Coronavirus, la Regione Campania mette a disposizione della Lombardia 20 posti letti di terapia intensiva

La Campania, rispondendo alla sollecitazione del ministero della Salute, metterà a disposizione come atto di solidarietà nei confronti della Lombardia, 20 posti letto di terapia intensiva ordinaria al fine di decongestionare gli ospedali lombardi. Si mette, inoltre, a disposizione una struttura residenziale per i familiari eventualmente impegnati ad accompagnare i pazienti. Questo quanto deciso nel corso di un incontro, convocato dal presidente Vincenzo De Luca, con i responsabili della sanità campana, nel corso del quale è stata verificata la disponibilità di posti letto nei reparti di terapia intensiva ordinaria “al netto delle esigenze di cura dei pazienti campani e tenendo conto che occorre bisogna sempre valutare la possibile evoluzione del problema Coronavirus”. “Consideriamo questo – ha detto il presidente De Luca – un atto doveroso di solidarietà e responsabilità nazionale”.

Ente Parco Vesuvio, inaugurato il sentiero n° 9 “il fiume di lava”  

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal’Ente Parco Nazionale del Vesuvio.  Oggi 02 marzo 2020 alle ore 11:30, è stato inaugurato il sentiero n° 9 “Il Fiume di Lava” con partenza dal comune di Ercolano. Secondo progetto realizzato nell’ambito del Masterplan del “Grande progetto Vesuvio”, piano pluriennale di investimenti dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio finalizzato al rilancio complessivo dell’area protetta. Alla presenza del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, delle Autorità Locali e della Comunità locale sono stati presentati gli interventi di riqualificazione del sentiero attraverso opere di ingegneria naturalistica che hanno permesso di rendere nuovamente fruibile il sentiero e migliorarlo nell’allestimento e nella sua strutturazione complessiva. A seguito della cerimonia di inaugurazione è stata svolta la prima visita guidata con alcune scolaresche del territorio insieme alla Guide Ufficiali del Parco Nazionale del Vesuvio. Grazie a questa importante infrastruttura green i turisti potranno arrivare in maniera sostenibile a passeggere su uno dei punti più suggestivi del Parco Nazionale del Vesuvio, ovvero la colata lavica del 1944. “La realizzazione di questo secondo progetto ad appena tre mesi dall’inaugurazione del sentiero n.7 dimostra che stiamo procedendo spediti verso la realizzazione del Masterplan del Grande Progetto Vesuvio– ha dichiarato Agostino Casillo Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio” – Quando presentammo alla comunità il Masterplan insieme proprio al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ringrazio per la sua costante vicinanza e il prezioso supporto, in molti pensavano che sarebbe rimasto su carta, invece oggi mostriamo i risultati di un lungo lavoro”. “Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con impegno alla realizzazione di questa importante opera – continua Casillo – che si inserisce in una strategia complessiva di rilancio dell’area protetta che mette al centro la tutela del nostro patrimonio di diversità, coniugandola con uno sviluppo sostenibile delle comunità locali”  La riqualificazione della rete sentieristica è un’operazione fondamentale per la fruizione del parco nazionale del Vesuvio afferma il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e ha un’importanza strategica tanto per il rilancio turistico dell’area, quanto per un’attività di prevenzione dell’incuria e degli incendi, perché più un territorio è frequentato, minore è la possibilità per i criminali ambientali di agire indisturbati. Sono molto soddisfatto della velocità con la quale si sta procedendo in questo percorso – aggiunge Costa – tutto ciò che è sviluppo ambientale, a partire dalla valorizzazione dei nostri parchi nazionali, merita di essere messo al centro. Parallelamente, procederemo anche con il rafforzamento della sorveglianza contro i fenomeni di abbandono rifiuti. Per affrontare in maniera risolutiva questa piaga chiedo ancora più collaborazione da parte dei comuni del Parco”.

Coronavirus, l’onorevole Di Sarno richiede sanificazione del tribunale di Nola

Dopo l’interrogazione al Ministro della Giustizia e al ministro della salute per l’emergenza coronavirus al tribunale di Napoli, dove il deputato del movimento 5 stelle ha chiesto necessarie cautele per il Nuovo Palazzo di Giustizia il quale registra quotidianamente circa ottomila accessi di persone provenienti da tutta Italia, nella giornata di ieri, alla luce dell’emergenza nazionale per la diffusione del COVID-19, ha sollecitato il presidente del tribunale di Nola, ad adottare tutte le azioni igienico sanitarie necessarie al contrasto del contagio nel pieno rispetto delle linee guida concordate nel documento tra il Ministero della Giustizia, il Ministero della Salute e il Consiglio Nazionale Forense, con l’obiettivo essenziale di garantire avvocati, magistrati, uffici Unep e tutto il personale giudiziario di lavorare in ambienti costantemente igienizzati.

