In ricordo di Giuseppe Piccolo, vittima innocente della criminalità organizzata, presso lo stadio comunale di Cercola, si è tenuto il Trofeo “Un calcio alla droga”, giunto alla quarta edizione.
Organizzato in collaborazione con il commissariato di polizia di Stato di Ponticelli e con la stazione dei carabinieri di Volla, la partecipazione della S.S.D Stella Splendente di Sant’Anastasia, della O.P. Savoia, della S.D. Lions’ di Cercola e delle scuole del territorio, il trofeo di calcio ha avuto come fine sia quello di sostenere l’associazione Mir Onlus di Sant’Anastasia, che si occupa del recupero dei ragazzi in disagio sociale e punta, con il Trofeo, a raccogliere una somma bastevole ad assicurare loro una settimana di vacanza, sia quello di intitolare lo stadio a Giuseppe Piccolo con apposita targa.
Sulle note dell’Inno Nazionale, cantato da tutti i numerosi alunni, docenti, forze dell’ordine, amministratori e cittadini presenti, oltre alla posa della targa, è stata scoperta una scultura donata alla città dall’ispettore superiore di P.S. Valerio Marciano, da anni ideatore di triangolari di calcio che hanno come protagonisti i ragazzi in disagio sociale e non.
Varie le targhe di riconoscimento consegnate nell’occasione e poi il calcio d’inizio alle partite, dato dal sindaco e dal papà di Giuseppe.
“Durante una manifestazione pubblica sulla legalità il sindaco di Cercola mi spiegò chi era Giuseppe Piccolo: un suo amico, un ragazzo semplice che fu colpito a morte da un proiettile vagante, esploso da malviventi. I sentimenti e le emozioni furono forti e impetuosi – ha affermato l’ispettore superiore di polizia Valerio Marciano – e mi segnarono profondamente come uomo, padre e poliziotto. Per questo nel ricordo di Giuseppe ho pensato di donare ai genitori e alla città di Cercola questa scultura, segno di speranza per tutti i giovani, affinché orientino la loro vita verso giusti valori”.
“Sono momenti importanti per una comunità, per questo – dice il sindaco Lello Abete – sono qui a testimoniare amicizia al sindaco di Cercola. Ai ragazzi dico godetevi questi eventi, siate protagonisti e vivete bene dando il primo posto ai valori”.
“Questa è la quarta edizione della manifestazione un calcio alla droga, un evento nato in collaborazione con il commissariato della polizia di Stato di Ponticelli e dei carabinieri di Volla. I nostri territori, che vivono un momento di alta tensione sociale, hanno bisogno di questi eventi, ispirati ai veri valori della vita. Ricordiamo oggi Giuseppe – ha detto il sindaco di Cercola, Vincenzo Fiengo – un mio amico, un ragazzo a cui l’illegalità ha distrutto i sogni. Cercola mi ha chiesto di ricordarlo e noi lo abbiamo fatto e lo facciamo anche oggi con la targa e questa scultura, affinché rimanga perenne il suo ricordo; e lo facciamo con la città, rappresentata dai numerosi alunni che hanno partecipato a questo evento. Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile la manifestazione ed in particolare l’ispettore superiore di polizia Valerio Marciano, simbolo di quella divisa che guarda alla gente oltre la scrivania”.
Slitta di tre giorni il confronto al Mise per le sedi di Casavatore e di Roma.
Il confronto tanto atteso al ministero per lo Sviluppo Economico era previsto per domani, lunedì 9 maggio. Qualche giorno fa invece è arrivato il contrordine: tutto rinviato di tre giorni, a giovedì 12 maggio.
Ma negli ambienti sindacali corre voce che questo slittamento non debba essere necessariamente visto come un dato negativo e che, anzi, possa essere interpretato nella chiave di un ulteriore sforzo del governo finalizzato a trovare una soluzione contro i 352 licenziamenti annunciati dall’azienda di call center che ha perso la commessa Poste Italiane.
Comunque, si vedrà.
Nel frattempo la procedura di licenziamento resta sospesa fino al 31 maggio. Nel Napoletano questo provvedimento prevede l’estromissione forzata di 220 lavoratori e la sparizione della sede in cui sono impiegati, quella di viale delle Industrie, a Casavatore.
