Omicidio di Mariglianella: la vittima conosceva il suo assassino. Perquisizioni nella 219 di Brusciano.

Investigatori  al lavoro per fare terra bruciata attorno al sicario di Giovanni Panico.      Probabilmente si sono già dileguate le persone che facevano parte del giro stretto di amicizie e di contatti in cui gravitava Giovanni Panico, il 33enne ucciso ieri pomeriggio, alle tre, sul marciapiede davanti alla casa in cui abitava con la sua famiglia, moglie e due figliolette. Intanto le forze dell’ordine stanno perquisendo le abitazioni dei sospettati, in particolare nel rione della ricostruzione di Brusciano, distante solo un paio di chilometri dall’abitazione davanti alla quale è stato ucciso Panico, cioè in via Leonardo da Vinci, a Mariglianella. Ormai quel che appare certo è che la vittima conoscesse il suo assassino. La pista su cui battono gli inquirenti è lo spaccio di droga.  Il killer, che sarebbe giunto da solo sul luogo dell’esecuzione, ha sparato con una pistola calibro 7 e 65: tre colpi al torace, uno alla gola e  uno in faccia. Le indagini  sono concentrate su Brusciano e Marigliano, dove ci sono due  enormi insediamenti popolari della ricostruzione post terremoto. E c’è già chi si sarebbe reso irreperibile alle forze dell’ordine. Di Panico si sa che aveva precedenti per furto, ricettazione e truffa e una condanna a un anno agli arresti domiciliari, terminata nel giugno scorso. Sono stati verificati rapporti tra la vittima e pregiudicati di  Brusciano e di Marigliano legati in vario modo a clan della camorra della periferia orientale di Napoli.

Pompei, rapina centro commerciale. In 4 finiscono in manette

Gli involucri e i materiali di protezione dei telefoni rubati, venivano nascosti all’interno di lavatrici in esposizione. La refurtiva è stata sequestrata e restituita agli aventi diritto. Avevano escogitato un metodo per passare indenni tra i rilevatori dell’antitaccheggio: all’interno del punto vendita “preso di mira” spacchettavano e privavano del sistema antitaccheggio i materiali di interesse (per lo più telefonini di ultima generazione) facendo sparire involucri e sistemi di protezione infilandoli nelle lavatrici in esposizione e poi passavano dalle casse tenendo in tasca dei telefonini ormai “disarmati”. Ma l’escamotage ha avuto vita breve e i carabinieri della stazione di Pompei hanno tratto in arresto per tentato furto aggravato 4 persone, tutti di nazionalità straniera,  tra i 23 e i 37 anni. I militari dell’arma sono intervenuti nel punto vendita media world all’interno del centro commerciale “La Cartiera”, in seguito alla segnalazione di un addetto alla sicurezza, accertando che i predetti avevano, appunto, rimosso i dispositivi antitaccheggio e gli imballaggi di alcuni telefonini buttandoli nei cestelli delle lavatrici in esposizione. Il materiale è stato rinvenuto e restituito all’avente diritto. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.

Censimento alberi monumentali, Legambiente Nola segnala 210 alberi al comune di Nola e alla Regione Campania

