Lorenzin, nessun taglio di posti letto
Ministro visita ‘Pascale’e Centro Robotica del Nuovo Policlinico.
Non ci sarà il paventato taglio di 800 posti letto in Campania. A chiarirlo è stato il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, a margine degli incontri oggi a Napoli (ha prima visitato l’Istituto Pascale e poi il Centro di chirurgia robotica multidisciplinare del Nuovo Policlinico). “Purtroppo – ha spiegato l’equivoco il ministro – è stato fatto un calcolo su parametri e dati non corretti”. Lorenzin, inoltre, ha sottolineato la mancanza di ”un piano sulle reti”. Ecco cosa impedisce alla sanità campana di funzionare al meglio. Dal canto suo il governatore Vincenzo de Luca ha affermato: ”Lo annuncio anche al ministro Lorenzin. Sono un pacifico guerriero e nei prossimi giorni comincerò una battaglia per rivedere i criteri del piano di riparto nazionale dei fondi per la sanità. E lo dico anche ai miei colleghi presidenti di Regione: non accetto più rinvii ne’ manfrine su quella che è una grande truffa sulla pelle della Campania”. (Fonte foto: rete internet)Sanità Campania: «Basta con le lunghe file d’attesa, regolamentare l’attività di intramoenia»
La proposta di Antonio Palagiano, dirigente nazionale sanità Idv, già Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario.
«L’attività intramoenia in Campania va urgentemente regolamentata: non deve più verificarsi lo scandalo delle lunghissime liste d’attesa, anche in campo oncologico, dove, per essere operati, o si passa per l’intramoenia o si aspettano mesi che accorciano la vita».
Lo dichiara il responsabile nazionale sanità dell’Idv Antonio Palagiano, già Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi regionali.
«Oltre ai blitz negli ospedali che auspichiamo sempre più frequenti da parte del Presidente De Luca, affinché verifichi di persona lo stato in cui versano i pazienti – prosegue Palagiano – occorre regolamentare l’attività libero-professionale negli ospedali. In Campania, i dirigenti medici responsabili di Unità Operative Complesse, quelli che un tempo si chiamavano primari, di fatto possono effettuare l’attività intramoenia, l’intramoenia allargata o l’extramoenia senza alcun limite. E’ necessario, pertanto, regolamentare la libera professione in ambito ospedaliero parametrandola al volume professionale totale svolto nella struttura sanitaria di appartenenza, facendo in modo che l’attività libero-professionale, non superi mai il volume di quella strettamente prestata per il Sistema Sanitario Nazionale, per la quale il medico è stipendiato».
Questa piccola rivoluzione avrebbe il vantaggio di fungere da stimolo per lavorare di più nel pubblico, poiché chi più produce al mattino, o comunque durante il suo orario di servizio, tanto più privato potrà effettuare in ospedale nel pomeriggio. Si accorcerebbero drasticamente le liste d’attesa e tutti i pagamenti sarebbero tracciabili. In Campania, purtroppo, in alcuni casi, l’attività professionale svolta in intramoenia supera quella pubblica, per cui è evidente che la stessa si pone in concorrenza con quella che dovrebbe essere l’attività principale del medico dipendente. Andrebbe poi abolita del tutto l’extramoenia, almeno per i dirigenti di struttura complessa.
«Auspico – conclude il dirigente dell’Italia dei Valori – che la Regione Campania adotti con sollecitudine provvedimenti che limitino l’intramoenia, affinché si eviti il paradosso che essa superi il volume svolto a favore del SSN ed elimini ad horas l’obbrobrio delle visite “pubbliche” negli ambulatori privati in cui non c’è alcun controllo, sia dal punto di vista fiscale che strutturale. Proibire del tutto l’intramoenia, come vorrebbe fare il Presidente della Toscana Rossi, esporrebbe invece il sistema sanitario nazionale ad una fuga dei migliori clinici nelle strutture private».
(Fonte foto: rete internet)
22 Aprile, Giornata mondiale per la Terra
Cinquant’anni dalla sua proclamazione, così come ci ricorda il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani, cinquant’anni di cambiamenti, di passi avanti, come ci illustra il prof. Romano Pesavento, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani.
