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 Spesso ho dovuto trovare il modo più semplice per descrivere un fenomeno fisico su Astrofisica in 1 minuto, e spiegarlo ad un bambino può essere anche più difficile. Cerco spesso dei parallelismi, concetti semplici, immagini ed esempi chiarificatori. Ma ci sono concetti che, seppur difficili da capire in un contesto matematico, fanno parte della vita quaotidiana. E quindi non sarà difficile spiegare cosa è la gravità ad un bambino. La percepisce da quando è nato, si è schiantato a terra infinite volte, ha sentito il peso di questa sensazione che ti spinge sempre giù. E’ per lui una sensazione chiara e semplice, sebbene la sua descrizione matematica e fisica richieda poi il ricorso alla forza gravitazionale di Newton, in prima istanza, e poi a teorie più complesse, come la Relatività Generale di Einstein. E’ semplice come Napoli – Torino.

La partita. Fatta eccezione per i primi e gli ultimi minuti, Napoli – Torino è stata una partita segnata, dominata e guidata dagli azzurri, con un esito scontato. Il Napoli domina, potrebbe segnarne cinque, ma come al solito, perde precisione davanti alla porta. Ha spazi, tempi di manovra e quando entra nelle maglie avversarie può far male. Sblocca con Manolas di testa, che sfrutta egregiamente una punizione tesa e precisa di Insigne. Raddoppierà solo quando, nel secondo tempo, il nuovo entrato Mertens inventa un cross alla Insigne, e Callejon prende il Joystick e guida Di Lorenzo per il gol del raddoppio. Facile come spiegare la gravità ad un bambino, ma poi il bambino ti mette in crisi con una domanda ingenua ma geniale, come solo i bambini sanno fare, e ti scervelli per capire cosa potergli dire, per non ricorrere alle equazioni di campo di Einstein. Il Napoli si addormenta, il Torino segna con Edera. Ma per fortuna, la sofferenza dura solo pochi minuti.

Il Napoli continua la sua striscia positiva, si avvicina ai posti che contano, dimostra di essere ritornato se stesso, con modi e attitudini differenti, ma simile a quel Napoli sicuro e deciso che ci ha fatto tanto divertire. Gattuso è il vincente di questo periodo storico, ha portato convinzioni e idee, riportato in auge Hysaj, e cerca di riprendere Allan, Insigne è ritornato decisivo, Mertens è un unicum, e gli arrivi di Demme e Lobotka hanno fornito tranquillità nel possesso e nelle idee. Si potrebbe argomentare sulle scelte fatte per Meret e Lozano, ma quel che conta è di essere riusciti a ritornare quelli che erano, e di riuscire a spiegare la gravità ad un bambino, facilmente, o quasi.

La mia sul Napoli