Link in ingresso e link in uscita

L’implementazione, la corretta gestione e il monitoraggio di link in ingresso e link in uscita rispetto al proprio sito rientrano tra gli off pages factors, parametri esterni che incidono irrimediabilmente sul posizionamento web. I link in ingresso (anche detti inbound link, o backlink) sono collegamenti ipertestuali che puntano ad una pagina del proprio sito e provengono da un sito esterno. All’opposto, i link in uscita (o outbound link) partono dalle pagine del nostro sito e sono rivolte a quelle di un sito esterno. Riuscire ad ottenere un link al proprio sito significa guadagnare la fiducia dell’utenza che mi sta linkando: di conseguenza, Google premia i siti che ottengono tali riconoscimenti esterni. Anche in questo caso, il fattore decisivo è la qualità: trattandosi di link in ingresso e link in uscita, il valore del link deve essere elevato per generare un effetto positivo. Oggi, si è passati dalla link building (“costruzione di link”) alla link earning (“guadagno di link”): attraverso contenuti unici e una presenza costante su social network e forum, è possibile ottenere backlink preziosi. Anche la scelta di link in uscita rappresenta un parametro rilevante per la valutazione della qualità del sito. Saper scegliere chi linkare e farlo in maniera adeguata sono pratiche da non sottovalutare. Esistono delle regole essenziali da tenere in considerazione per evitare inutili penalizzazioni.
  1. Verifica del sito. Controllare il portale che linkiamo è il punto di partenza della nostra analisi preliminare. I fattori che vanno analizzati sono i link in ingresso e link in uscita, i suoi contenuti e il suo topic.
  2. Verifica della Serp. La presenza nelle prime pagine di Google della pagina che vogliamo linkare è segno di autorevolezza. In questo caso, è consigliato linkare.
  3. Verifica outbound link. Non è inusuale che le pagine linkate possano essere eliminate o modificate. In questo caso, i broken link o i link a contenuti modificati vanno monitorati e, di conseguenza, corretti.

I comandi di Google per controllare un sito web

Tra i comandi di Google per controllare un sito web, gli operatori rappresentano le funzioni essenziali per ogni ricerca. Utilissimi in campo Seo, tali strumenti servono ad interrogare i search engine e ricevere una risposta più selettiva e specifica. Nonostante siano quasi sconosciuti alla maggioranza dell’utenza che fruisce del servizio di Google, l’uso degli operatori permette di scremare una ricerca senza perdersi in risultati fuorvianti o off topic rispetto alla domanda per cui viene interrogato Big G. . Il grande potenziale degli operatori di ricerca consiste, di conseguenza, nella possibilità di affinare una ricerca sulla base dei reali bisogni espressi dall’utente. Di seguito riportiamo i più importanti comandi di Google per controllare un sito web, indicando le loro caratteristiche peculiari.
  1. Operatore define: serve a ricercare definizioni.
  2. Utilizzo delle virgolette: ricercare una citazione inserendola tra virgolette ci riconsegna le informazioni che Google ha trovato sulla sua origine.
  3. Operatore site: attraverso questo tipo di operatore è possibile ottenere informazioni riguardanti un unico sito.
  4. Operatore filetype: serve a scremare ulteriormente la ricerca sulla base dell’estensione ricercata.
  5. Utilizzo del simbolo meno (-): serve per escludere dai risultati della ricerca tutti i termini che posticipiamo al meno. Molto utile quando un termine è ambivalente o con doppio significato.
  6. Operatore link: tra i comandi di Google per controllare un sito web, l’uso dell’operatore link serve a specificare che stiamo chiedendo al motore di ricerca di riconsegnarci tutti i link che si trovano nella pagina che abbiamo digitato.
  7. Utilizzo dei caratteri (..): i due puntini sospensivi, opportunamente frapposti tra due valori numerici, ci consegnano risultati compresi dall’intervallo prescelto.
È evidente che, se svolgere una ricerca su Google rappresenta un’attività quotidiana ed intuitiva, rivolgersi agli operatori a nostra disposizione significa semplificare ulteriormente la nostra ricerca. Conoscerli significa saperli sfruttare: i web master, i seo e addirittura gli hacker sono in grado di usufruire al meglio delle potenzialità dei comandi di Google per controllare un sito web e ottenere i risultati che si sono prefissati.  

