Nota stampa congiunta dei sindaci del vesuviano sulla crisi della raccolta differenziata.
I sindaci dei comuni di Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola, Massa di Somma, Somma Vesuviana, Volla, Pollena Trocchia e Torre del Greco, segnalano ancora una volta il rischio che la raccolta differenziata delle proprie città venga vanificata dalla pessima gestione degli impianti di smaltimento a cura della Città Metropolitana e della Società Provinciale SAPNA. Difatti oltre ad aumenti sconsiderati dei costi che si ripercuoteranno sui cittadini, vi è una politica che mette in coda alle necessità della città di Napoli qualsiasi altro territorio rallentando, se non bloccando, la raccolta anche nelle città dove non vi è alcuna crisi.
Nei prossimi giorni anche nelle nostre città vi potranno essere ulteriori disservizi creati dalle interminabili code per sversare l’indifferenziato che in maniera sistematica vedono i camion dell’Asia scavalcare qualsisi fila. Questa gestione del tutto inefficiente e faziosa della Sapna e della Città Metropolitana mortifica i nostri territori penalizzando i Cittadini virtuosi creando evidenti disparità di trattamento a favore di Amministrazioni inadempienti sugli obiettivi di legge in materia di raccolta differenziata.
Ieri sera si è svolto un incontro tra i docenti ed i genitori del Consiglio di Circolo del Primo Circolo didattico di Acerra “don Antonio Riboldi” ed il Sindaco Raffaele Lettieri.
Nel corso dell’incontro, con dialogo condiviso e costruttivo, sono state sviscerate le diverse argomentazioni dei rappresentanti del Consiglio di circolo e le ragioni dell’Amministrazione comunale. Le parti hanno condiviso la scelta dell’Amministrazione comunale di allocare il Primo circolo nella parte della struttura di Piazzale Renella che il Comune aveva già designato, così come l’Amministrazione ha accolto la richiesta dei rappresentanti della scuola di conservare il Plesso Montessori, che rimarrà scuola dell’Infanzia con spazi esterni all’altezza delle aspettative dei genitori.
Al termine dello scambio di informazioni tra genitori, docenti e Amministrazione resta fermo che le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2020/2021 dovranno essere realizzate sulla base degli attuali spazi assegnati nei vari plessi del Primo Circolo didattico, con l’impegno, condiviso da Amministrazione comunale e Consiglio di circolo della scuola, che appena la struttura di Piazzale Renella sarà completata e dotata anche del collaudo tecnico/amministrativo, il Primo circolo occuperà parte degli spazi del plesso di Piazzale Renella per ospitare le classi di scuola primaria e le sezioni dell’infanzia attualmente distribuite sui vari plessi, mantenendo il plesso Montessori di scuola dell’infanzia, così come richiesto.
Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico
Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di CulturaRenoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi consensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni – dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat Parade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.
E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.
Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio “Pizza e CozzeTarantine” a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; AlessandroAngiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).
La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.
Le uova al purgatorio: origine del nome. La simbologia complessa dell’uovo, e il valore rituale del piatto. I documenti della storia di Ottajano dicono che questo piatto veniva consumato dalle congreghe quando si concludeva la processione della Madonna del Carmine, e che le “ova ‘mpriatorio” sigillavano le “trafiche” del mercato dei cavalli e delle travi di quercia. E’ corretto supporre che il rito facesse parte di tutta la cultura vesuviana.
Ingredienti: tre uova, 400 gr. di pomodori pelati, 300 gr. di cipolla di Montoro, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, olio extravergine. Tagliate le cipolle alla julienne, mettetele in un tegame con l’olio, fate soffriggere per circa cinque minuti a fiamma vivace, versate il vino, fate sfumare, aggiungete i pomodori pelati, fate cuocere per circa venti minuti e “aggiustate” con sale e pepe. Poi adagiate nel sugo le uova, mettete su ciascuna di esse una “punta” di sale e di pepe, coprite con il coperchio e fate cuocere, a fiamma bassa, finché il “bianco” non si rapprenda. A tavola il “piatto” va molto caldo.
