Boccata di ossigeno per 150 lavoratori.
Svolta nella vicenda del centro commerciale “I Pini”, sui cui pende la spada di Damocle del fallimento deciso a marzo dal tribunale di Napoli Nord. Intanto in soccorso dei 150 dipendenti dell’impianto e dei commercianti che gestiscono i 30 negozi della galleria, che giovedi sono stati protagonisti, insieme, del blocco della statale sannitica e della serrata della struttura, è giunto l’altro ieri sera proprio il giudice delegato ai fallimenti della terza sezione civile del tribunale aversano, Arminio Fragola Rabuano. Il magistrato ha infatti concesso a Selezione Italiana, che gestisce il supermercato Crai, volano del centro commerciale, altri due anni e mezzo di tempo prima della rescissione del contratto, vale a dire fino alla fine del 2018. I trenta commercianti che gestiscono i negozi godranno invece di vantaggi maggiori da questa sorta di piano di salvataggio. In tal caso perché il tribunale a loro ha concesso la possibilità di restare a tempo indeterminato all’interno del parco commerciale. Nel frattempo, entro un massimo di 90 giorni, la magistratura fallimentare metterà all’asta la licenza del parco commerciale. Chi si aggiudicherà l’acquisto dell’attività del supermercato dovrà però garantire l’assunzione degli attuali 66 addetti del “Crai” e di altre due dipendenti in maternità che non facevano più parte dell’organico. “Ma all’asta parteciperemo tutti: noi di Selezione Italiana, i commercianti della galleria e i lavoratori”, anticipa Gianni Romani, amministratore di Selezione Italiana, l’imprenditore che gestisce il Crai de I Pini e tutti i supermercati Crai della Campania fino a 250 metri quadrati ( ammontano a 128 nella nostra regione ). Il piano di salvataggio ( ma sarebbe meglio definirlo “la concessione” della magistratura ) è il frutto di un accordo scaturito da un incontro tenuto nel tribunale di Napoli Nord tra il giudice Rabuano, Romani, i commercianti della galleria de I Pini, il curatore fallimentare e gli altri soggetti legalmente autorizzati a parteciparvi. “A ogni modo noi manteniamo lo stato di agitazione – replicano però i lavoratori del parco commerciale – perché vogliamo che i contenuti dell’accordo vengano rispettati ma anche perché non intendiamo cedere i nostri diritti: le nostre attuali condizioni contrattuali”. Lavoratori che giovedi, insieme ai piccoli imprenditori che gestiscono le attività de I Pini, hanno dato vita a una protesta molto dura, con blocchi stradali e serrate, originata dal timore dei licenziamenti collettivi. Una situazione difficile a sua volta scaturita dal fallimento da quasi 17 milioni di euro della Società Parco Commerciale I Pini srl controllata dai Credendino, nota famiglia di imprenditori afragolesi.