Istituita il 22 aprile 1970 ed ufficializzata dall’ONU il 21 marzo 1971 su invito del senatore democratico Gaylord Nelson, che riuscì a mobilitare sul tema ambientale 20 milioni di cittadini americani, tale giornata costituisce il baluardo – simbolo per la difesa del nostro pianeta. In origine, i punti all’ordine del giorno erano incentrati sull’inquinamento per aree della Terra (inquinamento del suolo; inquinamento dell’acqua, etc.); successivamente, il surriscaldamento globale è diventato la grande minaccia per la sopravvivenza del genere umano.
Molteplici e reiterati sono stati i disastri ambientali generati dall’uomo, le cui terribili conseguenze sono ancora sotto gli occhi di tutti: Bhopal, Cernobyl, Seveso, Golfo del Messico e lago di Aral.
Proprio per questo, nell’arco degli oltre quarant’anni intercorsi dalla proclamazione della giornata, non si sono mai fortunatamente spenti i riflettori su tematiche che dovrebbero ulteriormente trovare spazio nella comunicazione mediatica e adeguata divulgazione proprio presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
L’educazione ambientale, inserita tra gli argomenti fondamentali della Disciplina dei Diritti umani, dovrebbe diventare un puntello per la formazione dei futuri cittadini.
Traendo spunto da personaggi di forte impatto mediatico come Felix Finkbeiner, Wangari Maathai, Rachel Carson, Al Gore e utilizzando le nuove tecnologie (Facebook, siti web, blog, piattaforme virtuali etc.) è possibile creare proposte didattiche più efficaci e persuasive, ovviamente anche con l’apporto degli adeguati approfondimenti sui documenti (Climate Change and Food Systems: Global assessments and implications for food security and trade) e gli eventi (COP 21) più significativi per la conoscenza del fenomeno.
La Carta della terra, per esempio, approvata nel corso di un meeting presso il quartier generale dell’UNESCO, a Parigi, nel 2000, è un documento che merita di essere divulgato e dibattuto nelle classi; si tratta di una dichiarazione di principi etici fondamentali per la costruzione di una società globale giusta, sostenibile e pacifica, i cui contenuti, analizzati e introiettati, rafforzerebbero la coscienza civica dei futuri abitatori del mondo.
A tal fine, il Coordinamento invita il 22 aprile tutte le scuole a sensibilizzare gli studenti sulle problematiche in questione e a promuovere una serie di attività didattiche connesse. Sarebbe istruttivo curare un piccolo spazio di verde all’interno del proprio istituto, anche collocando semplici vasetti di piante in classe o meglio ancora dedicando qualche attenzione ai luoghi antistanti la scuola, se è possibile.
“Adottare un aiuola” potrebbe essere lo slogan adatto per invitare a vivere il proprio ecosistema con una consapevolezza diversa. Ognuno, uomo, donna o bambino può contribuire quotidianamente con le sue azioni a salvare la Terra.
“Più riusciamo a focalizzare la nostra attenzione sulle meraviglie e le realtà dell’universo attorno a noi, meno dovremmo trovare gusto nel distruggerlo.” (Rachel Louise Carson)
(Fonte foto: rete internet)
Acerra, lotta alla prostituzione: multe più salate per “lucciole” e clienti
Si inaspriscono i provvedimenti di contrasto alla prostituzione nella città: oltre alle sanzioni già previste nei confronti dei clienti e delle prostitute anche multe più salate, fino a 498 euro.
Con un’Ordinanza Sindacale, il Comune di Acerra “dichiara guerra” alle lucciole, ai clienti e persino a chi ferma e/o sosta veicoli per contattare soggetti dediti alla prostituzione. Il provvedimento aggiunge, oltre alle sanzioni già previste nei confronti dei clienti delle prostitute e delle stesse lucciole, come il sequestro del veicolo e sanzioni amministrative, anche multe più salate, fino a 498 euro, oltre al sequestro del denaro eventualmente corrisposto, con la possibilità che la multa venga notificata presso il domicilio di residenza.
Il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, di fronte all’esigenza di sostenere ulteriori azioni di contrasto del fenomeno della prostituzione con strumenti giuridici ha emanato l’Ordinanza Sindacale n. 9 del 11 aprile 2016, anche “a tutela della sicurezza della circolazione stradale, della pubblica incolumità e della sicurezza urbana, nonché con il fine di ridurre fortemente gli interessi criminali allo sfruttamento dei soggetti avviati alla prostituzione e tutelare gli stessi che sono le prime vittime”.
