Riceviamo e pubblichiamo la lettera del consiglio d’istituto del I I.C.S. “Ten.te Mario De Rosa”, che denuncia la «mancata convocazione del tavolo tecnico promesso nell’ultimo consiglio comunale» e ritiene opportuno chiarire alcuni aspetti della questione.
La sequenza di avvenimenti relativi al dimensionamento scolastico ed al trasferimento del Plesso Sodani a quello Portali, determina l’insopprimibile insorgenza – pur in assenza di alcuno spirito puramente polemico – di offrire la rappresentazione oggettiva ed imparziale della vicenda, scevra da ogni considerazione capziosa e da ogni concessione ad intenti speculativi di natura politica, del tutto estranei alle finalità della presente istituzione.
Ciò, in particolare, a seguito della intercorsa corrispondenza con gli uffici comunali competenti ed in risposta alle esternazioni apparse sui social network e su diversi organi di stampa successivamente alla celebrazione del Consiglio Comunale (esternazioni che, al di là dei pur teoricamente condivisibili chiarimenti offerti, dissimulano l’ingiusta ed infondata accusa di una strumentalizzazione delle osservazioni formulate dal C.I. nei documenti e negli scritti presentati agli uffici) sì da rendersi necessario rappresentare quanto segue:
in particolare, a seguito della comunicazione del 18-12-2015 (unica comunicazione ufficiale indirizzata al 1^ Ist. Comprensivo) con la quale si informava della decisione – già assunta – di trasferire il Plesso Sodani al Plesso Portali, il Consiglio d’Istituto manifestava il proprio dissenso censurando la mancata compartecipazione al processo ideativo e deliberativo sottostante la decisione. In particolare il C.I., pur riconoscendo – com’è ovvio – le prerogative di discrezionalità dell’amministrazione nelle scelte e nell’adozione dei provvedimenti di competenza, evidenziava la opportunità di coinvolgere nel particolare (oltre che in generale) e quanto meno in funzione consultiva le istituzioni scolastiche interessate nei processi deliberativi aventi ad oggetto decisioni incidenti sul funzionamento e sull’organizzazione della scuola, rammaricandosi di essere stato relegato al ruolo di mero spettatore ed esecutore di decisioni già ed altrove prese.
Tali osservazioni confluivano in un documento che veniva riscontrato dall’Assessore all’Istruzione con successivo documento ( Prot. N. 1738 del 19-01-2016) teso ad obliterare le censure mosse ed a ribadire le ragioni poste a fondamento della decisione. Senonchè, il documento dell’Assessore non ha smentito – né avrebbe potuto – la censura di esclusione dalla partecipazione della istituzione scolastica al momento ideativo e deliberativo del trasferimento, limitandosi a ribadire che la decisione “…è stata assunta all’esito di profonde riflessioni ed avendo presente in primis lo stato manutentivo… quest’Amministrazione ha adottato provvedimenti sempre in assoluta trasparenza…”.
Ribadito – ove ve ne fosse necessità- che nel documento del C.I. non si era censurata la mancanza di “profonda riflessione” ma la inopportuna procedura unilaterale che aveva (involontariamente? deliberatamente?) escluso la partecipazione del 1^ I.C. all’adozione del provvedimento (nelle sue componenti istituzionali, ovviamente, a nulla rilevando il richiamo alle segnalazioni/richieste provenienti da un gruppo non meglio identificato di genitori), si invitava pertanto l’Amministrazione Comunale ad un confronto/incontro al fine della individuazione delle più idonee soluzioni, incontro da celebrarsi preliminarmente alla esecuzione del trasferimento (risultando, altrimenti del tutto inutile e superfluo), non omettendo di rappresentare – sia pure superficialmente ed in maniera solo esemplificativa – le prevedibili difficoltà di gestione legate alla coesistenza di diverse realtà scolastiche in un unico ambiente.
Ciò premesso, appare dunque “del tutto infondata e per di più immeritata e poco opportuna” ( questa volta sì!) l’accusa ossessivamente reiterata di “strumentalizzazione” a fini di natura politica o funzionale a paventate beghe tra dirigenze che sembra emergere dalle dichiarazioni rese dall’Amministrazione Comunale.
