
Ottaviano, esplosione alla Adler: la morte «bianca» di Vincenzo

Emergenza Coronavirus, dalla fase 2 emergono già alcuni indizi per decifrare la fase 1
La cosiddetta “fase 2” della pandemia di SARS-coV-2 ci consegna innanzitutto i numeri di quella che è stata la prima parte dell’emergenza sanitaria. Un’epidemia che ha vissuto, come lasciavano già immaginare le cronache, la sua fase più critica al Nord, trascinando l’intero Paese a un raddoppio della mortalità nel periodo compreso tra il 20 febbraio e il 31 marzo.
Lo racconta benissimo il report stilato dall’Istat e dall’Istituto Superiore di Sanità e pubblicato proprio nel giorno della ripresa, il 4 maggio. L’obiettivo del rapporto è quello di fornire una lettura integrata dei dati epidemiologici di diffusione dell’epidemia di COVID-19 e dei dati di mortalità totale acquisiti e validati da Istat. I dati di mortalità totale commentati nel documento – messo a disposizione di tutti anche tramite l’utilissimo canale Telegram dell’Istituto Nazionale di Statistica – si riferiscono al primo trimestre consolidato 2020 e riguardano 6.866 comuni (ossia l’87% del totale, su 7.904 complessivi).
Gli analisti ci tengono a precisare che i dati illustrati nel rapporto sono in continua fase di perfezionamento, pertanto si è scelto di limitare il periodo di riferimento al primo trimestre del 2020, in modo che l’analisi dell’impatto della pandemia di COVID-19 sulla mortalità totale della popolazione residente sia effettuata su dati il più possibile consolidati (rilevazioni chiuse il 28 aprile). Uno dei dati più interessanti riguarda proprio il Meridione e certifica che nelle aree a bassa diffusione del contagio (1.817 comuni, 34 province per lo più del Centro e del Mezzogiorno) i decessi del mese di marzo 2020 sono mediamente inferiori dell’1,8% rispetto alla media del quinquennio precedente.
Nella Regione Campania, dove dal 20 febbraio al 31 marzo 2020 i decessi per Coronavirus sono stati 79 – l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce un decesso da COVID-19 come una morte risultante da un quadro clinico patologico con un caso probabile o confermato (microbiologicamente) di SARS-coV-2, a meno che ci sia una chiara causa alternativa di morte non riconducibile alla malattia associata a COVID disease (per esempio un trauma) – si riscontra una variazione percentuale tra il mese di marzo 2020 e la media del quinquennio precedente (2015-2019) pari a -1,9%. Sono 5.117, invece, i decessi totali registrati tra le cinque province di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno (perfettamente nella media degli ultimi cinque anni, pari a 5.168).
La riflessione da veicolare, a proposito di numeri, è che da quasi due mesi la regione guidata dal governatore Vincenzo De Luca pubblica quotidianamente il bollettino dei test effettuati e delle persone risultate positive al Coronavirus. Stando all’ultimo aggiornamento, quello delle ore 22 del 4 maggio 2020, secondo i dati ufficiali dell’Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, in Campania sono stati effettuati 93.068 test, riscontrando la positività in 4.518 casi.
Da questi dati si ricava che fino ad ora circa il 4,8% dei cittadini campani sottoposti a tampone è risultato positivo al SARS-coV-2. Al momento i tamponi sono stati effettuati sull’1,6% degli abitanti della regione. Ne deriva che i numeri, così veicolati, riescono a offrire una panoramica della situazione che propone una prospettiva diversa e, verosimilmente, anche più utile per affrontare la nuova fase di convivenza con il virus con la dovuta cautela, consapevoli che siamo davanti a un 98,4% di incognite, da qualche giorno in movimento. Cautela e prudenza devono essere inevitabilmente i fari che guidano le azioni politiche e scientifiche in questo momento delicato: anche perché, se è vero come è vero che fino al 31 marzo in Campania si sono registrati 79 decessi COVID-19, è anche certo che dal 1 aprile sono morte altre 290 persone a causa del virus.
Numeri e approcci, quelli suggeriti, che possono contribuire anche all’efficacia di una comunicazione istituzionale che inevitabilmente dovrà cedere presto il passo a qualcosa di meno categorico e “terrorizzante”.
