Somma Vesuviana, il PD: “l’amministrazione è immobile e la città è paralizzata”

0
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal PD.   Mentre nella nostra città si discute su informazioni relative a inchieste della magistratura su compravendite di voti, che vedrebbero coinvolti degli amministratori, senza che nessuno di loro produca chiarimenti a riguardo, accade che:  il Sindaco caccia il suo Vice e si parla di un probabile rimpasto di Giunta. Perché  Il Sindaco non ha fornito nessuna motivazione della destituzione dell’oramai ex Vice Sindaco? Perchè l’ex Vice Sindaco non spiega i motivi di un così drastico e offensivo provvedimento: la sua revoca? Perchè improvvisamente  due consiglieri si dimettono? Perché la maggioranza pratica una politica utile solo a suoi  calcoli opportunistici, che nulla servono alla comunità!  La seduta dell’ultimo Consiglio Comunale, che avrebbe potuto essere il luogo per chiarire questo stato di confusione totale, è stata inutile e, inoltre, è stata disertata da alcuni della cosiddetta opposizione. La nostra comunità non ha più nessuna garanzia per un buon governo al servizio dell’interesse comune! Questa amministrazione è immobile e la città è paralizzata:  la pubblica illuminazione è appesa  “al palo” e non parte;  gli spazi pubblici sono chiusi e non fruibili; le strade cittadine versano in uno stato indecoroso. Nessun problema di interesse pubblico viene affrontato e risolto. Invece, la politica del governo,  dei loro affari è in pieno e quotidiano movimento  ed è per questo motivo, forse l’unico, che l’Amministrazione cerca di restare in vita.  Quale altro spettacolo merita la città di Somma Vesuviana?  Siamo una Città vittima delle logiche opportunistiche che mortificano  la vita di tutti noi cittadini, ma siamo convinti e sicuri che la nostra Città saprà reagire, rialzare la testa e ripartire. Noi vogliamo costruire insieme a cittadini, associazioni, partiti, movimenti, un nuovo percorso per ridare voce a un governo vero e utile alla nostra comunità. Noi  ci crediamo. E’ possibile ed è un dovere per il futuro della nostra terra e per ridare una speranza di cambiamento alle giovani generazioni.                                                                                                 La Segreteria del circolo PD di Somma Vesuviana  

Somma Vesuviana, compensi ufficio staff: la risposta del sindaco a “Somma Futura”

0
                                                                                      Riceviamo e pubblichiamo la risposta del sindaco al gruppo consiliare “Somma Futura” sulla questione compensi ufficio staff.                                                                                                                                                                                          In risposta al comunicato stampa del gruppo consiliare Somma Futura si rappresenta quanto segue:
  1. L’importo stanziato dal bilancio comunale per il sostenimento delle spese è conforme ai limiti di spesa previsti dalla vigente normativa ed è del tutto in linea con quanto previsto dai vigenti contratti nazionali del lavoro. A dire il vero, ai componenti dell’Ufficio staff viene riconosciuto il compenso minimo previsto dal contratto senza ulteriori aggravi, perpetrati dalle precedenti amministrazioni e relativi ad esempio a buoni pasto ovvero ad indennità per le specifiche responsabilità o straordinari;
  2. In ogni caso, al di la delle goffe polemiche, è bene precisare che l’ufficio staff del sindaco costituisce un servizio per la comunità rappresentando, tra l’altro, un filtro tra le richieste e le esigenze dei cittadini ed i responsabili dei servizi comunali. Infatti, dei 6 membri che costituiscono l’ufficio, solo due sono incardinati stabilmente presso la segreteria del Sindaco. I restanti 4 sono incardinati rispettivamente nel servizio ecologia, ufficio tecnico, ufficio scuola e politiche sociali. Inoltre, al fine di sopperire alle deficienze di sportelli Gori sul territorio con cadenza settimanale nei giorni di martedi e giovedì l’ufficio staff coadiuva la cittadinanza per risolvere le problematiche di questi ultimi con l’Ente gestore del servizio idrico. A titolo esemplificativo, nel solo anno 2019, sono state istruite circa 3.000 pratiche per cui è sembrato quantomeno fuori luogo trattare degli argomenti senza conoscere approfonditamente il lavoro svolto e la materia. 
  3. Considerato che il Consigliere Allocca ha più volte ribadito, durante la campagna elettorale in qualità di candidato Sindaco, una continuità tra i propri obiettivi programmatici e quelli delle precedenti amministrazioni guidate dal padre, allo scrivente sfugge comprendere come sia possibile accusare questa amministrazione di uno sperpero di fondi, quando nel 2013, l’allora amministrazione Allocca, sosteneva, a nostro parere giustamente, spese a titolo di compenso dell’Ufficio staff pari a circa 103.000,00.;
  4. Infine, ci dispiace constatare ancora una volta che il gruppo di Somma Futura, malgrado le intenzioni espresse nell’ultimo consiglio comunale di evitare sterili discussioni ed esposizioni negative dell’immagine dell’Ente, continui a fomentare con falsità il buon andamento dell’Amministrazione Di Sarno nonché la bontà amministrativa delle attività da quest’ultima poste in essere;
      Il Sindaco Dott. Salvatore DI SARNO