Il monitoraggio dei competitors è una fase che permette di delineare i punti di forza e di debolezza della concorrenza, senza la quale si rischia di inficiare la base di qualsiasi strategia SEO. I valori da parametrare per una valutazione funzionale dei concorrenti si concentrano in tre macro-categorie di pertinenza.
L’autorevolezza dei siti concorrenti sui search engine.
Il relativo grado di pertinenza rispetto alle query.
Il sentiment prodotto dalla concorrenza.
I siti meglio posizionati per query congruenti alla propria nicchia. Tra i tool più utili per queste operazioni ricordiamo:
SeoQuake Toolbar
MozBar
SeoBook Toolbar
Le funzioni dei tre strumenti sono indispensabili per il monitoraggio dei competitors in quanto offrono una panoramica esaustiva rispetto alle SERP di interesse.Tra le specifiche rilasciate attraverso l’utilizzo delle toolbar: il PR, l’AlexaRank, il numero di link sui motori di ricerca principali, i codici di pagina e le keywords per le quali il sito viene raggiunto.
Dopo l’analisi delle SERP, si procede ad una verifica approfondita dei siti. Tra gli strumenti che consentono lo studio dei fattori off-page ed on-page ricordiamo:
com (analizza gli errori e i punti da migliorare per una corretta ottimizzazione)
com (rileva il numero e la qualità dei backlink, lo sharing, le caratteristiche dei domini che likano)
Il monitoraggio dei competitors impone di avere le idee chiare sul sentiment del mercato di riferimento equivale a valutare quali strategia risultano consone o meno a quella nicchia. Sotto questo aspetto può essere effettuato attraverso alcune risorse:
com
com
Entrambi i tool effettuano una ricerca in tempo reale sui social e sui vari blog, semplicemente interrogando una query o inserendo una parola chiave, così da svelare i trend del web e monitorare i contenuti UG (usergenerated).
Riepilogando i dati ottenuti delle SERP, valutando i fattori off-page ed on-page e integrando i risultati con la verifica del sentiment, è possibile creare un report dettagliato sul monitoraggio dei competitors, distinguendo le varie caratteristiche dei singoli concorrenti in base ai parametri elaborati. Può essere utile esportare i dati ricavati in formato .csv, creando un foglio elettronico dove saranno sintetizzate le performance e le peculiarità dei competitors.
In ricordo di Giuseppe Piccolo, vittima innocente della criminalità organizzata, presso lo stadio comunale di Cercola, si è tenuto il Trofeo “Un calcio alla droga”, giunto alla quarta edizione.
Organizzato in collaborazione con il commissariato di polizia di Stato di Ponticelli e con la stazione dei carabinieri di Volla, la partecipazione della S.S.D Stella Splendente di Sant’Anastasia, della O.P. Savoia, della S.D. Lions’ di Cercola e delle scuole del territorio, il trofeo di calcio ha avuto come fine sia quello di sostenere l’associazione Mir Onlus di Sant’Anastasia, che si occupa del recupero dei ragazzi in disagio sociale e punta, con il Trofeo, a raccogliere una somma bastevole ad assicurare loro una settimana di vacanza, sia quello di intitolare lo stadio a Giuseppe Piccolo con apposita targa.
Sulle note dell’Inno Nazionale, cantato da tutti i numerosi alunni, docenti, forze dell’ordine, amministratori e cittadini presenti, oltre alla posa della targa, è stata scoperta una scultura donata alla città dall’ispettore superiore di P.S. Valerio Marciano, da anni ideatore di triangolari di calcio che hanno come protagonisti i ragazzi in disagio sociale e non.
Varie le targhe di riconoscimento consegnate nell’occasione e poi il calcio d’inizio alle partite, dato dal sindaco e dal papà di Giuseppe.
“Durante una manifestazione pubblica sulla legalità il sindaco di Cercola mi spiegò chi era Giuseppe Piccolo: un suo amico, un ragazzo semplice che fu colpito a morte da un proiettile vagante, esploso da malviventi. I sentimenti e le emozioni furono forti e impetuosi – ha affermato l’ispettore superiore di polizia Valerio Marciano – e mi segnarono profondamente come uomo, padre e poliziotto. Per questo nel ricordo di Giuseppe ho pensato di donare ai genitori e alla città di Cercola questa scultura, segno di speranza per tutti i giovani, affinché orientino la loro vita verso giusti valori”.