L’Ordinanza n.9, in vigore da oggi, vieta “a chiunque, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, con particolare riferimento alle strade statali e provinciali che attraversano il territorio comunale, dove è maggiore il rischio di incidenti stradali, di fermare e/o sostare veicoli, di contattare soggetti dediti alla prostituzione ovvero concordare con gli stessi prestazioni sessuali”, e inoltre, vieta a chiunque “di assumere atteggiamenti, comportamenti ovvero indossare abbigliamenti che manifestano in modo inequivocabile l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio”.
La violazione di questa Ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria fino a € 498,00, e per l’accertamento delle infrazioni, la contestazione delle medesime, la notificazione dei relativi verbali e per la riscossione delle somme dovute, si osservano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689. Il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha ritenuto opportuno adottare questo provvedimento urgente di contrasto al fenomeno della prostituzione su strada che non accenna ad attenuarsi nonostante le azioni già poste in essere dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Municipale e che “determina lo sviluppo di pratiche criminali di sfruttamento incompatibili con i valori fondanti di questa Comunità”.
Boscoreale e Terzigno: smaltimento illecito di rifiuti, denunciate sei persone
Controlli a tappeto dei militari della compagnia di Torre Annunziata, per prevenire e contrastare il fenomeno dell’illecito smaltimento di rifiuti effettuati tra Boscoreale e Terzigno.
Al termine dell’operazione i carabinieri hanno denunciato per gestione di discarica non autorizzata di rifiuti un operaio 47enne di Gragnano che senza alcuna autorizzazione aveva adibito un’area di circa 3100 metri in via Panoramica di Boscoreale a deposito di rifiuti speciali pericolosi (materiale edile di risulta).
Sempre a Boscoreale sono stati denunciati un operaio incensurato 57enne e un operaio incensurato 48enne di Castellammare nonché un 43enne di scafati che avevano adibito senza alcuna autorizzazione un’area di circa 1800 metri quadrati in via Aquini di Boscoreale a deposito di rifiuti speciali pericolosi ,tra i quali eternit materiale plastico e ferroso, materiali di risulta, scarti di lavorazioni chimiche meccaniche e tessili.
A Terzigno, denunciati per trasporto, raccolta e smaltimento di rifiuti speciali non autorizzati un trentottenne di San Giuseppe Vesuviano e un trentunenne di Ottaviano già noti alle forze dell’ordine sorpresi a bordo di un Fiat Ducato carico con circa 1900 kg di scarti di lavorazione tessile.
Ottaviano, la giunta approva atto di indirizzo per la metanizzazione
Arriva il metano ad Ottaviano. La giunta comunale, infatti, ha approvato l’atto di indirizzo per la realizzazione e gestione dell’impianto e della rete di distribuzione di gas metano nel Comune di Ottaviano. L’opera sarà realizzata mediante la finanza di progetto, che prevede il coinvolgimento dei soggetti privati nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell’accollo dei costi dell’opera.
In particolare, la giunta ha approvato il progetto della “Amalfitana Gas srl”, la ditta con la quale lo stesso Comune aveva da tempo un contenzioso proprio sul servizio di metanizzazione. L’azienda ha provveduto a rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato presentato contro una sentenza del Tar a favore del Comune. Lo strumento della finanza di progetto e la possibilità di accedere al contributo previsto dal programma di metanizzazione del Mezzogiorno approvato dal ministero dello sviluppo economico consentirà all’amministrazione comunale di Ottaviano di ottenere il servizio di metanizzazione senza alcun aggravio per le casse dell’ente.
Va, inoltre, specificato che l’attuale procedura della finanza di progetto prevede l’indizione di una gara per l’affidamento della concessione. Sarà, dunque, pubblicato un bando gestito dalla stazione unica appaltante.
Soddisfatto il sindaco di Ottaviano Luca Capasso: “Sblocchiamo una vecchia questione. Ottaviano è l’unico Comune della zona che non ha ancora il metano, ora finalmente siamo in grado di colmare questa lacuna: raggiungiamo un traguardo importante, di cui beneficeranno tutti i cittadini”.
Festival dei diritti dei ragazzi, la carica dei 5000 con Depalma, Mancuso e Biancardi
Oltre cinquemila studenti, in rappresentanza delle 30 scuole coinvolte, hanno partecipato alla marcia dei diritti dei ragazzi che si è tenuta questa mattina a Nola, a conclusione della quarta edizione del Festival dei diritti dei ragazzi.