“Ci auguriamo che in questo modo il Sindaco Biancardi e l’amministrazione comunale si rendano conto che il benessere dei cittadini passa anche attraverso la tutela dei nostri alberi monumentali, beni comuni secolari della nostra città”, dichiarano i rappresentanti di  Legambiente Nola.   Il censimento degli alberi monumentali, ai sensi della Legge n. 10 del 14 Gennaio 2013, è obbligatorio e andava ultimato entro il 31 luglio scorso. Nonostante le ripetute sollecitazioni, l’amministrazione comunale di Nola non se n’è occupata e le schede sono state elaborate dal Circolo “La Cicala” di Legambiente, con la collaborazione del “Forum Ambiente Area Nolana”. Oltre ai 29 alberi della Villa comunale di Nola, già segnalati lo scorso maggio, sono state consegnate al Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Campania ed al Comune di Nola le schede complete per ulteriori 181 alberi monumentali ubicati in vari punti della città. Complessivamente sono stati delineati 210 alberi monumentali da tutelare. Nei prossimi mesi queste proposte verranno esaminate da una commissione regionale che provvederà ad istituire, entro l’anno,  un albo regionale degli alberi monumentali. Ci auguriamo che in questo modo il Sindaco Biancardi e l’amministrazione comunale si rendano conto che il benessere dei cittadini passa anche attraverso la tutela dei nostri alberi monumentali, beni comuni secolari della nostra città. Dobbiamo, però, constatare che finora questa amministrazione ha dimostrato solo incapacità nel garantire una minima manutenzione ordinaria, cura e messa in sicurezza degli alberi e si è contraddistinta nel “furore distruttivo” del verde pubblico. Non ha mai mostrato di pensare agli alberi come elementi viventi fondamentali per preservare la salubrità del territorio e, quindi, la salute dei cittadini, difendendone la biodiversità ed il valore botanico. La vergognosa vicenda della “Villa Comunale” ne è l’espressione più evidente. La città ha dovuto subire l’onta del sequestro giudiziario degli alberi e l’apertura di un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Nola per tutelare il verde della nostra villa comunale. Inoltre, piccoli episodi si susseguono quotidianamente, come a piazza Sant’Antonio Abate, dove in questi giorni sono stati tagliati altri alberelli. Da circa un anno Legambiente e le associazioni cittadine riunite nel Forum Ambiente Area Nolana chiedono il censimento generale degli alberi ed arbusti verdi, la stipula di un “Regolamento del Verde” e la redazione di un “Piano Regolatore del Verde Cittadino” senza avere alcuna risposta dal Sindaco Geremia Biancardi, dall’Assessore all’Ambiente Luciano Parisi e dal Presidente della Commissione consiliare preposta. Ad oggi manca ancora una reale, trasparente e razionale programmazione e pianificazione degli interventi. Intanto, ogni anno, per la “cosiddetta tutela e manutenzione del verde” il Comune di Nola spende centinaia di migliaia di euro, per lo più con affidamenti diretti di somma urgenza.    

Diana Winter in concerto in provincia di Salerno

Diana Winter si esibirà questa sera al Mirage By News James Joyce in provincia di Salerno (Località San Marzano – San Pietro al Tanagro – ss 426 km 10 –ore 22-00).   Lunedì 13 luglio è stato pubblicato il suo ultimo video dal singolo “A Better Me” che, in versione unplugged, in esclusiva su Fanpage ha anticipato il nuovo disco dell’artista, in uscita il prossimo autunno. Un brano autobiografico che parla di rinascita,dove il racconto si incentra sul percorso psicologico per riappropriarsi della propria identità, un riferimento all’esperienza diretta maturata durante la partecipazione ad un talent televisivo nel corso del 2013 (tra ottimi riscontri di pubblico e critica, e la volontà di poter esprimersi esprimere liberamente attraverso la musica). Un brano che afferma quanto sia rischioso lasciare che il proprio pensiero e le proprie azioni siano influenzate dagli altri prima che da noi stessi, che sottolinea il valore dell’autonomia e la forza che serve a difenderla. Un video che senza riserve propone una versione live intima e diretta, “nuda”,fedele all’essenza della musica e delle parole, la potenza e la sincerità espressiva che solo un’esecuzione unplugged può raccontare. Due chitarre e una voce per esprimere la voglia di riscatto e dell’affermazione della propria identità.

Fondi europei, ultimatum della Regione al comune di Acerra

Se entro domani il comune non adotterà provvedimenti concreti sarà revocato il finanziamento per l’area produttiva. Sono passati più di vent’anni da quando il comune di Acerra diede il via al primo bando di gara per l’area di insediamento produttivo, la cosiddetta area Pip, in località Marchesa, alle spalle dell’Ipercoop. Poi, oltre dieci anni fa, l’asfaltazione, i pali della luce, le prime infrastrutture. Sembrava fatta. E invece no. L’area Pip è rimasta un sogno irraggiungibile, stretta nella morsa delle erbacce e dei rifiuti, rimasta deserta di fabbriche e attività commerciali. Intanto la Regione Campania il 9 luglio ha inviato un ultimatum al comune: se entro l’8 di agosto, quest’8 di agosto,  l’ente non farà nulla per rendere fruibile l’area saranno revocati i finanziamenti per l’ampliamento della stessa. Gli ispettori della Regione hanno verificato che tutta la zona è inaccessibile e in uno stato di degrado inaccettabile. Da qui la decisione di spedire l’avviso alla municipalità. E così ieri ad Acerra il sindaco Lettieri ha riunito d’urgenza il consiglio comunale per approvare un documento forse in grado di bloccare la revoca da parte di palazzo Santa Lucia. Ma è mancato il numero legale e l’assemblea cittadina è saltata. Lettieri intanto ci riprova. Domani un’altra convocazione. Sarà la volta buona ?  