“Sono momenti importanti per una comunità, per questo – dice il sindaco Lello Abete – sono qui a testimoniare amicizia al sindaco di Cercola. Ai ragazzi dico godetevi questi eventi, siate protagonisti e vivete bene dando il primo posto ai valori”.
“Questa è la quarta edizione della manifestazione un calcio alla droga, un evento nato in collaborazione con il commissariato della polizia di Stato di Ponticelli e dei carabinieri di Volla. I nostri territori, che vivono un momento di alta tensione sociale, hanno bisogno di questi eventi, ispirati ai veri valori della vita. Ricordiamo oggi Giuseppe – ha detto il sindaco di Cercola, Vincenzo Fiengo – un mio amico, un ragazzo a cui l’illegalità ha distrutto i sogni. Cercola mi ha chiesto di ricordarlo e noi lo abbiamo fatto e lo facciamo anche oggi con la targa e questa scultura, affinché rimanga perenne il suo ricordo; e lo facciamo con la città, rappresentata dai numerosi alunni che hanno partecipato a questo evento. Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile la manifestazione ed in particolare l’ispettore superiore di polizia Valerio Marciano, simbolo di quella divisa che guarda alla gente oltre la scrivania”.
Si scontrano i due personaggi che hanno segnato gli ultimi venti anni.
Nel piccolo centro della grande speculazione edilizia, zeppo di clan e pregiudicati, in cui ad agosto hanno ucciso l’immigrato eroe Anatolij Korol e dove hanno fatto sparire tutte le telecamere installate dal ministro Alfano dopo l’assassinio dell’ucraino morto nel tentativo di sventare una rapina, i 5727 elettori di Castello di Cisterna sono chiamati alle urne dopo i cinque anni di amministrazione municipale guidata dal sindaco Clemente Sorrentino, 69 anni, ingegnere, eletto nella tornata del maggio 2011 con il 59,6 % dei suffragi, pari a un totale di 2664 voti. Intanto Sorrentino si ripresenta, in questa circostanza supportato dalla lista “Noi Cittadini”. Due soltanto gli schieramenti contrapposti. Dall’altra parte c’è Aniello Rega, 64 anni, medico, candidato a sindaco della lista civica di centrosinistra “Uniti per Castello di Cisterna”, lista che si è costituita all’insegna della parità di genere, cioè con sei uomini e sei donne alla conquista dei 12 seggi a disposizione in consiglio comunale. La lista che supporta Sorrentino ha invece una connotazione politica mista, anche se l’ingegnere resta connotato nell’ambito del centro destra e, in particolare, di Forza Italia. Il comune di Castello di Cisterna ha un recente passato molto turbolento: nel luglio del 2009 è stato commissariato con un provvedimento antimafia.
CANDIDATO SINDACOANIELLO REGAUniti per Castello di Cisterna: Michele Capasso, Elpidio D’Angelo detto Arpino, Giuseppe Giovanni Di Maio, Concetta Esposito detta Conchita, Irene Favicchio, Cristoforo Ianuale detto Cris, Giovanna Mirra, Davide Nocerino, Alba Romano, Giuseppe Scotto, Maria Cira Vernali, Maria Luigia Villano detta Opallo. CANDIDATO SINDACOCLEMENTE SORRENTINONoi Cittadini: Lucia Adaldo, Francesco Alfano detto Ciccio, Raffaele Auriemma chiamato Angelo, Bruno Battistone, Nicola Caccia, Pietro De Pompeis, Felice Di Mauro, Teresa Esposito, Domenico Alaia Esposito detto Alaia, Giusy Laudando detta Maisto, Giosafatte Nocerino detto Gino, Eliana Violetti.
Boccata di ossigeno per 150 lavoratori.
