Somma Vesuviana: i piccoli grandi atleti del Busen Club Marino
Sono piccoli, hanno dai 4 anni in su, eppure sono già dei validi atleti. Frequentano i corsi di judo o di ginnastica artistica, qualcuno anche entrambi, studiano con ottimi voti e si divertono con gli amici. Eccoli i “piccoli” del Busen Club Marino.
Francesca, 4 anni, cintura gialla/arancione di judo. Chiara e Giovanna, entrambe 8 anni, entrambe cintura bianca/gialla di judo. Daniela, 9 anni, cintura bianca/gialla di judo. Marco, 10 anni, cintura blu/marrone di judo nonché ginnasta.
Ecco alcuni degli atleti della Società Sportiva Busen Club Marino di Somma Vesuviana. Si tratta di bambini, eppure sono già in grado di affrontare sport duri, che richiedono grande impegno e sacrifici. E nonostante ciò vanno a scuola conseguendo ottimi risultati, giocano con i loro amici, si divertono: ormai per loro lo sport è diventato parte della loro vita, un’attività che può contribuire allo loro crescita, formare il loro corpo e soprattutto la loro personalità.
«Il judo mi fa stare bene» ha spiegato Daniela, subito incalzata da Giovanna che ha aggiunto: «Grazie al judo posso diventare più forte, perché sento di essere in grado di difendermi anche se il judo non è per nulla uno sport violento, anzi ci insegna a rispettare gli altri».
«Ciò che più mi piace di questo sport è il momento delle gare – è intervenuta la piccola Francesca – non ho paura di affrontare gli altri bambini, perché mi sento sicura».
Ciò che più sorprende i maestri e i tecnici che lavorano con questi bambini è che spesso non sono solo loro ad insegnare le tecniche dello sport praticato ma, al contrario, sono i piccoli a dare loro grandi insegnamenti di vita. Come il caso di Giovanna e Chiara che hanno spiegato che per loro è bello anche solo partecipare alle gare, senza l’ansia di dover vincere a tutti i costi.
Soprattutto questi bambini insegnano che è il mondo degli adulti ad avere spesso pregiudizi sessisti e a classificare uno sport come il judo per soli uomini o la ginnastica artistica per sole donne, perché per loro, invece, questa distinzione non ha senso né ha modo di esistere. «Non ho mai pensato che il judo potesse essere uno sport per uomini – ha notato intelligentemente Daniela – Anzi proprio le donne dovrebbero praticarlo perché permette loro di diventare più forti».
Stesso discorso, all’inverso però, per Marco che invece da ben 6 anni pratica ininterrottamente sia judo che ginnastica artistica frequentando la palestra 6 giorni a settimana senza quasi mai assentarsi. «Ho inizialmente fatto una prova di judo e il corso mi è subito piaciuto – ha spiegato l’instancabile ragazzino – Mia sorella, invece, frequentava le lezioni di ginnastica artistica, l’ho vista e ho deciso di fare una prova anche lì. Ho iniziato anche quel corso. Sia il maestro di judo che le insegnanti di ginnastica artistica mi coinvolgono molto, partecipo a molte gare in entrambe le discipline e per ora non ho intenzione di smettere con nessuna delle due attività seppur siano molto diverse tra di loro». Soprattutto, Marco non si è mai lasciato scoraggiare dalla scarsa presenza di uomini nel mondo della ginnastica artistica: «Non ho mai pensato che fosse uno sport per sole donne – ha semplicemente aggiunto – Non mi sono mai sentito in difficoltà per questo motivo. Anzi, molte persone invece mi chiedono perché pratico due attività e non ne abbandono almeno una, ma a me piacciono entrambe e la mia costanza nel praticare le due discipline lo dimostra».
Nelle parole di questi piccoli atleti c’è tanto: la paura del bullismo, il desiderio di sentirsi forti, l’assenza di pregiudizi, il piacere di divertirsi.
Intanto, anche i più “grandi” del corso di judo continuano a dare il meglio di loro durante le importanti competizioni cui stanno partecipando.
