Ottaviano, in una magica “serata” al Palazzo Medici, la canzone e il teatro svelano la bellezza della lingua napoletana

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La “serata” di sabato 25 è stata  organizzata dall’ Associazione “Cifariello” che ha donato il corredo di tende per la Sala “Montanino”. La lapide di Firmius e l’idea di un museo “virtuale”. Lo splendore della cultura napoletana nell’abile intreccio tra i passi interpretati dal Maestro Sallustro e le canzoni cantate e “recitate” da Antonio Scutiero. Gli artisti hanno dimostrato che la lingua napoletana ha un’inclinazione strutturale a farsi musica. La “serata”, condotta luminosamente da Giovanna Salvati, è un modello che merita di diventare fonte di ispirazione.   Ogni passo apre strade nuove. La manifestazione di sabato 25, organizzata anche per “festeggiare” la collocazione della lapide di Firmius nella scuderia di Palazzo ha consentito al sindaco, avv. Luca Capasso, di riaccendere la luce sull’ idea di istituire in quella che fu la dimora dei Medici di Ottajano un Museo virtuale: e da qui il ricordo dell’ing. Gaetano Capasso, che delle tecniche e dell’arte del “virtuale” è stato un geniale promotore, come dimostrano il Museo di Ercolano e l’ammirazione degli Angela, padre e figlio.. Rimandiamo ad altro articolo l’analisi delle scarse e contraddittorie notizie sulla lapide di Firmius: ci limitiamo a ricordare che i nomi fanno pensare alla famiglia di un liberto, forse impegnato nell’amministrazione del “praedium” degli Ottavi. I Medici di Ottajano furono grandi ammiratori e sostenitori del teatro: sia a Ottajano che nella villa di San Giorgio a Cremano organizzavano spettacoli con gli attori del Fiorentini, e Giuseppe IV Medici, in villa, ospitò nel 1843, Carlotta Marchionni, prima attrice del Teatro Regio di Torino, e la sua compagnia. L’ultimo Medici, Giuseppe V, lasciò l’amore per la canzone napoletana e per il teatro al fratello Onorato e alla propria moglie, Evelina Gallone: e questa e quello furono protagonisti della Napoli dell’“Epoca Bella”. Il Palazzo di Ottajano ospitò attori di prima fila, come Gennaro Pantalena e Federico Stella, figlio di quel “Ciccio” Stella che fu interprete altissimo della maschera di Pulcinella; e poi Libero Bovio, e Mario Costa che dedicò a Donna Evelina la canzone “Lariulà” e la inserì in quella allegra brigata di amici, di cui faceva parte anche un giovane generale, Armando Diaz, e che a un certo punto chiese alla principessa di Ottajano di ospitare tra i castagneti del Somma Gabriele d’ Annunzio e la sua giovane amante, sottraendo il poeta all’ira del marito tradito e dei creditori delusi. Il Maestro Gianni Sallustro ha interpretato magistralmente, tra gli altri “pezzi”, anche  “Campanilismo” di Raffaele Viviani, “Ammore” di Libero Bovio, “’O mare” di Eduardo De Filippo, “Partenope” di Manlio Santanelli. Antonio Scutiero, voce solista, accompagnato da Antonio Fusco alla batteria, dal chitarrista Salvatore Scutiero, da Umberto D’Anna al pianoforte e da Antonio Lambiase al basso, ha interpretato alcune canzoni che hanno fatto la storia,“Uocchie che arraggiunate”, “Canzone appassiunata”, “’O guappo nnammmurato”, “Scalinatella”. E le ha interpretate, Antonio Scutiero, entrando, con i toni e i timbri della sua voce, estesa e agile, nel corpo delle sequenze musicali e nella “carne” delle parole. E così la voce del cantante e la voce dell’attore, “incontrandosi” negli spazi fantastici di una Napoli notturna, dolente, misteriosa – il mistero di Partenope – ci hanno fatto capire, con trascinante suggestione, che la lingua nostra ha la vocazione naturale per l’armonia, come aveva notato il Cortese. E’ stata un’esperienza coinvolgente, “commovente”, di intenso profilo culturale, come ha fatto notare più volte la sapiente conduttrice della “serata”, Giovanna Salvati: un’ “esperienza” da ripetere, con frequenza. Il pubblico non ha dimenticato, nel momento degli applausi, i ragazzi della Scuola di recitazione del Maestro Sallustro: ha ringraziato tutti, perché tutti lo meritavano.    