Epigenetica: modifiche non genomiche ereditabili e adattamento all’ambiente

Tutti ormai sappiano che il detentore del “ chi siamo”, “ da dove o da chi deriviamo” è il DNA, ma più volte discusso è stato il tramandare da genitori a figli  anche le “abitudini, gli stili di vita, gli atteggiamenti o alcune patologie che, solo se influenzate dall’ambiente e dal modo di vivere,  vengono ad essere esacerbate, portate allo scoperto. Il DNA  non è l’unica informazione genetica tramandata dai genitori ai figli. Lo confermano anche gli studi dei ricercatori del Max-Planck-Institut per l’immunobiologia e l’epigenetica a Friburgo, in Germania. Si sono raccolte prove rigorose del fatto che anche le “istruzioni epigenetiche”, di alcune proteine e non ,  che all’interno delle cellule regolano l’ESPRESSIONE  genica ( processo attraverso cui l’informazione contenuta in un gene (responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari di DNA che contiene un messaggio ) viene convertita in una macromolecola funzionale senza che sia alterata la sequenza del DNA. Tutto questo , pur non modificando in alcun modo  la sequenza del DNA, può essere trasmesso alla prole. Il risultato mostra in particolare che la memoria epigenetica è essenziale per lo sviluppo e per la sopravvivenza delle nuove generazioni. È stato un  dibattito durato molti decenni: nella visione tradizionale, le modificazioni epigenetiche – dovute all’interazione dell’individuo con l’ambiente che lo circonda, compresi per esempio i suoi stili di vita e la sua alimentazione, non possono oltrepassare il confine tra le generazioni. In sostanza, fino a pochi anni fa si riteneva che  tutte le regolazioni epigenetiche venissero azzerate durante lo sviluppo dello spermatozoo e della cellula uovo, ma non è così! Molti studi hanno dimostrato che alcune informazioni epigenetiche sono trasmesse alla discendenza, ma finora non era chiaro quali effetti potesse avere questo processo. L’ambiente esterno, inteso come  ciò che mangiamo, quello che respiriamo, come viviamo, lo stesso grado di  scolarizzazione o di vivibilità del territorio in cui viviamo, può modificare “Il vissuto” di un soggetto e quindi la sua epigenetica  tanto da  determinare  delle modificazioni di strutture che,  normalmente,  sono deputate a mantenere la trasmissione di ogni singolo carattere ereditabile. Secondo uno dei dogmi classici della biologia, l’insieme dei caratteri ereditari trasmessi dai genitori alla prole non comprende i tratti acquisiti nell’interazione con l’ambiente. Questo avviene perché la molecola di DNA, che codifica i caratteri genetici, è determinata alla nascita e non subisce l’influenza dell’esperienza dell’individuo (© George Steinmetz/Corbis).  Negli ultimi decenni, però, questa visione è stata modificata in base ai risultati degli studi sull’epigenoma, cioè l’insieme delle regolazioni dell’espressione dei geni, che cambia nel tempo per effetto degli input ambientali e in parte viene trasmesso di generazione in generazione. Un ruolo simile lo ha svolto anche il Coronavirus COD19, virus influenzale , di cui abbiamo parlato anche nel precedente articolo,  che ha modificato il suo Genoma iniziale  per adattarsi al “nuovo ambiente” occidentale ed umano ( un Gemona con caratteristiche epigenetiche diverse dall’animale pipistrello-ospite e dall’ individuo orientale). Come tutti i virus, anche questo  muta  e cerca di cambiare aspetto per essere in equilibrio con il sistema immunitario ospite“ Addirittura lo stress è ereditabile! Un gruppo di ricercatori statunitensi  ha dimostrato  un rapporto di causa-effetto tra il cambiamento di espressione dei miRNA  ( messaggeri dell’informazione genica) e la risposta allo stress della prole. In questo nuovo studio gli autori hanno iniettato nove miRNA in zigoti di topo e li hanno poi impiantati nell’utero di femmine normali. Una volta nati e diventati adulti, i piccoli di topo hanno mostrato una risposta aumentata allo stress. Il gruppo di ricercatoro di Bale aveva mostrato  che sottoponendo i topi maschi a uno stress, per esempio esponendoli all’odore di urina di un predatore, la prole mostrava di avere una risposta allo stress molto accentuata. E l’obesità? Non  poteva certo mancare la mia particolare attenzione sull’epigenicità dell’obesità. Una dieta scorretta che porti all’obesità e al diabete di tipo 2 fa sì che la predisposizione allo sviluppo di queste due malattie venga trasmessa alla prole attraverso i cosiddetti fattori epigenetici,  che si accumulano negli ovociti e negli spermatozoi dei genitori. Come dimostrato da un gruppo di ricercatori dell’istituto di genetica sperimentale dell’Helmholtz Zentrum München a Neuherberg, sI può parlare, quindi , di l’obesità  legata a fattori epigenetici,  ossia ad alterazioni che influenzano l’espressione genica senza che sia cambiata la sequenza del DNA Questi fattori, sono stati trasmessi ai figli da genitori diventati obesi a causa di una dieta scorretta. Concludiamo dicendo che L’Epigenetica è quella scienza che studia  la trasmissione di caratteri ereditabili  ma che non provengono da modifiche del patrimonio genico. Caratteri che si acquisiscono per adattamento all’ambiente in cui quel soggetto vive.