Il judoka Davide Brignola si è qualificato per la finale del Campionato Italiano Cadetti che si terrà a Ostia il prossimo 19 marzo. Al Trofeo Regionale Cinture Colorate per gli Esordienti Fabiana Aprea, Alessandro Carotenuto, Domenico De Simone, Giovanni Mocerino e Emily Viterbo – ciascuno nella sua categoria – hanno ottenuto tutti la medaglia d’oro. Giuseppe Fatteruso si è classificato secondo, Matteo Garzilli e Michele Ugliano terzi, mentre Alfonso Di Sarno, Francesco Iervolino e Carlo Prisco quinti. Bravi anche Giuseppe Di Lorenzo e Rossella Tramontano.
Ragazzi forti e grintosi che, senza assolutamente tralasciare i loro impegni scolastici, dedicano tante ore allo sport consapevoli dell’importanza dell’attività fisica ma soprattutto dei grandi obiettivi che è fondamentale prefissarsi e tentare di raggiungere, sempre con costanza, qualche sacrificio e soprattutto tanta forza.
Primarie a Napoli, scontro nel Pd. Respinto ricorso Bassolino. Lui: “Offesa alla città”
Scontro al comitato organizzatore: “Sentenza preconfezionata basata su un cavillo”.
Scontro nel Pd sulle primarie del centrosinistra a Napoli. La commissione di garanzia ha bocciato il ricorso presentato da Antonio Bassolino. Ricorso respinto con 8 voti a 1. L’unico voto contrario è stato di Fabio Benincasa, rappresentante di Centro Democratico. “Abbiamo verificato i verbali e abbiamo ufficialmente proclamato Valeria Valente quale vincitrice delle primarie a Napoli”, ha detto Giovanni Iacone, presidente della commissione: “Valente è quindi la candidata della coalizione di centrosinistra”. Attacca l’ex sindaco: “Invece di riflettere e discutere il PD chiude gli occhi. E’ un colpo di spugna che offende le primarie e la città” Poco prima della bocciatura, Vincenzo Serio e Antonio Giordano, i due rappresentanti nella commissione di garanzia vicini alle posizioni di Antonio Bassolino, hanno lasciato polemicamente la riunione della commissione di garanzia. “Ci troviamo di fronte a una sentenza preconfezionata sul ricorso e non ci prestiamo a una farsa”, hanno affermato parlando con i giornalisti all’esterno della stanza. “Non lo discutiamo inutilmente per poi farcelo dichiarare illegittimo, perché sarebbe arrivato dopo i termini, per un cavillo, insomma”, ha detto Serio, che ieri aveva presentato il ricorso di Bassolino contro le primarie. Ed ha aggiunto: “Noi ci rifiutiamo di partecipare a una discussione formale davanti a un disastro che si sta verificando in questa città”, ha aggiunto Serio. Pier Luigi Bersani critica le prese di posizione contro il ricorso di Bassolino sull’esito delle primarie di Napoli: “E’ irrituale che ci siano stati pronunciamenti di esponenti dell’esecutivo del partito prima della commissione di garanzia. A prescindere dagli esiti, non ci dovrebbero essere queste sgrammaticature e bisogna entrare nel merito perchè c’è un problema politico gravissimo: il disagio dei nostri elettori”. A chiedere un pronunciamento dell’organo di garanzia nazionale, è Gianni Cuperlo: “Ho rispetto per gli organi di garanzia del nostro partito ma di fronte all’esito della vicenda di Napoli, con il respingimento del ricorso, si pone un tema che è la necessità di superare la giurisprudenza domestica, che viene esercitata in una logica di partito locale laddove i membri sono espressione delle correnti da giudicare”. Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini dice basta alla polemiche interne: “Alcuni episodi avvenuti a Napoli non vanno sottovalutati e hanno la nostra attenzione più alta ma non inficiano la validità delle primarie”. “Si è pronunciato il comitato dei garanti della coalizione e ha rigettato il ricorso confermando il risultato. Si parte da qui – prosegue – per una campagna elettorale dentro la città, parlando di idee e futuro. Aprire polemiche solo interne rischia di affievolire la forza del nostro impegno per vincere le elezioni”. (Fonte foto: rete internet)Sfrattato dal tugurio pagato a peso d’oro, il sindaco: “Smentisco di averlo incontrato o conosciuto”. Il disoccupato: “Senza parole”
Il 12 aprile le forze dell’ordine dovranno sgomberare ad Afragola Antonio Caiazza, la moglie e i sei figli. Intanto scatta la solidarietà da tutta Italia.
