadino, fedele al Santo così come al Gonfalone perché le due facce della stessa medaglia.

Il Santo e il Vesuvio
Il Santo e il Vesuvio

Mi è piaciuta la gioia di questa festa, di poco procrastinata ma molto vissuta; il bel tempo, così come la presenza di tutti i papabili o i sedicenti tali allo scranno di sindaco, ha fatto sì che anche i più recalcitranti rompessero gli indugi e che la partecipazione fosse tanta. Mi è piaciuta come dicevo la gioia dei partecipanti, quella dei bambini, dei chierichetti, dei pazienti portatori e dei cori a San Domenico, dei volontari e di tutti coloro che camminando non mostravano se stessi ma il paese, mostravano l’anima di un popolo che resiste ancora e che crede come me in una sua identità.

Ma attenzione! Non è il solito campanilismo, e lo scambio di cortesie con i due paesi limitrofi di Ercolano e Massa lo dimostra. E’ il senso di appartenenza alla propria famiglia, quella allargata della parrocchia, d’a curtina, della piazza e forse anche del municipio, quella che ci fa vibrare d’emozione quando tutta la comunità saluta il Santo alla sua uscita in un mare umano che subito dopo diviene fiume o quando la stessa comunità canta in chiesa accogliendolo di ritorno dal suo sacro e, per chi vuole, civico percorso.

Reliquiario
Reliquiario

Si parlava di emozioni e padre Enzo ha ragione quando ha parlato anche di chi ci segue dalla propria casa e dal proprio letto di sofferenza, perché il bello è che durante queste celebrazioni tutti sono uguali, tutti all’unisono palpitano per un’unica passione, quella di chi c’è e chi non può esserci, quella di chi è presente e chi non c’è più, chi piange e chi ride; io, così come Nicola, che mi fa compagnia all’entrata della chiesa mentre attendiamo il Santo, e che sorride serafico ai miei scatti, apprezzandoli come chi non chiede più di tanto se non considerazione. Solo per questo il rituale si rinnova ogni anno, non per la novità ma per il suo intrinseco valore di rinascita ma anche di fratellanza che non può che rimanere sempre vivo per la nostra eterna ricerca di speranza.

La processione si è svolta placidamente accompagnata da un clima quasi primaverile, oltre alle tappe classiche si è ritornati là dove si mancava da anni, come lungo via Palmieri, da decenni bloccata da un crollo infinito che solo poche settimane fa ha visto la sua probabile conclusione. Lungo il percorso della processione, nonostante, il passaggio mattutino di una ritrovata spazzatrice e il rattoppo di alcune strade, non è mancata la sconcertante presenza di rifiuti, e parliamo del centro cittadino, figuriamoci la periferia. Magari, le autorità competenti, intervenute anche nella persona del Commissario Prefettizio, avranno preso nota dei copertoni e dei bustoni di via Palmieri o i mobili e la guaina d’asfalto gettati presso la campana del vetro a Casaluca; poi la voglia di festa e la luce soffusa di un crepuscolo invernale hanno nascosto il resto che era meglio non mostrare.

Fedeli in attesa all'entrata della chiesa.
Fedeli in attesa all’entrata della chiesa.

Anche Don Maurizio Patriciello ci è venuto incontro per aprirci gli occhi con la sua omelia, parlandoci di un mondo violentato dal dio denaro, ci ha parlato di inquinamento e di vite strappate a causa della cecità e dell’egoismo di molti; qual è la novità mi direte, Don Maurizio non è nuovo a questi discorsi, non è nuovo alle sue denunce; la novità è che finalmente se ne parla anche a San Sebastiano, finalmente si punta il dito là dove nessuno vuol vedere e che in molti han fatto finta di non conoscere o hanno minimizzato. A San Sebastiano, nonostante i santi, non siamo immuni da certi problemi; che sia di monito a chi governa e chi governerà questo paese.