È arrivato il momento di rasserenare ma non per illudere: parlare chiaro per sottolineare l’importanza del senso di responsabilità, individuale e collettivo, che ognuno di noi deve avere nei confronti della propria salute e della collettività, al fine di tutelare entrambe.
Diversamente saremo sempre molto “italiani” e ci chiederemo come mai in Germania, o altrove, le cose riescano a svilupparsi diversamente e talvolta meglio.
(foto scienzainrete.it)
Il Garante dei disabili della Regione Campania: “Ecco i bonus per le persone con disabilità”
Il Garante dei diritti delle persone disabili della Regione Campania, avv. Paolo Colombo, esprime soddisfazione per la pubblicazione, in questi giorni, del bando da parte di molti comuni, in relazione ai 600 euro stanziati dall’Amministrazione della Regione in favore delle famiglie con soggetti disabili.
“È una misura importante – spiega Colombo – che da un po’ di ristoro a tante persone”. Sono stati investiti 30.505.936 euro per questo bonus che andrà alle persone con disabilità, anche non grave, con priorità ai bambini con disabilità (anche autistica) in età scolare. Le risorse saranno assegnate agli utenti sulla base degli elenchi comunicati dagli Ambiti Territoriali e/o dai Consorzi. I bonus verranno erogati ai beneficiari direttamente dagli Ambiti, via comuni. La Regione ha previsto che i 600 euro andranno a circa 51.000 unità, con priorità per i bambini con disabilità. Lo stesso contributo una tantum sarà estendibile ad altre categorie di disabili non gravi con ISEE basso.
Ricordo a tutti, che, secondo le linee guida degli ambiti, pubblicate dai comuni attraverso il bando, non potranno partecipare:
- Persone con disabilità inserite nell’elenco già trasmesso in Regione Campania a cura dell’Ambito Territoriale, perché già beneficiarie del bonus;
- Persone in possesso della sola certificazione di invalidità civile.
- Persone con disabilità che usufruiscono del Programma Home Care Premium;
- Persone con disabilità che usufruiscono del Programma per la Vita Indipendente;
- Persone con disabilità che usufruiscono del Programma “Dopo di Noi” (L. 112/2016);
- Persone con disabilità che usufruiscono di assegno di cura.
Bullismo, D’Amelio e Corecom: “Didattica a distanza bersaglio dei bulli”
La Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Rosa D’Amelio, denuncia lo Zoombombing al webinar “Scuola senza bulli” che ha coinvolto tramite didattica a distanza gli alunni dell’istituto comprensivo statale ‘Samuele Falco’ di Scafati.
“Lo Zoombombing è la nuova frontiera dei bulli, mette a dura prova il lavoro e la serenità dei nostri insegnanti e degli alunni durante le ore di ‘didattica a distanza’ nel corso dell’emergenza sanitaria causata dal nuovo coronavirus”. È questo l’allarme lanciato da Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania durante il webinar ‘Didattica a Distanza’ che ha coinvolto gli alunni dell’istituto comprensivo Can. Samuele Falco di Scafati. Dalla provincia di Salerno si è rimessa in marcia la carovana di #scuolasenzabulli 2020 in versione telematica, la campagna contro bullismo e cyberbullismo promossa dal Corecom Campania. “L’emergenza COVID-19 ha cambiato la nostra vita quotidiana – ha proseguito D’Amelio – le nuove tecnologie si confermano sempre più la finestra sul mondo dei nostri giovani ma si trasformano in opportunità solo se usate con consapevolezza e responsabilità. Purtroppo sono aumentati gli attacchi hacker sulle piattaforme digitali, i teppisti irrompono durante le lezioni con frasi offensive ostacolandone il buon proseguimento”.
Per Domenico Coppola, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Can. Samuele Falco, “è difficile individuare la linea sottile che separa l’esuberanza adolescenziale dai comportamenti lesivi della dignità personale. Famiglie distratte, bisogno di protagonismo, esclusione sociale e stereotipi negativi diffusi sono gli elementi che determinano il fenomeno del bullismo, una nuova modalità di prevaricazione”.