Svolta nella vicenda del centro commerciale “I Pini”, sui cui pende la spada di Damocle del fallimento deciso a marzo dal tribunale di Napoli Nord. Intanto in soccorso dei 150 dipendenti dell’impianto e dei commercianti che gestiscono i 30 negozi della galleria, che giovedi sono stati protagonisti, insieme, del blocco della statale sannitica e della serrata della struttura, è giunto l’altro ieri sera proprio il giudice delegato ai fallimenti della terza sezione civile del tribunale aversano, Arminio Fragola Rabuano. Il magistrato ha infatti concesso a Selezione Italiana, che gestisce il supermercato Crai, volano del centro commerciale, altri due anni e mezzo di tempo prima della rescissione del contratto, vale a dire fino alla fine del 2018. I trenta commercianti che gestiscono i negozi godranno invece di vantaggi maggiori da questa sorta di piano di salvataggio. In tal caso perché il tribunale a loro ha concesso la possibilità di restare a tempo indeterminato all’interno del parco commerciale. Nel frattempo, entro un massimo di 90 giorni, la magistratura fallimentare metterà all’asta la licenza del parco commerciale. Chi si aggiudicherà l’acquisto dell’attività del supermercato dovrà però garantire l’assunzione degli attuali 66 addetti del “Crai” e di altre due dipendenti in maternità che non facevano più parte dell’organico. “Ma all’asta parteciperemo tutti: noi di Selezione Italiana, i commercianti della galleria e i lavoratori”, anticipa Gianni Romani, amministratore di Selezione Italiana, l’imprenditore che gestisce il Crai de I Pini e tutti i supermercati Crai della Campania fino a 250 metri quadrati ( ammontano a 128 nella nostra regione ). Il piano di salvataggio ( ma sarebbe meglio definirlo “la concessione” della magistratura ) è il frutto di un accordo scaturito da un incontro tenuto nel tribunale di Napoli Nord tra il giudice Rabuano, Romani, i commercianti della galleria de I Pini, il curatore fallimentare e gli altri soggetti legalmente autorizzati a parteciparvi. “A ogni modo noi manteniamo lo stato di agitazione – replicano però i lavoratori del parco commerciale – perché vogliamo che i contenuti dell’accordo vengano rispettati ma anche perché non intendiamo cedere i nostri diritti: le nostre attuali condizioni contrattuali”. Lavoratori che giovedi, insieme ai piccoli imprenditori che gestiscono le attività de I Pini, hanno dato vita a una protesta molto dura, con blocchi stradali e serrate, originata dal timore dei licenziamenti collettivi. Una situazione difficile a sua volta scaturita dal fallimento da quasi 17 milioni di euro della Società Parco Commerciale I Pini srl controllata dai Credendino, nota famiglia di imprenditori afragolesi.
Maren Elettronic ha annunciato un ampliamento il prossimo 14 maggio con uno spostamento di sede da via Annunziata a via Marigliano, sempre a Somma Vesuviana. Un’occasione da non perdere, perché l’azienda ha deciso di festeggiare con i propri clienti con tante iniziative.Elettrodomestici, telefonia mobile, pc e tanti altri prodotti a prezzi superconvenienti! Questo è Maren Eletrinic, una realtà commerciale radicata sul territorio di Somma Vesuviana e non solo, che vanta oltre trent’anni d’esperienza nel settore, e che il prossimo 14 maggio inaugurerà una nuova sede. Si tratta di un’ampliamento e al tempo stesso di uno spostamento che vedrà l’apertura del nuovo punto vendita a via Marigliano di Somma Vesuviana. Maren Eletronic è da sempre vicino ai suoi clienti in tutti gli ambiti ed in particolare è un vero leader nell’elettronica, potendo vantare il marchio Unieuro, ma è vicino anche al mondo dei più piccoli, essendo nel settore dei giocattoli un vero e proprio must, grazie al marchio Giocheria. Tante le aziende che hanno lavorato per la realizzazione del nuovo punto vendita, rendendo la struttura un vero gioiello all’avanguardia con impianti a risparmio energetico e molto altro. Tutto per rendere l’ambiente accogliente e moderno, dove il cliente possa sentirsi a casa propria. La realizzazione del progetto, ha infatti visto l’impiego per la maggiore di GE.GA. installazioni, per gli impianti elettrici e la climatizzazione, ma anche per la messa in sicurezza. Per quanto riguarda invece, la progettazione e la realizzazione del layout è scesa in campo la Fortezza di Bologna.Un evento quello del prossimo 14 maggio che vedrà dunque l’apertura del punto di via Marigliano, ma che sarà anche un’occasione per festeggiare insieme, grazie ai prezzi super ridotti di molti prodotti e all’intrattenimento fortemente voluto dallo staff! Per scoprire di più, non solo sulla nuova apertura, ma soprattutto per conoscere meglio Maren Elettronic, abbiamo intervistato il titolare, il Signor Salvatore Auriemma.