Somma Vesuviana, Allocca all’attacco sullo staff del sindaco: “Costa 100mila euro ed è formato da parenti e amici”

“Lo staff del sindaco di Somma Vesuviana costa al Comune – e quindi ai cittadini – quasi centomila euro all’anno. Il primo cittadino impiega 6 persone, una delle quali è la moglie e altre due sono ex candidate in liste a suo supporto: siamo dinanzi ad uno spreco di denaro pubblico inaccettabile”. Così Celestino Allocca, già candidato sindaco a Somma Vesuviana e componente del gruppo consiliare “Somma Futura” attacca l’amministrazione comunale sullo staff del sindaco Salvatore Di Sarno.

Continua Allocca: “Su richiesta del nostro capogruppo Umberto Parisi, il segretario generale ci ha fornito le informazioni sullo staff e il risultato è stato sconcertante. Si tratta di 6 dipendenti assunti a tempo determinato e part – time, tutti di categoria C. Non contestiamo l’esigenza di dotarsi di un staff, prassi ormai consolidata in molti enti, ma ci chiediamo a cosa serva spendere tutti questi soldi, cosa hanno prodotto queste persone, in cosa vengono impiegate, quale apporto stanno dando alla vita dell’ente. Stiamo parlando di 96886,9 euro: una cifra importante, per giustificare la quale servirebbero spiegazioni esaustive e non il solito silenzio dell’amministrazione comunale”.

Aggiunge Allocca: “Spendere tutti questi soldi per lo staff è un insulto ai cittadini, soprattutto se si pensa che l’amministrazione comunale non funziona, la maggioranza litiga in continuazione, le fibrillazioni sono all’ordine del giorno. Prima finisce l’esperienza del sindaco Di Sarno, meglio è per Somma Vesuviana”

“Family style” e musica dal vivo: a Nola è sempre più Bertie’s Bistrot

Circa due anni fa, aprile del 2018, nacque un progetto ristorativo ambizioso. Oggi quel progetto si è affinato e lancia nuove proposte, nella consapevolezza di una crescita continua. È il Bertie’s Bistrot di Nola, nato dalla tenacia e dalla bravura del suo patron Valentino Buonincontri. Punti di forza della proposta di Buonincontri sono materie prime di elevata qualità, carni altamente selezionate e piatti eseguiti col giusto estro creativo. Nel menu primaverile, accanto a dei classici del Bertie’s come l’Hot dog di polpo con patata concia, le Ribs di maialino con chutney di mela annurca e Pollo, miso e croccante di verdure, farà il suo ingresso il Risotto con piselli, limone e taleggio di bufala mantecato all’olio al rosmarino. Poiché andare al ristorante, però, rappresenta non solo un’esperienza sensoriale ma anche un importante momento di convivialità il Bertie’s ha deciso di puntare molto su questo secondo aspetto introducendo il menu “Family style” con il quale tutte le portate, dall’antipasto al dessert, vengono servite in un unico piatto centrotavola da condividere tra un gruppo di amici o di familiari E sempre all’insegna della condivisione di emozioni, non solo gastronomiche, ritornano dal 13 marzo gli appuntamenti con la musica jazz dal vivo organizzati sotto la direzione artistica di Carmine Granato.   Valentino Buonincontri, classe 1988, apre il Bertie’s Bistrot il 1° aprile del 2018 dopo aver accumulato importanti esperienze professionali presso numerose cucine, anche stellate, non solo della Campania. Il locale, dal design originale in stile vintage, dispone di 120 coperti che in estate diventano 150 per la presenza di una terrazza esterna. Oltre alle proposte creative dello chef la carta del Bertie’s prevede un’ampia offerta di piatti alla brace grazie a una ricca selezione di carni e all’acquisto di pesce rigorosamente fresco. Altro punto di forza del bistrot è la pizza del giovane Dominic Russo, caratterizzata da un impasto leggero e facilmente digeribile, realizzato con una farina bio di tipo 1, su cui vengono disposti ingredienti di stagione.