Sulla necessità di un fronte comune tra famiglia e istituzioni insiste Domenico Falco, Presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania: “In un paese libero le diversità sono motivo di crescita e confronto, i giovani non devono temere nessuna forma coercitiva che condizioni la loro crescita. Oltre alle famiglie e agli insegnanti i ragazzi devono affidarsi alle Istituzioni per difendere la loro libertà. Bullismo e cyberbullismo devono essere estirpati dalle nostre scuole, palestre di vita per uomini e donne di domani”.
Anche Ivana Nasti, Direttore Servizio Ispettivo dell’Agcom crede nell’importanza di “agire con un’attività di prevenzione e conoscenza, da parte dei ragazzi e delle loro famiglie, sui rischi che bullismo e cyberbullismo portano con sè. Serve un lavoro di squadra, necessario per instillare nei giovani comportamenti corretti per un utilizzo costruttivo della rete”.
“L’impegno del Rotary è di affiancare il Corecom, l’Agcom e le scuole nel difficile compito di contrastare il bullismo e il cyberbullismo – ha evidenziato Nicola Pasquino, Presidente del Rotary Napoli Angioino che non ha fatto mancare ai ragazzi durante il webinar il suo contributo – i nostri soci intendono mettere la loro professionalità a servizio di questa battaglia”.
Per indebolire bullismo e cyberbullismo occorre “Lavorare sul bullo, sulla vittima e sulla classe”, ha sottolineato Giovanna D’Apolito, psicologa e psicoterapeuta rivolgendosi ai ragazzi. “E’ importantissimo modificare i comportamenti dei compagni che restano in silenzio – ha aggiunto -, per aumentare la rete di protezione intorno a chi ha subito atti di bullismo”.
Si rivolge alle vittime e ai bulli con un’esortazione Valentina Varano, avvocato penalista: “Se sei vittima di cyberbullismo non sei solo. Denuncia, i tuoi aguzzini che saranno puniti. Se sei autore di atti di cyberbullismo sappi che la Polizia postale ti segue, trova tutto quello che hai scritto e sarai sottoposto ad un procedimento penale dinanzi al Tribunale per i minorenni”.
Il video.
Sant’Anastasia, due camper di controlli. La commissaria: dati incoraggianti, ma la ripresa sia consapevole
Camper dell’ASL in campo per visite di monitoraggio domiciliare. La cosiddetta “fase 2” dell’emergenza sanitaria a Sant’Anstasia è partita così, ieri 4 maggio, da questi dati complessivi: dall’inizio della pandemia ad oggi sono solo 14 i soggetti risultati positivi, 230 i loro contatti messi in quarantena. Tutti godono di ottime condizioni di salute.
Fatta eccezione della RSA di Madonna dell’Arco, i 14 casi acclarati sono sparsi sul territorio e sono per lo più riconducibili ai primi 4 casi di infezione, peraltro non contratta in paese, per cui si può affermare che a Sant’Anastasia il contagio è stato relativo e non si è mai verificato un vero e proprio focolaio.
Come preannunciato dall’ASL – Distretto 51 Na3Sud – al Commissario Straordinario, dott.ssa Stefania Rodà, per circa 4 ore sono stati effettuati il 4 maggio controlli specifici presso le abitazioni dei contagiati mediante due camper attrezzati e personale specializzato. Accompagnati da una pattuglia di P.M., composta da Bartolomeo Ricciardi e Bartolomeo Scialò, i medici dell’ASL hanno sottoposto a visita, anche psicologica, tutti i soggetti.
Inattesa è arrivata al Comune una nota da parte del Direttore Generale, dr. Sergio Canzanella, con la quale ha segnalato al Commissario Straordinario ed al Comandante della Polizia Locale “il comportamento esemplare, professionale, umano e di solidarietà degli agenti della polizia locale che in data 4 maggio dalle ore 10:00 alle ore 13:30 ci hanno aiutato nella viabilità e nelle rapide individuazioni degli indirizzi di pazienti del Comune di Sant’Anastasia, dove ci siamo recati a effettuare visite di monitoraggio domiciliare nell’ambito emergenza coronavirus con l’ASL Napoli 3 Sud. A questi Eroi va il mio riconoscimento per la collaborazione prestata, i quali, terminato il loro compito si sono allontanati con discrezione. Affido a voi questo messaggio di ringraziamento e di encomio nei confronti di questi agenti di polizia locale di cui non conosco i loro nominativi”.
