Giunta Unione Industriali vota ‘a larghissima maggioranza’.
La Giunta dell’Unione Industriali di Napoli, dopo ”un dibattito molto partecipato”, come fa sapere una nota, ha votato ”a larghissima maggioranza” Alberto Vacchi come candidato preferito per la prossima presidenza di Confindustria.
(Fonte foto: rete internet)
Intanto i senza salario avvisano: “Da qui non ce ne andiamo fino a quando non ripristinano lavoro e stipendi “.
Facce stanche, fatica che aumenta la profondità delle rughe di chi ha superato la cinquantina col peso di una sofferenza che ti rende più vecchio dell’età che hai. Da tre giorni consecutivi alcuni lavoratori dell’ex Consorzio Unico regionale di Bacino, senza salario da 41 mesi, sono asserragliati sul tetto del castello baronale di Acerra. Hanno fatto sapere che ci resteranno per tutto il periodo della Pasqua, proprio durante la grande processione del Venerdì Santo, che ad Acerra è di quelle importanti. Intanto il vescovo della diocesi, Antonio Di Donna, attraverso una missiva scritta oggi, chiede al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e ai suoi assessori che «Si facciano carico delle difficoltà e dei forti disagi dei lavoratori del Consorzio Unico di bacino». «Nelle ultime settimane – scrive Di Donna – si è acuita ancora di più la già drammatica situazione di questi lavoratori. Ad Acerra, in particolare, la forte protesta dura da tempo e non accenna a placarsi: essa è la conseguenza di un disagio sempre crescente che in questi mesi ha raggiunto livelli al limite della governabilità, ma soprattutto ha generato, e continua a generare precarietà familiare e psicologica. Intere famiglie si sono sfasciate – riferisce il prelato – e sempre più lavoratori hanno accusato malattie come la depressione». Per il vescovo di Acerra la soluzione di questa vertenza «è una questione di giustizia e di dignità umana: questa annosa vertenza, che priva queste persone ormai da anni dello stipendio e dei loro diritti in quanto lavoratori attende di essere risolta al più presto, garantendo serenità e dignità ad ognuno, insieme alla propria famiglia».
Cento anni di vita per la signora Rosa Bernile. Ieri il sindaco Lello Russo e l’assessore alle Politiche Sociali, Mattia De Cicco le hanno augurato “100 volte buon compleanno”.
“In questo giorno speciale, il sindaco del Comune di Pomigliano d’Arco augura a Rosa infinita gioia e immensa serenità”. Così il primo cittadino, Lello Russo, accompagnato dall’assessore alle Politiche Sociali, Mattia De Cicco, ha voluto omaggiare la centenaria Rosa Bernile che festeggiava il traguardo insieme alla sua famiglia. Anche il consiglio comunale – a seduta ieri in corso – e la giunta hanno voluto tributare un applauso alla cittadina in aula consiliare.
Il Consiglio Comunale omaggia la centenaria con un applauso
La torta di compleanno di Rosa
Il sindaco Russo e la signora Rosa Bernile
Il sindaco Russo consegna a Rosa gli omaggi della città di Pomigliano
Convegno al quartiere Starza – Ponte di Ferro dei movimenti Alleanza per Sant’Anastasia, Arcobaleno e I Cittadini Prima di Tutto. L’ex assessore Lucia Barra: «Non mi meraviglia che le grandi opere siano ferme al palo, in otto mesi non sono riusciti nemmeno ad assegnare borse di studio già pronte». Il portavoce di Alleanza per Sant’Anastasia, Ciro Pavone: «Il programma elettorale è stato completamente disatteso, l’ho scritto io ed evidentemente l’attuale sindaco non lo ha nemmeno letto o non lo ricorda». Lucia Barra, Carmine Esposito
L’argomento principe del convegno tenutosi ieri al Klaxon Cafè di via Pomigliano era il dirottamento dei fondi RFI dal quartiere Ponte di Ferro alla centralissima via Marconi, cantiere tra l’altro non ancora partito nonostante fosse stato definito cantierabile già a novembre scorso. Ma dettagli tecnici a parte, che la compagine politica rappresentata da tre simboli di movimenti civici ha affidato alla voce dell’ex assessore al bilancio ed ex vicesindaco Armando Di Perna, gli interventi sono stati incentrati sui disagi del quartiere che ha ospitato la manifestazione e improntati alla critica dell’attuale gestione amministrativa.
