Sant’Anastasia, domani lutto cittadino per la piccola Sara

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La salma della bimba di soli due anni e mezzo arriverà nella chiesa di Santa Maria La Nova alle 11 del mattino La piccola Sara G., due anni e mezzo appena, mancata il 9 febbraio dopo un’inutile corsa in ospedale tornerà in città alle 11 di domattina. Il rito funebre – come annuncia il sindaco Lello Abete sulla sua pagina Facebook – sarà celebrato alle 15 nella chiesa di Santa Maria La Nova. Abete ha anche disposto il lutto cittadino: bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e invito agli esercenti ad un «rispettoso silenzio» per il tempo della celebrazione. «Stringiamoci in un unico silenzioso abbraccio ed in un’unica preghiera per la piccola Sara» – aggiunge il sindaco.  

Trasporti, Paolo Russo (FI): “Regione non informa il Governo su ritardi interramento Circum Nola

Come mai la Regione Campania non informa l’Agenzia Nazionale per la coesione territoriale sulle  ragioni dei ritardi dei lavori per l’interramento della tratta Saviano – Feudo – Nola della Circumvesuviana, opera di rilevanza strategica regionale per l’attuazione del Piano Nazionale per il Sud?: è quanto chiede il deputato di Forza Italia Paolo Russo dopo il question time in commissione Trasporti della Camera. É il Governo a rivelare, rispondendo all’interrogazione, che – spiega il parlamentare – nessuna informazione su ritardi o criticità è stata fornita all’Agenzia nazionale che, il 28 gennaio, ha chiesto ulteriori chiarimenti senza averli ancora ottenuti. “Continuiamo quindi a chiederci perché la Regione Campania manda avanti altre opere con le stesse caratteristiche amministrative e procedurali, come la linea ferroviaria ex Circumvesuviana Napoli – Torre Annunziata – Sorrento, la linea ferroviaria ex Sepsa Cumana e Circumflegrea Soccavo – Terracina ed il collegamento tangenziale di Napoli – porto Pozzuoli e”  – denuncia il deputato – “frena l’interramento della Circumvesuviana nella tratta nolana”. “Chissà – aggiunge – quale coniglio vorranno provare a far uscire dal cilindro delle prevaricazioni. Magari proveranno a  trasferire altrove le risorse nonostante gli obblighi giuridicamente rilevanti maturati con penali tutte a carico dello Stato. Oppure, peggio ancora, alimenteranno una vertenza legale che farà perdere soldi e tempo”. “In ogni caso  – conclude Russo – il danno per centinaia di migliaia di cittadini é servito. Non vorrei che la naturale inclinazione alle frequentazioni dei tribunali d’Italia da parte del presidente della Regione Campania lo ponga psicologicamente impassibile di fronte alle azioni che naturalmente Anac, procure e  Corte dei Conti porranno in essere”. (Fonte foto: rete internet)

Vesuvio, visita guidata: passeggiando sul fiume di lava

  Domenica 20 marzo 2016 l’Associazione culturale locus iste vi condurrà lungo il sentiero n.9 alla scoperta del vulcano più conosciuto, più osservato e più studiato al mondo. Partendo dall’Osservatorio vesuviano percorreremo insieme il cosiddetto Fiume di lava per raggiungere, a fine itinerario, l’ultima colata lavica, quella del ’44 e contemplare da questo punto privilegiato il Golfo e la città di Napoli. Oggi 72 anni fa il Vesuvio eruttava per l’ultima volta prima di riprendere il suo sonno, la quiescenza! Affronteremo una gradevole passeggiata lunga 690 m, nel corso della quale avremo modo di rievocare la memoria storica dei più importanti eventi vulcanici verificatisi nei secoli, raccontati da grandi poeti e geografi dell’antichità. Cercheremo di capire quale sia stato il rapporto che da sempre le popolazioni insediatesi alle pendici della grande montagna hanno intrattenuto con lo sterminator Vesevo, vissuto come una perenne minaccia ma anche come un apportatore di fecondità ai terreni e alle aree circostanti ricche di vigneti. Ci inoltreremo in un bosco misto di piante spontanee e da rimboschimento sulle quali primeggiamo alcuni tipi di ginestra e lo stereocaulon vesuvianum, un particolare tipo di lichene che attecchisce solo sul Vesuvio e che ne rende argentee le lave dell’ultima eruzione. Ma di questo e tanto altro, vi narreremo domenica sul monte più fertile e più amato da Bacco, dove l’emozione continuerà con la sosta ristoro al Bar Belvedere presso il Terrazzo del Paradiso con i sig.ri Giovanna e Andrea che ci racconteranno la storia della funicolare e della seggiovia. Appuntamento: all’incrocio dell’Osservatorio Vesuviano ore 10.00 Durata: 120 min.                                                                     Gruppo minimo: 20 persone                                                  Contributo organizzativo: 6 euro                                                                                    Equipaggiamento: abbigliamento a cipolla, scarpe comode, cappello, k-way Note: la visita sarà effettuata solo in condizioni meteo favorevoli Prenotazione obbligatoria: Segreteria locus iste +39  3472374210 – Short link dell’evento:  locusisteinfo@gmail.com  