Nessun aiuto immediato per la famiglia Caiazza. Nessuna mano tesa dal comune per il papà Antonio, muratore licenziato, e la mamma Anna, casalinga, che con sei figli vivono in un tugurio umido e inabitabile di una stanza per il quale fino a otto mesi fa Antonio ha pagato 270 euro al mese, fino al licenziamento nell’ambito di un lavoro al nero per il quale ovviamente non si prevedono ammortizzatori sociali. Intanto la famiglia Caiazza è sotto sfratto. Il 12 aprile arriverà l’ufficiale giudiziario insieme alle forze dell’ordine per cacciare Antonio e i suoi dal buco di via San Giorgio numero 7. Nessuna pietà, intanto, per la famiglia Caiazza. Qualche giorno dopo la diffusione mediatica di questa storia il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, ha infatti diramato un comunicato stampa attraverso cui ” smentisce di aver avuto un incontro o di aver mai conosciuto il signor Antonio Caiazza “. Dunque: non un comunicato per annunciare la soluzione del problema ma solo un messaggio per dire che no, che quel signore il sindaco non lo conosce proprio. Antonio aveva dichiarato di essere stato ricevuto da Tuccillo che, a un certo punto del colloquio, si sarebbe girato di spalle, avrebbe preso il portafogli e avrebbe dato al muratore disoccupato una banconota da 50 euro. Nello stesso comunicato di smentita il sindaco ha poi aggiunto le seguenti frasi: “Stiamo cercando di impegnarci affinché si possano creare nuove occasioni di lavoro sul territorio e nel contempo stiamo offrendo dal punto di vista dell’assistenza sociale servizi importanti. Penso all’assistenza agli anziani e ai disabili, all’asilo nido comunale con voucher per le fasce più deboli, ai bonus sociali per le vedove e all’assistenza economica alle famiglie dei detenuti, anche destinatari di un contributo una tantum alla fine della reclusione. Purtroppo il comune non ha disposizione al momento nuovi alloggi di edilizia popolare, anche per questo abbiamo intenzione attraverso l’assegnazione dei Beni confiscati di creare nuove occasioni in particolare per le famiglie più bisognose, individuando una quota di immobili per offrire una soluzione di emergenza temporanea a chi si trova in questa situazione di disagio abitativo”. Parole che non lasciano nessuna speranza di una soluzione immediata per la famiglia Caiazza. “Lui dice di non avermi mai incontrato – replica stizzito Antonio – io invece sono stato da lui l’estate scorsa e lo può testimoniare l’usciere che mi ha dato il passi “. Antonio è disperato più di prima: Perchè il sindaco invece di aiutarmi fa così ? Perchè si comporta in questo modo ? Io pur di non sbagliare non ho fatto mangiare la mia famiglia per tre giorni di seguito. E continuo a essere onesto nonostante queste difficoltà incredibili “. Nel frattempo se il comune non fa nulla si è però messa in moto la macchina della solidarietà dei semplici cittadini. Centinaia di persone stanno chiedendo al Mediano.it come poter raggiungere Antonio e la sua famiglia. Il disoccupato 39enne ha dato l’autorizzazione alla pubblicazione del suo numero di telefono. Eccolo: 339-7467764.
Napoli, vigile ucciso: indagato per estorsione
Investigatori al lavoro per scoprire movente omicidio.
Era indagato per estorsione dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Manlio Barometro, 59 anni, l’agente della Polizia Municipale ucciso a colpi di pistola in un agguato scattato nella serata di ieri, davanti alla cremeria di un parente, in via Fratelli Grimm, nel quartiere Ponticelli di Napoli. Gli investigatori, che al momento non escludono alcuna ipotesi sul movente, stanno indagando anche per capire se la circostanza sia da mettere in relazione con l’omicidio, maturato nell’ambito della sua vita privata. (Fonte foto: rete internet)E se l’8 marzo cominciasse da Colonia?
A Napoli, nella giornata centrale del Marzo Donna 2016 organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità, la scelta è discutere a partire dai fatti di Colonia: “Colonia prima, durante e dopo: i corpi delle donne territorio di guerra senza confini”, una giornata di approfondimenti e dibattiti.