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Quell’anatra che viene dal Nord

Osservata per la prima volta in Campania una Moretta codona, una piccola anatra marina proveniente dal Nord

Era lì. A circa 500 metri dalla costa, vicino allo Scoglio di Rovigliano, al largo della Foce del Sarno. Nuotava tranquilla in mezzo ai cormorani e alle barche di qualche pescatore, tuffandosi di tanto in tanto per catturare molluschi, crostacei e piccoli pesci. Per la prima volta in Campania è stata osservata una femmina Moretta codona (Clangula hyemali), una piccola anatra marina proveniente dal Nord. Un avvistamento eccezionale: si tratta di una delle osservazioni più a sud registrate sinora in Italia.

Ad avvistarla per la prima volta è stato Raffaele Luise, Vice Presidente del CAI di Castellamare di Stabia, appassionatosi al birdwatching sin dalla tenera età, grazie a uno zio americano. “Passeggiavo lungo la foce del Sarno, quando tra beccapesci, cormorani e svassi piccoli ho osservato in lontananza, una sagoma nuova” racconta Luise. “All’inizio pensavo più ad un orco marino, già osservato qui a Foce Sarno. Poi non c’è stato più alcun dubbio. Quella piccola sagoma dalla forma bombata e dalla testa tondeggiante, non poteva che essere lei: una femmina di moretta codona”.

La notizia ha destato l’euforia di ornitologi e appassionati campani, e la moretta di sicuro sarà monitorata durante il suo svernamento qui, nel nostro golfo. “Si tratta di un avvistamento insolito” spiega il naturalista e socio Ardea, Andrea Senese accorso a foce Sarno per osservare l’esemplare. “La moretta codona nidifica nelle acque interne dei paesi del Nord, come Islanda e Scandinavia. Durante il periodo invernale, invece, sverna in acque costiere, ma principalmente nel Mar Baltico e in Gran Bretagna arrivando fino al Nord Italia. È raro che si spinga fino alle nostre latitudini” continua Senese. Anche se ci sono alcune eccezioni: “negli ultimi inverni la specie è stata osservata anche nel Lazio – tra i laghi di Fogliano e Caprolace, e alle Saline di Tarquinia – e in Puglia, in provincia di Foggia, alle Saline Margherita di Savoia. Ma l’avvistamento più a Sud mai registrato in Italia risale agli anni ’90, in Calabria, a Crotone”.

La foce del Sarno continua, dunque, a regalare sorprese. Negli ultimi anni, infatti, sono state osservate diverse specie di uccelli rari come l’Orco marino, l’Edredone, lo Smergo minore, la Strolaga mezzana. E nel dicembre del 2014 anche un Gabbiano di Franklin (Larus pipixcan) dallo stesso Raffale Luise insieme, questa volta, ad altri soci Ardea, tra cui l’ornitologo Davide De Rosa. “Ultimamente” ricorda Luise “sono stati osservati spesso anche i tursiopi nell’area. La foce del Sarno ancora una volta conferma il suo patrimonio di biodiversità. È un vero peccato che l’area non rientri nel territorio protetto dal Parco Regionale del Fiume Sarno.”

LA NATURA NEL GOLFO http://ilmediano.com/category/la-natura-nel-golfo/

Marigliano – Scafati: enorme carico di pasta rubata trovato dai carabinieri nascosto in un deposito

Era cominciata “l’offerta speciale” a 50 centesimi. Denunciati 6 ricettatori. I carabinieri della stazione di Marigliano insieme a colleghi della tenenza di Scafati hanno rinvenuto un enorme carico di pasta di provenienza furtiva tenuto nascosto in attesa “di involarsi” in un deposito in via Galileo Ferraris. Nel deposito sono stati rinvenuti e sequestrati 174 quintali di pasta “Garofalo”, 84 quintali di pasta “De Matteis”, 4.200 bottiglie (da 0,5 litri l’una) di aceto balsamico “Colavita”. Nel deposito, della ditta “Covit s.r.l.” (società di riassetto commerciale e industriale) sono state bloccate e identificate 6 persone residenti tra il Nolano e la zona Stabiese (5 delle quali già note alla forze dell’ordine). Trovati e sequestrati anche altri alimenti e oggettistica varia sui quali sono ancora in corso accertamenti. Per portar via tutti gli alimenti i carabinieri hanno dovuto usare ben 2 tir. I militari hanno accertato che era già cominciata la commercializzazione della pasta ad alcuni negozi della zona, che tenuto conto del “prezzo stracciato” di acquisto, per liberarsene al più presto possibile l’avevano messa in vendita in “offerta speciale”: a 50 centesimi a pacco.