«Sono e mi sento figlia di questo quartiere – ha detto l’ex assessore Lucia Barra – ne conosco bene i disagi ed avrei sperato in un’accelerata, quella che era stata promessa e che purtroppo non c’è stata. Vediamo tutti il vuoto politico e culturale, i finanziamenti persi, le opere ferme al palo, l’incapacità e la superficialità dell’attuale amministrazione che in otto mesi, dall’azzeramento della giunta, non è nemmeno riuscita a consegnare borse di studio già pronte per alunni che avevano preso parte ad un concorso di idee. Noi però non ci arrendiamo e non consentiremo che i cittadini siano presi in giro: è arrivato il momento di pretendere fatti, non chiacchiere. A via Coscialonga, per esempio, aspettiamo ancora il completamento della pubblica illuminazione e il responsabile della società mi ha personalmente confermato di aver consegnato a fine estate un preventivo per circa dieci pali. Da allora, solo il nulla. Ma facciano attenzione, i cittadini ricorderanno bene il lungo periodo di abbandono e degrado».
Ciro Pavone
Che non fosse una manifestazione di carattere elettorale – e del resto le elezioni sono di là da venire – lo ha ben sottolineato l’ex capostaff (prima di Carmine Esposito e poi di Lello Abete del quale coordinò la campagna elettorale) Ciro Pavone. «I cittadini di questo quartiere sono stati presi in giro per anni da chi li ha usati come serbatoio di voti, con promesse elettorali puntualmente disattese e che questa zona sia definita “periferia” da chi oggi amministra ce ne fa ben capire la dimensione culturale e politica. Questo quartiere è il motore del paese, non una periferia: è qui che si fonda lo sviluppo sociale ed economico, con aziende e imprenditori che danno lavoro a centinaia di persone. Noi non abbiamo timore di dire che la gestione pubblica è oggi nelle mani di incapaci, di chi non è in grado di garantire nemmeno l’ordinario». E Pavone, come aveva già rimarcato in altre occasioni, incalza: «Il programma elettorale di chi ha vinto nel 2014 l’ho scritto io, compresa l’appendice che definimmo Patto con gli Anastasiani e che prevedeva di attuare una serie di opere nei primi cento giorni, molte delle quali in questa zona. Occorrevano tre mesi, i progetti erano finanziati e dovevano soltanto essere attuati. Sono passati due anni. Mi auguro che lo rileggano, ammesso che lo abbiano mai fatto, e che si capisca che per fare politica bisogna scendere tra la gente, come stiamo facendo in questo momento, popolare le piazze, non limitarsi a post su facebook per sfuggire al confronto».
L’ex sindaco Esposito ha esordito spiegando di parlare soprattutto da cittadino impegnato in politica, ricordando come «questo sindaco e questi consiglieri comunali, dal primo all’ultimo, siedono nell’assise pubblica perché prima di loro si è messo in atto un percorso di governo che ha dato forti segnali di rinnovamento». «Hanno tradito i cittadini, i quartieri, hanno tradito non me ma il voto attraverso me perché hanno venduto il mio nome e porto la responsabilità di aver inconsapevolmente ingannato i cittadini che ci hanno creduto –ha detto Esposito – ma hanno dimostrato un’impreparazione primordiale nell’approccio alla politica e al governo del paese». «La politica – ha proseguito Esposito – è la cosa più semplice del mondo: si fanno le elezioni e, prima ancora, un patto programmatico con i cittadini mettendoci la faccia. Su quello si vota, mettendo in gioco le proprie capacità e se vieni meno, sia al programma sia alle capacità, la strada è una sola: te ne devi andare. L’attuale sindaco sta governando con un’altra maggioranza e per di più con un’incapacità che si può solo definire paurosa, dal mio punto di vista questo paese non ha futuro se dovesse persistere tale classe dirigente».