Prevedere (ed esprimerne il timore) difficoltà di cogestione di una unica struttura non significa ( né voleva sottintendere) disconoscimento di capacità o di professionalità in alcun dirigente, funzionario, impiegato o altro componente né equivaleva ad una manifestazione di indisponibilità fondata su motivazioni personali aliene al perseguimento del supremo interesse del buon funzionamento della scuola; significava soltanto esprimere in maniera competente e lungimirante, com’è doveroso le perplessità per una vicenda che, in quanto potenzialmente complessa, avrebbe dovuto indurre ad un serio e costruttivo confronto con tutte le parti interessate, prima ed al fine di adottare la decisione.
Si è, in definitiva, evidenziato e censurato di non essere stati consultati (ma solo informati, a decisione già ed altrove assunta, si ribadisce!) rivendicando pertanto il ruolo ed il compito che è proprio della istituzione scolastica, auspicandosi un incontro/riunione al fine di individuare possibili soluzioni maggiormente condivise. Se ciò costituisce – nelle valutazioni dell’Amministrazione Comunale- la strumentalizzazione (da intendersi probabilmente riferita alla partecipazione insolitamente numerosa al Consiglio Comunale) delle esigenze organizzative della istituzione scolastica tese al suo migliore funzionamento, ci si duole dell’accezione negativa di strumentalità che in maniera patente è stata attribuita alla “iniziativa ( o meglio, alla reazione) del C.I. alla decisione del trasferimento.
Viceversa, nel rimettere al mittente – con tutto il garbo istituzionale – le accuse di strumentalità, si rivendica con orgoglio l’essere stati ed essere in futuro lo strumento per l’espressione ed il raggiungimento delle istanze, delle aspettative e delle esigenze dell’utenza scolastica, nel cui esclusivo interesse (e non per altro) si rivendica – nuovamente – il ruolo di compartecipe alle decisioni interessanti la vita e l’organizzazione scolastica.
Il Consiglio d’istituto del I I.C.S. “Ten.te M. De Rosa”
(Fonte foto: Rete Internet)
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Uno zoom sul fumetto e non solo, dal punto di vista dell’Associazione Lettori Torresi che da tre anni cerca di divulgare la nona Arte in tutte le sue forme all’ombra del Grande Cono.
Faccia a faccia con il presidente di ALT!–Associazione Lettori Torresi, Salvatore Cervasio, a capo di un gruppo di giovanissimi che si impegna a promuovere la cultura del fumetto e della letteratura. Una scommessa tutta da giocare dal momento che in questo preciso momento storico il sapere in Italia non vive di grande considerazione, malgrado la nostra Nazione abbia prodotto i più grandi intellettuali ed artisti.
17/01/2013-17/01/2016: quali sono stati gli obiettivi raggiunti e quelli eventualmente mancati da ALT!?
«Quando ALT! è nata, il nostro obiettivo era divulgare la letteratura e il fumetto nelle nostre zone, non sempre attente alla cultura letteraria, nonostante la presenza in Campania di tantissimi scrittori e fumettisti. Possiamo dire che il nostro obiettivo è centrato a metà: dal canto nostro, abbiamo visto crescere, nelle persone che han deciso di seguirci in questa avventura, l’attenzione e la passione verso queste arti. Ma a livello macroscopico, non ho visto cambiamenti “istituzionali” in questi anni. Per ALT! sono stati comunque tre anni di crescita, come testimonia la nascita di un comparto editoriale attento anche alla produzione, oltre che alla divulgazione».
Nel corso dell’anno appena passato avete fatto conoscere al pubblico tre fumetti autoprodotti da ALT! nel classico formato cartaceo che, ricordiamo, sono «Derrière Le Rideau», «Quasi Blu» e «L’ultima chiamata». Avete mai accarezzato l’idea di produrre in futuro opere in formato eBook?
«No, non ci attira l’idea del solo formato digitale. Per noi la carta è ancora indispensabile. In più, il formato digitale è qualcosa che viene prima di quello cartaceo, proprio per logica produttiva. Quindi, è la carta ad essere un qualcosa in più rispetto al digitale».
Attraverso le arti figurative, e i fumetti rientrano sicuramente in queste, si possono ottenere, su chi vi accede, effetti dirompenti. È possibile, infatti, crescere generazioni, tenerle incollate ai rocamboleschi destini dei propri personaggi, vedi «Topolino», o peggio impressionarle, nel caso di «Dylan Dog». Insomma, il fumetto ha anticipato quella serialità che oggi ha tanto successo nella tv a pagamento. Voi di ALT!, come interpretate questo fenomeno che avanza a grande velocità?
