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Somma Vesuviana, lettera firmata: «L’Amministrazione dica cosa vuole fare del parcheggio di via Torre»

In una missiva indirizzata al mediano.it, un lettore si interroga sul futuro dell’opera pubblica auspicando confronti tra Palazzo e cittadini nonché provvedimenti che portino fino alla ztl.

 

Una domanda semplice cui segue una risposta ancora più semplice. A cosa serve un’opera pubblica? A migliorare la vita dei cittadini che usufruiscono di quell’opera, soprattutto per quelli che vi abitano vicino. Una teoria che diventa complicata e di difficile soluzione quando si tratta di applicarla alla città di Somma Vesuviana. Prendiamo il parcheggio in via Torre. E’ finalmente, dopo un lungo e tormentato iter, terminato. Si potranno metterci le macchine. Renderlo funzionante. Operativo 24 ore su 24. Macché. Sulla sua destinazione il mistero è fitto. Eppure era nato con le migliori intenzioni di cui sono pieni i fossi: destinare una parte dei posti disponibili alle auto dei residenti del Casamale (a pagamento ovviamente, magari agevolato, ma pur sempre a pagamento), liberare le vie del centro storico dalla sosta selvaggia, permettere ai mezzi di soccorso ma anche a quelli delle pulizie di passare regolarmente, rendere la stessa via Torre una strada di transito agevole e non un parcheggio abusivo e pericoloso.  La restante parte un parcheggio a ore, per i locali della zona ma anche in occasioni di feste pagane e religiose. Insomma un’importante opera per il Casamale , una delle tante promesse in questi anni, che vive un paradosso tipicamente sommese: come farla funzionare.  Dall’amministrazione comunale per adesso non arrivano segnali, ma sarebbe il caso di farli arrivare ai cittadini. Cosa fare del parcheggio di via Torre, per evitare che faccia la fine del parcheggio di via Casaraia, ovvero dell’ennesimo spreco di danaro pubblico? Oppure della presunta Casa di Riposo uno scempio senza fine ( hanno rubato persino i sanitari) le cui colpe risalgono a qualche amministrazione fa? O  del progetto di riqualificazione di via Colonello Aliperta: parco pubblico e realizzazione di una strada che avrebbe dovuto collegare la stessa con via Ferrante D’Aragona, decongestionando il traffico del centro storico nelle ore in cui i bambini entrano ed escono da scuola.  Un progetto diventato mostro, risalente alle precedenti amministrazioni, ma che, guarda caso, penalizzano sempre il Casamale.  All’amministrazione civica si chiede di invertire questo passo, e senza indugi dica con chiarezza come intende utilizzare questo parcheggio. Convochi, se lo ritiene opportuno, un’assemblea pubblica, nelle sedi istituzionali, con i “casamalisti” ascoltando proposte e suggerimenti. Discuta in consiglio comunale, avvii bandi di gare, lo dia in gestione oppure lo gestisca in proprio. Insomma fare qualcosa, sempre meglio dell’ignavia e dell’inettitudine.  Le finalità di questo parcheggio era e restano nobili, perchè erano la premessa di altri audaci decisioni amministrative. Una nuova segnaletica per il quartiere, dissuasori in alcune strade per limitare l’eccesso di velocità, piccole oasi senza macchine (esempio in piazza Collegiata ),   e un poco alla volta arrivare alla famigerata  Ztl, quella zona a traffico limitato, di cui tanto si parla, fino alla chiusura completa alle auto in alcune domeniche del mese. Un sogno? Certo se non si avverano. Ma perché in altri paesi vicini al nostro è possibile e al Casamale no? Cosa abbiamo di diverso? Spetta alla politica guidare il cambiamento, lo faccia senza senza se e senza ma. Ma nell’esclusivo interesse dei cittadini che amministra.

Sergio D’Avino

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