Cercola: contatore con la calamita nel bar. Arrestata la titolare

Un metodo antico sperimentato soprattutto in tempo di guerra a Napoli ma, evidentemente, ancora in auge. A Cercola il contatore dell’energia elettrica di un bar con la calamita, per non segnare i consumi. I carabinieri arrestano la titolare. Sono entrati in un bar di via Don Minzoni a Cercola, i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di torre del greco e personale dell’ENEL. Hanno ispezionato tutti i locali dell’esercizio e, quando hanno osservato il contatore, sopra all’apparecchio hanno trovato una calamita, che con la sua forza magnetica esercitata sui meccanismi del contatore consentiva di abbassare il consumo del 96%. La titolare del bar, Nunzia Vrilli, 36enne, di Casalnuovo di Napoli, è stata arrestata per furto aggravato continuato. Al termine delle formalità di rito è stata tradotta ai domiciliari in attesa del rito direttissimo. (Fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia, l’assessore Giliberti replica in Consiglio all’attacco ricevuto con manifesti di scherno firmati da un simbolo di maggioranza

La capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia, Veruska Zucconi, presenta in assise un’interrogazione chiedendo spiegazioni rispetto al manifesto di dissenso e scherno che alcuni giorni fa, con il simbolo di Sant’Anastasia in Volo, prendeva in giro l’assessore alle Politiche Sociali. La Giliberti: «Accetto le critiche solo da chi non pensa che politiche sociali significhi pacchi dono a Natale o buoni spesa». La consigliera Fornaro: «Noi restiamo in maggioranza, ma con l’assessore i problemi ci sono stati e ci sono». Il consigliere Capuano: «Il presidente del consiglio continua a dimostrare di non essere super partes». L’input perché se ne parlasse in assise, anche se qualcuno ha tentato di evitarlo fino all’ultimo istante, è arrivato dalla consigliera Zucconi. Nella sua interrogazione si chiedeva al sindaco Abete di prendere posizione rispetto al manifesto di Sant’Anastasia in Volo che mostrava dissenso anche nei confronti dello stesso sindaco; se fosse in atto, inoltre, una crisi di maggioranza, e se il sindaco stesse tentando di aprire l’attuale maggioranza consiliare ad altri consiglieri di opposizione non organici al progetto iniziale. 7386_10208641824193636_8865907431350509127_n Di Sant’Anastasia in Volo, del movimento cioè che ha siglato il manifesto, fanno parte tre consiglieri comunali: il presidente dell’assise, Mario Gifuni, Rosaria Fornaro e Mario Trimarco. Tanti gli interventi ma inquinati da un sovrapporsi di vocii, sconfinati spesso in attacchi personali. Siparietti, insomma. Come quello messo su con protagonisti lo stesso sindaco Abete e il presidente Gifuni. Già, perché nel suo intervento conclusivo della discussione, il primo cittadino ha fatto notare al presidente che il motivo del caos creatosi in aula era proprio la sua conduzione dei lavori. La replica non si è fatta attendere, con Gifuni che ha rintuzzato, ricordando che nella scorsa consiliatura il presidente dell’assise, vale a dire l’attuale sindaco, non riusciva nemmeno a togliere il microfono ad Esposito o a contenere «aggressioni e intemperanze verbali», aggiungendo che molti dei consiglieri comunali, intendendo anche lo stesso già presidente, «non avevano nemmeno diritto di parola». Altro siparietto «gustoso», negativo o positivo l’avranno giudicato da sé i presenti, quello tra l’assessore Giliberti che ad un certo punto ha deciso di prendersi la parola, ignorando le proteste della presidenza, e la consigliera Rosaria Fornaro. L’assessore accusato nel manifesto di Sant’Anastasia in Volo ha precisato di essere pronta ad accettare le critiche solo da chi non intende le politiche sociali come «i pacchi dono a Natale