Sant’Anastasia. E’ ora di dire basta alla vecchia classe politica

 Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’ing. V. Spadaro. ” basta con questa classe politica che ha prodotto due amministrazioni dimissionate per l’arresto dei relativi sindaci accusati di corruzione”.   Speriamo, finalmente, che s’ingeneri di nuovo nel popolo anastasiano quel moto di protesta che scaturì in seguito alle note vicende di tangentopoli negli anni ’90 del secolo scorso. Quel moto, conseguenza di vicende nazionali più che anastasiane, mise in sordina anche gran parte della classe politica locale. Da quella repulsione, scaturì l’Amministrazione Romano che rinnovò, con la cooptazione di nuovi soggetti, gran parte della classe politica locale. L’Amministrazione Romano non durò l’intera consiliatura per vari motivi: consiglieri di maggioranza, animati solo da spirito di protagonismo, volti più a disfare che a costruire, unitamente ai resti della vecchia classe politica e forse ad alcune asprezze caratteriali del Romano, refrattario a qualsiasi compromesso, determinarono la fine anticipata di quella esperienza. Il seme gettato per fortuna non si inaridì. Dopo la gestione commissariale, le elezioni amministrative premiarono di nuovo una classe amministrativa rinnovata, capeggiata dal sindaco Iervolino, sconosciuto alla politica sino ad allora. L’Amministrazione Iervolino amministrò Sant’Anastasia per le due consiliature consecutive consentite, in totale dieci anni, senza scossoni. Finita quell’esperienza, non si è capito più nulla. Abbiamo avuto, in successione, l’Amministrazione Pone, dimissionata dai consiglieri di maggioranza dopo pochi anni, la gestione commissariale, nuove elezioni con la proclamazione del sindaco Esposito, arresto di tale sindaco per corruzione, nuova gestione commissariale e successive elezioni amministrative, il nuovo sindaco Abete con un’amministrazione durata cinque anni, nuove elezioni con la conferma di Abete, suo arresto poco dopo per le note vicende denominate concorsopoli, nuova gestione commissariale. Da questo caos come se ne esce? Di certo con un rinnovamento profondo e duraturo che metti in sordina quella massa di personaggi che si sono mossi in questi anni tra i vari schieramenti politici, improvvisando liste di supporto a questo o quello personaggio politico di lungo corso in occasione degli appuntamenti elettorali, tra l’indifferenza del resto della popolazione diventata inerte e sfiduciata. Questa indifferenza e sfiducia ha fatto sì che, dopo il primo scandalo con il sindaco Esposito, fu sottovalutato il rischio che il germe della corruzione si propagasse. La classe politica che fu eletta dopo quello scandalo, di fatto, era la stessa di prima. Ancor peggio è andato alle ultime elezioni amministrative. Il nuovo sindaco Abete ha funzionato da catalizzatore di questi personaggi, che gli hanno tributato il sostegno di innumerevoli liste sotto i più disparati simboli. A questo punto mi viene spontaneo fare una domanda ai cittadini anastasiani. Che differenza crediate che ci sia tra la delinquenza che taglieggia i commercianti, gli artigiani, le imprese e questi politici? Nessuna differenza, entrambi chiedono il “pizzo”. A dire il vero, una distinzione c’è: i primi, sono il prodotto malato della nostra società, i secondi, siamo noi cittadini a premiarli eleggendoli alle cariche comunali. Nei prossimi mesi, saremo di nuovo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti nell’istituzione comunale. I primi segnali che si percepiscono non sono confortevoli. Come se nulla fosse successo, i politici sbugiardati dalle vicende giudiziarie vecchie e nuove sono di nuovo all’opera per la preparazione delle liste elettorali. Non c’è alcuna speranza che prendano coscienza degli errori commessi e ne traggano le debite conseguenze mettendosi da parte. L’unica speranza è che i cittadini in maggioranza gridino a gran voce: basta, basta con questa classe politica e si comportino di conseguenza nella cabina elettorale. Ing. Vincenzo Spadaro