Cosa vuol dire avere un’attività commerciale sul nostro territorio?“È una grande responsabilità, perché oltre ad offrire possibilità di lavoro, si entra a far parte di una rete commerciale atta ad incentivare lo sviluppo economico del territorio stesso. Bisogna tenere alto l’interesse dei clienti, apportando le giuste offerte che possano attirare persone non solo del paese, ma anche dalle zone limitrofe. In questo modo si contribuisce al miglioramento dell’attività economica della nostra città.”Quali caratteristiche deve avere un buon imprenditore?“Un buon imprenditore deve essere attento ed oculato negli investimenti, ma soprattutto deve vivere in prima persona la propria azienda, scegliendo con attenzione i propri collaboratori. Non deve mai montarsi la testa, ma soprattutto deve avere la forza ed il coraggio per rialzarsi di fronte ad eventuali ostacoli che si possono trovare lungo il cammino.”Come nasce la vostra attività, da chi è stata fondata?“La Maren nasce più di trent’anni fa. Fu fondata quasi per gioco da due persone di persone di famiglia, che la gestivano come attività secondaria. Devo veramente tanto a loro, che fin dall’inizio hanno creduto in me come persona e come imprenditore. Infatti mi hanno dato la possibilità di guidare fin dall’inizio quest’azienda ed allora ero solo un adolescente . Da qualche anno ho rilevato l’intera società.”Da quanto siete aperti?“Siamo partiti da un locale di appena 50mtq, più di trent’anni fa.”Come è cambiato nel tempo il rapporto con la clientela?“Credo che il rapporto non sia cambiato affatto. Si è sempre fondato sulla fiducia nei nostri confronti e col tempo questa si è solo fortificata. Quello che abbiamo cercato di fare è solo adeguarci alle loro esigenze. Ora ci troviamo davanti ad una clientela moderna che spesso sa già quello che vuole.”Qual è la fascia d’età che maggiormente viene al vostro negozio?“Fortunatamente riusciamo a richiamare l’attenzione di tutte le fasce di età. Il nostro negozio infatti, vanta diversi prodotti come giocattoli, elettrodomestici, articoli da regalo, mob da completamento e molto altro. Insomma, accompagniamo i clienti nella crescita dal primo anno di vita fino ai 99 anni ed oltre… “Qual è il prodotto che i clienti richiedono di più?“Dipende dalla fascia di età, ma prevalentemente giocattoli, telefonia e prodotti informatici.”Quanto è importante usare i social network per far conoscere la propria attività e i propri prodotti?“Sono uno strumento molto importante. I social hanno preso un grande sopravvento tra i giovani e meno giovani, quindi lo trovo un ottimo strumento pubblicitario.”Quali canali pubblicitari predilige la vostra attività?“Abbiamo un’ampia diffusione, direi che abbracciamo a 360° i canali pubblicitari esistenti. Unieuro infatti, è oggi il marchio più presente in tv e radio nazionali, ma è avvezzo anche all’affissione e al volantinaggio, senza trascurare il rapporto con internet ecc…”Quali sono i vostri consulenti e partner attuali?“I partner sono alcuni dei marchi più richiesti sul mercato come Vodafan e Tim per quanto riuarda la telefonia. Vodafone in particolare è quello che ha dato un notevole contributo allo sviluppo della nostra attività, infatti ne fa parte dal 1996, con il brand Omnitel. Quando all’epoca mi fu proposta, ebbi l’intuito di credere nel progetto ed il tempo mi ha dato ragione. Altri marchi sono “Giocheria”, che assume un ruolo importante nel nostro punto vendita. Da anni riusciamo a distinguerci rispetto ai nostri competitor, offrendo ai piccoli clienti un vasto assortimento di giocattoli sicuri e di qualità al giusto prezzo.“Siamo in tempo di crisi, ma ciononostante siete riusciti a diventare un punto di riferimento sul territorio ed è in programma un ampliamento. Qual è il vostro segreto?