Pomigliano D’Arco, sequestrata una discarica abusiva di 35mila mq

Sicurezza ambientale: i carabinieri sequestrano una discarica abusiva di 35mila mq. Sul posto l’ ARPAC e l ‘ASL . Nell’ambito dei servizi disposti dal comando carabinieri del provinciale di Napoli, i militari della Stazione Forestale di Marigliano, insieme al personale dell’ARPAC e dell’ASL NApoli 3 SUD sono andati,  su segnalazione dei cittadini,  in un terreno di 35mila metri quadri in Pomigliano D’Arco. La zona è delimitata dalla Via Rossellini, dalla Via Mercandante e dalla Via Vittorio De Sica, in località Masseria Chiavettieri. I militari, nonché i professionisti dell’arpac e dell’asl , hanno notato che il terreno avesse dei rialzi anomali dal piano stradale: in alcuni casi di quasi 3 metri.  Hanno trovato vari rifiuti miscelati al terreno e derivati dall’attività di costruzione e demolizione, pneumatici fuori uso, imballaggi in plastica, legno, ferro e acciaio, traversine ferroviarie e guaine bituminose (queste ultime due da ritenersi rifiuti speciali pericolosi n.d.r.), c’erano anche rifiuti bruciati. L’intera area è stata sequestrata per smaltimento illecito di rifiuti, discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti.

Estorsioni al mercato ortofrutticolo di Fondi, arresti tra Lazio e Campania

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Si intensifica l’azione volta a contrastare in maniera strategica i sodalizi criminali che, avvalendosi del metodo mafioso acquisiscono il controllo dell’imprenditoria nel basso Lazio, tentando di monopolizzare i vari settori delle attività produttive. L’arma dei carabinieri, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della procura della repubblica di Roma, ha proseguito la propria azione di contrasto nei confronti di un gruppo criminale operante nell’ambito del M.O.F., il mercato ortofrutticolo di Fondi (Latina), importantissimo snodo commerciale della provincia pontina con un significativo ruolo distributivo a livello nazionale. I carabinieri del comando provinciale di Latina, infatti, nelle prime ore della mattinata odierna hanno dato esecuzione tra Fondi (Lt), Pontecorvo (Fr), e Caivano (Na), a 5 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) emesse dal g.i.p. presso il tribunale di Roma nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione ed illecita concorrenza con minaccia o violenza, commessi con l’aggravante del metodo mafioso (art. 416 – bis.1 del codice penale). Nello stesso contesto si è inoltre proceduto al sequestro preventivo delle quote di due società di trasporto, la “Anna Trasporti S.r.l.” e la “D’Alterio trasporti S.R.L.S.”. I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine convenzionalmente denominata “Aleppo 2”, avviata sulla scorta di nuovi elementi emersi successivamente all’omonima operazione (culminata nell’esecuzione di n. 8 ordinanze di custodia cautelare in data 13.09.2018) che aveva comprovato il condizionamento ambientale imposto con metodo mafioso dalla famiglia d’alterio sull’indotto del M.O.F. (mercato ortofrutticolo di Fondi), ottenuto grazie anche a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani. Le nuove investigazioni hanno infatti consentito di acclarare che gli indagati, nonostante i provvedimenti coercitivi, avevano continuato esercitare mediante intimidazioni il controllo del predetto mercato. Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 30 carabinieri del comando provinciale, supportati da quelli delle province di Napoli e Frosinone, e da un velivolo proveniente da Pratica di Mare.