«Beh, hai detto tutto tu. La serialità, con le sue logiche anche di ripetitività (e basta vedere le innumerevoli morti/resurrezioni dei supereroi americani) ha ormai contagiato anche il palinsesto televisivo, educando una nuova generazione di fruitori anche all’attaccamento a storie e personaggi, cosa che magari in altri mezzi di comunicazione/narrazione (tipo il cinema), prima mancava».
La Marvel, Dc Comics, lo stesso Walking Dead, hanno invaso le case di tutti noi attraverso trasposizioni dei loro eroi dal fumetto al grande schermo. Questa tendenza, secondo voi, cosa ci fa capire? Sono forse le strip ad essere una enorme risorsa di storie, di personaggi e di provocazioni, o ci troviamo soltanto di fronte ad una profonda crisi di scrittura del cinema nord americano?
«Non lo so, credo che la risposta sia nel mezzo. Sicuramente l’iconicità delle storie e dei personaggi delle case editrici da te nominate sono un bagaglio culturale di tutta l’umanità a cui è difficile sfuggire, per i produttori hollywoodiani. Ma certamente non è da sottovalutare un problema di scrittura e di originalità, negli ultimi decenni».
Qual è la vostra visione sociale, semmai ci fosse, sull’uso dei fumetti? Preferite raccontare solo episodi, storie, dove sarà poi il lettore ad imboccare un proprio percorso o vi è l’intenzione di offrire un piccolo messaggio? Del resto, «Captain America», nacque per indottrinare gli americani al patriottismo.
«Beh, i fumetti per loro stessa nascita e creazione, sono sempre serviti anche per il sociale (basti pensare proprio all’importanza che hanno avuto negli anni delle grandi emigrazione verso l’America per gli immigrati, soprattutto come strumento per imparare la lingua). Certamente ci può essere sempre un messaggio alla base, ma non bisogna mai dimenticare anche il solo carattere ricreativo o narratorio del fumetto».
Prossimi appuntamenti in cantiere e progetti futuri: cosa proporrete per il 2016 ai soci e simpatizzanti di ALT!?
«Il 20 Febbraio ci sarà la serata conclusiva di un concorso letterario a cui abbiamo collaborato come giuria. Per il resto, soprattutto aprile sarà un mese caldissimo per ALT! Seguite la nostra pagina Facebook ALT – Associazione Lettori Torresi per tutte le novità!».
Il 21 febbraio a piazza Duomo la campagna di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili.
In tema di sesso i giovani di oggi sanno tutto, ma capiscono poco o niente. Complice la rete, che ha travolto qualsiasi tabù, sono troppi infatti quelli che vivono la propria sessualità e l’affettività ad essa collegata senza pensare alle conseguenze, dalle gravidanze indesiderate ad infezioni terribili come HIV, epatite C e sifilide, che anche in Campania stanno registrando un costante e sensibile aumento. Secondo l’OMS, infatti, sono circa 340milioni i nuovi casi di Infezioni trasmissibili sessualmente (ITS) che si registrano ogni anno al mondo in età fertile. E un adolescente su quattro contrae una ITS dopo un rapporto sessuale. Nessuna meraviglia se si considera da un lato che, in base alle statistiche più recenti, circa la metà dei giovani approccia alla relazione con l’altro sesso in modo disinvolto senza un’adeguata formazione, spesso in modo ludico, senza cioè considerare il peso psicologico ed esistenziale che hanno le relazioni interpersonali, in particolare quelle amorose, così dense di non poche conseguenze. Se i giovani a volte credono sia inutile usare protezioni, un quarto non le adopera più dopo la prima volta ed oltre ¾ sono convinti di essere al riparo da malattie trasmissibili sessualmente perché il partner è degno di fiducia, d’altro lato sempre più in aumento risultano i rapporti occasionali, spesso associati al consumo di droghe o all’eccesso di bevande alcoliche o a sintomi depressivi.
Per fornire agli adolescenti il necessario bagaglio di conoscenze e sensibilizzarli sull’importanza della prevenzione, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, con il contributo della Regione Campania – Dipartimento della salute, ha organizzato una campagna itinerante che toccherà alcuni centri nevralgici della Campania come Castellammare di Stabia, Portici, Sorrento, Eboli.
“Usa la testa. Ascolta il tuo cuore” è lo slogan dell’iniziativa che si avvale della direzione scientifica del Prof. Mario Delfino docente di dermato-venereologia presso la Federico II in collaborazione con la Prof. Maria Triassi e con l’apporto della Prof. Gabriella Fabbrocini. Obiettivo: divulgare le “10 regole dell’amore”, ovvero le conoscenze basilari per prevenire le ITS attraverso un approccio corretto alla sessualità e sane abitudini relazionali.
