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Il nuovo libro dell’ing. Giovanni Colafemmina dedicato ai Pappalardo di San Gennarello di Ottajano

Dalla lettura si apprende subito come si siano conosciuti Felice Vito Sante Casucci e Lucia Amelia Pappalardo (1886 -1964), dove vissero, quanti figli ebbero e chi sono stati i loro discendenti. Il ricordo, dapprima, di Alfonso Vincenzo Luigi Pappalardo (1852 – 1929), il padre di Lucia, rimasto orfano di entrambi i genitori a soli 21 anni, consigliere comunale di Ottajano e sindaco, sposato a Somma Vesuviana nel 1873 con Giulia Felicia Angrisani, nata nel 1851 in strada Castello dal fabbricatore Vincenzo e da Maria Di Mauro. La coppia ebbe dieci figli: un figlio, Raffaele Pappalardo (1890 – 1915), morì eroicamente sul Monte Merzli, in Slovenia, durante la Grande Guerra a soli venticinque anni, poco dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza alla regia Università di Napoli. Al sottotenente non solo fu assegnata la Medaglia d’oro al valor militare, ma gli fu dedicata la strada principale che da San Gennarello di Ottaviano porta a San Giuseppe Vesuviano ed un’aula del Regio Ginnasio Armando Diaz di Ottaviano. Due targhe commemorative, inoltre, lo ricordano alle future generazioni, insieme ad altri ex allievi caduti eroicamente per la patria, sia al Regio Ginnasio Armando Diaz di Ottaviano che al Liceo classico Cagnazzi di Altamura. Lucia Pappalardo dopo la tremenda eruzione del Vesuvio del 1906, che distrusse la distilleria paterna e gran parte di Ottaviano, si trasferì con la madre Giulia Angrisani dal fratello Ferdinando Maria Pappalardo che ad Altamura aveva avviato una distilleria per la lavorazione della vinaccia e la produzione di alcool. Ferdinando, da persona industriosa e laboriosa, avviò, inoltre, l’attività di trebbiatura ed un frantoio. Sposatisi, ebbe sei figli che si affermarono nella vita lavorativa e nel sociale: uno di questi si trasferì ad Acquaviva delle Fonti.

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Padre maneggia pistola e centra in pieno la figlia di 7 anni
Napoli, maneggia pistola in casa e ferisce figlia di sette anni, denunciato 46enne ritenuto vicino ai clan. Borrelli (AVS): “Genitori che distruggono futuro dei figli”
Una bambina di soli sette anni è finita all’ospedale Villa Betania con un proiettile conficcato nella spalla. In un primo momento la madre ha raccontato che la bimba è stata colpita da una pallottola vagante mentre giocava in strada, a San Giovanni a Teduccio, con altri bambini. Quando la polizia ha effettuato i rilievi nell’abitazione della famiglia subito ha notato un segno nella parete riconducibile a un proiettile. Allora la madre ha cambiato versione e ha ammesso che il padre della bambina stava maneggiando una pistola in casa quando è partito il colpo. Il 46 enne è stato denunciato per lesioni colpose e detenzione abusiva di arma da fuoco, aggravato dal metodo mafioso.
“Troppo spesso accade che genitori inadeguati e pessimi distruggono il futuro dei propri figli. Una bambina di sette anni non può avere colpe. Solo un miracolo le ha evitato la morte, non possiamo permettere che accada di nuovo”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra.