“Sono parole che ci incoraggiano a svolgere sempre con passione e dedizione il nostro lavoro e mi compiaccio con i colleghi. Tengo a dire – afferma il Cap. Pasquale Maione, Comandante P.M. – che seppur in carenza di organico, pattugliamo il territorio e da tempo teniamo sotto controllo giornaliero tutti i soggetti che sono sottoposti a quarantena obbligatoria, per tutelare la cittadinanza”.
“Ringrazio il Direttore Generale, dr. Sergio Canzanella per i controlli effettuati con i due camper, nonché per la nota inviataci. Non ce lo aspettavamo, è stata una bella sorpresa. In questi mesi abbiamo dovuto affrontare un nemico sconosciuto e pericoloso. L’abbiamo fatto lavorando tutto il giorno, anche di sabato e domenica, producendo ordinanze ed atti studiati bene nei minimi particolari, che sono poi stati richiesti ed utilizzati anche da altri comuni. La collaborazione con l’ASL è stata costante e incisiva, per cui oggi possiamo dire che l’emergenza sanitaria della “fase 1” a Sant’Anastasia è stata relativa – dice il Commissario Stefania Rodà – nel senso che non ci sono mai stati dei veri e propri focolai nel paese. Siamo riusciti ad adottare un buon sistema di controllo, Asl, Amministrazione, P.M., Forze dell’Ordine, e ad evitare la diffusione del virus, anche grazie ai cittadini che hanno fatto bene la loro parte attuando il distanziamento sociale, uscendo muniti di mascherina e guanti, soprattutto accogliendo la disposizione di restare a casa. Se continuiamo a mantenere questo atteggiamento di rispetto reciproco, di rispetto delle norme e adottiamo uno stile di vita idoneo ad evitare il contagio fra noi e le persone riusciremo a ridurre sensibilmente, sperando di portarlo a zero, il numero dei contagi. Confido, quindi, nella costante attenzione e collaborazione da parte dell’ASL, degli uffici comunali, della P.M. e nel comportamento responsabile dei cittadini. La pandemia impone a ciascuno di noi di fare la propria parte per contribuire, tutti e insieme, alla tutela della salute pubblica”.
Pugnalate ai tempi della movida. Carabinieri arrestano due persone per tentato omicidio
All’esito di una serrata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Centro hanno notificato un’ordinanza applicativa della misura di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli nei confronti di due soggetti napoletani, rispettivamente di trenta e trentacinque anni, gravemente indiziati del reato di tentato omicidio ai danni di un ragazzo, nonché sottoposti a indagini preliminari per il reato di lesioni aggravate ai danni di un amico della vittima.
I fatti si sono verificati la sera del 25 gennaio 2020 in piazza Bellini, all’epoca gremita dalla consueta folla di giovani del sabato sera. Dalla visione delle immagini del circuito di videosorveglianza è stato possibile ricostruire nel dettaglio i momenti salienti dell’inseguimento e dell’aggressione, nonché dell’allarmante noncuranza di cui hanno dato prova gli aggressori, tornati come se niente fosse presso il locale di Piazza Bellini, dopo aver accoltellato i due ragazzi.
L’analisi dei filmati ha anche consentito di identificare due degli aggressori che avevano agito a volto scoperto.
Fondamentale è stato il contributo fornito sia dalle vittime che dai loro amici che hanno riconosciuto le foto dei due indagati, che sono sottoposti alla custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio, commesso con l’uso di coltelli e aggravato da futili motivi.
Saviano, cimitero ancora chiuso: è polemica
Nonostante la nuova ordinanza del governatore della Regione Campania, il cimitero nel comune di Saviano è ancora chiuso. Numerose le polemiche che richiedono la riapertura in base a quanto stabilito da De Luca. Situazione delicata, nuovi casi positivi al Covid-19.
Non è stata accettata da tutti la decisione che prevede la chiusura prolungata del cimitero nel comune di Saviano. In tanti si domandano come sia possibile che nonostante il via dalla Regione, le norme sottoscritte dal governatore, Vincenzo De Luca, non siano state ancora attuate nel comune che qualche settimana fa ha dato l’ultimo saluto al Sindaco, Carmine Sommese.
