
Rigettata l’istanza di scarcerazione per l’ex sindaco Lello Abete, i suoi legali presentano appello al tribunale del Riesame. Il 12 marzo scorso furono concessi i domiciliari ad altri due indagati per l’inchiesta «Concorsopoli» e l’ex segretario generale di Sant’Anastasia e Pimonte, Egizio Lombardi, come l’imprenditore Alessandro Montuori – titolare dell’agenzia selezioni e concorsi di Salerno – sono nelle proprie abitazioni da allora, con misure meno afflittive del carcere.
Così era stato già mesi fa per l’ex consigliere comunale Pasquale Iorio. Abete, invece, rieletto sindaco nella scorsa primavera, è nella casa circondariale di Poggioreale dal 6 dicembre scorso. Ed è l’unico a non aver confessato il proprio coinvolgimento nello scandalo dei concorsi truccati emerso dopo le indagini della guardia di finanza e della Procura di Nola. Posti di lavoro «venduti» a venti, trenta o cinquantamila euro. I suoi legali, gli avvocati Isidoro Spiezia e Valentino Di Ludovico, avevano presentato istanza di scarcerazione a metà marzo, considerata anche l’emergenza sanitaria da Covid -19 in corso e l’impossibilità di reiterare i reati contestati oltre che di occultare eventuali prove, giacché Abete aveva a suo tempo presentato le dimissioni dalla carica di primo cittadino. Respinta l’istanza, Spiezia e Di Ludovico hanno fatto ricorso al tribunale della Libertà che deciderà venerdì 10 aprile, due giorni prima della Pasqua che a questo punto Abete potrebbe trascorrere a Sant’Anastasia dove da dicembre, per effetto delle sue dimissioni e dello scioglimento del consiglio comunale, si sono avvicendati già due commissari prefettizi.