Carmine Esposito
Esposito ha poi replicato alle lamentele di alcuni residenti che invocavano la realizzazione delle fognature, da tempo attese. «Ad aprile inizieranno i lavori su via Archi Augustei e per questo dovete ringraziare non solo la mia amministrazione ma la tenacia di un ex consigliere, Salvatore D’Auria, l’unico rappresentante di questo quartiere che a mia memoria ne abbia davvero fatto gli interessi, rappresentando i residenti in modo decoroso e incisivo». Parla poi di «rivoluzione», l’ex primo cittadino: «Ho affrontato da sindaco battaglie violente che mi hanno portato allo scontro con i poteri forti, politici e non, ma bisogna andare oltre se vogliamo dare una speranza ai giovani: su via Pomigliano e via Romani si sposterà il futuro urbanistico ed economico del paese, bisogna avere la forza e la capacità di chiedere il ristoro che ci spetta per i vincoli della legge 21, occorre che il raddoppio di via Pomigliano previsto dal Puc ci sia finanziato come via di fuga, si deve rendere Madonna dell’Arco un’isola pedonale, far sì che i vincoli del Parco Vesuvio non impediscano agli agricoltori che ancora resistono di realizzare strutture: questo è il futuro ed è diritto dei cittadini pretenderlo, chiedere che i progetti rimasti nei cassetti del comune siano presi e finanziati con fondi comunali, regionali, europei e anche privati».
Non rinuncia, Esposito, alla sfida diretta: «Oggi si sono fatti accordi tra chi si era aspramente scontrato, stanno tutti insieme. Ebbene, se hanno la certezza di essere nel giusto, se pensano di saper bene amministrare, si dimettano e vadano alle elezioni con la loro faccia, senza nascondersi dietro una pretesa di continuità che è stata tradita. Si mettano pure ancora tutti insieme, noi affronteremo la battaglia ma dovranno dire alla gente che non sono più quelli del 2014, stavolta dovranno chiedere la fiducia in base a ciò che dicono di aver fatto in due anni, metterci la faccia, confrontarsi con il loro programma non con il nostro. Facciano una “vera” campagna elettorale, noi siamo pronti».
Ieri caloroso confronto a palazzo San Giacomo. L’assessore Panini: “governo a trazione nordista”.
Le vertenze sui licenziamenti nei call center Almaviva Napoli e Gepin Casavatore sono finite ieri sera in un caloroso incontro a palazzo San Giacomo tra il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Luigi De Magistris, l’assessore al lavoro del comune di Napoli, Enrico Panini, e una delegazione formata da una trentina di lavoratori, accompagnati, tra gli altri, dai dirigenti sindacali di categoria Osvaldo Barba (Slc-Cgil), Salvatore Topo (Fistel-Cisl) e Massimo Taglialatela (Uilcom-Uil), sindacalisti che hanno illustrato i contenuti di queste delicate vertenze. Sotto intanto, in piazza municipio, altri lavoratori dei due call center napoletani tenevano un presidio pacifico colorato da striscioni e manifesti. “Prima di Pasqua – ha annunciato De Magistris – chiamo il ministro Poletti. Datemi un appunto a stretto giro di posta”. La sensazione è che il sindaco sia parecchio determinato a proposito di questa brutta faccenda che capita in piena campagna elettorale per le comunali: 400 licenziamenti su 867 addetti nella sede di Napoli di Almaviva, in via Brin, e altri 220 tagli nel call center Gepin di Casavatore, dove sparirebbero l’ufficio e tutti i posti di lavoro. “Dovranno fare i conti – ha aggiunto De Magistris – con un tavolo in cui c’è il sindaco. Purtroppo noto che c’è una spinta a delocalizzare in base a scelte punitive per Napoli “. A ogni modo il primo cittadino è fiducioso: ” In alcune vertenze i risultati sono arrivati: se si muove il sindaco di Napoli si esercita un peso”. De Magistris è stizzito. “Vogliono far passare l’idea – il disappunto del sindaco – che Napoli e la sua area metropolitana siano luoghi dove non è conveniente investire. Noi invece diciamo che qui si può investire: possiamo offrire nella nostra mediazione anche questo. Abbiamo fatto investimenti pubblici rilevantissimi proprio nell’area in cui si trovano gli uffici di Almaviva. Tra poco proprio lì risolveremo anche la questione del campo rom”. Il sindaco ha manifestato una notevole attenzione anche per la vertenza Gepin, che dopo 12 anni ha perso la commessa Poste Italiane. “Per quanto riguarda la Gepin – ha detto a questo proposito – agirò nella mia veste di sindaco della Città Metropolitana. Noi con Poste Italiane riusciamo ad aver l’interlocuzione. Con Poste abbiamo interlocuzioni importanti”. Dal canto suo l’assessore comunale al Lavoro Enrico Panini si è avviato alla conclusione dell’incontro stabilendo un’agenda: “Avvierò un contatto con il ministro del Lavoro Poletti e con la viceministro alle attività produttive Bellanova. Inoltre parteciperemo alle manifestazioni e invierò una nota formale a Poletti perché vogliamo partecipare ai tavoli ministeriali”. L’assessore ha chiuso la riunione con una nota polemica nei riguardi dell’esecutivo Renzi. “Lo dico da emiliano, da cittadino di Reggio Emilia – ha affermato – e cioè: che ci sia un governo a trazione nordista è un rischio effettivo”. Mercoledì 30 marzo ci sarà un presidio dei lavoratori Almaviva, sotto la torre del consiglio regionale, al centro direzionale, presidio che si preannuncia partecipato. E il primo aprile sindacati e azienda si incontreranno nella sede romana di Almaviva nell’ambito dell’esame congiunto della procedura di licenziamento, che scadrà il 5 giugno. La scadenza della procedura di mobilità per tutti i 220 lavoratori di Gepin Casavatore è invece più vicina: 10 maggio.