Napoli, la famiglia del quindicenne ucciso: “Vogliamo giustizia”

In un terraneo ai Quartieri Spagnoli, la nonna e le zie di Ugo raccontano all’ ANSA la loro versione sulla morte di Ugo. “Mio nipote – dice la nonna, Patrizia – dormiva qui da me molto spesso” e mostra un divano-letto alle sue spalle. “Era iscritto al primo anno dell’ Istituto Serra, ma non frequentava molto. Voleva lavorare, ed aveva fatto prima il fruttivendolo e poi, fino a un mese fa, il muratore”. Racconta la zia Raffaella: “Se gli dicevano qualcosa diventava rosso. Non si drogava, era contrario”. Disoccupato, dopo lavori precari, Ugo sarebbe stato “tirato in un brutto giro”, ma non era un delinquente”. “Voleva andare a fare il pizzaiolo a Londra voleva andarsene. Qui non c’ è lavoro”, dice la nonna. “Da due-tre giorni, Ugo stava tornando a casa tardi. E io gli dicevo ‘stai attento ai compagni, tu ci farai piangere…’. Ma era ferito ad un braccio, il Carabiniere non doveva spararargli ancora. Adesso vogliamo giustizia”.

Somma Vesuviana, il 5 marzo l’evento “Una giornata di riflessione sul tema della conciliazione”

Giovedì 5 marzo 2020 dalle ore 16:00 , presso la sala consiliare del comune di Somma Vesuviana,si terrà l’evento “PA e donne: a che punto siamo? Una giornata di riflessione sul tema della conciliazione” promosso dalla Commissione Pari Opportunità. Al convegno prenderà parte il sindaco dott. Salvatore Di Sarno, i membri della CPO e la sociologa dott.ssa Maddalena Molaro che presenterà una relazione sull’analisi dei risultati del questionario proposto,in forma anonima dalla Commissione, alle donne dipendenti del Comune. Oggetto dell’evento la figura della donna e la conciliazione tra la vita familiare e quella lavorativa. Dopo il convegno, l’evento continuerà presso l’atrio comunale  dove saranno esposti alcuni lavori dell’artista Teresa Capasso,  l’attrice Rosangela Angri  interpreterà un monologo sul tema, ed il quintetto ClamiMus eseguirà alcuni brani musicali del proprio repertorio.
Ingresso libero
Commissione Pari Opportunità- Comune di Somma Vesuviana (NA)

Napoli, tentata rapina ad un carabiniere: ucciso 16enne. Familiari devastano pronto soccorso