Ercolano, operaio minorenne cade dal terzo piano di uno stabile: tre persone denunciate

A Ercolano i carabinieri della locale tenenza insieme a quelli del nucleo ispettorato del lavoro hanno denunciato tre persone responsabili, a vario titolo, di abusivismo edilizio, lesioni personali colpose e per varie inosservanze della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I militari sono stati chiamati dal personale sanitario del 118 per un infortunio avvenuto in un cantiere. I carabinieri hanno accertato che un 16enne – mentre lavorava per la ristrutturazione di un appartamento posto al 3° piano insieme a un operaio 59enne – cadeva al piano sottostante a causa del cedimento del pavimento. Il giovane ha riportato fratture guaribili in 30 giorni ed è in ospedale in stato di osservazione. Il personale tecnico del comune – accertata l’assenza di qualsiasi autorizzazione – ha dichiarato l’intero edificio inagibile e i carabinieri lo hanno sequestrato. I tre nuclei familiari che abitavano lo stabile saranno ospitati da conoscenti o da strutture indicate dai servizi sociali del comune. Denunciate quindi due donne proprietarie degli appartamenti che avevano commissionato i lavori e l’operaio 59enne.

In scena a Napoli il duo Fiorito – Raia nel live “In nera luce”

Il duo formato dal sassofonista Antonio Raia e dal compositore elettroacustico Renato Fiorito, dopo il recente live performativo in compagnia degli artisti dell’immagine Cyop&Kaf, torna ad esibirsi a Napoli ma questa volta nella prestigiosa cappella, a pianta ottagonale, del Pio Monte della Misericordia di Napoli. Oramai il duo è considerato un punto di riferimento per la scena italiana avant e sperimentale grazie all’album “Asylum” (pubblicato nel 2018 per la portoghese Clean Feed Records) che ha ricevuto attestati di stima dalla critica ed è stato ampiamente promosso sia in Italia che all’estero con molteplici live in festival prestigiosi, spesso condividendo il palco con illustri colleghi (Colin Stetson al Time Zones di Bari, Joe McPhee all’Area Sismica di Forlì, Thurston Moore al Jazz is Dead festival di Torino, Peter Brötzmann al Ground Music Festival in Franciacorta). La nuova sfida musicale targata Raia/Fiorito si è concentrata su un capolavoro: Le Sette Opere della Misericordia. La rappresentazione del pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipinto tra il 1606 e il 1607, è esposta nella cappella dell’edificio monumentale di Napoli situato in piazza Riario Sforza lungo il decumano maggiore. L’opera, unica per bellezza e importanza, è tra le più importanti pitture del Seicento e fu commissionata dai sette giovani nobili napoletani che fondarono il Pio Monte mettendo in atto a loro spese un programma di opere assistenziali. In seguito ad un lungo periodo di attenti studi sull’opera del Merisi e sul luogo che ospita il dipinto fin dalla sua creazione, i due compositori partenopei si esibiranno in un dialogo per quadrifonia e sassofoni realizzato espressamente per questo evento. La performance, ideata per dare una rappresentazione sonora delle Sette Opere di Misericordia, verrà eseguita in esclusiva in questa occasione, esaltando particolarmente la capacità del suono di narrare e muoversi all’interno dello spazio che ospita l’evento e accentuandone così il carattere site specific, nel tentativo di tradurre in musica quelle porzioni di vita quotidiane che quasi inconsapevolmente diventano ambasciatrici del sacro. L’umano agire, nelle sue mancanze e redenzioni, irrompe con forza diventando un tentativo di vedere ciò che sta dentro e oltre le cose. L’evento è curato da Maurizio Burale ed è coordinato da Luisa Terminiello che dichiara: «Qui, in questo tempo, non siamo divisi in chirurghi e malati, chi incide e sutura è lo stesso che sanguina. Esposti dalla parte solare del dubbio, la luce è nera, il bianco è il sollievo dei ciechi: in riconoscenza della bellezza e dello strazio da cui siamo generati, in potenza per volontà, in tenerezza per misura, non siamo qui per possedere né per creare, siamo qui per essere operati dal nostro fare, poiché solo nel fare abbiamo trovato la cura». Fonte foto: Rete internet

Regionali. M5S, Ciarambino: “Non saremo la stampella del Pd e nessun dialogo se il punto di partenza è De Luca”

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La capogruppo regionale: “No a un candidato condiviso che sia la foglia di fico a cinque anni di scempi”