e i buoni spesa». Tra le invettive, la consigliera Fornaro ha affermato che sarebbe uscita dall’aula se l’assessore Giliberti avesse ancora parlato. La risposta? Cettina Giliberti le ha fatto ciao ciao con la manina. In tutto ciò il «la» per l’accendersi della discussione l’ha dato il consigliere Carmine Capuano che ha non solo parlato di tecnici, consiglieri ed assessori che si muoverebbero in modo non proprio «corretto» –  il presidente Gifuni ha ribattuto che, in casi del genere, si va dai carabinieri, non in aula – ma Capuano ha sollevato ufficialmente un altro caso politico, affermando di essere stato invitato ad una riunione convocata dal Pd i cui esponenti sarebbero stati avvicinati da un «emissario» del presidente Gifuni con lo scopo specifico di raccogliere le firme necessarie a sfiduciare il sindaco Abete. Circostanza poi confermata dal consigliere Antonio De Simone (e fuori dai microfoni dalla segretaria Pd, Grazia Tatarella). Gifuni ha smentito e la consigliera Fornaro ha affermato testualmente: «Se fosse vero, lo caccerei dal movimento». Insomma, il manifesto contro la Giliberti non è stato altro che la goccia necessaria a far traboccare il vaso. «Quel manifesto è un paradosso politico» – ha affermato Peppe Maiello (Pd). «Anche noi stessi potremmo domani essere criticati dalla base del movimento che rappresentiamo con un manifesto simile» – ha asserito Trimarco (Sant’Anastasia in Volo». «Se così fosse è schizofrenia pura» – ha commentato la consigliera Annarita De Simone (Forza Italia). Una discussione via via più accesa, soprattutto dopo la richiesta di chi l’interrogazione in merito l’aveva presentata, cioè la consigliera Veruska Zucconi: «Il presidente del consiglio comunale dovrebbe lasciare il suo posto durante gli interventi a riguardo – ha detto – perché rappresentando il movimento è coinvolto e non si può ledere il principio di terzietà in un contesto politico». Richiesta inascoltata, naturalmente. Ma intanto la consigliera Fornaro, come pure Trimarco, ha affermato con forza di essere in maggioranza. «Sosteniamo il sindaco e siamo in maggioranza, ma ci sono stati e ci sono problemi nei riguardi dell’operato dell’assessore alle politiche sociali». Sulla affermata terzietà del presidente del consiglio comunale è intervenuto il consigliere Carmine Capuano (Psi): «Fino ad oggi il presidente non ha svolto il suo compito con terzietà giacché non ha mai smesso di rispondere sul piano politico e amministrativo, cosa che fa continuamente». La replica di Gifuni? Un azzardato paragone con l’attuale presidente della Camera, Laura Boldrini: «Anche lei esprime il proprio pensiero politico, chi è drogato di politica non può farne a meno. Io sono uno dei pochi che anche senza ballottaggio sarebbe entrato in Consiglio dalla porta principale. Domani tirerò le somme e deciderò cosa fare in piena autonomia e nel caso, quando deciderò di lasciare la carica di presidente lo farò in maniera ufficiale. Ma le matricole non possono insegnarmi la maniera di fare politica». Affermazione, quest’ultima, che ha scatenato la reazione di Alfonso Di Fraia (consigliere di Alleanza per Sant’Anastasia ma in maggioranza): «Gifuni è stato eletto dai cittadini, ma siamo noi ad averlo votato per la presidenza del Consiglio e qui ci sono tante matricole che possono insegnargli quello che non ha: l’educazione». Il sindaco Abete ha poi sbottato: «Non posso accettare certi atteggiamenti, sappiano tutti che nessuno dei simboli che ci ha sostenuto può essere usato per attaccare sindaco o assessori». «Il sindaco ha divagato – ha poi aggiunto la consigliera Zucconi –  ma tutto ciò che è avvenuto in questo consesso stasera è la palese dimostrazione di una spaccatura avviata già da tempo, questo è sotto gli occhi di tutti».