Il catalogo dei valori simbolici dell’uovo è assai lungo: tutti i popoli, tutte le religioni e molti artisti vi hanno aggiunto, nei secoli, qualcosa di nuovo, anche se spesso le novità conclamate si sono rivelate banali ripetizioni. L’uovo è simbolo della fecondità maschile e femminile, è immagine della perfezione, è figura della complessità del mondo, è segno della resurrezione. L’uovo è modello del ventre materno, e perciò Salvador Dalì lo scelse come ornamento principale della sua villa a Port Lligat(vedi immagine in appendice). L’uovo fu già per gli antichi simbolo dell’armonia degli opposti, perché il suo guscio racchiude due colori antitetici, ed entrambi assoluti,il bianco e il rosso. La simbologia religiosa dà forse origine anche al nome di questo piatto, perché il bianco e il rosso richiamano alla mente la scena delle tavolette votive, in cui le anime purganti chiedono ai Santi di salvarle dalle fiamme del Purgatorio (vedi immagine in appendice). Ma tre documenti da me trovati nelle ricerche sulla storia di Ottaviano e del Vesuviano confermano la funzione rituale delle “ova ‘mpriatorio”. A Ottajano, almeno fino al 1905, la giornata dedicata alla processione della Madonna del Carmine si concludeva con un “ristoro” che a turno le famiglie “ragguardevoli” offrivano ai confratelli delle congreghe e che veniva allestito in piazza San Giovanni. Nel 1883 Vincenzo Del Giudice, architetto e potente consigliere comunale, offrì ai numerosi confratelli pane, “salami, formaggi e le ova al pomidoro”, mentre il vino venne offerto dai consiglieri Francesco Saviano e Ferdinando Boccia. La notizia la leggiamo nella relazione che il comando delle guardie municipali trasmise al sindaco Giuseppe Bifulco per confermargli che non c’erano stati incidenti, nella lunga giornata, che “i mastri dei fuochi” avevano rispettato le disposizioni stabilite dalle autorità, e, infine, che il consigliere Giosuè Ranieri, al ritorno della statua della Madonna nella sua chiesa, aveva offerto al parroco di San Giovanni, “alla presenza dei fedeli tutti”, una cospicua somma come contributo per “il maritaggio di donzella povera”, “come da tradizione”.
La “trafica dell’uva” era un atto di mercato con cui i proprietari di vigneti garantivano ai loro clienti che ad essi avrebbero dato l’uva “da vino” a fine vendemmia: in questo rapporto contavano la parola d’onore e la stretta di mano: e quando “le partite dell’uva” erano importanti, facevano da notai e da garanti i camorristi “formidabili” del territorio, i capi. Nel 1863 I camorristi ottajanesi si schierarono contro Pilone anche perché il brigante aveva preso gusto a sedersi ai tavoli delle “trafiche”. Mi raccontavano i miei zii “cavallari” che c’era una “trafica” anche per l’acquisto dei cavalli da tiro, dei muli e degli asini nelle fiere, e, in particolare, nella fiera di Ottajano, una delle più imponenti dell’Italia meridionale, che si svolgeva durante la festa di San Michele. Questa “trafica” si concludeva nella locanda degli Annunziata, nei pressi di piazza San Lorenzo, davanti a un piatto di “uova al pomodoro” e a un bicchiere di “vino sincero” del Vesuvio. Non ci dobbiamo meravigliare se questa locanda, in “si trafficava” su notevoli somme di danaro, era controllata dalle forze dell’ordine e dagli “informatori”. Nel 1898 i carabinieri appresero da un “relatore” che due membri della famiglia Vetrano avevano incontrato nella locanda di Saverio Annunziata tre “mercanti” di Scafati a cui avevano venduto, “a stretta di mano, e a un prezzo assai più basso che l’usuale”, le travi del loro querceto di Piano di Borde. Aveva preso parte alla trattativa anche il locandiere. I Vetrano erano sospettati, tra l’altro, di tagliare e vendere non solo le querce della loro “masseria”, e “in numero assai più alto di quello previsto dal ruolo di rotazione”, ma anche i “cerri” delle selve demaniali con cui la “masseria” confinava. Ovviamente, non erano i soli a non tener conto dei confini: la distrazione può fare brutti scherzi a tutti.