“Per cinque anni in Consiglio regionale abbiamo portato avanti battaglie contro De Luca e il suo sistema di potere. Immaginare oggi che De Luca possa essere il punto di partenza di un dialogo è per noi assolutamente improponibile. Così come non possiamo immaginare che il cambiamento significhi semplicemente far fuori De Luca, ma continuare a tenere dentro gli Alfieri, i Picarone, i Graziano e quanti si sono resi corresponsabili del disastro della Campania. Quello che deve essere chiaro a tutti è che il Movimento 5 Stelle non sarà la stampella del Pd. Io non lo consentirò. Lavoriamo per dare una persona di valore e di altissimo profilo a questa terra, non un candidato presidente condiviso che rappresenti la foglia di fico a tutto lo scempio che in questi anni abbiamo denunciato e combattuto”. Lo ha dichiarato la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino nel corso di “SI parla di politica”, format realizzato negli studi di Si Comunicazione.

“E’ in corso in questi giorni un dibattito all’interno del Movimento 5 Stelle con un orizzonte comune: fare il bene della Campania. Alcuni di noi – ha spiegato Ciarambino – ritengono che bisogna assolutamente scongiurare una vittoria del peggior centrodestra del Paese, con riciclati e imputati e con la Lega Nord razzista e xenofoba, altri ritengono che vada preservata la nostra identità e la nostra coerenza e che bisognerà correre da soli. E’ una decisione che prenderemo insieme a tutti i nostri iscritti con una votazione sulla piattaforma di democrazia diretta, come abbiamo sempre fatto. Io stessa mi farò portavoce della decisione che verrà fuori da questo percorso. Non bisogna vincere ad ogni costo, né il fine può essere quello di mantenere le poltrone. L’obiettivo è il bene della Campania”.

Ottaviano, il nuovo sito web del sindaco Luca Capasso

E’ online il nuovo sito personale di Luca Capasso, sindaco di Ottaviano. Visitando www.lucacapasso.it sarà possibile trovare un’ampia sezione dedicata alle news che permetterà agli utenti di tenersi costantemente aggiornati sulle iniziative e gli interventi che caratterizzano il lavoro di Luca per la sua Ottaviano e per il suo territorio in generale.

E’ disponibile anche un’apposita sezione intitolata “Scrivi a Luca” attraverso la quale è possibile interagire direttamente con il primo cittadino.

“Sono molto felice di mettere a disposizione dei miei Concittadini e di chiunque abbia a cuore la nostra meravigliosa Terra questo nuovo strumento – il mio sito web – attraverso il quale sarà possibile integrare l’interazione diretta con me. – dichiara Luca Capasso.

“Sono sempre stato molto attento all’ascolto delle persone, delle loro esigenze, delle loro preoccupazioni. Lo faccio tutti i giorni nelle forme più canoniche. Considero, questo, un dovere ineludibile per chi svolge ruoli pubblici e un diritto inalienabile per ogni cittadino. Da oggi metto a disposizione di chi lo vorrà un luogo virtuale utile per tenersi informati ma anche per parteciparmi, direttamente, esigenze, suggerimenti, anche critiche costruttive.  Questo territorio ha bisogno di un amministrazione capace di dare risposte concrete ai cittadini, non di burocrati impegnati nell’eterno gioco al rimbalzo di responsabilità. Io mi iscrivo, da sempre, alla categoria di chi lavora giorno e notte per essere più veloce di chi vuol frenare questa nostra terra. Lavoro ogni giorno per superare disfattismo, eccesso di burocrazia, rassegnazione, malaffare per andare oltre le sabbie mobili che provano a condannare all’irrilevanza un intera Comunità. Non è la scelta più comoda, certamente, me è l’unica che sento profondamente mia e che riesce a dare un senso al mio essere al servizio della mia gente”, spiega ancora Capasso.