L’illuminazione pubblica a Somma Vesuviana: storie e aneddoti

Fino al 1867 le strade e le piazze di Somma Vesuviana erano completamente al buio durante la notte. I pochi lampioni che esistevano, erano posti innanzi ai portoni di alcuni palazzi nobiliari.   Le piccole lampade votive delle edicole sacre, sparse per il paese, illuminavano debolmente brevissimi tratti delle vie pubbliche. Tutto ciò rendeva inesistente la sicurezza dei cittadini, poiché alimentava risse, ruberie, omicidi e oscenità. La legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865, inerente la polizia locale, incluse tra le spese obbligatorie dei Comuni quelle per il mantenimento dell’illuminazione pubblica, come afferma il compianto storico locale Giorgio Cocozza. L’amministrazione cittadina di Somma, guidata dal Sindaco Luigi Passarelli, affrontò il problema per la prima volta nel maggio del 1867. A tal riguardo il Consiglio Comunale, constatato che i fondi disponibili non erano sufficienti per illuminare tutte le vie del paese, decise di istallare, inizialmente, solo diciassette lampade a petrolio lungo il tratto della strada provinciale, che attraversava il centro abitato. Era la cosiddetta via “maestra” o attualmente “via Gramsci – via Casaraia”. Tutto ciò in relazione al fatto che la predetta strada era molto trafficata, soprattutto, dal continuo transito commerciale. Un altro motivo, quello maggiore, però, era legato al fatto che i paesi limitrofi, già da qualche anno, avevano provveduto all’installazione di numerose lampade. Le spese per l’impianto dei diciassette lampioni e per la gestione del servizio, durante il primo anno (1868), ammontarono a Lire 1.764, 91. All’accensione e allo spegnimento dei fanali a petrolio, provvedeva il lampionaro: era un dipendente spesso al soldo dell’Amministrazione Comunale o della ditta in regime di concessione del servizio. Quest’uomo, munito di un lungo bastone sormontato da un imbuto di stagnola e da un astuccio con lucigno, ogni giorno, all’imbrunire e all’alba, percorreva le strade del paese per compiere il proprio dovere. Solo dopo una stasi di circa un decennio, il Consiglio Comunale – continua Cocozza – decise di aumentare il numero dei punti luce per illuminare la nuova strada provinciale, stavolta, “Trivio – Margherita” e per potenziare l’illuminazione nelle località “Giudecca” e “Carmine”.  Nel 1898 i lampioni istallati erano già sessanta. Nel 1911 diventarono novanta e furono distribuiti anche nelle frazioni di Mercato Vecchio, Costantinopoli, Santa Croce, S. Maria del Pozzo, Spirito Santo, Cimitero. Altri furono collocati nell’ ufficio delle Guardie Comunali e nella Casa Comunale, situata nel ex – convento di San Domenico. Nonostante ciò, Somma notturna era ancora illuminata da fioche fiammelle, mentre le popolazioni limitrofe godevano già dell’illuminazione elettrica. L’impianto a petrolio, infatti, come vedremo, cessò di funzionare all’inizio di settembre del 1922, quando anche per Somma la luce elettrica diventò finalmente realtà. Precedentemente, nel mese di dicembre del 1900, era stato varato un progetto che prevedeva l’utilizzo del gas acetilene al posto del petrolio, ma l’iniziativa fu frenata dai sostenitori dell’illuminazione a petrolio. Le ristrettezze, poi, imposte dalla Grande Guerra (1915 – 18), l’aumento del prezzo del petrolio, le difficoltà per reperirlo e le stremate finanze comunali fecero peggiorare notevolmente il servizio. Da qui la decisione della Giunta Comunale di ridurre l’illuminazione pubblica a soli dieci lampioni, alimentati, stavolta, dal gas acetilene, collocati nel centro abitato. L’ avv. Francesco De Stefano, invece, eletto sindaco nel 1921, con un’azione energica e con l’aiuto dell’illustre parlamentare Enrico De Nicola, portò a compimento la pratica dell’illuminazione elettrica pubblica e privata. Finalmente, nel mese di settembre del 1922, le lampadine elettriche illuminarono le strade, le piazze di Somma e le abitazioni dei cittadini più agiati. Questo avvenimento di straordinaria importanza, che segnava lo sviluppo del progresso sociale, civile ed economico, fu festeggiato nell’ottobre del 1923 con una grande manifestazione a cui intervennero l’On. Enrico De Nicola, in qualità Presidente della Camera dei Deputati, il Prefetto della Provincia di Napoli, il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Napoli, e tanti notabili napoletani e locali. Le strade del centro furono imbandierate ed addobbate con arcate di lampadine elettriche. La banda musicale comunale e gli immancabili fuochi pirotecnici allietarono l’evento. La rete elettrica pubblica e privata a Somma Vesuviana ebbe un rapido sviluppo a partire dal 1951: erano gli anni della ricostruzione – conclude Cocozza – dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Nel 1971, infatti, la rete elettrica già copriva l’intero territorio comunale, tanto da servire anche le case sparse dell’estrema periferia. I cittadini avevano raggiunto, finalmente, un livello economico che permetteva loro di vivere una vita quotidianamente migliore.