È la seconda petizione promossa dai movimenti Alleanza per Sant’Anastasia, Arcobaleno e I Cittadini Prima di Tutto, indirizzata alla RFI direzione generale di Napoli e alla sezione Controllo della Corte dei Conti. Dopo la diffida delle Ferrovie recapitata in Comune ancora nessun dietrofront da parte dell’amministrazione. L’ex vicesindaco Armando Di Perna chiede: «La revoca sia messa oggi ai voti in Consiglio Comunale, la proporrà la capogruppo Veruska Zucconi».
Agli inizi di dicembre scorso un’altra petizione era già stata firmata da moltissimi cittadini e indirizzata sia alla RFI che alla Corte dei Conti, oltre che al segretario generale del Comune di Sant’Anastasia, ai responsabili degli uffici Ragioneria e Lavori Pubblici e al collegio dei revisori dei conti. Il documento, al quale le Ferrovie hanno risposto, dando ragione a chi sostiene che non possono essere dirottati fondi senza incorrere in difformità rispetto al protocollo d’intesa, chiedeva la revoca della delibera di giunta comunale 366 del 2015, ratificata con delibera di consiglio comunale 57/2015. Ieri, nel quartiere Ponte di Ferro – Starza, ossia il rione interessato al quale, secondo il parere dei movimenti che hanno promosso l’incontro, sono stati «scippati» i fondi che l’amministrazione ha voluto dirottare sulla riqualificazione di via Marconi, nel centro città, una seconda petizione è stata proposta ai cittadini che hanno, già in molti, firmato. Anche questo documento sarà inoltrato agli stessi destinatari.
Nel consiglio comunale convocato per le 11 di stamane, la capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia, Veruska Zucconi, chiederà di mettere ai voti la revoca delle delibere con cui i fondi erogati quale ristoro per il passaggio del ponte dell’alta velocità da RFI, sono in parte (novantamila euro) dirottati sulla riqualificazione dei marciapiedi di via Marconi.
Intanto i dettagli della vicenda li ha ripercorsi, per i residenti del quartiere, l’ex vicesindaco con delega al Bilancio, Armando Di Perna: «La questione ha inizio nei primi anni Duemila, quando la Direzione Investimenti Sud Italia di Ferrovie dello Stato propone il passaggio della Tav lungo il territorio anastasiano, con una duplice sfortuna: sarebbe passata accanto ad una scuola e soprattutto senza la fermata che avrebbe potuto creare sviluppo. A fronte di questa iattura, viene deliberato un ristoro materiale ed uno economico. Quello materiale sarà rappresentato dalla costruzione di una scuola a poche centinaia di metri, quello economico da fondi tali da poter realizzare una viabilità alternativa e riqualificare la zona interessata». «Dopo tante bozze di protocollo d’intesa, quello definitivo viene siglato nel 2010 dall’amministrazione Esposito – continua Di Perna – ed è molto vantaggioso per il Comune, oltre ad indicare le opere da realizzare con tali fondi: la creazione di una seconda scuola materna per esempio, a completamento della cittadella scolastica, giacché sappiamo tutti molto bene in quali condizioni siano costretti a frequentare la scuola materna i bimbi del quartiere, ossia in una struttura completamente inadeguata nella quale, prima di lasciare il mio incarico sono riuscito a fare qualche intervento ma che, ritengo, dovrebbe essere semplicemente demolita e considerata inidonea ad ospitare più di cento bambini; il resto dei fondi deve servire, da protocollo d’intesa, a riqualificare l’area, realizzare il passaggio pedonale e rimettere a nuovo tutte le traverse di via Pomigliano fino all’incrocio con via Coscialonga Qui tutte le strade da riqualificare. Insomma, tutto chiaro, conciso e siglato con tanto di firma da un protocollo registrato e controfirmato».