Somma Vesuviana, la storia di Tyson e Dodo a canale 5

Continua su Canale 5 la storia dei cani  Dodo e Tyson. Presto il pitbull potrebbe tornare a casa. Si attende la relazione degli esperti. Non si dà pace la signora Alaia, proprietaria di Dodo, il cane ucciso dal pitbull della sua vicina di casa. A nulla sono valsi  i ripetuti appelli che la signora aveva rivolto  all’Asl, alla polizia municipale e alla stessa vicina  alla quale, più volte, era stato chiesto di tenere a bada Tyson, il pitbull che da tempo ringhiava contro il piccolo Dodo e spaventava i nipotini della famiglia Alaia. Poi, la tragedia e Tyson che – stando al racconto degli Alaia- sfonda la rete di recinzione e azzanna a morte Dodo. Il pitbull viene allontanato e inizia la guerra tra le parti. Scatta la denuncia e la famiglia Alaia, dopo aver raccontato la storia al nostro giornale, porta la vicenda di Dodo da Barbara D’Urso a canale 5. “Chi ha sbagliato deve pagare. C’è stata troppa superficialità. Quel cane è aggressivo e non deve più tornare qui”. La famiglia Alaia è determinata a portare la vicina in tribunale che, nel frattempo, si dispera per l’allontanamento di Tyson. Per l’Asl  di Cercola il pitbull non può essere consegnato alla proprietaria poiché “incapace di gestirlo” e deve essere trasferito in un centro di rieducazione. Ma la signora Marisa non accetta il responso e si rivolge ad alcuni esperti che, a quanto pare, non sono d’accordo sull’aggressività di Tyson. Anzi, gli esperti sarebbero pronti a firmare una relazione che permetterebbe alla signora di riportare Tyson a casa. Quale sarà il destino di Tyson, cane con piedigree e certificazioni? Sarà rinchiuso in un canile o tornerà a casa? Venerdì prossimo la decisione definitiva. (nella foto il cane Tyson) leggi anche http://https://www.ilmediano.com/somma-vesuviana-cane-di-sei-anni-ucciso-da-giovane-pitbull-la-famiglia-vogliamo-giustizia/

Acerra-Nola-Napoli, tredicesima 2019 promessa “a rate”: Medicina Futura in sciopero

Nel centro diagnostico per eccellenza della Terra dei Fuochi si è concluso con un mancato accordo la procedura di “raffreddamento” sindacale sulla vertenza legata alle tredicesime del 2019. Tredicesime che non sono state ancora erogate ai 300 dipendenti delle tre strutture di Medicina Futura ubicate ad Acerra, Nola, Fuorigrotta e Poggioreale. Sempre durante il faccia a faccia tra azienda e sindacati tenuto lunedi nella sede centrale di MF, ad Acerra, non si è aperta nessuna schiarita anche sul fronte dei 7 tra tecnici, infermieri e biologi assunti con contratto a termine ma poi rimasti a casa a seguito della scadenza dei contratti “Aiop” (5 sono stati invece riassunti ai sensi di un altro tipo di contratto). Dunque, la fase è di quelle molto tese. La Cgil funzione pubblica del comparto sanità privata, unico sindacato rappresentato all’interno di Medicina Futura, attraverso tutte le rsa aziendali ha quindi proclamato ufficialmente lo sciopero. Ora c’è il serio rischio che i centri diagnostici restino bloccati il 10 febbraio prossimo, prima data utile prevista per legge allo scopo di consentire l’astensione annunciata dalla Cgil. Sulla questione è intervenuta Medicina Futura, che aveva proposto l’erogazione in tre rate, tra pochi mesi, delle tredicesime. Un “impegno”, questo dell’azienda, inserito anche nel verbale del mancato accordo di lunedi. Ma la proposta è stata respinta dalla Cgil.“Quello nostro non è stato un rifiuto demagogico e pregiudiziale – chiarisce Lenina Castaldo, responsabile territoriale della Cgil FP di Napoli – abbiamo constatato durante il confronto che non sono emerse difficoltà economiche da parte del gruppo Coleman-Medicina Futura, anche perché sappiamo che le Asl di appartenenza pagano regolarmente le prestazioni. Per cui non comprendiamo questo atteggiamento dell’azienda. Inoltre bisogna ricordare che la tredicesima è un diritto inderogabile dei lavoratori, esattamente come la retribuzione”. Per quanto riguarda invece i 7 contrattisti rimasti a casa, l’azienda ha ritenuto di “non doverli impegnare di nuovo alle sue dipendenze”. Il quadro è quindi di quelli a tinte fosche. I centri di Medicina Futura sono considerati strutture di eccellenza sul fronte della diagnostica oncologica nella Terra dei Fuochi. Ma la situazione sindacale tra gli organici del gruppo sanitario sta vivendo una fase difficile. A questo proposito però i 5 dipendenti riassunti con un contratto diverso da quello “Aiop” hanno smentito qualsiasi conflitto da parte loro, dichiarando sostanzialmente di “essere grati a Medicina Futura per aver risolto il loro problema occupazionale e di non sentirsi rappresentati dalla Cgil”. “Questa posizione dei lavoratori è facilmente comprensibile – replica a distanza Castaldo – ma è altrettanto necessario che tutti comprendano che la Cgil Funzione pubblica è l’unico sindacato rappresentativo di Medicina Futura e che per questo motivo ha l’obbligo di aprire vertenze con l’azienda ogni volta che vengono messi in discussione i diritti inviolabili dei lavoratori. Chiediamo comunque scusa ai pazienti oncologici per gli eventuali disagi che potranno essere arrecati con lo sciopero del 10 febbraio”.