Sant’Anastasia, gli alunni della scuola Sodani spostati ai Portali: la protesta di mamme e insegnanti in Consiglio

L’assessore alla Pubblica Istruzione, il vicesindaco Carmen Aprea, replica alla interrogazione della consigliera Veruska Zucconi (Alleanza per Sant’Anastasia). Il sindaco: «Strumentalizzano i bambini». La consigliera Rosaria Fornaro (Sant’Anastasia in Volo) chiede l’istituzione di un tavolo tecnico. Il consigliere Antonio De Simone (Pd): «Il provvedimento andrebbe ritirato prima di affrontare qualsiasi discussione». Distinguere tra maggioranza e opposizione, nel consiglio comunale di ieri (26 gennaio 2016) non era facile per chi non conoscesse i retroscena, quanto meno al pubblico – insolitamente nutrito – deve essere stato difficile. Aula consiliare gremita ma solo per protesta: mamme, insegnanti, anche bambini, della scuola Sodani, la stessa che sarà smantellata presto per far posto alla caserma dei carabinieri. La capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia Veruska Zucconi (passata all’opposizione mesi fa) aveva presentato un’interrogazione per chiedere al sindaco come mai, giacché si profila comunque uno spostamento di alunni da un plesso all’altro, non si fosse ritenuto opportuno entro i tempi previsti provvedere al dimensionamento scolastico. Da qui si è aperta una discussione. Ha iniziato il consigliere Carmine Capuano (partito socialista): «L’unica motivazione che dovrebbe muovere noi tutti è l’interesse dei bambini e delle loro famiglie e il sindaco dovrebbe fare attenzione: c’è un forte interesse dei dirigenti scolastici e a me come a tanti non interessa se c’è un dirigente in più o in meno, se un comprensivo ha da spendere mille euro in più o in meno, ma che i bambini possano andare a scuola quanto più possibile vicino casa, in istituti decenti, con i riscaldamenti che funzionano bene ed una mensa che lo faccia altrettanto. Ed è essenziale non lasciarsi strumentalizzare da questo o quel dirigente che probabilmente persegue altri obiettivi». Un appello al quale il sindaco Abete ha replicato sostenendo che le motivazioni insite nelle decisioni dell’amministrazione comunale sono proprio queste: fare l’interesse dei bambini, migliorare la vivibilità a scuola. Ma è stata poi una componente della sua maggioranza, la consigliera Rosaria Fornaro, ad utilizzare i toni più alti di tutti, sottolineando l’errore, a suo parere, di non procedere prima al dimensionamento. «A me interessano i bambini – ha detto la Fornaro – e il dimensionamento era opportuno perché il I Comprensivo sia a via Strettola, sia a via Sodani, non ha una mensa. E trasferire i bambini dei Sodani ai Portali non risolve il problema. Anche io mi sono battuta perché i carabinieri non andassero via da Sant’Anastasia, non possiamo permettere che accada, ma allo stesso tempo capisco le problematiche cui andiamo incontro con questo trasferimento: adesso i bambini sono costretti a mangiare sui banchi dove lavorano, dove usano i colori e si mantiene l’igiene solo grazie al buon senso degli insegnanti che disinfettano i banchi prima e dopo i pasti. Ora avranno una mensa ai Portali, ma i bimbi di via Strettola rimarranno nella stessa situazione. Davanti ai bambini non transigo e vogliamo che non accada