“La Maren electronic è un azienda che opera nel settore non solo sul territorio sommese, ma ha un altro punto vendita su Marigliano e da oltre 10 anni vanta il marchio Unieuro. Credo che oggi essere legato ad un’insegna del genere che investe tanto in pubblicità, sia un ulteriore garanzia di prestigio. Ma detto questo la forza necessaria che mi ha stimolato in questo serio investimento in un momento così difficile, è la mia famiglia, i miei figli e mia moglie. Anche loro collaborano all’attività con grande sacrificio. E poi non da meno sono stato incentivato anche da i miei validi collaboratori che credono molto in questo progetto.”A fronte di questo ampliamento, si può pensare ad un’opportunità di lavoro per i giovani della zona?“Certo che sì! Nei prossimi giorni sono in programma delle nuove assunzioni ed ho già ricevuto numerose richieste da molti giovani del territorio, e -in previsione di un incremento di fatturato- senz’altro saranno prese in considerazione. “Qual è il consiglio da dare ai giovani che vogliono aprire un’attività?“Sicuramente di non correre troppo, facendo investimenti sbagliati. Bisogna tener presente che aprire un’attività commerciale è una cosa seria. I giovani che realmente vogliono intraprendere questa strada devono necessariamente avere una buona formazione professionale che non sia solo teorica. La pratica presso aziende già affermate può essere un ottimo modo per iniziare ad inserirsi nel settore che si predilige, prima di viaggiare da soli.”Quali sono i prossimi obiettivi dell’azienda?“È ancora presto per dirlo, per il momento vogliamo pensare prima a realizzare questo progetto.”Cosa fa il “capo” nel tempo libero?“Cerco di distrarmi con qualche viaggio e un po’ di relax. Mi piace andare a teatro, al cinema, fare shopping e mantenermi in forma con lo sport.”Qual è la differenza che esiste tra “boss” e “leader”?“Credo che la differenza sostanziale tra i due sia che il boss è una persona che impone il proprio successo, mentre il leader è colui che è riuscito a conquistarsi il successo, ma soprattutto il rispetto dei propri collaboratori. “PUBBLIREDAZIONALE
Whatsapp come strumento di prevenzione delle diverse forme di dipendenza, dall’alcol alle sostanze stupefacenti per un’operazione di informazione e prevenzione: è “No Excess”, programma messo a punto dalla Comunità di recupero per le dipendenze patologiche “La Scheggia” con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con Regione Campania e Asl Napoli 2 Nord e il patrocinio del Miur, assieme a diversi istituti scolastici superiori del territorio sviluppato sull’area dell’Asl Napoli 2 Nord.
A presentarlo lunedì 9 maggio, ore 9,30 al Teatro Troisi di Napoli, Gabriella Fabbrocini, membro del Consiglio superiore di Sanità e docente di Dermatologia dell’Università Federico II; Raffaele Topo, presidente della V Commissione sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale della Campania; Luisa Franzese, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania; Marina Rinaldi, Dirigente U.O.D. “Interventi Sociosanitari” della Regione Campania; Antonio D’Amore, Commissario Straordinario Asl Napoli 2 Nord; Maria Triassi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica della Federico II; Giorgio Di Lauro, direttore della sezione Dipendenze patologiche dell’Asl Napoli 2 Nord e Pietro Falco, psicoterapeuta della Comunità La Scheggia .
Il programma, testato su 1100 ragazzi delle scuole del territorio scolastico dell’Asl Napoli 2 Nord, prevedeva l’invio di 15 messaggi con brevi filmati ad alto impatto comunicativo ed ha avuto un’ottima redemption: ben il 95% dei ragazzi, infatti, ha seguito la timetable fino alla fine.
“Lo strumento si è rivelato più che efficace”, spiegano Maria Triassi “perchè per raggiungere i giovani è importante utilizzare il loro linguaggio e fornire un’informazione rapida” aggiunge Gabriella Fabbrocini. Già delineato il prossimo obiettivo che punta al
coinvolgimento degli studenti delle scuole medie, come annuncia Giorgio Di Lauro: “Per fare prevenzione in maniera efficace bisogna educare. Dunque è fondamentale intervenire quanto prima, fornendo valori oltre e prima che informazioni”.
Russo: “Qui è un problema che non esiste”. De Falco, M5S: “Negazionismo molto grave”.
