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Marigliano, buste non biodegradabili nei supermercati: sequestri e sanzioni
Controlli serrati nel settore commerciale ed ambientale da parte della polizia locale di Marigliano, diretta dal Magg.Emiliano Nacar. Il nucleo commercio, guidato dal maresciallo Montella, ha controllato cinque supermercati ed in due si sono riscontrate irregolarità legate alla vendita di buste nere e di sacchetti cosiddetti shoppers non biodegradabili. Immediato il sequestro del materiale e sanzioni per 5000 euro. Nonostante la carenza di personale creatasi nel mese di Gennaio, il vertice del comando dichiara che “non si abbasserà la guardia per il controllo edilizio ed ambientale e fra poco si inizierà il controllo della.raccolta differenziata sia porta a porta che nei condomini. Imminente sarà l’avvio anche delle attività delle guardia ambientali con affidamento al GRE. Tra l’altro, proprio in merito al controllo dell’ambiente, è della settimana scorsa un nuovo mostro edilizio sequestrato a via Isonzo.
L’orologio pubblico del campanile di San Domenico fermo alle 9:30: storia e aneddoti
Il Decurionato (Consiglio Comunale dell’epoca), a tal riguardo, non gradì l’interferenza del capo della Provincia. Nel 1825 il Sindaco Ignazio Feola affrontò nuovamente il problema, stavolta chiedendo all’Intendente l’autorizzazione per sistemare finalmente il nuovo orologio, per il quale era stata già prevista una spesa di 500 ducati. Le autorità locali e provinciali, questa volta, concordarono di affidare l’incarico al maestro orologiaio di Napoli Pietro Ugga, già chiamato precedentemente in causa. Il tecnico, a seguito di un sopralluogo, dichiarò il campanile di San Domenico non idoneo ad accogliere il nuovo orologio per una serie di problemi tecnici e giudicò adatto, invece, il Largo Mercato (attuale piazza Vittorio Emanuele III) perché centrale ed elevato. Fu deciso, quindi, di erigere in piazza una apposita torre (vedi disegno di Raffaele D’Avino), il cui progetto fu redatto dall’architetto Domenico Mazzamauro. La realizzazione della macchina dell’orologio, progettata dal maestro Ugga, fu affidata, invece, al sommese Pietro D’Alessandro. La torre fu ultimata, presumibilmente, come riferisce Cocozza, nei primi mesi del 1828 e fu anche muta testimone di un’orribile fatto di sangue la sera del 9 giugno 1857, quando, sotto, fu colpito a morte l’avvocato napoletano Camillo Curato, possidente e villeggiante di Somma.
La torre non ebbe vita lunga: fu abbattuta forse nel marzo del 1875, secondo un documento scarsamente attendibile, ma altre attestazioni sostengono la sua presenza ancora nel 1880. Tuttavia in una riunione del Consiglio Comunale del 28 marzo 1904, il consigliere Baldassare D’Avino chiese lo stanziamento in bilancio di un fondo per l’impianto di un orologio pubblico. Ma solo dopo circa un decennio dalla fine degli eventi bellici della Seconda Guerra, e cioè all’inizio dell’Amministrazione del compianto Sindaco Francesco De Siervo, la Città di Somma ebbe l’attuale orologio pubblico, i cui quadranti furono situati uno sulla facciata sud e un altro sulla facciata est dell’antico campanile di San Domenico. Il sisma del 23 novembre del 1980 bloccò le lancette dell’orologio per circa otto anni. Quanto tempo dovremo attendere adesso? Ottaviano, in una magica “serata” al Palazzo Medici, la canzone e il teatro svelano la bellezza della lingua napoletana