mai più si prendano decisioni senza prima istituire un tavolo tecnico al quale devono partecipare consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e almeno tre insegnanti». Un tavolo tecnico ex post, dunque. Al quale il consigliere Peppe Maiello (Pd) ha chiesto si aggiungano rappresentanti dei genitori. Un tavolo tecnico che però, secondo la consigliera Veruska Zucconi è del tutto inutile: «Si perderà solo del tempo, la legge prevede già che si istituisca un tavolo con amministratori, sindacati, insegnanti, il problema serio è la non volontà di confrontarsi sul serio su determinate questioni e senza la mia interrogazione questa sera non ne staremmo nemmeno parlando». Il consigliere Antonio De Simone (Pd) ha chiesto il ritiro del provvedimento, pur dicendosi favorevole ad un tavolo tecnico. «La politica scolastica, negli ultimi anni – ha aggiunto De Simone – sembra più indirizzata a garantire futuro e carriera di qualche personaggio». La linea dell’amministrazione comunale, molto contestata in aula, è stata illustrata dal vicesindaco Carmen Aprea, assessore alla Pubblica Istruzione. «Non abbiamo optato per la soluzione più semplice proprio per dare spazio alle reali esigenze della platea scolastica – ha chiarito il vicesindaco – non abbiamo voluto prendere decisioni affrettate ma provvedere al dimensionamento con dati certi alla mano: sarà fatto per l’anno scolastico 2017- 2018. Quanto al trasferimento degli alunni dal plesso Sodani ai Portali, non abbiamo fatto altro che esaudire le continue richieste ed istanze da parte della dirigenza e dei genitori che hanno più volte lamentato innumerevoli disfunzioni strutturali, la inidoneità della scuola Sodani. L’unico motivo che ci spinge è la sicurezza dei bambini, la possibilità di garantire loro quel che chiedevano: una struttura sicura, funzionante. La convivenza tra le due dirigenze sarà momentanea e non abbiamo certo preso questa decisione senza valutare le esigenze di tutti, senza contare che nel plesso Sodani sarà trasferita la caserma dei carabinieri. Se il problema di qualcuno è la bega tra i dirigenti, a noi non interessa». Una posizione rafforzata dall’intervento del sindaco Abete: «Non capisco questa strumentalizzazione, rinviare il dimensionamento all’anno prossimo non cambia nulla, quelle che vedo qui stasera a protestare sono le stesse mamme che sono venute da me a chiedermi di spostare i loro figli ai Portali. Se si vuole un tavolo tecnico, io non alcun problema». Siparietto gustoso poi, tra la consigliera Fornaro e il presidente dell’assise Mario Gifuni, entrambi esponenti di Sant’Anastasia in Volo. Gifuni invita i consiglieri a provvedere a istituire un tavolo tecnico sbottando: «È inutile tirare le mamme per la giacca da una parte o dall’altra». E la consigliera Fornaro ha replicato: «Le mamme non sono stupide, non si fanno tirare per la giacca da nessuno». Strumentalizzazione o no? Fatto sta che in maggioranza non la pensano tutti alla stessa maniera. Intanto la discussione è finita senza il ritiro del provvedimento chiesto da De Simone: «Per fare questo occorreva una mozione d’ordine, non una interrogazione» – ha concluso Gifuni chiudendo l’argomento. Dopodiché il pubblico «temporaneo» è sciamato fuori dall’aula.  