Auchan Mugnano: “Accetta il trasferimento a Milano oppure perdi il posto”

Partite le prime lettere di sola andata per 25 dei 180 addetti dell’ipermercato napoletano. Milano, Brescia, Mestre, Roma: dovranno essere le prossime mete di alcuni lavoratori dell’ipermercato Auchan di Mugnano. Lavoratori tutti napoletani che se non accetteranno i trasferimenti in Lombardia, Veneto e Lazio saranno licenziati. Proprio così. Per loro qui non c’è più posto. E’ tutto scritto nell’avviso di “sfratto” inviato dall’azienda. Nel frattempo la multinazionale francese della grande distribuzione sta spedendo le lettere di trasferimento. Alcune sono già state recapitate a casa di altrettanti addetti della struttura ubicata a poca distanza dalla circumvallazione esterna. “Non è possibile – replicano intanto i lavoratori, che hanno effettuato un presidio davanti all’impianto – questi non sono trasferimenti: sono licenziamenti mascherati”. Auchan vuole applicare l’accordo siglato il 6 luglio dell’anno scorso con il Ministero del Lavoro e con le segreterie nazionali dei sindacati di categoria. L’accordo prevedeva l’uscita dall’azienda in mobilità incentivata e volontaria di 1426 addetti di tutto il comparto italiano. Ma è successo che nel nord Italia le fuoriuscite di lavoratori sono state superiori a quelle registrate nel sud Italia. Vale a dire: il numero di esuberi da colmare è stato anche superato ma negli ipermercati del Mezzogiorno non è andato via il numero sufficiente di addetti. Auchan intende quindi “riequilibrare” tra il Nord e il Sud questo deficit di tagli messi a segno l’anno scorso. E l’arma che sta utilizzando l’azienda è quella dei trasferimenti forzati a centinaia e centinaia di chilometri di distanza da casa. Per Mugnano si parla di circa 25 persone su 180 addetti da trasferire negli ipermercati di Brescia, Milano, Mestre e Roma. Giovedi prossimo si terrà l’atteso faccia a faccia tra i sindacati di categoria e l’azienda. Il confronto si consumerà nell’ipermercato di Mugnano. “Il tentativo sarà di rinviare i trasferimenti –  la posizione del sindacato – per cercare un’intesa condivisa onde evitare quanto già successo nell’ipermercato Auchan  di Pompei”. Nella struttura pompeiana è successo che l’azienda non ha accettato la richiesta del sindacato di far revocare una serie di trasferimenti forzati decisi nel dicembre dell’anno scorso. Il risultato è stato che 11 addetti di Pompei sono andati via con la “Naspi”, il nuovo strumento del jobs act che prevede soltanto ammortizzatori sociali più ridotti rispetto a quelli erogabili con un accordo sindacale basato sulla mobilità volontaria. Altri 8 addetti di Pompei hanno accettato il trasferimento fuori regione, molto lontano, mentre 6 dipendenti hanno impugnato davanti al giudice del lavoro i trasferimenti. E’ una vertenza molto complessa. Lo scopo dell’azienda è di ridurre il costo del lavoro tagliando nel comparto campano ancora altri 120 posti di lavoro. I tagli sono stati attuati o sono in fase di attuazione a Mugnano e Pompei perchè qui sono terminati i tre anni di contratti di solidarietà. Negli ipermercati di Nola, Giugliano e Napoli-via Argine la solidarietà scadrà invece tra alcuni mesi.