Acerra, ex assessore e collaudatore del Comune: il tribunale lo condanna per abuso edilizio

Quattro mesi di reclusione inflitti in primo grado a Carmine Anatriello, esponente della giunta Marletta. L’ingegnere: “Ricorrerò in appello”.      Quando gli è stata notificata la condanna stava collaudando l’area di sviluppo produttivo del comune di Acerra, in località Marchesa. Intanto l’ex assessore ai lavori pubblici della giunta retta dall’ex sindaco Espedito Marletta, l’ingegner Carmine Anatriello, è stato condannato in primo grado per abuso edilizio dal tribunale di Nola (presidente Anna Imparato) a quattro mesi di reclusione e al pagamento di 7mila euro. “Farò appello – fa sapere intanto Anatriello – questa condanna è il frutto di errori”. La vicenda risale a qualche anno fa, quando Anatriello non era più assessore, incarico svolto fino al 2009 nella giunta Marletta, ed era tornato al suo lavoro di ingegnere professionale. In quella fase l’ex amministratore pubblico ha diretto i lavori di modifica di un immobile in via De Gasperi. I lavori però sono stati ispezionati dalla polizia municipale, che ha ravvisato un abuso edilizio. Quindi il sequestro della struttura da parte dei caschi bianchi, la denuncia e il conseguente processo penale. Insieme ad Anatriello sono state condannate per lo stesso reato altre due persone, i proprietari del manufatto. A ogni modo il processo non ha bloccato i rapporti tra l’ingegnere ed ex assessore e la pubblica amministrazione. Mentre era in corso il processo a suo carico Anatriello è stato infatti nominato dal Comune di Acerra ingegnere collaudatore delle strade e della pubblica illuminazione di un lotto dell’area di insediamento produttivo ubicata in località Marchesa e di proprietà del municipio. Si tratta di una consulenza professionale dell’ammontare di 23mila euro complessivi. “Ho terminato il lavoro, non sono più il collaudatore”, specifica però Anatriello. Durante il processo sono emerse altre presunte responsabilità circa l’abuso in questione per cui non si escludono sviluppi.                              

Marigliano, gran successo per il 3° congresso dei Giovani Democratici

Nella mattinata di domenica 6 marzo 2016 si è svolto il 3° congresso dei Giovani Democratici di Marigliano, con l’elezione del nuovo segretario cittadino.
 Dopo 7 anni di intensa attività politica e di numerosi successi alla guida dei GD mariglianesi, lo storico fondatore e segretario cittadino, Vito Lombardi (a sinistra nella foto), ora presidente del consiglio comunale, lascia il timone dei giovani democratici a Giuseppe D’Agostino (a destra nella foto).
 Il neosegretario milita nei GD mariglianesi sin dalla loro istituzione e, nel corso degli anni, è tra i giovani che si sono contraddistinti per impegno sul territorio e per militanza nel partito, tanto da divenire nel 2013 membro della direzione provinciale dei GD e nel 2014 membro della direzione provinciale del PD.
La candidatura di D’Agostino è stata sponsorizzata negli scorsi mesi da tutta l’assemblea degli iscritti GD che ha individuato in lui il profilo giusto per ricoprire questo importante incarico. L’elezione alla segreteria cittadina è avvenuta all’unanimità dopo un approfondito confronto tra i numerosi convenuti e dopo che il neosegretario ha presentato la sua mozione ed ha illustrato le linee programmatiche.
Hanno partecipato al congresso l’on. Massimiliano Manfredi, il sindaco di Marigliano Antonio Carpino, il segretario del PD Marigliano Gaetano Bocchino e Francesca Scarpato, candidata alla segreteria regionale dei GD.