Nella sala conferenze della Scuola di Medicina e Chirurgia SUN di Napoli si è svolta una giornata di studio dedicata alla situazione attuale delle donne nei paesi europei a partire dai cosiddetti “fatti di Colonia”. Non è possibile, infatti, prescindere da una riflessione su quanto è accaduto, sulle modalità delle narrazioni che di quegli eventi si sono fatte, sulle conseguenze e sulle riflessioni (poche) che ne sono seguite, se nel giorno di marzo dedicato alla donna, di donne e delle loro vite si vuole parlare. La storia, orribile, sembra molto antica. Eppure un inquietante elemento di novità c’è: l’utilizzo del corpo delle donne in chiave razzista. I fatti sono noti e anche il clamore, dovuto non tanto alle aggressioni perpetrate, ma agli autori delle stesse, apparentemente migranti, nordafricani, mediorientali e similari. Gli “altri”, cioè. “Noi”, i buoni, i democratici, queste cose alle donne non le facciamo. Ma le cose stanno davvero così?
La giornata di studio, voluta dall’Assessora alle Pari Opportunità Simona Marino ed organizzata da MDM School e AFEM, vuole rispondere a questa domanda.
Dopo i saluti del Presidente della Scuola, Silvestro Canonico, di Angela Cortese in rappresentanza della Regione Campania è intervenuto il Sindaco di Napoli De Magistris, che ha sottolineato come le donne continuino ad essere vittime di violenza fisica e psicologica nei nostri occidentalissimi paesi, ricordando i terribili episodi accaduti nelle caserme di Bolzaneto a Genova e Raniero a Napoli, ricordando gli stupri di guerra commessi dai soldati occidentali e le donne migranti che sono sottoposte a sequestro e sfruttamento per pagare i debiti di viaggio delle famiglie. Tanto per chiarire da subito che la violenza sulle donne non ha né nazionalità né religione.
Mariapia Ponticelli, dell’MDM School, introduce i lavori, illustrando le finalità dell’associazione e della giornata. La prima a prendere la parola è la Prof. Chiara Saraceno. Sociologa e studiosa della famiglia e delle questioni femminili e di genere, indica subito nella narrazione di questa vicenda il punto rivelatore dei modelli di genere della nostra società. Le violenze sulle donne durante la notte di Capodanno, infatti, sono state ignorate e sottovalutate per tre giorni. Non sembravano costituire una gran notizia. Girare nelle piazze di Berlino o di altre città tedesche o europee in quella notte non è raccomandabile per le donne. “Se la sono cercata”, avranno pensato come al solito nelle redazioni dei quotidiani. I giornali di destra, in particolare, lo hanno fatto finché non hanno colto la possibilità di sfruttare la notizia in chiave anti-immigrati e anti-Merkel, che proprio in quei giorni stava rivedendo la sua politica sui migranti e l’accoglienza. Quelli di sinistra, specularmente, non volendo soffiare sul fuoco del razzismo, hanno preferito tacere all’inizio. Chiara Saraceno ha poi suggerito altre riflessioni: che il 70% degli aggressori fossero stranieri ha fatto dimenticare che il restante 30% erano tedeschi. E’ bastato per far sentire gli uomini occidentali senza colpa, puri, non maschilisti. Mentre nell’affrontare la questione dei giovani maschi migranti che aggrediscono le donne si trascura un fatto essenziale, e cioè che sono esposti a una dissonanza cognitiva: nel nostro occidente le donne libere non sono poi così rispettate. L’eroticizzazione esasperata della pubblicità, ad esempio, alimenta l’equivalenza di libertà e disponibilità sessuale. L’immagine della donna occidentale è sempre quella vista attraverso gli occhi di un uomo. Infatti dalle indagini Istat risulta che le violenze gravi, stupri ecc. non sono diminuite, a fronte della diminuzione degli omicidi non diminuiscono i femminicidi. C’è uno zoccolo duro che non è stato nemmeno scalfito negli ultimi anni. Il permanere di modelli culturali che giustificano la visione asimmetrica di maschile e femminile (ad esempio il lavoro è più importante per l’uomo che per la donna) è letale perché è proprio la visione asimmetrica che indebolisce le donne, in quanto le rende incapaci di cogliere i segnali di pericolo. Volendo riassumere “se l’è cercata” è l’equivalente occidentale del mettere il burqa per non provocare.