E’ probabile che il locandiere, concluso l’affare, abbia servito ai “trafficanti” “ova ‘mpriatorio”.
La salma arriverà domani alle ore 11:00 nella Chiesa San Giorgio Martire e alle ore 16:00 ci sarà la solenne messa presieduta dal Vescovo di Nola Mons. Francesco Marino.” La Chiesa se vuole essere credibile – affermava il nostro parroco – deve camminare insieme, avendo come punti fermi del suo apostolato la famiglia, i giovani e i poveri”.
Don Alfonso Pisciotta era nato il 28 gennaio del 1955 a Lausdomini, una frazione situata nella città di Marigliano. Ordinato parroco il 9 febbraio del 1979, era stato parroco a Cicciano nel 1984 nella Chiesa di San Pietro e a Quindici (Avellino) nella Parrocchia di S. Maria delle Grazie, prima di approdare definitivamente, il 5 gennaio 2017, nella Chiesa di San Giorgio Martire a Somma Vesuviana, subentrando a Mons. Giuseppe Giuliano, nominato Vescovo di Lucera – Troia. Toccò a Don Alfonso, il 14 dicembre 2015, in qualità di Vicario decanale, aprire la Porta Santa del Santuario della Madonna del Carpinello a Visciano, scelto dalla Diocesi di Nola fra le cinque chiese giubilari. Nominato Monsignore con il titolo di Cappellano di Sua Santità, Don Alfonso è stato Rettore del Seminario Vescovile di Nola e docente di Teologia pastorale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Nola. Quanti giovani accolse in seminario, accompagnandoli con sapienza e attenzione, tra questi il giovane parroco Don Raffaele Rianna nel 1996, che lo ricorda commosso. Nel 2018 Don Alfonso fu scelto dal Vescovo di Nola, Mons. Francesco Marino, come nuovo Vicario episcopale per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti. La Chiesa se vuole essere credibile – affermava il nostro parroco – deve camminare insieme, avendo come punti fermi del suo apostolato la famiglia, i giovani e i poveri. Sono queste le parole su cui si è mossa l’intera attività apostolica del caro parroco e che hanno sempre acceso in noi fedeli il desiderio di “umanità”. Addio, Don Alfonso.
Il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi: “chiediamo l’intervento immediato degli organi preposti”
Dura presa di posizione dei sindaci dei 59 comuni in capo all’Eda Napoli 3 che, con un documento congiunto indirizzato a tutti gli organi competenti, denunciano la situazione in cui versa attualmente lo Stir di Tufino.
Colonne di camion in sosta per ore, anche fuori orario di servizio con un aggravamento di spese e straordinari ai dipendenti; miasmi a tutte le ore determinati da cumuli di rifiuti “extra” non prodotti dai 59 comuni che, al contrario,
di fatto, con dati alla mano, hanno raggiunto o addirittura superato la soglia del 50% della raccolta differenziata (solo Casamarciano ha raggiunto il 70%).
“La situazione di crisi in cui si trova l’impianto è, invece, dovuta al comportamento dell’amministrazione comunale di Napoli, abituale utilizzatrice di tutti e tre gli Stir della provincia di Napoli che, nell’ultimo periodo, ha significatamente aumentato la quota dei rifiuti che viene smaltita in questi impianti, da circa 850 a circa 1200 tonnellate al giorno – si legge nel documento – E tanto in conseguenza sia del più ridotto svolgimento dell’attività di raccolta differenziata, con particolare riferimento alla frazione umida, che dell’avvenuta chiusura dello stabilimento ICM di via Nuova delle Brecce che consentiva all’Asia Napoli di stoccare provvisoriamente gli indifferenziati non conferiti nell’impianto”.
