Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’ing. V. Spadaro. ” basta con questa classe politica che ha prodotto due amministrazioni dimissionate per l’arresto dei relativi sindaci accusati di corruzione”.
Speriamo, finalmente, che s’ingeneri di nuovo nel popolo anastasiano quel moto di protesta che scaturì in seguito alle note vicende di tangentopoli negli anni ’90 del secolo scorso. Quel moto, conseguenza di vicende nazionali più che anastasiane, mise in sordina anche gran parte della classe politica locale. Da quella repulsione, scaturì l’Amministrazione Romano che rinnovò, con la cooptazione di nuovi soggetti, gran parte della classe politica locale.
L’Amministrazione Romano non durò l’intera consiliatura per vari motivi: consiglieri di maggioranza, animati solo da spirito di protagonismo, volti più a disfare che a costruire, unitamente ai resti della vecchia classe politica e forse ad alcune asprezze caratteriali del Romano, refrattario a qualsiasi compromesso, determinarono la fine anticipata di quella esperienza.
Il seme gettato per fortuna non si inaridì. Dopo la gestione commissariale, le elezioni amministrative premiarono di nuovo una classe amministrativa rinnovata, capeggiata dal sindaco Iervolino, sconosciuto alla politica sino ad allora. L’Amministrazione Iervolino amministrò Sant’Anastasia per le due consiliature consecutive consentite, in totale dieci anni, senza scossoni.
Finita quell’esperienza, non si è capito più nulla. Abbiamo avuto, in successione, l’Amministrazione Pone, dimissionata dai consiglieri di maggioranza dopo pochi anni, la gestione commissariale, nuove elezioni con la proclamazione del sindaco Esposito, arresto di tale sindaco per corruzione, nuova gestione commissariale e successive elezioni amministrative, il nuovo sindaco Abete con un’amministrazione durata cinque anni, nuove elezioni con la conferma di Abete, suo arresto poco dopo per le note vicende denominate concorsopoli, nuova gestione commissariale.
Da questo caos come se ne esce? Di certo con un rinnovamento profondo e duraturo che metti in sordina quella massa di personaggi che si sono mossi in questi anni tra i vari schieramenti politici, improvvisando liste di supporto a questo o quello personaggio politico di lungo corso in occasione degli appuntamenti elettorali, tra l’indifferenza del resto della popolazione diventata inerte e sfiduciata. Questa indifferenza e sfiducia ha fatto sì che, dopo il primo scandalo con il sindaco Esposito, fu sottovalutato il rischio che il germe della corruzione si propagasse. La classe politica che fu eletta dopo quello scandalo, di fatto, era la stessa di prima. Ancor peggio è andato alle ultime elezioni amministrative. Il nuovo sindaco Abete ha funzionato da catalizzatore di questi personaggi, che gli hanno tributato il sostegno di innumerevoli liste sotto i più disparati simboli.
A questo punto mi viene spontaneo fare una domanda ai cittadini anastasiani. Che differenza crediate che ci sia tra la delinquenza che taglieggia i commercianti, gli artigiani, le imprese e questi politici? Nessuna differenza, entrambi chiedono il “pizzo”. A dire il vero, una distinzione c’è: i primi, sono il prodotto malato della nostra società, i secondi, siamo noi cittadini a premiarli eleggendoli alle cariche comunali.
Nei prossimi mesi, saremo di nuovo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti nell’istituzione comunale. I primi segnali che si percepiscono non sono confortevoli. Come se nulla fosse successo, i politici sbugiardati dalle vicende giudiziarie vecchie e nuove sono di nuovo all’opera per la preparazione delle liste elettorali. Non c’è alcuna speranza che prendano coscienza degli errori commessi e ne traggano le debite conseguenze mettendosi da parte.
L’unica speranza è che i cittadini in maggioranza gridino a gran voce: basta, basta con questa classe politica e si comportino di conseguenza nella cabina elettorale.
Ing. Vincenzo Spadaro