I lavori, coordinati da Enrica Ammaturo, sono proseguiti con gli interventi di Monica Ruocco (arabista) e Roberto Tottoli (islamista) dell’Istituto Orientale che hanno sottolineato la molteplicità e la diversità del mondo musulmano. Il prof. Gianfranco Pecchinenda ha evidenziato che le notizie sono prese in considerazione solo se sono di un certo tipo e se possono essere date in termini semplici. In altre parole le notizie sui fatti di Colonia potevano diffondersi solo così. Poi c’è un’elite, ma è solo una minoranza, che legge oltre, la maggioranza non sa farlo.
Interviene poi Vittoria Fiorelli (storica)che mette in evidenza come il corpo delle donne sia ancora la frontiera, il luogo in cui per eccellenza si costruisce il confine. Infine prende la parola Teresa Boccia, urbanista della Federico II, che sottolinea come nelle nostre città considerate sicure in realtà lo spazio pubblico non è mai stato delle donne, semplicemente le donne si autoregolano.
Chiude la prima parte della giornata l’intervento dell’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Napoli Simona Marino che propone il racconto Draupadi, della scrittrice Mahasveta Devi, contenuto ne “La trilogia del seno”. Draupadi è una guerrigliera che viene catturata e data in pasto all’esercito. Quando deve presentarsi a giudizio la donna rifiuta di farsi vestire ed espone il proprio corpo martoriato al giudice che guarda scioccato il corpo della donna senza riuscire a riconoscerlo come tale. Si tratta di un racconto estremamente significativo di come il corpo della donna venga prima reso oggetto, perché è troppo difficile riconoscerne e accettarne la differenza, e poi, proprio perché reso oggetto, diventa non riconoscibile come corpo. Racconto purtroppo ancora appropriato alla situazione attuale in cui il corpo delle donne è ancora merce, come da sempre, da quando il patto sociale fondativo ha escluso le donne dal potere attraverso la mercificazione del corpo.
La giornata è proseguita con una tavola rotonda nel pomeriggio coordinata da Annamaria Crispino, direttora della rivista “Legendaria”.
QUESTIONI DI GENERE
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Ministero dell’Ambiente. Nuovi fondi per energia nelle scuole
E’ prossimo alla pubblicazione il decreto del Ministero dell’Ambiente che riapre lo sportello per l’accesso ai finanziamenti agevolati a valere sul Fondo rotativo “Kyoto”, mettendo così a disposizione circa 250 milioni di euro per interventi di efficienza energetica nelle scuole.
Le domande di ammissione potranno essere presentate entro sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento sulla “Gazzetta Ufficiale”. Si riaprono ,dunque, i termini per presentare le domande di accesso ai finanziamenti a tasso agevolato dello 0,25%, per gli interventi che consentano un miglioramento di due classi del parametro di efficienza energetica dell’edificio scolastico in un arco temporale di massimo 3 anni. Sono previsti interventi che riguardano immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica e universitaria e ad asili nido. Per quanto riguarda la valutazione dello stato degli edifici e la indicazione degli interventi necessari all’efficientamento energetico il Ministero dell’Ambiente ha avviato una interlocuzione con l’ENEA al fine di assicurare uniformità e qualità scientifica delle stime e coerente programmazione degli interventi. Questa riprogrammazione fa parte inoltre delle misure previste nel “Protocollo d’intesa per migliorare la qualità dell’aria” sottoscritto il 30 dicembre scorso dal ministro dell’Ambiente, dal presidente della Conferenza delle Regioni e dal presidente dell’Anci per dare una risposta di sistema al problema dello smog.
FINE
Tornano in azione i Nas: sequestri di alimenti contraffatti o avariati a Villaricca, Giugliano e Napoli
I carabinieri hanno anche denunciato tre persone.