Sant’Anastasia, il bilancio: intervista ad Armando Di Perna

A giunta azzerata dal sindaco Abete subito dopo l’approvazione del documento finanziario in consiglio comunale, l’assessore uscente parla delle agevolazioni per le famiglie rispetto al 2014 e di molto altro.   Entro metà mese si saprà se la delega al bilancio sarà ancora sua, come lo è stata con i due sindaci precedenti, Carmine Pone e Carmine Esposito. Intanto però, sia pur con i voti contrari delle opposizioni, il «suo» bilancio è passato. Di contorno, critiche, dubbi e un manifesto – a firma di una sigla finora inedita in città « I Popolari di Italia Domani»  – che ne invoca le dimissioni proponendo ironicamente di candidarlo per il Nobel all’Economia. Chiunque siano i suddetti popolari, la tempistica non è di quelle che si definirebbero politically correct.  Ma, tant’è, abbiamo provato a farci spiegare dallo stesso Di Perna cosa cambierà per i cittadini con il varo di quest’ultimo bilancio di previsione. Armando, cosa pensi di chi ti consiglia le dimissioni? Pur se al momento non servono, è chiaro. «Non penso ma replico con fatti concreti, mettendoci come sempre la faccia, a chi prova a celare ignoranza, fallimenti politici e personali con attacchi beceri, un logo finto e numeri da assemblea di condominio». E questi fatti concreti quali sono? «La concretezza significa stare dalla parte dei cittadini, non perdere tempo a sputare veleno. Parliamo della Tasi: noi abbiamo ridotto l’imposta sulla prima casa per proprietari di immobili con rendita inferiore a 250 euro e azzerato la tassa per gli inquilini. Quanto all’Irpef, sono esonerati tutti i redditi inferiori ai 15mila euro annui e molte novità ci sono sulla Tari, la tassa sui rifiuti: rispetto al 2014 le famiglie risparmieranno fino a 50 euro, ci sarà il rimborso della prima rata per i redditi più bassi, l’esenzione totale per chi ha una pensione minima e, novità assoluta per Sant’Anastasia e cosa che di sicuro ci copieranno in altri comuni, è l’esonero totale della tassa per chi adotta un cane. Inoltre, non dimentichiamo l’azione di lotta all’evasione fiscale attraverso la quale si conta di recuperare ben 200mila euro solo quest’anno». Soddisfatto o si poteva fare di più? «Visto quel che sta mettendo in campo il Governo di Matteo Renzi abbiamo fatto il possibile, rispondendo con una manovra fiscale volta ad aiutare le famiglie in difficoltà. Abbiamo voluto proteggere i cittadini anastasiani non soltanto dalla scarsa responsabilità di chi ci governa a Roma – con tagli che sfiorano l’80 per cento di risorse in meno rispetto agli ultimi anni – ma dalle scelleratezze delle passate amministrazioni di centro sinistra: i danni dell’Amav, la sentenza sul mercato ortofrutticolo, la vertenza Vigili Urbani. Si può sempre fare di più ma sono soddisfatto». Ma nonostante le agevolazioni di cui parli, non ti pare che si stia esagerando con le tasse locali? «Il livello di tassazione locale aumenta in maniera spropositata, basta leggere le maggiori testate nazionali di quotidiani o le note Ifel (istituto per la Finanza e l’economia locale) per rendersi conto delle problematiche che hanno oggi gli enti locali e i comuni in particolare. Nonostante ciò, a discapito delle difficoltà oggettive e soggettive, noi abbiamo scelto una politica fiscale che presenta novità interessanti per le famiglie anastasiane che oggi vivono una situazione di disagio». Di quanto si sono ridotte le entrate rispetto allo scorso anno? «Abbastanza, soprattutto cambia la fonte di finanziamento, quella da cui il Comune attinge le risorse: c’è una riduzione di ulteriori 250mila euro del fondo sperimentale di riequilibrio che si va ad aggiungere ai circa 2 milioni di euro già tagliati negli ultimi cinque anni. Ho già detto che abbiamo eliminato la Tasi per gli inquilini, che abbiamo fissato al 2, 7 per mille l’aliquota per tutti i possessori di immobili con detrazione di 50 euro, che chi percepisce un reddito fino a 15mila euro è esentato dall’addizionale Irpef per cui è stata fissata un’aliquota unica allo 0, 7 per cento. L’aliquota Imu è invariata, con la differenza che il carico fiscale per le seconde abitazioni è a esclusivo carico dei proprietari. La Tari è stata rimodulata con risparmi fino a 48 euro per nuclei composti da uno o due componenti e per le attività commerciali che producono umido c’è un risparmio fino al 18 per cento. Per le attività di recupero dell’evasione, sono stati stanziati 200mila euro come tassa sui rifiuti e 250 mila euro per gli accertamenti sulle tasse per gli immobili relativi agli anni pregressi». Se non erro questo bilancio, dopo la tua illustrazione in assise, è stato definito «senza fantasia, senza coraggio». «Fantasia? Ma se la spesa degli Enti locali risulta ogni anno sempre più ingessata e Sant’Anastasia non fa purtroppo eccezione.  