Casoria, divampa incendio in abitazione: salvati due anziani coniugi

A Casoria i carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia insieme ai vigili del fuoco hanno salvato due anziani da un incendio propagatosi nella loro abitazione. Gli anziani coniugi erano in casa quando è divampato l’incendio – nato probabilmente per un guasto alla stufa – e non si erano accorti di nulla perché dormivano. I carabinieri e i vvff sono saliti al 5° piano. L’anziana donna è riuscita ad aprire la porta blindata dalla quale fuoriusciva il fumo e i militari l’hanno messa in salvo prestandole le prime cure. Entrati nell’abitazione hanno trovato l’uomo privo di sensi e riverso a terra ma sono riusciti a portarlo fuori l’appartamento. Incolume anche il cane dell’anziana coppia: i carabinieri hanno salvato anche lui. I vvff hanno domato le fiamme e l’appartamento è stato dichiarato temporaneamente inagibile. Per la donna – trasportata in ospedale – 10 giorni di prognosi mentre più grave (ma non in pericolo di vita) l’anziano che ha riportato ustioni al volto e alle mani guaribili in 30 giorni.

Sant’Anastasia, il servizio di igiene urbana affidato alla Ecoffice srl di Pomigliano d’Arco

Il servizio di igiene urbana a Sant’Anastasia è stato affidato in via definitiva alla Ecoffice srl con sede a Pomigliano d’Arco, in via ex Aeroporto c/o Consorzio Il Sole. La Ecoffice ha conseguito un punteggio totale di 71, 708, seconda classificata risulta la La Gardenia srl di Isernia (67,400). L’avvio del servizio è fissato al 1 marzo 2020.  La gara per l’igiene urbana era stata indetta il 24 luglio 2019, per la durata di cinque anni e decorrenza dal 1 ottobre. La commissione di gara verificò la documentazione amministrativa delle ditte il 19 e il 20 settembre e, il 18 novembre, si procedette all’apertura delle offerte. In seguito la commissione (previa sostituzione di un componente, ossia l’ex segretario Egizio Lombardi) esaminava la documentazione delle offerte tecniche come risulta dal verbale del 16 dicembre 2019. Conclusa la fase relativa all’esame delle offerte tecniche (verbale di gara 8 gennaio 2020), la commissione assegnava i relativi punteggi. Il 10 gennaio scorso, in seduta pubblica, la commissione apriva le offerte economiche e aggiudicava in via provvisoria la gara alla ditta Ecoffice srl con il ribasso del 4, 32 per cento. Il servizio integrato di igiene urbana prevede il cosiddetto passaggio di gestione, indi ora la ditta precedente (la Gpn) dovrà procedere alla comunicazione di licenziamento del personale di cantiere e, ad avvenuto passaggio di gestione, la Ecoffice sarà tenuta ad assumere in organico tutto il personale di cantiere in possesso dei requisiti previsti dalla norma (contratto collettivo nazionale di lavoro). La durata è fissata fino a febbraio 2025, sessanta mesi. Il servizio di spazzamento dal 16 aprile 2020 al 28 febbraio 2025.

Lavoro “in nero”, raffiche di denunce. Sospese quattro imprese edili a Pomigliano D’Arco

E’ il risultato di una serie di controlli che sono stati messi in atto in questi giorni dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.   Lavoravano, in nero, nei ristoranti, in imprese edili come in ditte di installazioni: in 16 sono stati individuati in quanto lavoratori irregolari, otto gli imprenditori denunciati. E’ il risultato di una serie di controlli che sono stati messi in atto in questi giorni dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli. A Napoli la titolare di un ristorante di via Toledo è stata denunciata per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Dei 6 lavoratori controllati 4 erano “in nero”: una di questi era una minore di origini ucraine. L’attività è stata multata per complessivi 20.884 euro. Ed ancora, tra l’altro, quattro le imprese edili sospese a Pomigliano D’Arco per mancata verifica dell’idoneità tecnico professionale delle ditte in subappalto trovate a prestare attività in cantiere e per mancata visita medica e formazione dei lavoratori impiegati “in nero”. I titolari sono stati denunciati e sanzionati per complessivi 46.300 euro.