Ma non è andata così. «Nel 2015 accade qualcosa che mai avrei immaginato e in nessun caso avrei sottoscritto – continua Di Perna – a novembre il sindaco Abete, consigliato da chissà quale mente eccelsa, approva una delibera di giunta con la quale si decide di ricorrere a quei fondi destinati al quartiere Starza Ponte di Ferro per sopperire alla perdita di un finanziamento (ndr, all’epoca ancora in forse) per via Marconi. Noi proponiamo la prima petizione da RFI ci rispondono che hanno già provveduto a diffidare in merito il Comune ma, cosa paradossale, un mese dopo l’assessore ai Lavori Pubblici risponde ad un’interrogazione della consigliera Zucconi confermando la volontà di dirottare i fondi. Tutto ciò senza aver speso, in due anni, nemmeno un euro per il quartiere interessato. Via Marconi si deve fare, ma provvedano con un mutuo e lascino stare questo rione già ampiamente penalizzato, dove ci sono imprenditori come Piccolo, Gifuni, Ciccarelli, Beneduce, Palumbo, D’Auria e molti altri che sopperiscono ogni giorno alle mancanze dell’amministrazione e danno lavoro a centinaia di persone, dove ci sono mamme che al mattino devono accompagnare i bimbi a scuola tra le pozzanghere: vengano a dirlo a loro che la priorità è via Marconi».
Infine, l’appello: «Ai consiglieri di maggioranza e alle altre opposizioni – dice Di Perna – vorrei dire che in maniera legittima e democratica sarà proposta la revoca di questa delibera illegittima: la votino e diano un po’ di dignità non solo a questo quartiere ma al loro impegno politico. Dopodiché si inizino subito i lavori, i progetti ci sono e i fondi sono nelle casse del Comune, non capisco cosa si aspetti».
“Panificio” è risultato senza requisiti igienici. Gli occhiali invece recavano un marchio europeo contraffatto.
Ad Afragola i carabinieri del Nas di Napoli hanno chiuso il negozio chiamato “Panificio”, un esercizio del valore di 250mila euro gestito dal R. G., 42 anni,di Afragola. L’operazione è stata messa a segno insieme a operatori dell’ ASL Napoli 2 nord. Secondo quanto riferito dai militari la chiusura amministrativa è scaturita dal fatto il laboratorio si presentava privo dei requisiti minimi igienico sanitari e strutturali. Inoltre i carabinieri e gli operatori sanitari hanno proceduto al sequestro amministrativo di 20 chili circa di prodotti carnei (misto di salumeria e sugna alimentare), rinvenuti privi di qualsivoglia indicazione utile a garantirne la loro rintracciabilità. A San Giuseppe Vesuviano, invece, i Nas, su provvedimento della procura di Nola, ma nell’ambito di un’indagine svolta dal Nucleo anti sofisticazioni , hanno sequestrato 235 paia di occhiali premontati da vista. Motivo: erano stati esposti per la vendita con un marchio di conformità’ “ce” contraffatto da un cittadino di nazionalità’ cinese, 48 anni, residente a Boscoreale.
(Fonte foto: rete internet)
Paolo Russo (FI): “Noi non molliamo”
Con l’ hashtag De Luca non provarci ha preso il via la campagna contro il mancato avvio dei lavori per l’interramento della Circum nella tratta Saviano – Feudo – Nola da parte della giunta regionale della Campania. A promuoverla è stato il deputato di Forza Italia, Paolo Russo che su Facebook ha scritto: “Non molliamo! Quando c’è da mettere le discariche la sinistra non ci pensa due volte. Quando invece si tratta di assecondare un disegno di sviluppo e modernità fa di tutto per affossarlo. Interrare la Circum di Nola significa meno traffico e più lavoro”.