Sant’Anastasia. Tutela animali, scatta la denuncia

La Polizia Municipale di Sant’Anastasia ha provveduto a denunciare all’Autorità Giudiziaria A.F. di 53 anni residente a Sant’Anastasia per maltrattamento di animali aggravato dalla morte.   La Polizia Municipale, su segnalazione di alcuni cittadini, si è recata presso un terreno privato di via Largo Donna Regina, dove ha rilevato la presenza due cani legati a delle catene, dei quali uno malato e denutrito e l’altro morto. Giunti sul posto, gli agenti della P.M., spiega il Comandante Fabrizio Palladino, “si trovavano dinnanzi ad uno scenario orrendo: all’interno di un terreno recintato e chiuso con un catenaccio blindato vi erano effettivamente due cani dei quali uno era morto, rimasto impiccato e sollevato da terra dalla cortissima catena che lo teneva legato e che si era incuneata tra la cabina e una barriera che delimitava il vano di carico di un’ape-car, presumibilmente a causa dei movimenti del cane che pertanto era morto per soffocamento. L’altro cane, che emetteva tantissimi lamenti, era a sua volta legato con una catena metallica lunga circa due metri, ma che risultava più corta come spazio disponibile ai movimenti del cane perché era incastrata in un carrello metallico porta-attrezzi presente nel cortile. Nessuno dei due cani aveva nelle vicinanze a disposizione né cibo, né acqua, erano magri, sporchi ed in condizioni igieniche precarie. Giungevano anche il medico veterinario reperibile dell’ASL e l’ambulanza veterinaria. Il cane ancora vivo veniva soccorso e affidato al canile convenzionato col Comune di Sant’Anastasia per le cure ed il suo ricovero. Il proprietario del terreno e detentore dei cani è stato denunciato dalla Polizia Municipale per maltrattamento di animali aggravato dalla morte”. “Non è tollerabile il maltrattamento degli animali e la nostra Amministrazione – dice l’assessore Cettina Giliberti – ha da subito preteso un controllo costante del territorio, teso sia a reprimere comportamenti dannosi per essi, sia a tutelarli. Continueremo a favorire la cultura dell’accoglienza degli animali, che, come è noto, sono di grande utilità in certi casi di disabilità e sono in altri casi una piacevole compagnia, mentre lotteremo contro il loro abbandono e maltrattamento”.

La Polizia Municipale prosegue l’attività di contrasto agli abusi edilizi

Numerose opere non regolari poste sotto sequestro. Gli agenti di Polizia Municipale, coordinati dal Comandante Ciro Cirillo, hanno intensificato l’attività di controllo del territorio ed, in particolare, le operazioni di contrasto agli abusi edilizi. Con una comunicazione del 7 marzo 2016, il Comando ha reso noto che le attività poste in essere nel corso degli ultimi due mesi hanno consentito di accertare la presenza sul territorio di diverse opere abusive, già realizzate o in corso di realizzazione, finalizzate, in particolare, all’ampliamento di manufatti già esistenti, alla costruzione ex novo di strutture in ferro ed al completamento di strutture già precedentemente sequestrate, con violazioni di sigilli. Nel corso dell’attività, gli agenti hanno accertato anche opere di costruzione di locali destinati ad ospitare cittadini extracomunitari, con spazi angusti predisposti a dormitorio, attigui a spazi più ampi, sede di macchinari vari per la lavorazione di tessuti. A seguito dei numerosi controlli effettuati, non solo nelle aree periferiche ma anche nel centro cittadino, in via Basilio, via Di Prisco, Via Saviano, Via Nappi (traversa dei Melograni), Via Casilli, Via degli Ulivi, sono scaturite segnalazioni di reato all’Autorità Giudiziaria, denunzie per violazione di sigilli e le opere realizzate abusivamente sono state sottoposte a sequestro. Gli agenti di Polizia Municipale hanno interrotto le opere di costruzione di un fabbricato con recinzione perimetrale in cemento armato, la realizzazione di un secondo piano di circa 220 metri quadri, i lavori di tamponatura e tramezzatura su primo piano di un edificio già abusivamente edificato e la realizzazione di un secondo piano di circa 150 metri quadri. Hanno provveduto, inoltre, all’apposizione dei sigilli lì dove vi era stata violazione e prosecuzione dei lavori su un immobile già sequestrato. Il Comando di Polizia Municipale, inoltre, ha effettuato verifiche relative ad ordinanze di demolizione con accertata inadempienza, procedendo, quindi, al deferimento all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza. Si rende, pertanto, noto che le attività di controllo proseguiranno in modo tale da non consentire ulteriori opere alle strutture già sottoposte a sequestro.