Castello di Cisterna: controlli ad “alto impatto”

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Carabinieri arrestano 4 persone per droga, ricettazione e evasione; servizio ad alto impatto nel territorio della compagnia di Castello di Cisterna. Per ore i carabinieri della compagnia di castello e del reggimento campania sono stati impegnati in pattuglie e controlli finalizzati al contrasto dell’illegalità diffusa. 4 gli arrestati. Tommaso Vallone, 42enne, di Afragola, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di marijuana. Durante la perquisizione personale e domiciliare i carabinieri lo hanno trovato in possesso di 364 gr. di marijuana, un bilancino di precisione e materiale utile al confezionamento; arrestato anche Alvaro Crescenzo, un 51enne di Marigliano già noto alle forze dell’ordine. Raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Napoli: dovrà espiare un anno di reclusione per ricettazione commessa a Napoli nel 2013. I due arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti ai domiciliari. Arrestati invece per evasione Giovanna de Liso, 32 anni,  di Acerra e Eugenio Imparato, 27 anni, di Brusciano, entrambi già noti alle forze dell’ordine e in atto ai domiciliari. Nel corso dei controlli sono stati sorpresi dai carabinieri mentre si intrattenevano tranquillamente in strada, dopo essersi allontanati arbitrariamente dalle abitazioni ove dovevano permanere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I 2 sono in attesa del rito direttissimo. Durante il servizio sono state denunciate in stato di libertà 7 persone per reati che vanno dalla ricettazione, alla detenzione di stupefacente a fini di spaccio, alla violazione agli obblighi della sorveglianza speciale. Contestate varie infrazioni al codice della strada: per lo più per guida senza patente, mancata copertura assicurativa e mancata revisione. (Fonte foto: rete internet)

Nola, rilevazioni polveri sottili, Legambiente e forum ambiente: “dati preoccupanti”

Un’indagine indipendente per monitorare la qualità dell’aria in una città dove le istituzioni non danno risposte e che non ha nemmeno una centralina per il rilevamento delle polveri sottili. E’ la sfida lanciata dal circolo Legambiente “La Cicala” di Nola e dal Forum Ambiente Area Nolana, con le prime rilevazioni eseguite attraverso una centralina mobile venerdì 11 marzo, tra le ore 12 e le 15. Tre i punti scelti per il monitoraggio in prossimità di alcuni istituti scolastici del centro cittadino: via Circumvallazione/ via Saviano (liceo Albertini), via Mario De Sena (istituto Masullo), via Abate Minichini/ via dei Mille (istituto Ambrogio Leone). Nonostante l’intensa piovosità dei giorni precedenti al rilevamento e alla presenza di vento – tutte situazioni che favoriscono l’abbassamento della concentrazione di polveri sottili nell’aria – il valore limite indicato dalla legge, 40 microgrammi/metrocubo, è stato sforato in tutti i casi registrati. All’ingresso del liceo Albertini è stato registrato il valore medio più alto di Pm10, pari 60,27 mg/m3, mentre per l’istituto Ambrogio Leone arriva a 47,02 e presso l’istituto Masullo a 45,25. La differenza di dati è dovuta probabilmente al fatto che il liceo Albertini è situato su una arteria stradale ad alto traffico di mezzi pesanti, alimentati prevalentemente a Diesel. La presenza di una sostenuta brezza ha favorito il mescolamento dell’aria locale con quella proveniente dalle zone limitrofe. “Risultati preoccupanti – sottolineano gli attivisti delle due associazioni – per non destare inutili clamori abbiamo volutamente scelto di monitorare una giornata favorevole all’abbassamento della concentrazione di polveri sottili nell’aria, in orari diurni in cui gli impianti domestici di riscaldamento sono spenti e non ci sono punte di traffico veicolare. Infatti, con le rilevazioni effettuate abbiamo registrato solo una tendenza, mentre per conoscere la media giornaliera ci sarebbe bisogno di una centralina attiva nell’arco delle 24 ore. Non possiamo che continuare a denunciare l’assoluto immobilismo di amministrazione comunale, Arpac e Asl, eppure il problema nella città di Nola esiste ed è piuttosto grave”. Il monitoraggio di Pm 10 e Pm 2,5 nei tre diversi luoghi, della durata di 40 minuti ciascuno, è stato effettuato con le seguenti condizioni atmosferiche: vento a 25/30 km/h in direzione est nord est, umidità relativa al 33% e temperatura di 16 gradi circa. Il prossimo monitoraggio, da effettuare in assenza di vento, permetterà di associare meglio i valori degli inquinanti alle sorgenti presenti in loco. Ecco i dati: https://goo.gl/9QkIzv (Fonte foto: rete internet)  