Sotto accusa anche la gestione del management della Sapna, la società che gestisce gli Stir, che non avrebbe tempestivamente individuato siti di destinazione mandando così in tilt l’impianto di Tufino che, allo stato attuale, è off limits.
“La Sapna – evidenzia la nota – senza tenere conto della programmazione già effettuata da ciascun Ente e dell’avvenuta approvazione della tariffa annuale, ha richiesto nel corso dell’esercizio e senza neppure fornire alcuna adeguata giustificazione, aumenti esorbitanti ed immotivati del corrispettivo richiesto per lo smaltimento. Questo pregiudizio patrimoniale sarà oggetto di specifiche richieste risarcitorie innanzi la competente autorità giudiziaria”.
“È la risposta ad un comportamento che perdura da mesi, senza sosta, che sta seriamente compromettendo lo stato ambientale dell’area in cui opera lo Stir di Tufino nonchè lo stesso impianto – spiega il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi e presidente dell’Ato 3 Campania – Chiediamo l’immediato intervento degli organi preposti al controllo e la verifica immediata delle condizioni in cui si trova lo Stir. È paradossale che i comuni adempienti subiscano le conseguenze di chi, invece, opera in perfetta autonomia trasgredendo alle regole”.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dalla segreteria del Pd di Somma Vesuviana
Domenica 12 gennaio, dalle 10.30 alle 13,00. , il PD di Somma Vesuviana sarà presente in Piazza V. Emanuele III, per iniziare la diffusione di un questionario utile a rilevare i bisogni dei cittadini Sommesi. Tale attività continuerà, seguendo un calendario predisposto, nel corso di varie giornate, recandosi in varie zone del territorio Comunale. La somministrazione del questionario, fornirà, con l’elaborazione dei dati, degli indicatori per mettere a fuoco tematiche sensibili ai cittadini. È nostra intenzione dare voce ai dei loro reali bisogni e renderli protagonisti di un’azione politica per rendere la nostra città più bella e vivibile.
La Segretaria
Filomena Tiziano
Controlli dei carabinieri nell’area a nord della provincia di Napoli per il contrasto della pianificazione abusiva.
Questa mattina ad acerra i militari della stazione locale hanno individuato un altro forno illegale – uno è stato scoperto ieri dai colleghi di Varcaturo- allestito nel seminterrato di un’abitazione.
Lì i militari si sono imbattuti in due coniugi –una 50enne incensurata e un 57enne già noto alle forze dell’ordine per armi– intenti a lavorare circa 50 chili di pane.
Nel corso del sopralluogo i carabinieri, insieme a personale dell’Asl Napoli 2-nord, hanno accertato che non c’era alcuna autorizzazione amministrativa né sanitaria.
Nel locale inoltre era accatastato circa una quintale di legna da ardere ma si trattava di pedane nelle quali erano ancora conficcati chiodi.
I carabinieri hanno quindi sottoposto a sequestro il locale e tutta la strumentazione presente mentre i prodotti alimentari sono stati distrutti.
Per la coppia sono scattate la denuncia per produzione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione e nocive e una sanzione amministrativa di 1.000 euro.
Oggi siamo qui intraprendendo quest’azione simbolica per protestare e denunciare pubblicamente la situazione di disagio e discriminazione che noi lavoratori stiamo vivendo da differenti mesi per una vera e propria rappresaglia da parte della nostra azienda.
Più precisamente la nostra azienda ENTALPIA s.a.s, da oltre 8 mesi ha dato luogo a nostro avviso ad un travaso di personale (da quanto ci risulta una sessantina di lavoratori) e di attrezzature, dalla Società Entalpia Sas sita a Pomigliano D’Arco alla Società Entalpia MG Srl situata a Caserta non attuando alcuna procedura prevista dall’attuale normativa(cessione di ramo d’azienda con applicazione del cpc 2112) ma attraverso il licenziamento guarda caso “volontario” e la nuova assunzione in Entalpia MG Srl di Caserta.