Le numerose polemiche sembrano scagliarsi contro il vicesindaco, Carmine Addeo, che dalla vicenda ormai nota dell’assembramento durante i funerali del primo cittadino non ha mai smesso di essere al centro dei discorsi della cittadinanza intera. Dopo la bufera della chiusura di Saviano come “zona rossa”, si aggiunge l’attuale vicenda legata al cimitero. In merito a questa spinosa questione si è pronunciato Giuseppe Allocca, già candidato sindaco del comune, che in una lettera a Carmine Addeo ne richiede la riapertura.
«Al Signor Carmine Addeo, sindaco di Saviano, che dopo la quarantena obbligatoria riprende le sue funzioni nel Palazzo Municipale, mi permetto di ricordargli, tra i tanti problemi, il culto (quello intimo, privato, sobrio, silenzioso, senza chiasso e droni) delle persone care defunte, negatoci ora dalla pandemia». Risuonano con forza le parole di Giuseppe Allocca che continua affermando: «In fondo gli amministratori di Saviano, molto presenti il 2 novembre, professando prima del culto religioso quello edonistico di se stessi, ignorano tra l’altro lo stato di precarietà manutentiva delle nostre chiese locali, soprattutto di quelle cimiteriali».
Intanto dal C.O.C., il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, sono stati diffusi i nuovi dati aggiornati al giorno 5 maggio alle ore 19:30, segnalando l’aumento a 10 casi ancora positivi al Covid-19, con una sola persona guarita e, purtroppo, due decedute.
Il vicesindaco, in merito a questi dati dichiara in una nota: «Trattasi di soggetti che già erano stati precedentemente posti in quarantena, perché appartenenti a gruppi familiari che avevano avuto contatti con un soggetto risultato positivo. Chiaramente con ordinanza emessa in data odierna, abbiamo provveduto, come per legge, a prorogare la quarantena degli stessi». In virtù di ciò si spiega la chiusura prolungata del cimitero sul territorio savianese per arginare ogni possibile sviluppo di nuovi focolai. «A causa di quanto sopra descritto, i cimiteri resteranno ancora chiusi e saranno, con immediatezza, aperti appena le condizioni sanitarie lo consentiranno» chiude il vicesindaco.
(fonte foto: rete internet)
Incendio Adler di Ottaviano, Arpac sul posto
Riceviamo e pubblichiamo
Arpac è immediatamente intervenuta, di concerto con i Vigili del Fuoco e le altre forze impegnate sul campo, per intraprendere i primi interventi utili per valutare gli effetti ambientali dell’incendio divampato oggi pomeriggio nello stabilimento Adler di Ottaviano (Napoli). Al momento sono presenti sul posto tecnici del Dipartimento provinciale di Napoli.
Non appena sarà possibile, in base alle condizioni di sicurezza, l’Agenzia inizierà il monitoraggio delle matrici ambientali interessate dall’evento, a cominciare dal monitoraggio della qualità dell’aria.
I risultati delle indagini ambientali svolte dall’Agenzia saranno comunicati alle autorità competenti e diffusi attraverso il sito istituzionale dell’Ente.
Ottaviano, esplosione alla Adler Plastic, un morto e due feriti
I vigili del fuoco sono ancora al lavoro.La Adler, dell’imprenditore Paolo Scudieri è un Gruppo internazionale, con sede a Ottaviano, è il primo produttore italiano di sistemi per il comfort acustico e termico di veicoli e di rivestimenti e pannelli per le portiere e tappeti interni. Il gruppo conta oggi 58 stabilimenti in 19 Paesi, 7 siti di ricerca e Sviluppo per un fatturato annuo di 1 miliardo di euro.
(foto di Luigi Enrico Improta, video di Luigi Merone)
Ottaviano, esplosione alla Adler: sul posto vigili del fuoco e ambulanze, ci sono feriti
Un enorme boato e poi una altissima colonna di fumo nero visibile per molti e molti chilometri anche dai territori limitrofi. La Adler plastic dell’imprenditore Paolo Scudieri è stata scenario di un incidente circa un’ora fa.
Una deflagrazione enorme che si è avvertita in una vasta area. Sul posto ci sono numerose squadre di vigili del fuoco e diverse ambulanze. Nell’esplosione sarebbero rimaste ferite almeno tre persone, una delle quali trasportata d’urgenza al Cardarelli. Ma il bilancio potrebbe essere destinato a salire.