Terzigno e San Giuseppe Vesuviano: documenti falsi a cinesi

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Esecuzione di ordini di custodia cautelare nei confronti di 8 indagati per associazione per delinquere, corruzione e falso. I Carabinieri della compagnia di Torre Annunziata stanno dando esecuzione tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Nola, su richiesta della locale procura, nei confronti di 8 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso ideologico. Tra gli arrestati (sette, tutti agli arresti domiciliari) anche alcuni amministratori locali. l’associazione per delinquere documentata nel corso delle indagini riguarderebbe corruttele finalizzate al rilascio di documenti di identità falsi a cittadini cinesi in cambio di beni o altre utilità. (Fonte foto: rete internet)

Niente acqua per il campo rom: il comune di Acerra restituisce i soldi alla Città Metropolitana

I finaziamenti per la condotta idrica dopo tre anni sono stati rispediti al mittente. Permangono i gravi problemi sanitari e ambientali nel sito di Candelara.   Non possono scampare alla sete, alla mancanza quotidiana di acqua, anche se erano scampati alle fiamme scaturite dall’incendio doloso del campo di Secondigliano, assaltato nel 1999 dalla gente inviperita del posto. Subito dopo il fattaccio i rom furono trasferiti ad Acerra, in una campagna inquinata, località Candelara, di fronte allo stabilimento della Fiat. E nel 2012, dopo aver stipulato un protocollo d’intesa, la Provincia di Napoli diede al comune 10mila euro per installare tra la baracche una condotta dell’acqua. Ma il comune ha appena restituito il finanziamento: niente più prezioso liquido nel villaggio assetato. I soldi non sono stati utilizzati dalla municipalità per tre anni, cioè ben oltre il tempo limite concesso da piazza Matteotti, che aveva promesso altri 10mila euro se fossero stati avviati i lavori. ” Ma il danaro è stato trattenuto indebitamente dal comune “, scrive nell’ingiunzione il dirigente dell’ufficio immigrazione della Città Metropolitana. L’altro giorno il comune di Acerra ha firmato la determina per la restituzione della somma. Il danaro per portare l’acqua nella baraccopoli-discarica  di Candelara non c’è più. I rom dovranno continuare ad arrangiarsi come sempre, facendo la spola con le fontanelle della zona. “Non abbiamo realizzato l’acquedotto e quindi abbiamo restituito il finanziamento perché il campo sorge in una proprietà privata”, si giustifica, attraverso il suo ufficio stampa,  l’amministrazione comunale di Acerra retta dal sindaco Raffaele Lettieri. Tutti da queste parti sanno che però la realtà è un’altra e cioè che la maggior parte della gente della zona e degli altri comuni vicini, Pomigliano, Brusciano, Castello di Cisterna, quel campo rom non lo vuole. Alcuni mesi fa il meetup locale del Movimento Cinque Stelle ha segnalato alla magistratura e alle forze dell’ordine l’esistenza all’interno del campo di un vero e proprio inceneritore di rifiuti “fai da te”. Per non parlare delle scorie accumulate nel corso del tempo dentro e attorno il perimetro del disastrato villaggio: una ventina di baracche, più o meno grandi, popolate da circa 150 persone. I controlli sono anche scattati. Poi però non se n’è fatto più niente. “E ora il comune non mette nemmeno l’acqua, per la quale aveva avuto il finanziamento dalla Provincia – lamenta l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – eppure le condizioni igieniche peggiorano ma l’ente, preposto a salvaguardare la salute pubblica, resta immobile”. E’ una storia paradossale, fatta di incredibili ritardi. Il finanziamento per Acerra di 20mila euro complessivi viene approvato dalla Provincia nel 2008. Il protocollo d’intesa conseguente viene stipulato nel dicembre del 2012 tra piazza Matteotti e il Comune, retto dal commissario prefettizio Fulvi. Obiettivo: la realizzazione dell’acquedotto nel campo rom, appunto. Poi Fulvi, poco prima di andarsene per cedere il posto al sindaco neoeletto, Lettieri, mette in bilancio la prima tranche incassata del finanziamento. Da allora però non è stato fatto più nulla. I bambini del campo sono rimasti sporchi come sempre. E lo rimarranno per chissà ancora quanto. Restano però notevoli contraddizioni. Continuano infatti i roghi di rifiuti nel campo. Ogni notte da qui si leva un fumo tossico che raggiunge soprattutto i comuni di Pomigliano e di Castello di Cisterna. A seconda dei venti i gas velenosi raggiungono anche Acerra. Intanto c’è un contenzioso giudiziario. I proprietari del terreno su cui sono state realizzate le baracche hanno chiesto al tribunale di Nola di far sgomberare tutto.