“Regionarie M5S”, ecco il guerriero della Terra dei Fuochi: Alessandro Cannavacciuolo

0
Si è presentato alle “Regionarie” del Movimento Cinque Stelle, da cui saranno scelti i candidati pentastellati alle prossime elezioni regionali della Campania, previste per la fine di maggio. Alessandro Cannavacciuolo, 32 anni, non solo per la sua giovane età ma anche per tutto quello che ha fatto e che sta facendo per il territorio in cui vive rappresenta un autentico esempio di coraggio e concreto impegno civico, ad Acerra e dintorni. Appena ventenne ha iniziato una missione che per la stragrande maggioranza delle gente da queste parti non è neanche immaginabile: denunciare alle autorità competenti le ingiustizie e lottare ogni giorno per vivere in un ambiente più sano. Quasi superfluo dire che per questo Alessandro ha rischiato e rischia tuttora grosso nel territorio dell’ecomafia per eccellenza. Del resto le sue battaglie sono state di quelle ad alta tensione. In testa c’è quella puntata alla condanna per disastro ambientale dei fratelli Pellini, gli imprenditori acerrani dello smaltimento di rifiuti tossici, infine condannati, dopo tredici anni di processo, in via definitiva e attualmente in carcere. Pellini che nel frattempo erano stati liberati ma che poi sono finiti di nuovo in galera grazie a una dura protesta di piazza ingaggiata da Alessandro e da alcuni suoi amici di lotta. E’ infatti la tigna una delle caratteristiche di questo combattivo ambientalista della Terra dei Fuochi, un vero guerriero dei nostri tempi. Dopo aver contribuito alla condanna dei Pellini Cannavacciuolo ha dato una mano decisiva alla formulazione di un’altra sentenza penale, stavolta di secondo grado, ai danni di Nicola Ricchiuti, ex consigliere comunale di Acerra, personaggio chiave della maggioranza che dal 2012 guida la città dell’inceneritore. Ricchiuti era stato accusato di voto di scambio: posti in cambio di voti. Ma Cannavacciuolo aveva scoperto che i fascicoli del processo di primo grado erano spariti dal tribunale, cosa che avrebbe portato alla prescrizione del reato compiuto dall’ex politico. A quel punto il giovane ha denunciato tutto e dato una eco mediatica al fatto. Risultato: Ricchiuti è stato condannato anche nel secondo grado. Ma non è certo finita sul conto del guerriero Cannavacciuolo. Alessandro è uno dei pochi che ci mette davvero la faccia. Su tutto. Numerose anche le sue denunce sullo scarico abusivo di rifiuti, denunce che hanno portato alla bonifica di terreni contaminati. Per non parlare del controllo che tutti i giorni questo giovane tenta di mettere in atto sui grandi impianti le cui emissioni sono tanto contestate dagli abitanti della zona, inceneritore in testa. Tigna e grandi ideali. Alessandro sta facendo tutto questo perché mosso da una motivazione precisa: la sete di giustizia. Da piccolo ha visto suo padre, un pastore, finire sul lastrico dopo aver perso tutto quello che possedeva, il suo gregge di pecore uccise dalla diossina che si era posata sui pascoli di Acerra e dintorni. Poi ha visto la sua terra violentata dai camorristi sotto gli occhi impassibili e omertosi di tutti. Lui però ha voluto parlare. Ha voluto denunciare. Intanto Alessandro è rimasto solo. Con lui c’è soltanto un manipolo di amici fidati. Anche se è praticamente l’unico ambientalista che in questi anni abbia davvero fatto qualcosa di molto utile e concreto per tutti nessuno gli ha però ancora riconosciuto i meriti che ha conquistato sul campo. Ma forse stavolta è la volta buona.