“Questo consiglio comunale è inutile: la camorra non attecchisce a Pomigliano perché qui c’è un tessuto sociale proletario: questa è un’isola nel deserto perchè ha una tradizione operaia. E poi non perdonerò mai a Luigi Di Maio di aver fatto un’ interrogazione al ministro Alfano dicendo che qui c’è un’intollerabile realtà camorristica. Oggi è vergognoso portare all’attenzione della cittadinanza un problema che non esiste…”. Il sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo, ha detto tutto questo e altro ancora provocando la reazione indignata delle opposizioni, in particolare del Movimento Cinque Stelle. Mercoledi scorso al consiglio comunale sull’emergenza criminalità i toni sono stati parecchio accesi. Il dibattito era stato voluto da Michele Tufano, del Pd, e avallato dal Movimento Cinque Stelle. Ma il sindaco ha ritenuto questa convocazione dell’assemblea cittadina “ridicola”. Lo ha anche detto. “Lei è stato il sindaco in carica quando il comune è stato sciolto per infiltrazioni della camorra”, l’arringa di Dario De Falco, leader cittadino dei pentastellati. “Al consigliere De Falco dico che potrei denunciarlo perché io non ero sindaco quando il comune è stato sciolto”, la replica di Russo. Il sindaco che in quella fase turbolenta succedette a Russo era infatti Francesco Testa. Quindi il successivo decreto di scioglimento del 16 agosto del 1993. Che in uno dei suoi passi salienti, relativo al periodo in cui Russo aveva ricoperto la carica di sindaco, afferma quanto segue: “Con deliberazione di giunta del 9 marzo 1990 e del 7 marzo 1991 l’amministrazione comunale di Pomigliano ha erogato due contributi, rispettivamente di 50 e di 20 milioni di lire, a favore della locale società calcistica presieduta da Nicola Foria, indiscusso capo della consorteria camorristica della zona. Inoltre il servizio di trasporto funebre cittadino è gestito dalla società Pomilia srl, che tra i soci annovera Biagio Foria, padre dei capo clan Salvatore e Nicola, mentre la sistemazione della rete stradale dei rioni Spinelli e Baccheria è stata affidata a Vincenzo Apicella, altro pregiudicato del luogo, e dal primo febbraio del 1990 il servizio di smaltimento e di raccolta parziale dei rifiuti solidi urbani viene svolto dalla Safin, il cui amministratore unico risulta collegato ad un gruppo imprenditoriale riconosciuto prestanome del boss Lorenzo Nuvoletta. Inoltre il contratto di sversamento dei rifiuti risulta essere stato affidato prima alla Smari, il cui amministratore è collegato ad Aniello Fattorusso, personaggio gravitante nell’orbita del clan Galasso-Alfieri, e poi alla Fungaia Monte Somma, tra i cui soci c’è un affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo”. C’è questo e parecchio altro ancora nel dossier sul commissariamento antimafia di quel periodo, culminato con l’arresto di Russo e di vari esponenti della camorra locale. Dodici anni dopo, però, Russo sarà prosciolto. “Io sono stato accusato di essere il capo della cupola -ha però detto il sindaco in consiglio comunale – ma quando poi sono stato prosciolto era normale che cadesse anche l’accusa alla città di Pomigliano D’Arco. I collaboratori di giustizia hanno detto delle falsità: ho fatto 38 giorni di carcere per questo, 12 anni chiuso a casa, per 5 anni non sono andato a lavorare perché io, personalmente, mi sono opposto alla camorra a Pomigliano”. Ma De Falco non ha mollato l’osso nel consiglio comunale di mercoledi. “Lei sindaco – la tigna del pentastellato – è quasi come se dicesse che è stato attenzionato dalla magistratura perché ha pagato il prezzo di essersi opposto alla camorra. Ma lei, sindaco, come si è opposto alla camorra ? Io le ricordo che Pomigliano figura attualmente tra i 27 comuni della provincia di Napoli attenzionati dalla prefettura per la camorra. E qualche mese fa un vostro consigliere di maggioranza è stato aggredito. Ma non se ne parla più. Perchè ? “. La tensione è salita alle stelle quando De Falco ha tirato in ballo Nicola Foria, in particolare la vicenda che ha portato proprio ultimamente all’arresto dell’esponente della nota famiglia di imprenditori edili e delle onoranze funebri. “Lui dice: “io qui a Pomigliano la comando io” – le parole del pentastellato riferite all’ultima inchiesta antimafia – ma da consigliere comunale io dico che lui mi fa schifo e che non comanda un ca…..”. Apriti cielo. Il presidente del consiglio comunale a questo punto ha tolto la parola a De Falco. “Lei deve usare dei termini consoni !”, ha urlato Caiazzo, puntando l’indice più volte verso il leader cinquestelle. Poi De Falco ha potuto riprendere la parola: “Sindaco, è gravissimo dire che a Pomigliano non dobbiamo parlare di criminalità, che è vergognoso che il vicepresidente della Camera interroghi il ministro per parlare di emergenza criminalità a Pomigliano: lei è un cattivo esempio per i giovani !”.
