Sono piccoli, hanno dai 4 anni in su, eppure sono già dei validi atleti. Frequentano i corsi di judo o di ginnastica artistica, qualcuno anche entrambi, studiano con ottimi voti e si divertono con gli amici. Eccoli i “piccoli” del Busen Club Marino.
Francesca, 4 anni, cintura gialla/arancione di judo. Chiara e Giovanna, entrambe 8 anni, entrambe cintura bianca/gialla di judo. Daniela, 9 anni, cintura bianca/gialla di judo. Marco, 10 anni, cintura blu/marrone di judo nonché ginnasta.
Ecco alcuni degli atleti della Società Sportiva Busen Club Marino di Somma Vesuviana. Si tratta di bambini, eppure sono già in grado di affrontare sport duri, che richiedono grande impegno e sacrifici. E nonostante ciò vanno a scuola conseguendo ottimi risultati, giocano con i loro amici, si divertono: ormai per loro lo sport è diventato parte della loro vita, un’attività che può contribuire allo loro crescita, formare il loro corpo e soprattutto la loro personalità.
«Il judo mi fa stare bene» ha spiegato Daniela, subito incalzata da Giovanna che ha aggiunto: «Grazie al judo posso diventare più forte, perché sento di essere in grado di difendermi anche se il judo non è per nulla uno sport violento, anzi ci insegna a rispettare gli altri».
«Ciò che più mi piace di questo sport è il momento delle gare – è intervenuta la piccola Francesca – non ho paura di affrontare gli altri bambini, perché mi sento sicura».
Ciò che più sorprende i maestri e i tecnici che lavorano con questi bambini è che spesso non sono solo loro ad insegnare le tecniche dello sport praticato ma, al contrario, sono i piccoli a dare loro grandi insegnamenti di vita. Come il caso di Giovanna e Chiara che hanno spiegato che per loro è bello anche solo partecipare alle gare, senza l’ansia di dover vincere a tutti i costi.
Soprattutto questi bambini insegnano che è il mondo degli adulti ad avere spesso pregiudizi sessisti e a classificare uno sport come il judo per soli uomini o la ginnastica artistica per sole donne, perché per loro, invece, questa distinzione non ha senso né ha modo di esistere. «Non ho mai pensato che il judo potesse essere uno sport per uomini – ha notato intelligentemente Daniela – Anzi proprio le donne dovrebbero praticarlo perché permette loro di diventare più forti».
Stesso discorso, all’inverso però, per Marco che invece da ben 6 anni pratica ininterrottamente sia judo che ginnastica artistica frequentando la palestra 6 giorni a settimana senza quasi mai assentarsi. «Ho inizialmente fatto una prova di judo e il corso mi è subito piaciuto – ha spiegato l’instancabile ragazzino – Mia sorella, invece, frequentava le lezioni di ginnastica artistica, l’ho vista e ho deciso di fare una prova anche lì. Ho iniziato anche quel corso. Sia il maestro di judo che le insegnanti di ginnastica artistica mi coinvolgono molto, partecipo a molte gare in entrambe le discipline e per ora non ho intenzione di smettere con nessuna delle due attività seppur siano molto diverse tra di loro». Soprattutto, Marco non si è mai lasciato scoraggiare dalla scarsa presenza di uomini nel mondo della ginnastica artistica: «Non ho mai pensato che fosse uno sport per sole donne – ha semplicemente aggiunto – Non mi sono mai sentito in difficoltà per questo motivo. Anzi, molte persone invece mi chiedono perché pratico due attività e non ne abbandono almeno una, ma a me piacciono entrambe e la mia costanza nel praticare le due discipline lo dimostra».
Nelle parole di questi piccoli atleti c’è tanto: la paura del bullismo, il desiderio di sentirsi forti, l’assenza di pregiudizi, il piacere di divertirsi.
Intanto, anche i più “grandi” del corso di judo continuano a dare il meglio di loro durante le importanti competizioni cui stanno partecipando.
Il judoka Davide Brignola si è qualificato per la finale del Campionato Italiano Cadetti che si terrà a Ostia il prossimo 19 marzo. Al Trofeo Regionale Cinture Colorate per gli Esordienti Fabiana Aprea, Alessandro Carotenuto, Domenico De Simone, Giovanni Mocerino e Emily Viterbo – ciascuno nella sua categoria – hanno ottenuto tutti la medaglia d’oro. Giuseppe Fatteruso si è classificato secondo, Matteo Garzilli e Michele Ugliano terzi, mentre Alfonso Di Sarno, Francesco Iervolino e Carlo Prisco quinti. Bravi anche Giuseppe Di Lorenzo e Rossella Tramontano.
Ragazzi forti e grintosi che, senza assolutamente tralasciare i loro impegni scolastici, dedicano tante ore allo sport consapevoli dell’importanza dell’attività fisica ma soprattutto dei grandi obiettivi che è fondamentale prefissarsi e tentare di raggiungere, sempre con costanza, qualche sacrificio e soprattutto tanta forza.



