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L’assessore alla Pubblica Istruzione, il vicesindaco Carmen Aprea, replica alla interrogazione della consigliera Veruska Zucconi (Alleanza per Sant’Anastasia). Il sindaco: «Strumentalizzano i bambini». La consigliera Rosaria Fornaro (Sant’Anastasia in Volo) chiede l’istituzione di un tavolo tecnico. Il consigliere Antonio De Simone (Pd): «Il provvedimento andrebbe ritirato prima di affrontare qualsiasi discussione».

Distinguere tra maggioranza e opposizione, nel consiglio comunale di ieri (26 gennaio 2016) non era facile per chi non conoscesse i retroscena, quanto meno al pubblico – insolitamente nutrito – deve essere stato difficile. Aula consiliare gremita ma solo per protesta: mamme, insegnanti, anche bambini, della scuola Sodani, la stessa che sarà smantellata presto per far posto alla caserma dei carabinieri.

La capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia Veruska Zucconi (passata all’opposizione mesi fa) aveva presentato un’interrogazione per chiedere al sindaco come mai, giacché si profila comunque uno spostamento di alunni da un plesso all’altro, non si fosse ritenuto opportuno entro i tempi previsti provvedere al dimensionamento scolastico. Da qui si è aperta una discussione.

Ha iniziato il consigliere Carmine Capuano (partito socialista): «L’unica motivazione che dovrebbe muovere noi tutti è l’interesse dei bambini e delle loro famiglie e il sindaco dovrebbe fare attenzione: c’è un forte interesse dei dirigenti scolastici e a me come a tanti non interessa se c’è un dirigente in più o in meno, se un comprensivo ha da spendere mille euro in più o in meno, ma che i bambini possano andare a scuola quanto più possibile vicino casa, in istituti decenti, con i riscaldamenti che funzionano bene ed una mensa che lo faccia altrettanto. Ed è essenziale non lasciarsi strumentalizzare da questo o quel dirigente che probabilmente persegue altri obiettivi».

Un appello al quale il sindaco Abete ha replicato sostenendo che le motivazioni insite nelle decisioni dell’amministrazione comunale sono proprio queste: fare l’interesse dei bambini, migliorare la vivibilità a scuola. Ma è stata poi una componente della sua maggioranza, la consigliera Rosaria Fornaro, ad utilizzare i toni più alti di tutti, sottolineando l’errore, a suo parere, di non procedere prima al dimensionamento.

«A me interessano i bambini – ha detto la Fornaro – e il dimensionamento era opportuno perché il I Comprensivo sia a via Strettola, sia a via Sodani, non ha una mensa. E trasferire i bambini dei Sodani ai Portali non risolve il problema. Anche io mi sono battuta perché i carabinieri non andassero via da Sant’Anastasia, non possiamo permettere che accada, ma allo stesso tempo capisco le problematiche cui andiamo incontro con questo trasferimento: adesso i bambini sono costretti a mangiare sui banchi dove lavorano, dove usano i colori e si mantiene l’igiene solo grazie al buon senso degli insegnanti che disinfettano i banchi prima e dopo i pasti. Ora avranno una mensa ai Portali, ma i bimbi di via Strettola rimarranno nella stessa situazione. Davanti ai bambini non transigo e vogliamo che non accada mai più si prendano decisioni senza prima istituire un tavolo tecnico al quale devono partecipare consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e almeno tre insegnanti».

Un tavolo tecnico ex post, dunque. Al quale il consigliere Peppe Maiello (Pd) ha chiesto si aggiungano rappresentanti dei genitori. Un tavolo tecnico che però, secondo la consigliera Veruska Zucconi è del tutto inutile: «Si perderà solo del tempo, la legge prevede già che si istituisca un tavolo con amministratori, sindacati, insegnanti, il problema serio è la non volontà di confrontarsi sul serio su determinate questioni e senza la mia interrogazione questa sera non ne staremmo nemmeno parlando».

Il consigliere Antonio De Simone (Pd) ha chiesto il ritiro del provvedimento, pur dicendosi favorevole ad un tavolo tecnico. «La politica scolastica, negli ultimi anni – ha aggiunto De Simone – sembra più indirizzata a garantire futuro e carriera di qualche personaggio».

La linea dell’amministrazione comunale, molto contestata in aula, è stata illustrata dal vicesindaco Carmen Aprea, assessore alla Pubblica Istruzione. «Non abbiamo optato per la soluzione più semplice proprio per dare spazio alle reali esigenze della platea scolastica – ha chiarito il vicesindaco – non abbiamo voluto prendere decisioni affrettate ma provvedere al dimensionamento con dati certi alla mano: sarà fatto per l’anno scolastico 2017- 2018. Quanto al trasferimento degli alunni dal plesso Sodani ai Portali, non abbiamo fatto altro che esaudire le continue richieste ed istanze da parte della dirigenza e dei genitori che hanno più volte lamentato innumerevoli disfunzioni strutturali, la inidoneità della scuola Sodani. L’unico motivo che ci spinge è la sicurezza dei bambini, la possibilità di garantire loro quel che chiedevano: una struttura sicura, funzionante. La convivenza tra le due dirigenze sarà momentanea e non abbiamo certo preso questa decisione senza valutare le esigenze di tutti, senza contare che nel plesso Sodani sarà trasferita la caserma dei carabinieri. Se il problema di qualcuno è la bega tra i dirigenti, a noi non interessa».

Una posizione rafforzata dall’intervento del sindaco Abete: «Non capisco questa strumentalizzazione, rinviare il dimensionamento all’anno prossimo non cambia nulla, quelle che vedo qui stasera a protestare sono le stesse mamme che sono venute da me a chiedermi di spostare i loro figli ai Portali. Se si vuole un tavolo tecnico, io non alcun problema».

Siparietto gustoso poi, tra la consigliera Fornaro e il presidente dell’assise Mario Gifuni, entrambi esponenti di Sant’Anastasia in Volo. Gifuni invita i consiglieri a provvedere a istituire un tavolo tecnico sbottando: «È inutile tirare le mamme per la giacca da una parte o dall’altra». E la consigliera Fornaro ha replicato: «Le mamme non sono stupide, non si fanno tirare per la giacca da nessuno».

Strumentalizzazione o no? Fatto sta che in maggioranza non la pensano tutti alla stessa maniera. Intanto la discussione è finita senza il ritiro del provvedimento chiesto da De Simone: «Per fare questo occorreva una mozione d’ordine, non una interrogazione» – ha concluso Gifuni chiudendo l’argomento. Dopodiché il pubblico «temporaneo» è sciamato fuori dall’aula.