I Bros di Napoli e provincia sul piede di guerra: ieri picchetto all’inceneritore

Acerra è la polveriera del malessere sociale, produttivo e occupazionale.     Il blitz dei senza lavoro è scattato alle otto e trenta di ieri: i disoccupati hanno bloccato l’ingresso dell’inceneritore di Acerra per circa un’ora. Protagonista della protesta un gruppo di senza lavoro aderenti al progetto Bros di Napoli e provincia, un piano puntato anche sulla riqualificazione ambientale, ma mai decollato. I manifestanti hanno bloccato il cancello del termovalorizzatore, dove passano i camion carichi di rifiuti da bruciare nel forno. Le forze dell’ordine hanno comunque controllato agevolmente la manifestazione. Nel frattempo le attività dell’inceneritore sono proseguite regolarmente. La situazione è stata in ogni caso di quelle tese. Il blocco dei camion carichi di rifiuti in ingresso, se prolungato, avrebbe potuto infatti creare problemi al sistema complessivo della raccolta dei rifiuti, com’è del resto già accaduto in passato. Una vertenza difficile. I disoccupati stanno protestando contro la mancata attuazione di una politica in grado di avviare almeno un processo concreto puntato all’occupazione. “Non vogliamo essere – dicono – per l’ennesima volta carne da macello della campagna elettorale. Chiediamo al comune di Napoli e alla Città Metropolitana di coinvolgerci nel progetto di smaltimento dell’amianto, per il quale siamo qualificati, e chiediamo al presidente della Regione, De Luca, di fare qualcosa di concreto dopo tutti gli annunci che ha fatto”. Intanto si è aperto anche un altro fronte della vertenza, quello ambientale. I senza lavoro chiedono un incontro con il direttore del termovalorizzatore. “Stiamo notando da tempo – aggiungono i Bros di Napoli e provincia – che dal camino dell’inceneritore esce un fumo scuro: vogliamo saperne di più”. I senzatutto hanno anche mostrato le fotografie che dimostrerebbero la denuncia. A ogni modo la protesta è terminata nel breve volgere di un’oretta, forse nemmeno. Il picchetto è stato sciolto non appena i manifestanti hanno saputo che il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, li voleva incontrare.

Sant’Anastasia, lo stilista Emilio Gifuni vestirà Laura Pausini

La firma dell’Atelier Gifuni ha vinto il contest con il bozzetto di un accappatoio in seta mikado che l’artista internazionale indosserà alla fine dei concerti nel suo tour 2016. È anastasiano uno dei tre stilisti che hanno ideato gli accappatoi che Laura Pausini indosserà alla fine dei concerti nel tour 2016: Emilio Gifuni, 28 anni, diplomato all’Accademia Altieri di Roma, quattro anni di esperienza alla maison Fausto Sarli da responsabile dell’ufficio ricami e disegnatore di collezioni Haute Couture, attualmente stilista dell’Atelier Gifuni di via D’Auria a Sant’Anastasia, ha vinto il contest «Simili Stadi 2016» con due bozzetti che dovrà realizzare in tempo per le date stabilite dallo staff dell’artista.
L'accappatoio couture in mikado di seta che Emilio Gifuni ha disegnato per Laura Pausini
L’accappatoio couture in mikado di seta che Emilio Gifuni ha disegnato per Laura Pausini
Il tema del contest era Simili, come l’ultimo album della cantante, e prevedeva che i capi da disegnare – e poi realizzare entro fine aprile– fossero due: un accappatoio per la Pausini e un altro uguale ma in versione «mini» per sua figlia, Paola Carta. Emilio Gifuni ha vinto con il bozzetto di un capo couture in mikado di seta bianco avorio che ricorda un soprabito da gran sera, il bordo e la cinta bustier saranno lavorati inserendo dei fili di lana all’interno di impunture sul tessuto. Il front sarà pulito, etereo, mentre il back, dipinto a mano, rappresenterà due impronte una dentro l’altra, in nero e oro. Gli accappatoi di Laura e di sua figlia Paola saranno simili, appunto, ma le impronte dipinte a mano sulla seta si completeranno quando saranno l’una accanto all’altra. Di buon auspicio era stato il desiderio espresso dallo stilista nel corso dell’intervista rilasciata a ilmediano.it per la rubrica «Un caffè con», infatti alla richiesta di citare una donna famosa per la quale gli sarebbe piaciuto disegnare un abito, Emilio rispose: Laura Pausini.