Di Maio punta l’indice contro la Friel di Acerra: “Pesanti ombre sulla centrale termoelettrica”

Interrogazione parlamentare del vicepresidente della Camera.   “Ho chiesto in più occasioni di poter visitare la centrale termoelettrica di Acerra ma l’azienda ha sempre risposto picche con la scusa di non potermi ospitare per motivi di sicurezza dovendo procedere alla manutenzione dell’impianto”.  Luigi Di Maio tuona contro la Friel, la centrale a biomassa di Acerra, che produce energia elettrica dalla combustione di olio di palma. Un impianto  contestatissimo dagli ambientalisti della zona, che parlano di “emissioni inquinanti pericolose dal camino, emissioni ben oltre i limiti del sopportabile”. Intanto il vicepresidente della Camera nonché leader del Movimento Cinque Stelle raccoglie il grido di aiuto sollevato dagli ecologisti spedendo al governo una interrogazione a risposta scritta dettagliata quanto inquietante.  All’interno si riporta anche una denuncia che parla di una contaminazione da sostanze non meglio specificate, una contaminazione che ha avvolto in uno strato oleoso gli alberi che si trovano attorno alla centrale a olio di palma. Ecco il testo integrale dell’interrogazione di Di Maio: “Sul territorio del comune di Acerra, in provincia di Napoli, dal 2008 è in attività una centrale termoelettrica a biomassa liquida di proprietà della «FRI-EL Acerra SRL». E alimentata a olio di palma (Crude Palm Oil) e la sua capacità installata complessiva, pari a 74,8 megawatt, fa dell’impianto di Acerra la seconda maggiore centrale termoelettrica a olio vegetale d’Europa. All’interrogante negli ultimi mesi sono giunte ripetute segnalazioni contenenti le denunce che alcuni ambientalisti di Acerra (Napoli) hanno inviato negli anni scorsi a una pluralità di istituzioni tra cui la procura della Repubblica, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il sindaco, gli assessori comunali e alcuni dirigenti amministrativi del comune di Acerra, la provincia di Napoli, la regione Campania, l’ARPA Campania e l’ASL Napoli 2 Nord. In tali denunce si chiedeva alle istituzioni destinatarie di procedere alla sospensione dei provvedimenti autorizzativi che consentono l’attività della FRI-EL sulla base di alcune deduzioni e osservazioni puntualmente argomentate in tali denunce; in particolare, nella denuncia inoltrata da alcuni Comitati di cittadini in data 24 ottobre 2012 si argomenta la richiesta di sospensione dell’attività della FRI-EL poiché: «esercita una attività insalubre senza aver effettuato la preliminare caratterizzazione del suolo in area SIN; non ha mai esibito un parere di compatibilità ambientale o l’AIA della precedente attività; ha usato olio di palma contenente PCB; presumibilmente emette sostanze oleose che si depositano su alberi e balconi; non si è verificato dove defluiscono gli scarichi dei fluidi di esercizio; non sono controllate le qualità e le provenienze degli altri oli vegetali alternativi all’olio di palma (potrebbero essere oli esausti); non si è verificato l’inquinamento acustico con il piano di zonizzazione; non si è verificato dove si depositano e si smaltiscono i rifiuti industriali; non si è verificato l’aumento di diossina dovuto al traffico degli oli. Si rammenta che ai sensi dell’articolo 328 del codice penale, in piena armonia con l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute pubblica come valore primario, il mancato intervento è contemplato quale omissione di atti di ufficio con specifica responsabilità in capo ai soggetti destinatari»; Desta particolare impressione la denuncia di alcuni abitanti della zona di via Seminario ad Acerra secondo i quali viene rinvenuta una coltre oleosa sul fogliame degli alberi e/o sulle colture orticole localizzate nel comprensorio nord di Acerra. Al fine di chiarire la situazione fino ad ora descritta, l’interrogante ha inoltrato – per il tramite della segreteria – in due occasioni richiesta alla FRI-EL di poter effettuare una visita presso lo stabilimento; nel luglio 2015, i responsabili dello stabilimento hanno respinto la richiesta poiché all’epoca sarebbero state svolte non meglio precisate «attività di manutenzione straordinaria che, per evidenti ragioni di sicurezza, limiterebbero fortemente la visita della centrale alle sole aree amministrative e di controllo. Sarà nostra premura ricontattarLa non appena ultimati i lavori di cui sopra al fine ai fissare una nuova data»; a novembre 2015, non ricevendo alcun contatto, l’interrogante ha inoltrato ulteriore richiesta di visita, nuovamente respinta poiché, secondo quanto riferito, «le attività di manutenzione straordinaria dell’impianto, più complicate di quanto inizialmente previsto, non sono ancora ultimate e siamo costretti a differire ulteriormente la visita». Poiché ad oggi la FRI-EL non si è fatta viva, a distanza di sei mesi dal primo contatto parrebbe all’interrogante emergere in tutta evidenza un intento dilatorio degli amministratori con riferimento alla richiesta di visita, gettando così pesanti ombre sulle accuse formulate dai comitati ambientalisti dell’acerrano; se il Governo sia a conoscenza di quanto segnalato in premessa e se non ritenga di dover svolgere – per quanto di competenza e anche con l’ausilio del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente – degli accertamenti finalizzati a chiarire la piena corrispondenza delle attività dello stabilimento FRI-EL di Acerra con quanto previsto dalla normativa vigente”.