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Nel centro diagnostico per eccellenza della Terra dei Fuochi si è concluso con un mancato accordo la procedura di “raffreddamento” sindacale sulla vertenza legata alle tredicesime del 2019. Tredicesime che non sono state ancora erogate ai 300 dipendenti delle tre strutture di Medicina Futura ubicate ad Acerra, Nola, Fuorigrotta e Poggioreale. Sempre durante il faccia a faccia tra azienda e sindacati tenuto lunedi nella sede centrale di MF, ad Acerra, non si è aperta nessuna schiarita anche sul fronte dei 7 tra tecnici, infermieri e biologi assunti con contratto a termine ma poi rimasti a casa a seguito della scadenza dei contratti “Aiop” (5 sono stati invece riassunti ai sensi di un altro tipo di contratto). Dunque, la fase è di quelle molto tese. La Cgil funzione pubblica del comparto sanità privata, unico sindacato rappresentato all’interno di Medicina Futura, attraverso tutte le rsa aziendali ha quindi proclamato ufficialmente lo sciopero. Ora c’è il serio rischio che i centri diagnostici restino bloccati il 10 febbraio prossimo, prima data utile prevista per legge allo scopo di consentire l’astensione annunciata dalla Cgil. Sulla questione è intervenuta Medicina Futura, che aveva proposto l’erogazione in tre rate, tra pochi mesi, delle tredicesime. Un “impegno”, questo dell’azienda, inserito anche nel verbale del mancato accordo di lunedi. Ma la proposta è stata respinta dalla Cgil.“Quello nostro non è stato un rifiuto demagogico e pregiudiziale – chiarisce Lenina Castaldo, responsabile territoriale della Cgil FP di Napoli – abbiamo constatato durante il confronto che non sono emerse difficoltà economiche da parte del gruppo Coleman-Medicina Futura, anche perché sappiamo che le Asl di appartenenza pagano regolarmente le prestazioni. Per cui non comprendiamo questo atteggiamento dell’azienda. Inoltre bisogna ricordare che la tredicesima è un diritto inderogabile dei lavoratori, esattamente come la retribuzione”. Per quanto riguarda invece i 7 contrattisti rimasti a casa, l’azienda ha ritenuto di “non doverli impegnare di nuovo alle sue dipendenze”. Il quadro è quindi di quelli a tinte fosche. I centri di Medicina Futura sono considerati strutture di eccellenza sul fronte della diagnostica oncologica nella Terra dei Fuochi. Ma la situazione sindacale tra gli organici del gruppo sanitario sta vivendo una fase difficile. A questo proposito però i 5 dipendenti riassunti con un contratto diverso da quello “Aiop” hanno smentito qualsiasi conflitto da parte loro, dichiarando sostanzialmente di “essere grati a Medicina Futura per aver risolto il loro problema occupazionale e di non sentirsi rappresentati dalla Cgil”. “Questa posizione dei lavoratori è facilmente comprensibile – replica a distanza Castaldo – ma è altrettanto necessario che tutti comprendano che la Cgil Funzione pubblica è l’unico sindacato rappresentativo di Medicina Futura e che per questo motivo ha l’obbligo di aprire vertenze con l’azienda ogni volta che vengono messi in discussione i diritti inviolabili dei lavoratori. Chiediamo comunque scusa ai pazienti oncologici per gli eventuali disagi che potranno essere arrecati con lo sciopero del 10 febbraio”.