Nel corso degli ultimi giorni e con l’avvicinarsi delle festività pasquali sono stati intensificati i controlli del NAS dei Carabinieri di Napoli nei settori del commercio e della distribuzione alimentare. A Villaricca dopo un controllo nella rivendita alimentare “De Marino” i militari hanno proceduto al sequestro di 20 bottiglie di olio a marchio “Divella” risultato contraffatto. Sono state deferite all’autorità giudiziaria sia la legale responsabile della rivendita che il rappresentante che le aveva fornite. A Giugliano in Campania, in relazione ad un ulteriore controllo, i militari hanno deferito all’autorità giudiziaria competente B.G., 64enne di Parete, titolare della rivendita di bibite omonima, ubicata in via Masseria del Monaco. Motivi del provvedimento: inosservanza di un ordine dato dall’autorità e violazione dei sigilli apposti nel corso di un precedente controllo. A Napoli, presso la ditta “Prontolive s.r.l.”, con sede in via Circumvallazione esterna, i militari hanno proceduto alla chiusura amministrativa di un deposito di conserve vegetali, per mancanza dei requisiti minimi igienico/sanitari, ed hanno sequestrato 49 confezioni di “peperoni sottaceto” poiché trovati invasi da lieviti e muffe. Infine, a Marano, presso la pasticceria “Royal” di via San Rocco, i militari hanno sequestrato 40 kg di dolciumi poiché il titolare dell’esercizio non è stato in grado di giustificarne la loro tracciabibilità/rintracciabilità.
Napoli. “Januaria – una notte al museo del Tesoro di San Gennaro”
La visita guidata teatralizzata con degustazione finale è prevista per il prossimo sabato 12 marzo. L’evento è promosso dall’Associazione Culturale NarteA e il Museo del Tesoro di San Gennaro.
Una notte dedicata all’arte, alla tradizione e all’enogastronomia per tutelare e riscoprire San Gennaro. L’Associazione Culturale NarteA e il Museo del Tesoro di San Gennaro aprono in orario straordinario le porte del museo: sabato 12 marzo 2016 (a partire dalle ore 18:30) con l’evento “Januaria – Una Notte al Museo del Tesoro di San Gennaro” per dare un seguito “culturale” all’iniziativa #GiùLeManiDaSanGennaro così da preservare e divulgare il proprio patrimonio storico-artistico-culturale.
Questa visita guidata teatralizzata con degustazione finale farà scoprire ambienti solitamente chiusi al pubblico, come l’appartamento del Domenichino, e conoscere le preziose opere e le storie del Museo del Tesoro di San Gennaro. Attraverso la “spettacolarizzazione” dell’evento culturale, NarteA accompagna i visitatori in un vero e proprio viaggio nel tempo: la “memoria”, in senso storico, artistico e religioso, diventa protagonista della serata grazie al format che all’alterna all’interpretazione di attori professionisti in mise storica la voce di un’esperta guida turistica.
La memoria di ogni uomo affonda le braccia nella storia dell’umanità: qui, tradizione e modernità interagiscono con la memoria collettiva sintetizzandosi nei percorsi individuali e nell’identità popolare. Con venticinque milioni di devoti sparsi in tutto il mondo, San Gennaro è il santo cattolico più famoso e conosciuto nel mondo. Il Tesoro a lui dedicato è unico nel suo genere: formatosi lungo settecento anni di storia, grazie alle numerose donazioni, si è mantenuto intatto da allora, senza mai subire spoliazioni e senza che i suoi preziosi fossero venduti. L’evento culturale è volto alla riscoperta di luoghi e parole che hanno contrassegnato nel tempo Napoli, partendo proprio da un luogo simbolo della città, qual è il Museo del Tesoro di San Gennaro. All’interno sarà possibile ammirare, in una rinnovata esposizione, la celebre mitra gemmata di San Gennaro dell’orafo Matteo Treglia, composta da 3694 pietre preziose e realizzata nel 1713 su commissione della Deputazione di San Gennaro, e la leggendaria collana da fare invidia alla corona inglese, in oro e argento, fatta da Michele Dato nel 1679 e arricchitasi fino al 1879 di varie pietre preziose con le donazioni di regnanti di tutta Europa.