L’8 marzo è Maria Baratto, l’operaia della Fiat di Pomigliano che si tolse la vita nel calvario della cassa integrazione

Una figura dimenticata dalla stampa, dalla politica e dallo stesso sindacato.      Per ricordare la festa della donna i militanti del comitato di lotta cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano stamane all’alba hanno organizzato una piccola cerimonia davanti al reparto logistico Fiat di Nola, in cui lavorano 280 addetti in organico alla Fiat di Pomigliano. Qui era stata dirottata, dallo stabilimento di Pomigliano, senza però lavorare, Maria Baratto, operaia di 47 anni, che dopo diversi anni di fila in cassa integrazione ha quindi deciso di togliersi la vita, il 23 maggio del 2014, nell’appartamento che aveva affittato e in cui viveva da sola, ad Acerra. Per commemorarla nella ricorrenza dell’8 marzo alcuni ex operai della Fiat, licenziati dall’azienda dopo aver manifestato per lei e per gli altri operai di Pomigliano morti suicidi, hanno attaccato su un palo davanti al reparto logistico una fotografia di Maria che riporta un epitaffio. “Non dimenticheremo mai Maria e gli altri compagni uccisi dalla precarietà”, la scritta sotto cui sono stati apposti un garofano e un foulard rossi. Poco dopo Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella e Massimo Napolitano si sono recati al cimitero di Ponticelli, dov’è sepolta Maria Baratto. Anche qui sono stati lasciati sulla tomba dell’operaia garofani e pensieri.

Nola. Sopracciglia sospese per le donne affette da cancro

Un’iniziativa di solidarietà che prende spunto dal caffè sospeso ma punta a colmare esigenze più profonde. L’idea dell’associazione Nola da Qui. Da donna a donna, e non solo. In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, l’associazione Nola da Qui lancia un’iniziativa di solidarietà rivolta a tutti e a beneficio delle donne che quotidianamente combattono contro il cancro. La proposta è quella di donare il trattamento estetico ricostruttivo delle sopracciglia alle donne che le hanno perse o danneggiate a causa delle cure oncologiche. L’espediente sarà mutuato dalla solidale usanza del caffè sospeso, invitando i potenziali benefattori a dare un’offerta presso i centri estetici aderenti all’iniziativa, che a loro volta potranno offrire il trattamento in questione a coloro che vivono questo disagio. Il presidente dell’associazione, Mariangela Saulino, spiega così il senso di “Sopracciglia sospese”: “L’otto marzo c’è poco da festeggiare e molto ancora da salvaguardare, precisare, difendere, diffondere in termini di parità e diritti di genere. Questa iniziativa intende difendere la femminilità come requisito di sicurezza e consapevolezza per le donne e che possano essere altre donne a compiere un piccolo gesto di vicinanza mi pare davvero una cosa positiva”. Annunciato nel giorno dedicato alla donna, il progetto punta ancora a crescere e a trovare, oltre che sostenitori, anche numerosi centri estetici disponibili a farsi mezzo di questa opera di solidarietà. “Troppo poco emerge la solidarietà femminile nei confronti delle altre donne” aggiunge Mariafranca Tripaldi, esponente di Nola da qui e consigliere di minoranza del comune di Nola “vogliamo essere tramite, perché una donna o un uomo entrando in un centro estetico per prendersi cura di sé si faccia minimo carico anche della cura di un’altra donna. Il trattamento estetico in questo caso attiene alla cura del proprio aspetto per eliminare il marchio della malattia”.

Somma Vesuviana, lettera firmata: «L’Amministrazione dica cosa vuole fare del parcheggio di via Torre»