« Sempre più giovani vivono la propria sessualità senza un approccio corretto alla gestione dell’affettività e senza pensare alle conseguenze – spiega il Prof. Delfino – che vanno dalle gravidanze indesiderate ad infezioni terribili come HIV ed epatite C. Complice anche la maggiore mobilità che contribuisce a diffondere le malattie, inoltre, nella fascia d’età 15/25, stiamo registrando un costante e sensibile aumento di malattie come la sifilide e la gonorrea che si ritenevano eradicate. Se è vero che le emozioni sono l’arcobaleno della vita – prosegue il Prof. Delfino – è altrettanto vero che la vita va difesa attraverso la conoscenza non solo del proprio corpo e di fondamentali segnali d’allarme, ma anche di imprescindibili strumenti di difesa, come ad esempio i vaccini contro il papilloma virus. Inoltre, appare necessario un forte impegno educativo che, senza demonizzazioni o terrorismo psicologico, stimoli la maturazione della sfera affettiva e relazionale, eccessivamente impoverita e promuova sane abitudini relazionali unitamente a corretti stili di vita, con particolare riguardo alla lotta alle dipendenze (alcol, fumo, droghe etc..)”.
Dunque è con questi obiettivi che parte il Camper della salute.
A bordo un team di specialisti in dermatologia, venereologia e psicologia che svolgeranno attività di counseling, ascoltando e fornendo chiarimenti, spiegazioni e indicazioni. Sarà inoltre distribuito un agile opuscolo, ad alto impatto comunicativo, realizzato specificamente per i giovani dalla dott.ssa Daniela Farina con il contributo delle psicologhe Raffaella Aruta, Anna De Rosa e Teresa Di Cicco.
La campagna partirà dal Comune di Nola, la cui amministrazione si è mostrata particolarmente attenta e sensibile alla problematica, mettendo a disposizione tutto il necessario supporto logistico, ed è stata presentata in mattinata nell’aula consiliare del Palazzo di città dall’assessore alle pari opportunità Carmela De Stefano, dal capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia Franco Nappi e per l’Università di Napoli, oltre al Prof. Mario Delfino dalle dott.sse Raffaella Aruta e Orsola Rescigno. Quindi domenica 21 febbraio, a partire dalla mattina, il camper sosterà a Piazza Duomo.
“Tutti sanno dell’esistenza delle ITS ma pochi le conoscono davvero. Chi si avvicina alla sessualità – sottolinea l’assessore alle pari opportunità Carmela De Stefano – deve conoscere sé stesso e deve conoscere in che modo viverla al meglio ed in maniera corretta. Proteggere la propria salute è un gesto di rispetto verso la propria persona oltre che verso gli altri. C’è bisogno di iniziative come queste per sensibilizzare soprattutto i giovani ad adottare stili di stili di vita piú sani”.
“Informare sulle insidie che si nascondono dietro comportamenti scorretti e condotte superficiali rappresenta un dovere per un’amministrazione comunale attenta al benessere fisico e psicologico della comunità e soprattutto dei giovani. Quella promossa dall’Università – sottolinea l’assessore alle politiche sociali Michele Cutolo – è una campagna importantissima non solo ai fini della prevenzione ma anche della divulgazione di strumenti cognitivi che possano aiutare tutti a vivere in maniera consapevole e responsabile la propria vita affettiva e sessuale”.
“Sono certo – conclude il sindaco Geremia Biancardi – che grazie all’attività di collaborazione intrapresa con l’Università riusciremo nell’obiettivo di contribuire ad arginare un’emergenza che non è solo sanitaria ma anche sociale e che per questo chiama ognuno, a cominciare dalle istituzioni, a fare la propria parte. Il camper della salute aiuterà a conoscere di più ed a rischiare di meno”.
Tommaso Sodano condanna la concessione dell’appalto di smaltimento dell’amianto a un condannato acerrano per disastro ambientale.