Il cantiere non è stato ancora aperto ed il rischio è di mandare in fumo 120 milioni di euro, finanziati con fondi Cipe nel 2011. Nel 2014 la Regione Campania sottoscrisse l’accordo di programma quadro con il dipartimento per lo sviluppo e coesione economica ed il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e, successivamente, programmò gli impegni di spesa a favore dell’Eav, ente attuatore del progetto. Poi, dopo ulteriori passaggi avvenuti all’inizio del 2015 quando in carica c’era ancora Stefano Caldoro, la procedura si è completamente arenata senza motivo.
La scorsa settimana l’ultimo question time di Paolo Russo al ministro dei Trasporti, che ha risposto così: “Nel ricordare che la competenza amministrativa in materia di programmazione e realizzazione dell’opera di interramento è in capo alla Regione Campania, informo che l’agenzia per la coesione territoriale ha comunicato che non risulta pervenuta al tavolo dei sottoscrittori dell’accordo di programma quadro alcuna comunicazione in merito. Pertanto lo scorso 28 gennaio l’agenzia ha chiesto alla Regione Campania notizie in ordine all’andamento dei lavori al fine dell’eventuale coinvolgimento del tavolo dei sottoscrittori. Da parte del Mit non mancherà un’azione di acquisizione di ulteriori informazioni sullo stato di realizzazione degli interventi previsti”.
“La Regione non informa nemmeno il Governo sui ritardi che rischiano di far perdere soldi e sviluppo ai cittadini e noi continuiamo a chiederci perché De Luca manda avanti altre opere con le stesse caratteristiche amministrative e procedurali e frena l’interramento della Circumvesuviana sulla tratta nolana”.
A seguito della notizia riguardante i casi di meningite il sindaco Lello Abete invita la cittadinanza a non allarmarsi e a non creare allarmismi.
Riportiamo il comunicato stampa appena trasmesso.
I casi riguardano una residente di 25 anni ed un altro soggetto adulto che ha lavorato fino a gennaio scorso in Sant’Anastasia.
Il Sindaco ha richiesto stamane delucidazioni alla competente ASL, al fine di valutare eventuali azioni da intraprendere.
Poco fa è stata fatta pervenire al Comune la nota Prot. 2956 del 23.03.2016 del Dipartimento di Prevenzione, a firma del dott. Francesco Giugliano, dalla quale si evince che sono state effettuate le indagini epidemiologiche alla donna anastasiana, che secondo quanto riferito dai familiari – spiega l’ASL – non frequentava comunità e che tutti i suoi congiunti sono stati sottoposti a cura preventiva e godono di buona salute. Allo stato – precisa l’ASL – non si ha ancora alcuna diagnosi di certezza.
Riguardo al secondo caso del soggetto residente in Napoli, l’ASL non lo collega al precedente e chiarisce che al momento non si riscontrano particolari criticità di ordine sanitario.
“Principalmente sono vicino a tutti coloro che sono coinvolti in questi casi e tengo a dire che seguo personalmente la problematica – afferma il Sindaco, Lello Abete – stando in contatto continuo con l’ASL. Ad oggi non si ravvisano, e l’ASL l’ha affermato chiaramente, criticità e motivi di preoccupazione”.
In una nota stampa i gruppi consiliari di opposizione manifestano solidarietà ai condomini coinvolti nella questione So.fi.coop.
I Gruppi Consiliari di FI, di FdI ed i componenti del gruppo misto, nell’esprimere piena solidarietà ai cittadini sommesi residenti e non, coinvolti nella vicenda So.Fi.Coop, manifestano la propria disponibilità a discutere e valutare l’adozione dei più opportuni provvedimenti, che saranno sottoposti all’attenzione del civico consesso, al fine di individuare soluzioni concrete alla problematica.
Consapevoli del senso di responsabilità che è proprio di chi è investito del mandato elettorale, si attende di conoscere innanzitutto le opportune e doverose valutazioni operate in merito dal Sindaco già a partire dall’incontro di questo pomeriggio presso Palazzo Torino, ove saranno presenti le relative delegazioni.
Il Gruppo consiliare FIIl Gruppo consiliare FdIIl Gruppo misto (Iorio-Mocerino)
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