In una missiva indirizzata al mediano.it, un lettore si interroga sul futuro dell’opera pubblica auspicando confronti tra Palazzo e cittadini nonché provvedimenti che portino fino alla ztl.   Una domanda semplice cui segue una risposta ancora più semplice. A cosa serve un’opera pubblica? A migliorare la vita dei cittadini che usufruiscono di quell’opera, soprattutto per quelli che vi abitano vicino. Una teoria che diventa complicata e di difficile soluzione quando si tratta di applicarla alla città di Somma Vesuviana. Prendiamo il parcheggio in via Torre. E’ finalmente, dopo un lungo e tormentato iter, terminato. Si potranno metterci le macchine. Renderlo funzionante. Operativo 24 ore su 24. Macché. Sulla sua destinazione il mistero è fitto. Eppure era nato con le migliori intenzioni di cui sono pieni i fossi: destinare una parte dei posti disponibili alle auto dei residenti del Casamale (a pagamento ovviamente, magari agevolato, ma pur sempre a pagamento), liberare le vie del centro storico dalla sosta selvaggia, permettere ai mezzi di soccorso ma anche a quelli delle pulizie di passare regolarmente, rendere la stessa via Torre una strada di transito agevole e non un parcheggio abusivo e pericoloso.  La restante parte un parcheggio a ore, per i locali della zona ma anche in occasioni di feste pagane e religiose. Insomma un’importante opera per il Casamale , una delle tante promesse in questi anni, che vive un paradosso tipicamente sommese: come farla funzionare.  Dall’amministrazione comunale per adesso non arrivano segnali, ma sarebbe il caso di farli arrivare ai cittadini. Cosa fare del parcheggio di via Torre, per evitare che faccia la fine del parcheggio di via Casaraia, ovvero dell’ennesimo spreco di danaro pubblico? Oppure della presunta Casa di Riposo uno scempio senza fine ( hanno rubato persino i sanitari) le cui colpe risalgono a qualche amministrazione fa? O  del progetto di riqualificazione di via Colonello Aliperta: parco pubblico e realizzazione di una strada che avrebbe dovuto collegare la stessa con via Ferrante D’Aragona, decongestionando il traffico del centro storico nelle ore in cui i bambini entrano ed escono da scuola.  Un progetto diventato mostro, risalente alle precedenti amministrazioni, ma che, guarda caso, penalizzano sempre il Casamale.  All’amministrazione civica si chiede di invertire questo passo, e senza indugi dica con chiarezza come intende utilizzare questo parcheggio. Convochi, se lo ritiene opportuno, un’assemblea pubblica, nelle sedi istituzionali, con i “casamalisti” ascoltando proposte e suggerimenti. Discuta in consiglio comunale, avvii bandi di gare, lo dia in gestione oppure lo gestisca in proprio. Insomma fare qualcosa, sempre meglio dell’ignavia e dell’inettitudine.  Le finalità di questo parcheggio era e restano nobili, perchè erano la premessa di altri audaci decisioni amministrative. Una nuova segnaletica per il quartiere, dissuasori in alcune strade per limitare l’eccesso di velocità, piccole oasi senza macchine (esempio in piazza Collegiata ),   e un poco alla volta arrivare alla famigerata  Ztl, quella zona a traffico limitato, di cui tanto si parla, fino alla chiusura completa alle auto in alcune domeniche del mese. Un sogno? Certo se non si avverano. Ma perché in altri paesi vicini al nostro è possibile e al Casamale no? Cosa abbiamo di diverso? Spetta alla politica guidare il cambiamento, lo faccia senza senza se e senza ma. Ma nell’esclusivo interesse dei cittadini che amministra. Sergio D’Avino

Somma Vesuviana, Giornata della Donna, l’iniziativa del sindaco e degli assessori Raia e Di Palma

Nella Giornata Internazionale della Donna, il sindaco Pasquale Piccolo ha voluto diffondere in città un manifesto molto significativo: una foto storica immortala in bianco e nero alcune operaie sul luogo di lavoro; in fondo, una frase di Rita Levi Montalcini, scelta per rendere omaggio alle donne che ogni giorno si affermano per intelligenza e sensibilità. L’idea del manifesto è avvenuta di concerto con gli assessori alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità, Milena Di Palma e Rosanna Raia. L’otto marzo – è esplicitato – “non è una festa, ma una celebrazione” delle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne. Il sindaco, inoltre, ha omaggiato le scuole elementari e medie con piante di mimosa che distribuirà, unitamente all’assessore Di Palma, con un biglietto contenente una frase sul tema, per non dimenticare l’incendio che provocò numerose vittime, tra cui molte donne, in una fabbrica americana, nel primo decennio del Novecento. L’assessore Raia, invece, si recherà negli uffici del comune per donare un personale omaggio floreale alle dipendenti, con un messaggio gentile e riflessivo. (Fonte foto: rete internet)