Gli ambientalisti stanno premendo e con loro preme anche un certo mondo politico. L’appalto di rimozione e smaltimento dell’amianto concesso dal comune di Napoli alla ditta Atr di Acerra, nel cui assetto societario figura un condannato in secondo grado per disastro ambientale, sta infatti suscitando forti malumori tra coloro che nella Terra dei Fuochi hanno sollecitato gli interventi della magistratura e delle forze dell’ordine contro le ecomafie. Oggi pomeriggio sull’argomento ha preso posizione l’ex braccio destro di De Magistris ed ex vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano. “Trovo gravissimo – commenta Sodano – l’affidamento, da parte del Comune di Napoli, del servizio di rimozione dell’amianto ad una società riconducibile ai Pellini di Acerra, contro cui ho condotto una battaglia durissima in Parlamento, nei primi anni 2000, e con esposti all’autorità giudiziaria per i disastri ambientali che quelle persone avevano portato alle nostre terre. Sicuramente l’affidamento avrà una “correttezza formale” ma una buona politica si deve porre anche il problema dei messaggi chiari contro tutte le eco mafie. A mio avviso va immediatamente revocato l’affidamento”.
(Fonte foto: rete internet)
De Magistris: “Un atto di grande valore politico, per la pace”.
“E’ un atto di grande valore politico, non è neutro o formale, non è contro qualcuno, ma per favorire la pace”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magisris ha motivato la decisione presa dalla sua amministrazione di conferire la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan leader curdo del Pkk detenuto dal 2002. A ricevere il riconoscimento e la medaglia della città, la nipote Dilek Ocalan deputata dell’Hdp partito filo curdo in Turchia. Una decisione che – ha sottolineato il sindaco – “non è una sfida, ma se qualcuno in Occidente pensa che le città siano suddite dei governi, sappia che questa città non prende ordini. Noi – ha aggiunto – crediamo che chi cerca di costruire pace e ha sete di giustizia non deve far paura e l’ho scritto anche al Governo per tranquillizzarli”.
“La Turchia non si ferma, uccide e attacca anche i curdi che vivono nel territorio oltre il confine della Siria. Oggi c’è in atto una guerra interna, una guerra contro le zone curde”, ha detto Dilek Ocalan, nipote del leader del Pkk.
(Fonte foto: rete internet)
Nell’ambito delle manifestazioni de “La Fontana del Villaggio”, il Sindaco, Dott. Antonio Falcone, e l’Amministrazione Comunale di San Vitaliano, in collaborazione con il GAD Radici, la Pro Loco San Vitaliano, il Lions Club Marigliano, la ConfCommercio San Vitaliano e le altre realtà associative locali presentano la manifestazione “Buon Compleanno TOTO’ – Ricordo del Principe della Napoletanità” in occasione del 118° Compleanno del Principe Antonio De Curtis, in arte TOTO’, presso il Teatro Comunale di San Vitaliano, oggi lunedì 15 febbraio 2016 alle ore 19.00.
Il programma della serata:
Saluti del Dott. Antonio Falcone, Sindaco di San Vitaliano;
Interviene il Dott. Mimmo Falco, vicepresidente Ordine dei Giornalisti della Campania;
Ospiti d’Onore le Sig.re Liliana ed Elena de Curtis, figlia e nipote del grande comico napoletano;
Conduce e coordina il Dott. Angelo Ciaravolo, consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti;
Con la partecipazione straordinaria di Accademia delle Arti “Lo Sberleffo” Geppino D’Alessandro, Giuseppe Cacace;
“Dolce Totò 2016” presentazione di manufatti dolciari ispirati alla figura del grande comico napoletano.
Impegnati in operazioni ad alto impatto. E’ la risposta dello Stato.
“Da oggi, a Napoli, 250 militari saranno impegnati in operazioni ad alto impatto sul territorio.
Questa è la pronta risposta dello Stato, che avevo assicurato durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, dedicato al capoluogo campano”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.
“Queste unità di rinforzo – sottolinea il ministro – rappresenteranno con più forza il presidio di legalità che noi intendiamo contrapporre agli episodi di violenza e di recrudescenza della criminalità e alle faide interne che in questo momento caratterizzano le azioni criminali, potenziando il controllo del territorio e rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
(Fonte foto: rete internet)
Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Nola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia Cautelare in carcere nei confronti di quattro persone – due, di 33 e di 53 anni, domiciliate a Marigliano (NA), una, di anni 43, a Volla (NA) e la quarta, di anni 48, a San Gennaro Vesuviano – per il reato di rapina aggravata ai danni di un autotrasportatore.
L’episodio criminoso si verificò in Arpino di Casoria il 9 novembre 2015.
L’ordinanza in questione costituisce l’esito di una indagine, avviata a seguito del rinvenimento a Saviano, all’interno di un capannone industriale in disuso, di un container carico di merce provento della rapina.