In esposizione anche la croce in argento e coralli (1707) della famiglia Spera, il calice in oro e pietre preziose donato nel 1761 da re Ferdinando IV e la pisside gemmata offerta da re Ferdinando II nel 1831. Ancora si potranno ammirare l’ostensorio in oro, argento e rubini dalla ricca decorazione circondata da una gloria di angeli tra tralci di vite e nuvole, donato a San Gennaro da Napoleone, tramite il cognato, Gioacchino Murat nel 1808 e anche l’altro ostensorio in oro, pietre preziose e smalti del 1837, di Maria Teresa d’Austria per le sue nozze con Ferdinando II. In mostra anche il calice in oro zecchino offerto da Papa Pio IX nel 1849 per ringraziare i napoletani dopo essere stato ospitato in asilo a causa dei moti mazziniani di Roma, la croce episcopale in oro, smeraldi e diamanti donata da re Umberto I e Margherita di Savoia nel 1878 e la pisside in oro, corallo e malachite, realizzata dalla famiglia torrese degli Ascione e donata da Umberto di Savoia nel 1931 in occasione del suo trasferimento a Napoli dopo le nozze con Maria José principessa del Belgio
La figura emblematica di un uomo, qual è stato “San Gennaro”, racchiude in sé un lunghissimo racconto, punteggiato di fatti spesso in bilico tra credo e superstizione, fede e agnosticismo, passione e scetticismo: in collaborazione con il Museo del Tesoro di San Gennaro, questa visita guidata teatralizzata mostrerà ambienti e personaggi che sono collegati alle principali vicende del “Ianuarius”. L’interpretazione teatrale degli attori Andrea Fiorillo e Chiara Mazza offrirà al pubblico un’esperienza unica per vivere sulla propria “pelle” l’emozioni del passato.
Al termine della serata, il Museo offrirà la possibilità di accedere all’appartamento del Domenichino, dove sarà offerta ai visitatori una degustazione di prodotti locali.
La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata ai numeri 339.7020849 e 334.6227785. La quota partecipativa è di € 15,00, inclusa di ingresso in orario straordinario al sito.
San Giuseppe Vesuviano. Onde gravitazionali, in aula consiliare lo scienziato Massimo Della Valle
L’incontro è promosso dal 1° Circolo Didattico in collaborazione con il Comune di San Giuseppe Vesuviano.
Giovedì 10 marzo, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, l’aula consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano, arricchita per l’occasione dai lavori di Luigi Franzese, noto artista le cui opere riguardano la materia ed il cosmo, ospiterà l’incontro con Massimo Della Valle, Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Nel corso dell’evento, promosso dal 1° Circolo Didattico in collaborazione con il Comune di San Giuseppe Vesuviano, il noto scienziato terrà una lezione ai bambini ed illustrerà loro i percorsi di ricerca che hanno condotto alle ultime scoperte sulle onde gravitazionali. Lo farà servendosi anche di esperimenti in cui i bambini stessi saranno protagonisti, toccando con mano il fascino di un Universo in movimento. Della Valle ha compiuto sino ad oggi un lungo cammino di studio. Laureatosi in Astronomia a Padova nel 1983, ha iniziato il dottorato di ricerca presso lo Byurakan Observatory nell’exUnione Sovietica, concludendolo, successivamente, a Padova. Ha, poi, proseguito la sua attività presso l’European Southern Observatory in Cile ed in Germania e lavorato presso l’Hubble Space Telescope Institute di Baltimora, dove fin dagli anni ’90 si cercava la prova dell’esistenza delle onde gravitazionali. Oggi è uno dei massimi esperti di Novae, Supernovae e Buchi Neri, dalla cui fusione e conseguente esplosione si è prodotta l’onda gravitazionale registrata lo scorso settembre da Virgo. Interverranno nel corso dell’evento Vincenzo Catapano, Sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Maria Rosaria Fornaro, Dirigente Scolastico del 1° Circolo Didattico e Luigi Miranda, assessore al governo del territorio. “Il Comune di San Giuseppe Vesuviano è orgoglioso e fiero di ospitare uno scienziato di chiara fama internazionale – ha dichiarato Luigi Miranda, assessore al governo del territorio – Ancor di più siamo felici che a beneficiare della sua lezione e dell’entusiasmante incontro con lui siano principalmente gli studenti della nostra città, che potranno appassionarsi alle scienze anche attraverso gli esperimenti proposti”.