Ripartono gli appuntamenti serali delle Catacombe di Napoli con un evento imperdibile.In programma infatti il 7 maggio alla Basilica di San Gennaro extra moenia (ingresso dalle Catacombe di San Gennaro via Tondo di Capodimonte 13) il concerto a due pianoforti del duo jazz Paolo Alderighi e Stephanie Trick direttamente dagli U.S.A. a cui farà da featuring d’eccezione il fiato tedesco Engelbert Wrobel.
Paolo Alderighi e Stephanie Trick tornano a Napoli per presentare “Form Joplin to Jobim” loro ultimo lavoro discografico concepito insieme a Wrobel, un nuovo progetto dedicato al jazz classico, dalle origini agli anni ’40. Un viaggio musicale che parte dal ragtime di Scott Joplin, attraverso la scuola dei grandi maestri del pianismo stride (James P. Johnson e Fats Waller) e blues (Meade Lux Lewis e Albert Ammons) fino ad arrivare al linguaggio swing (Teddy Wilson, Duke Ellington, Count Basie). Engelbert Wrobel, tra i migliori esponenti del linguaggio swing e blues, accompagnerà con flauto e clarinetto l’esibizione.
Il ricavato dell’evento sarà devoluto alla “Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus” nata a dicembre 2014 dall’unione delle tante forze positive che negli ultimi 10 anni hanno dato un volto nuovo al Rione Sanità. In particolare il concerto sosterrà il progetto MEMO realizzato da L’ Altra Napoli ONLUS, e sviluppato in partnership con l’Associazione La Casa dei Cristallini, un team di studentesse del corso di Social Design della Seconda Università degli Studi di Napoli e la Fondazione Alberto e Franca Riva Onlus. Il progetto ha come obiettivo l’inclusione sociale di giovani donne provenienti da condizioni di disagio socio-economico. Sfruttando il talento delle protagoniste del progetto, si è puntato sulla ristorazione, realizzando, attraverso la costituzione di una cooperativa tutta al femminile, un innovativo servizio di lunch-box e catering con piatti tipici della cucina napoletana rivisitati in chiave nutrizionale.
Nel biglietto del concerto (15 euro) è inclusa la visita guidata alle Catacombe di San Gennaro, fruibili dalle 19:30 alle 20:00. Per info 0817443714Paolo Alderighi è nato a Milano, si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Milano nel 2000 sotto la guida di Maria Gloria Ferrari e laureato all’Università Bocconi in Economia per le arti, la cultura e la comunicazione nel 2005. Si è esibito in tutta l’Europa, negli Stati Uniti, in Asia, Australia e Africa, collaborando con i migliori musicisti di jazz classico.
Stephanie Trick, nata a San Francisco e cresciuta a St. Louis, è considerata la “rising star” dello Stride Piano. Si è laureata in Musica all’Università di Chicago ed è invitata nei principali festival di Ragtime, Boogie Woogie e Swing negli Stati Uniti e in Europa.
Paolo Alderighi e Stephanie Trick si sono conosciuti nel 2008 al festival pianistico di Boswil (Svizzera) e nel 2010 hanno iniziato a collaborare ad un progetto a quattro mani dedicato al jazz classico, proponendo arrangiamenti originali di brani della Swing Era, Ragtime, Blues e Stride Piano. In seguito alla pubblicazione del loro primo CD insieme, Two for One (2012), sono stati invitati a vari jazz festival in America, Europa e Giappone. Il secondo album insieme, Sentimental Journey (2014), dimostra l’impegno nella formula del quattro mani su una tastiera, molto utilizzata nella musica classica ma alquanto rara nel jazz.
Si sono esibiti in molti festival tra cui il San Diego Jazz Festival, il Sacramento Music Festival, il Dixieland Jazz Festival di Monterey, il West Coast Ragtime Festival di Sacramento, il Kobe Jazz Street Festival in Giappone, il Jazz & Blues Festival di Edimburgo, il Jazz Festival di Dresda, il Jazz Festival di Ascona in Svizzera, il Bohém Ragtime & Jazz Festival di Kecskemét, Ungheria; hanno suonato al Teatro Dal Verme di Milano, al Jazzland di Vienna, al Jazz Bistro di Toronto e in molti altri jazz club.
Duo pianistico Alderighi-Trick
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