Il 95% degli impegni sulla parte corrente è riconducibile a contratti pluriennali che limitano la possibilità di manovra, riducendo drasticamente la incidenza dell’azione politica. ,La distinzione tra spesa corrente e spesa d’investimento acquista in una situazione del genere, se possibile, una valenza ancora maggiore. La misura della bontà dell’amministrazione diventa, secondo il mio modesto parere, la capacità di liberare la ‘spesa corrente’ ripetitiva e trasferirla verso la spesa d’investimento. Ben vengano allora i tagli ai contratti, agli sprechi nella gestione delle utenze, ai fitti passivi, a tutto ciò che non genera un valore aggiunto per i cittadini. La dismissione del contratto con i padri domenicani per il fitto della scuola in via Padre Raimondo Sorrentino è sicuramente un esempio calzante che ci offre la possibilità di risparmiare 60mila euro annui sulla spesa corrente. In questa ottica, diventa strategico l’intervento di riduzione dei contratti nella misura del cinque per cento». Hai parlato delle vertenze, delle sentenze, dell’Amav e del mercato ortofrutticolo. Come incide tutto ciò sul bilancio? «Sono questioni “storiche” che incidono negativamente, totalmente o quota parte sull’esercizio finanziario. Tre su tutte: l’Amav, che ha operato dal 2000 fino all’ultimo bilancio depositato nel 2009, che inciderà per circa 250mila euro, la sentenza Costa Maddaloni, che riguarda una controversia iniziata trenta anni fa, che inciderà per 150mila euro, e infine c’è la sentenza che ha visto soccombere l’Ente contro i propri dipendenti del corpo di polizia municipale per circa 400mila euro. Anche in questo caso i fatti risalgono al quinquennio 2005/2010, ma l’incidenza potrebbe essere anche tutta su questo solo 2015, poiché è di qualche giorno fa la notizia che i convenuti hanno presentato pignoramento presso il nostro tesoriere. Supereremmo in questo modo il milione di euro di incidenza di eventi straordinari su un unico esercizio finanziario, mettendo a serio rischio gli equilibri di Bilancio, la tenuta della liquidità, e soprattutto il rispetto del patto di stabilità». La fetta più grossa del Bilancio dove va, come la si investe? «La spesa del personale costituisce sicuramente la fetta più grossa, superiore a 4 milioni di euro tra stipendio base e accessorio. Su questo c’è poco da diventare fantasiosi.  Ci sarebbero da fare una serie di considerazioni anche politiche, su questo settore in continua evoluzione, quest’anno rivoluzionato in negativo da una serie di provvedimenti restrittivi, tra cui il decreto legge che obbliga l’assunzione solamente per mobilità dalle Province. Non sarebbe così grave il provvedimento di per sé, se non avesse vietato alcun altro tipo di assunzione, perfino a termine, prima ancora che il decreto sia reso efficace, prima cioè che gli enti possano realmente recepire il personale in esubero. Esempio lampante è il caso dei vigili stagionali, rimedio dei comuni alla cronica carenza di personale da dedicare alla viabilità. Ebbene, ad oggi, sembra non si possano assumere più stagionali, ma non si può ancora assumere dalle Province. Un paradosso tutto italiano che crea disagio ai cittadini, ai dipendenti, e immobilizza i servizi». Però assumerete comunque cinque persone. «Sì, è vero. Del resto queste limitazioni a volte non sono chiare nemmeno agli addetti ai lavori. Assumeremo cinque unità a tempo indeterminato, due vigili urbani e tre istruttori direttivi per l’area tecnica e amministrativa. Grazie a questi interventi di immissione di personale, contiamo di mantenere il livello di spesa del personale a 3,3 milioni di euro, in una misura inferiore al 50 per cento della spesa corrente, ma senza arretrare rispetto agli anni precedenti, essendo il nostro comune già fortemente sottodimensionato». Molte risorse vanno nella manutenzione di immobili e strade, no? «Esatto, soltanto per mantenere lo status quo. Circa 400mila euro per la manutenzione di immobili, tra scuole e uffici comunali e strade. Un milione  e mezzo di euro impiegato per riqualificare strade, piazze e aree anche periferiche del paese: tra queste, il rifacimento di via Marconi, via Porzio e Lagno Maddalena, l’incrocio da espropriare tra Corso Umberto I e via D’Auria e l’area del Poggio Verde, già in fase di riqualificazione. Infine, i progetti di ampio respiro: la piscina comunale in project financing, il cui bando è finalmente pubblicato e scadrà a fine agosto, i grandi progetti di ingresso al paese. Gli ingressi del paese prevedono sull’asse Somma/Pollena l’allargamento di via Marra Marciano e il completamento dell’allargamento di Via Verdi per un totale di 1,6 milioni di euro. L’approvazione in questa settimana di un PUA che insiste nella area a ridosso di Via Fusco, unito a quello di riqualificazione della area ex FAG, speriamo possa dare slancio al progetto di creazione dell’arteria indispensabile a collegare via Emilio Merone con via Romani. E ancora, la riqualificazione stradale del quartiere Starza/Ponte di Ferro che inizierà a breve da via Eduardo De Filippo.  Da qui partirà infine anche il grande progetto di dotazione al 100 per cento del territorio comunale dell’impianto di pubblica illuminazione». Solo la metà di quanto hai elencato sarebbe già un bel passo avanti. «L’intento è continuare a disegnare un paese vivibile e accogliente ma ci sono difficoltà oggettive che richiedono uno sforzo maggiore e più importante da parte della macchina comunale che questa programmazione è chiamata a rispettarla, nell’interesse  della comunità». Vuoi commentare l’azzeramento della giunta? «È nelle prerogative del Sindaco, mi sono permesso di criticare il tempismo, che potrebbe generare equivoci. Mi ha rassicurato che il Bilancio abbia soddisfatto le sue aspettative, ma avevo comunque la coscienza a posto, e ho spiegato ampiamente perché».        