Un ragazzo di 16 anni, Ugo Russo, è morto la notte scorsa a Napoli dopo un tentativo di rapina a un carabiniere in abiti civili, che ha reagito sparando. Il militare, di 23 anni, era a bordo della propria auto con una ragazza quando è stato minacciato dal ragazzo, che aveva una pistola e il volto coperto con scaldacollo e casco. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri nella zona di Santa Lucia, in Via Generale Orsini. Il sedicenne, arrivato con uno scooter insieme con un complice di 17 anni, ha tentato di rapinare l’orologio al militare. I due ragazzi provengono entrambi dai Quartieri Spagnoli. Il carabiniere, in servizio in provincia di Bologna, con la minaccia dell’arma puntatagli alla tempia, dopo essersi qualificato, sottolinea il Comando provinciale, ha sparato tre colpi con la pistola d’ordinanza, ferendo il ragazzo, deceduto poco dopo in ospedale. Le indagini sono in corso, coordinate dalla Procura, con il pm intervenuto sul posto, e affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale. La pistola del sedicenne era una ‘replica’ di una pistola vera, in metallo e del tutto simile a quella in uso alle forze dell’ordine, fanno sapere i carabinieri. Le stesse fonti rilevano che era uguale al modello Beretta 92. Le indagini sono condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale dei carabinieri. All’alba il Pronto soccorso è stato devastato, fa sapere la Asl, dalla rabbia dei parenti del sedicenne. Il servizio è stato sospeso e i pazienti sono stati trasferiti nei reparti e in altri ospedali. Inoltre quattro colpi di pistola sono stati sparati ad altezza d’uomo la notte scorsa contro la sede del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, vicino al passo carraio, da due persone a bordo di uno scooter mentre si trovava nella caserma il 17enne complice del tentativo di rapina ai danni del carabiniere. Lo si apprende da fonti investigative le quali evidenziano che le ipotesi del gesto (ma le indagini sono in corso) sono due: o una minaccia contro i militari o un avvertimento diretto ai familiari del complice 17enne – diverse donne si trovavano nella notte davanti all’ingresso pedonale del Comando – ritenuto responsabile di aver consentito che fosse il più giovane a compiere il tentativo di rapina. Il 17enne è stato ascoltato per diverse ore dai carabinieri nella sede del Comando provinciale oggetto del raid. Il carabiniere, si ipotizza, potrebbe essere indagato per omicidio; un atto dovuto, si afferma in ambienti investigativi, mentre per il 17enne, presunto complice, ci sono gli elementi per valutare l’ipotesi di tentativo di rapina. “Quando muore un ragazzo è sempre un dramma, ma nessuno può attaccare un Carabiniere che, aggredito, ha reagito per difendere la sua vita e la sua fidanzata. Solidarietà a medici e infermieri del pronto soccorso”, dice Matteo Salvini. “Non doveva ucciderlo, era già ferito, l’avrebbero arrestato. Adesso vogliamo giustizia”: così, parlando con l’ANSA, la nonna, Patrizia, e due zie, Luciana e Raffaella, del ragazzo ucciso. Secondo i parenti Ugo sarebbe stato prima colpito da un proiettile al braccio e poi al torace ed al capo. Il ragazzo aveva lavorato come muratore fino ad un mese fa

Napoli – Torino (Lezione 36), facile come spiegare la gravità ad un bambino

 Spesso ho dovuto trovare il modo più semplice per descrivere un fenomeno fisico su Astrofisica in 1 minuto, e spiegarlo ad un bambino può essere anche più difficile. Cerco spesso dei parallelismi, concetti semplici, immagini ed esempi chiarificatori. Ma ci sono concetti che, seppur difficili da capire in un contesto matematico, fanno parte della vita quaotidiana. E quindi non sarà difficile spiegare cosa è la gravità ad un bambino. La percepisce da quando è nato, si è schiantato a terra infinite volte, ha sentito il peso di questa sensazione che ti spinge sempre giù. E’ per lui una sensazione chiara e semplice, sebbene la sua descrizione matematica e fisica richieda poi il ricorso alla forza gravitazionale di Newton, in prima istanza, e poi a teorie più complesse, come la Relatività Generale di Einstein. E’ semplice come Napoli – Torino.

La partita. Fatta eccezione per i primi e gli ultimi minuti, Napoli – Torino è stata una partita segnata, dominata e guidata dagli azzurri, con un esito scontato. Il Napoli domina, potrebbe segnarne cinque, ma come al solito, perde precisione davanti alla porta. Ha spazi, tempi di manovra e quando entra nelle maglie avversarie può far male. Sblocca con Manolas di testa, che sfrutta egregiamente una punizione tesa e precisa di Insigne. Raddoppierà solo quando, nel secondo tempo, il nuovo entrato Mertens inventa un cross alla Insigne, e Callejon prende il Joystick e guida Di Lorenzo per il gol del raddoppio. Facile come spiegare la gravità ad un bambino, ma poi il bambino ti mette in crisi con una domanda ingenua ma geniale, come solo i bambini sanno fare, e ti scervelli per capire cosa potergli dire, per non ricorrere alle equazioni di campo di Einstein. Il Napoli si addormenta, il Torino segna con Edera. Ma per fortuna, la sofferenza dura solo pochi minuti.

Il Napoli continua la sua striscia positiva, si avvicina ai posti che contano, dimostra di essere ritornato se stesso, con modi e attitudini differenti, ma simile a quel Napoli sicuro e deciso che ci ha fatto tanto divertire. Gattuso è il vincente di questo periodo storico, ha portato convinzioni e idee, riportato in auge Hysaj, e cerca di riprendere Allan, Insigne è ritornato decisivo, Mertens è un unicum, e gli arrivi di Demme e Lobotka hanno fornito tranquillità nel possesso e nelle idee. Si potrebbe argomentare sulle scelte fatte per Meret e Lozano, ma quel che conta è di essere riusciti a ritornare quelli che erano, e di riuscire a spiegare la gravità ad un bambino, facilmente, o quasi.

La mia sul Napoli