Le indagini condotte dai Carabinieri consentivano di individuare tutti i componenti del gruppo criminale, che venivano ripresi da un impianto di videosorveglianza installato lungo l’itinerario da percorrere per raggiungere il luogo di occultamento della refurtiva. A poche centinaia di metri del sito in questione, peraltro, era stata abbandonata la motrice del Tir, obiettivo della rapina.
Gli ulteriori accertamenti hanno consentito, inoltre, di comprendere i singoli ruoli rivestiti da ciascuno degli indagati, alcuni dei quali autori materiali della rapina , mentre altri hanno svolto compiti di natura logistica.
(Fonte foto: rete internet)
Ambientalisti sul piede di guerra. E il Movimento Cinque Stelle annuncia battaglia.
” Non è in discussione la questione formale, quella legata alla presunta regolarità dell’appalto, che però è stato vinto con un ribasso troppo forte. E’ in discussione l’etica della politica, della buona amministrazione. E’ in discussione la coerenza “. Gli ambientalisti di Acerra sintetizzano così l’appalto di smaltimento dell’amianto fatto vincere dal comune di Napoli all’Atr di Acerra, società tra i cui soci figura un imprenditore condannato in appello a 7 anni, l’anno scorso, per disastro ambientale nella Terra dei Fuochi. Contro l’Atr e i suoi responsabili era stata ingaggiata, ed è tuttora in corso, una battaglia legale e sociale in buona parte della provincia di Napoli. Ora però scoppia la polemica perché gli uffici comunali gestiti dal vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, hanno affidato all’azienda acerrana l’appalto di rimozione e smaltimento dell’amianto, appalto la cui base d’asta era di oltre 200mila euro ma il cui importo finale ha superato di poco i 120mila euro grazie al massimo ribasso del 42 % offerto dall’Atr. Atr che nel 2014 è finita in un video filmato dagli ambientalisti di Acerra, video che mostra in che modo la società acerrana aveva rimosso l’amianto da uno degli edifici della città dell’inceneritore. Intanto il Movimento Cinque Stelle annuncia battaglia. Per oggi sono attese iniziative da parte del gruppo regionale dei pentastellati.
Allo Juventus Stadium drappi di plastica francamente imbarazzanti, ma bravi i bianconeri a crederci fino in fondo
La coreografia vista sabato sera allo Juventus Stadium resta una delle immagini più tristi mai apparse in un campo sportivo di serie A: migliaia di drappi di plastica bianchi e neri che sembravano bustoni della spazzatura. Uno sventolare incerto, farraginoso. Zero fantasia, zero creatività, poca gioia. Le telecamere di Sky hanno indugiato pochi ma significativi secondi su una bionda e anziana dirigente della Juventus che spesso si vede nei salotti sportivi televisivi: manteneva a fatica il simil – sacchetto dell’immondizia, palesava a stento l’imbarazzo. Così come è francamente imbarazzante (per chi tifa Juventus, ovviamente) questo ostinarsi a cantare ‘O surdato ‘nnammurato, quasi a voler sfottere i napoletani senza rendersi conto che è un autogol clamoroso, un modo per alzare bandiera bianca e ammettere che non c’è (e probabilmente non ci sarà mai) una canzone in grado di rappresentare i colori bianconeri: Oje vita, oje vita mia a chi?
oje core di quale core?
Al netto di queste considerazioni, la Juventus ha battuto il Napoli 1 a 0 e il risultato ci sta tutto. Certo, ci stava anche il pareggio e persino la vittoria azzurra se il tiro di Hamsik fosse finito nello specchio della porta, ma i calciatori bianconeri hanno avuto il merito di crederci di più e Allegri è stato bravo a tenere bassi Insigne e Callejon costringendo Higuain a fare la punta isolata, oltre che ad inserire Zaza, autore del gol: lo avrà fatto per caso o per scelta, ma lo ha fatto. E questo conta, oggi. Conta anche non mollare, perché l’unico risultato che avrebbe chiuso il campionato (e manco questo è sicuro, in verità) sarebbe stata la vittoria del Napoli: più 5 a meno 13 giornate dal termine e tanta, tanta convinzione nei propri mezzi. È quella che si deve ritrovare, anzi non smarrire: la convinzione che il Napoli può ancora dire la sua. Anche perché, se dovesse arrivare il quinto scudetto bianconero, davvero non oseremmo immaginare quale altra squallida coreografia potrebbero inventarsi i gobbi.
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