Un corteo festoso e colorato è partito da piazza D’Armi e si è concluso in piazza Duomo, dove sono intervenuti l’arcivescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola, Paolo Mancuso, e il sindaco di Nola Geremia Biancardi.
Con convegni, spettacoli, momenti ludici e occasioni di riflessione, il Festival dei diritti dei ragazzi si è confermato un appuntamento importante per le scuole e le associazioni dell’area nolana e vesuviana: uno spazio/tempo annuale di confronto e, soprattutto, di incontro sui diritti dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, affinché cresca l’attenzione alla tutela dei loro diritti e al loro protagonismo nella comunità.
Sant’Anastasia. Una lapide in Municipio per la Flobert’s
Il sindaco: l’avevo promesso lo scorso anno.
Una lapide posta nell’androne del Municipio testimonierà in modo duraturo le vittime della Flobert’s ed è stata scoperta con una cerimonia ufficiale oggi 11 aprile, giorno e mese istituzionalizzato dall’Ente come “Giornata della memoria per le vittime della Flobert’s”.
Quarantuno anni non bastano e non ne basteranno altrettanti per cancellare il ricordo della tragedia che venerdì 11 aprile 1975, alle 13,25 sconvolse tutta la comunità dei paesi vesuviani ed in particolare quella di Sant’Anastasia: nell’aria una serie di scoppi annunciò la fine della Flobert’s, fabbrica di fuochi d’artificio ed armi giocattolo, sita nella contrada Romani.
12 giovani vite, di Ottaviano, Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, furono fatte a brandelli, un solo supersite. Supersite per miracolo della Madonna dell’Arco, come sostiene e racconta da anni Ciro Liguoro, che si sentì strappato alla morte e portato fuori dalle macerie.
Affinché questa crudele pagina della storia del Paese sia adeguatamente commemorata ed il tema della sicurezza sul lavoro e delle morti bianche sia sempre oggetto di sensibilizzazione, a partire dai giovani, sono state invitate tutte le scuole elementari, medie e superiori. Varie classi di alunni e professori hanno comunicato la loro presenza, tra cui quelle dell’ITC L. Pacioli.
L’evento commemorativo, cui sono stati invitati anche i parroci e le Forze dell’Ordine, le associazioni e i consiglieri comunali, ha avuto inizio alle 10,30 con la deposizione di una corona di alloro e la celebrazione della Santa Messa nel cimitero, presso il Monumento che l’Amministrazione Comunale volle erigere a memoria delle 12 vittime.
Alle ore 11.30 c’è stata invece la scopertura della lapide in Municipio ed a seguire, in sala consiliare, la lettura di brani a tema da parte di allievi-attori della scuola di Teatro G. Rocco “Accademia arti dello spettacolo”, di Carmine Giordano, direttore.
“È un avvenimento speciale questo 41º anniversario dello scoppio della Flobert’s. Abbiamo ricordato di anno in anno la tragedia, le vittime; abbiamo con forza detto basta morti bianche. Ma mancava un segno tangibile. Perciò quest’anno è speciale: la lapide marmorea in memoria, che, come promesso, abbiamo deciso di mettere dentro il Municipio, è il segno che mancava e di cui anche l’unico superstite di quegli scoppi, Ciro Liguoro ci comunicò il bisogno. È un attestato alla memoria – dice il sindaco Lello Abete – una memoria che poniamo all’attenzione degli studenti e della autorità civili e religiose in maniera concreta per sottolineare l’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro. Per quanta attenzione viene data, ancor oggi si verificano incidenti e morti bianche. È importante allora questo momento di ricordo e riflessione, che abbiamo voluto sottolineare col dedicare e scoprire insieme la lapide dell’Amministrazione ai caduti sul lavoro della Flobert’s”.
Wi-Fi gratuito nell’area del Parco Pubblico «Giovanni Paolo II»
Da domani, 12 aprile, in tutta l’area del Parco Pubblico «Papa Giovanni Paolo II» sarà attiva la connessione wi-fi gratuita. Come già in altre aree della città, i cittadini che frequentano la villa comunale potranno connettersi gratuitamente ad Internet.
«Un servizio totalmente gratuito per i cittadini – dice il sindaco Lello Russo – indispensabile non solo per i giovani».

