“Regionarie M5S”, ecco il guerriero della Terra dei Fuochi: Alessandro Cannavacciuolo

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Alessandro Cannavacciuolo
Alessandro Cannavacciuolo

Si è presentato alle “Regionarie” del Movimento Cinque Stelle, da cui saranno scelti i candidati pentastellati alle prossime elezioni regionali della Campania, previste per la fine di maggio. Alessandro Cannavacciuolo, 32 anni, non solo per la sua giovane età ma anche per tutto quello che ha fatto e che sta facendo per il territorio in cui vive rappresenta un autentico esempio di coraggio e concreto impegno civico, ad Acerra e dintorni. Appena ventenne ha iniziato una missione che per la stragrande maggioranza delle gente da queste parti non è neanche immaginabile: denunciare alle autorità competenti le ingiustizie e lottare ogni giorno per vivere in un ambiente più sano. Quasi superfluo dire che per questo Alessandro ha rischiato e rischia tuttora grosso nel territorio dell’ecomafia per eccellenza. Del resto le sue battaglie sono state di quelle ad alta tensione. In testa c’è quella puntata alla condanna per disastro ambientale dei fratelli Pellini, gli imprenditori acerrani dello smaltimento di rifiuti tossici, infine condannati, dopo tredici anni di processo, in via definitiva e attualmente in carcere. Pellini che nel frattempo erano stati liberati ma che poi sono finiti di nuovo in galera grazie a una dura protesta di piazza ingaggiata da Alessandro e da alcuni suoi amici di lotta. E’ infatti la tigna una delle caratteristiche di questo combattivo ambientalista della Terra dei Fuochi, un vero guerriero dei nostri tempi. Dopo aver contribuito alla condanna dei Pellini Cannavacciuolo ha dato una mano decisiva alla formulazione di un’altra sentenza penale, stavolta di secondo grado, ai danni di Nicola Ricchiuti, ex consigliere comunale di Acerra, personaggio chiave della maggioranza che dal 2012 guida la città dell’inceneritore. Ricchiuti era stato accusato di voto di scambio: posti in cambio di voti. Ma Cannavacciuolo aveva scoperto che i fascicoli del processo di primo grado erano spariti dal tribunale, cosa che avrebbe portato alla prescrizione del reato compiuto dall’ex politico. A quel punto il giovane ha denunciato tutto e dato una eco mediatica al fatto. Risultato: Ricchiuti è stato condannato anche nel secondo grado. Ma non è certo finita sul conto del guerriero Cannavacciuolo. Alessandro è uno dei pochi che ci mette davvero la faccia. Su tutto. Numerose anche le sue denunce sullo scarico abusivo di rifiuti, denunce che hanno portato alla bonifica di terreni contaminati. Per non parlare del controllo che tutti i giorni questo giovane tenta di mettere in atto sui grandi impianti le cui emissioni sono tanto contestate dagli abitanti della zona, inceneritore in testa. Tigna e grandi ideali. Alessandro sta facendo tutto questo perché mosso da una motivazione precisa: la sete di giustizia. Da piccolo ha visto suo padre, un pastore, finire sul lastrico dopo aver perso tutto quello che possedeva, il suo gregge di pecore uccise dalla diossina che si era posata sui pascoli di Acerra e dintorni. Poi ha visto la sua terra violentata dai camorristi sotto gli occhi impassibili e omertosi di tutti. Lui però ha voluto parlare. Ha voluto denunciare. Intanto Alessandro è rimasto solo. Con lui c’è soltanto un manipolo di amici fidati. Anche se è praticamente l’unico ambientalista che in questi anni abbia davvero fatto qualcosa di molto utile e concreto per tutti nessuno gli ha però ancora riconosciuto i meriti che ha conquistato sul campo. Ma forse stavolta è la volta buona.