Inoltre il nuovo rapporto di lavoro, da quanto ci risulta oltre a comportare la rinuncia ai diritti e a buona parte degli emolumenti maturati, è regolato dal Jobs act, nonostante i lavoratori avessero una anzianità di servizio maturata antecedente all’entrata in vigore del Jobs act stesso. Come se non bastasse i lavoratori che non hanno aderito a tale imposizione, oggi si ritrovano bersaglio di svariate rappresaglie e discriminazioni, trasferiti a lavorare in giro per l’Italia, in appalti Fincantieri, sotto le dipendenze di capi e capetti di ENTALPIA M.G. S.R.L., nonostante le assicurazioni date dall’azienda stessa circa il loro rientro in sede a Pomigliano a seguito di lavori di adeguamento strutturale dei locali in cui è ubicata l’azienda.
Ad oggi però della sede di lavoro di Pomigliano, che doveva diventare officina di specializzazione a detta del datore di lavoro, si sono perse completamente le tracce ed oltre ad essere perennemente chiusa, addirittura sembra risulti essere sottoposta a sequestro. Non è la prima volta che l’azienda utilizza il trasferimento in altra sede come arma per discriminare e punire i dipendenti che si sono permessi di rivendicare e difendere i propri diritti.
“Un’azienda che si è sempre fregiata di essere una “grande Famiglia” e il cui datore di lavoro si è sempre eretto portatore sano dei valori della famiglia, come può non considerare che solo per rappresaglia e punizione ci sta, da oltre 8 mesi, distaccando dai nostri affetti e dalle nostre famiglie???, come può badare solo al profitto considerandoci come dei robot che può spostare a suo piacimento! Non siamo numeri, noi siamo esseri umani!”
L’Unione Sindacale di Base nel denunciare tale assurda e inaccettabile situazione, oltre a dare mandato ai propri legali, in nome e per conto dei propri iscritti, di rivendicare il passaggio diretto e immediato regolato dal 2112 del cpc nella società Entalpia MG, sta continuando a mettere in campo tutte le necessarie iniziative sindacali e di lotta a tutela dei diritti dei lavoratori e per far piena luce sui fatti sopracitati.
I lavoratori ENTALPIA S.A.S. in protesta
Decisivo intervento di Sviluppo e Territorio guidato da Alfonso Longobardi e Bruno Cammarota
Grazie all’impegno di ‘Sviluppo e Territorio’, il Movimento politico fondato da Alfonso Longobardi, e col sostegno del locale club cittadino, coordinato da Bruno Cammarota, importanti notizie giungono oggi per i cittadini di Boscoreale.
Cammarota spiega: “Il ponte di via Pompei che sovrasta la strada è inutilizzato da anni dalla Circumvesuviana e va abbattuto.
Grazie al sostegno del Consigliere regionale Alfonso Longobardi abbiamo avviato una proficua sinergia istituzionale con il Comune e con l’Eav.
In tal modo si potranno programmare le necessarie opere di abbattimento e la conseguente riqualificazione della zona”.
Longobardi e Cammarota aggiungono:
“Nelle scorse settimane abbiamo effettuato un sopralluogo con i tecnici per definire priorità e interventi.
L’area ora è interessata da azioni di pulizia, così da ripristinare decoro e sicurezza urbana; Eav finanzierà i lavori di abbattimento del ponte e di adeguamento del manto stradale sottostante. La società di trasporti ha inoltre garantito il ripristino del parcheggio e del servizio di illuminazione del piazzale antistante la nuova stazione della Circumvesuviana di Boscoreale. Con la Politica del fare che pratichiamo ogni giorno stiamo dando risposte concrete ai cittadini ed ai pendolari “.
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