Casalnuovo. Tenta il furto di un’auto: in manette 58enne di Sant’Anastasia

I carabinieri della tenenza di Casalnuovo hanno arrestato per tentato furto un 58enne di Sant’Anastasia già noto alle ffoo. Stava provando a forzare la portiera di un’utilitaria parcheggiata in Viale Dei Tigli ma è stato notato dal proprietario dell’auto che ha chiamato il 112. I militari – intervenuti in pochi minuti – lo hanno bloccato poco prima che fuggisse. Nelle sue disponibilità cacciaviti, tronchesi ed altri attrezzi utilizzati verosimilmente per lo scasso: tutti sono stati sottoposti a sequestro. Sottoposto ai domiliari, il 58enne è in attesa di giudizio.

Pomigliano: nascondeva documenti di identità falsi, in manette 30enne

0
Un 30enne di Pomigliano D’Arco è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione per possesso e/o produzione di documenti falsi. I militari hanno perquisito la sua abitazione e rinvenuto 36 carte di identità palesemente contraffatte. 31 di queste erano valide per l’espatrio e quasi tutte riportavano nello spazio dedicato alla foto il volto dell’arrestato o di altre persone ancora da identificare. Le indagini sono iniziate dopo una denuncia per truffa online, presentata presso la stazione carabinieri di Lana, in provincia di Bolzano: un 34enne del posto lamentava che i suoi dati fossero stati utilizzati per acquisti online non autorizzati. L’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Somma Vesuviana, carabinieri in azione: intensificati i controlli sul territorio

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal deputato M5S Gianfranco Di Sarno. Intensificazione dei Controlli in diversi quartieri della città, dopo il tavolo sulla sicurezza per i paesi Vesuviani dal Generale La Gala grazie all’interessamento del deputato Gianfranco Di Sarno. I controlli sono stati intensificati già dal mese di dicembre. Anche nei giorni scorsi numerosi posti di blocco hanno visto impegnati sia i militari della locale Stazione, che del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna. Le pattuglie hanno stazionato a lungo sia le zone centralissime della città, senza dimenticare però alcune aree più periferiche. ” La presenza sul territorio degli uomini dell’Arma è sempre stata al centro della mia azione parlamentare, perché è di estrema importanza avvicinare i centri di comando della nostra sicurezza anche ai quartieri più periferici, aumentando visibilmente la percezione di sicurezza dei cittadini.” Ha affermato il deputato Gianfranco Di Sarno.