Il 12 aprile le forze dell’ordine dovranno sgomberare ad Afragola Antonio Caiazza, la moglie e i sei figli. Intanto scatta la solidarietà da tutta Italia.
Nessun aiuto immediato per la famiglia Caiazza. Nessuna mano tesa dal comune per il papà Antonio, muratore licenziato, e la mamma Anna, casalinga, che con sei figli vivono in un tugurio umido e inabitabile di una stanza per il quale fino a otto mesi fa Antonio ha pagato 270 euro al mese, fino al licenziamento nell’ambito di un lavoro al nero per il quale ovviamente non si prevedono ammortizzatori sociali. Intanto la famiglia Caiazza è sotto sfratto. Il 12 aprile arriverà l’ufficiale giudiziario insieme alle forze dell’ordine per cacciare Antonio e i suoi dal buco di via San Giorgio numero 7. Nessuna pietà, intanto, per la famiglia Caiazza. Qualche giorno dopo la diffusione mediatica di questa storia il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, ha infatti diramato un comunicato stampa attraverso cui ” smentisce di aver avuto un incontro o di aver mai conosciuto il signor Antonio Caiazza “. Dunque: non un comunicato per annunciare la soluzione del problema ma solo un messaggio per dire che no, che quel signore il sindaco non lo conosce proprio. Antonio aveva dichiarato di essere stato ricevuto da Tuccillo che, a un certo punto del colloquio, si sarebbe girato di spalle, avrebbe preso il portafogli e avrebbe dato al muratore disoccupato una banconota da 50 euro. Nello stesso comunicato di smentita il sindaco ha poi aggiunto le seguenti frasi: “Stiamo cercando di impegnarci affinché si possano creare nuove occasioni di lavoro sul territorio e nel contempo stiamo offrendo dal punto di vista dell’assistenza sociale servizi importanti. Penso all’assistenza agli anziani e ai disabili, all’asilo nido comunale con voucher per le fasce più deboli, ai bonus sociali per le vedove e all’assistenza economica alle famiglie dei detenuti, anche destinatari di un contributo una tantum alla fine della reclusione. Purtroppo il comune non ha disposizione al momento nuovi alloggi di edilizia popolare, anche per questo abbiamo intenzione attraverso l’assegnazione dei Beni confiscati di creare nuove occasioni in particolare per le famiglie più bisognose, individuando una quota di immobili per offrire una soluzione di emergenza temporanea a chi si trova in questa situazione di disagio abitativo”. Parole che non lasciano nessuna speranza di una soluzione immediata per la famiglia Caiazza. “Lui dice di non avermi mai incontrato – replica stizzito Antonio – io invece sono stato da lui l’estate scorsa e lo può testimoniare l’usciere che mi ha dato il passi “. Antonio è disperato più di prima: Perchè il sindaco invece di aiutarmi fa così ? Perchè si comporta in questo modo ? Io pur di non sbagliare non ho fatto mangiare la mia famiglia per tre giorni di seguito. E continuo a essere onesto nonostante queste difficoltà incredibili “. Nel frattempo se il comune non fa nulla si è però messa in moto la macchina della solidarietà dei semplici cittadini. Centinaia di persone stanno chiedendo al Mediano.it come poter raggiungere Antonio e la sua famiglia. Il disoccupato 39enne ha dato l’autorizzazione alla pubblicazione del suo numero di telefono. Eccolo: 339-7467764.



