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NO EXCESS: Università di Napoli e Ufficio scolastico della Campania per dire “NO” alle dipendenze

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 Whatsapp come strumento di prevenzione delle diverse forme di dipendenza, dall’alcol alle sostanze stupefacenti per un’operazione di informazione e prevenzione: è “No Excess”, programma messo a punto dalla Comunità di recupero per le dipendenze patologiche “La Scheggia” con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con Regione Campania e Asl Napoli 2 Nord e il patrocinio del Miur, assieme a diversi istituti scolastici superiori del territorio sviluppato sull’area dell’Asl Napoli 2 Nord.

A presentarlo lunedì 9 maggio, ore 9,30 al Teatro Troisi di Napoli, Gabriella Fabbrocini, membro del Consiglio superiore di Sanità e docente di Dermatologia dell’Università Federico II; Raffaele Topo, presidente della V Commissione sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale della Campania; Luisa Franzese, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania; Marina Rinaldi, Dirigente U.O.D. “Interventi Sociosanitari” della Regione Campania; Antonio D’Amore, Commissario Straordinario Asl Napoli 2 Nord; Maria Triassi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica della Federico II; Giorgio Di Lauro, direttore della sezione Dipendenze patologiche dell’Asl Napoli 2 Nord  e Pietro Falco, psicoterapeuta della Comunità La Scheggia .

Il programma, testato su 1100 ragazzi delle scuole del territorio scolastico dell’Asl Napoli 2 Nord, prevedeva l’invio di 15 messaggi con brevi filmati ad alto impatto comunicativo ed ha avuto un’ottima redemption: ben il 95% dei ragazzi, infatti, ha seguito la timetable fino alla fine.

“Lo strumento si è rivelato più che efficace”, spiegano Maria Triassi “perchè per raggiungere i giovani è importante utilizzare il loro linguaggio e fornire un’informazione rapida” aggiunge Gabriella Fabbrocini. Già delineato il prossimo obiettivo che punta al

coinvolgimento degli studenti delle scuole medie, come annuncia Giorgio Di Lauro: “Per fare prevenzione in maniera efficace bisogna educare. Dunque è fondamentale intervenire quanto prima, fornendo valori oltre e prima che informazioni”.

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