Lo splendore del Mediterraneo delle vacanze in un quadro colmo d’amore di H. C. Manguin

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Il Mediterraneo delle stragi di migranti, il Mediterraneo dei sogni e dei colori che illuminano le vacanze: è il mistero perenne di un mare che ha scritto tutte le storie.  Diceva Ferdinand Braudel che il Mediterraneo ha scritto tutte le storie degli uomini, e che sarà per sempre il mare di Ulisse e degli Argonauti. Anche stamattina, il Mediterraneo è il protagonista dei quotidiani: in una pagina c’è il Mediterraneo del Canale di Suez, ampliato e rinnovato, nella speranza che sia una strada di confronto pacifico e non un varco per gli estremisti, nella pagina accanto c’è, anche oggi, il Mediterraneo dei barconi che affondano, dei migranti che annegano a centinaia: un mare di morti. E in coda, nelle pagine della pubblicità di stagione, c’è il Mediterraneo dei turisti: spiagge, isole, porticcioli, vele, navi alte come montagne. Il Mediterraneo ci fornisce a buon mercato tutto ciò di cui abbiamo bisogno: luce, riposo, sensazioni tattili di libertà, le immagini del bello, l’idea che da quella metafora azzurra e dorata che è il Mare Nostro vengano ancora a illuminarci il piacere del sogno e i brividi delle illusioni. E poi ci sono le cartoline “marine” degli “amici” di “fb” che inondano indirizzi e bacheche, e alimentano il nervosismo di chi a mare non è andato ancora. Uno dei quadri più belli dedicati al Mediterraneo dell’estate è “ La siesta” che H.C. Manguin dipinge nel 1905. Il pittore passa le vacanze a Saint- Tropez e risiede nella Villa Dèmiere, il cui giardino si apre sul Mediterraneo. Nel quadro il pittore rappresenta la moglie Jeanne stesa a riposarsi, in totale libertà, su una sdraio, sotto l’arco formato da due alberi: dietro di lei si slarga, di forma in forma, un rigoglioso intreccio di vegetali: oltre, c’è il mare, come in un lampo, come per una mistica presenza, e tutt’intorno, a chiudere la scena, le montagne. Jeanne è delicatamente stretta dal luminoso abbraccio della Natura, che protegge il suo corpo e gli dà forma attraverso il gioco delle ombre azzurre, dipinte dall’artista con tocchi di straordinaria delicatezza, quasi che egli sentisse realmente, sotto il pennello, le carni della donna e la trama del tessuto. L’arco formato dagli alberi consente una doppia lettura dell’opera, e credo che questo aspetto strutturale sia la ragione del suo fascino. Se leggo a partire dal primo piano, la prima nota su cui si posano i miei occhi è l’arancione squillante del panno appeso alla sdraio. Subito dopo è tutta una sequenza di colori smorzati, fino agli azzurri e ai viola striati di celeste del tratto di mare. La “siesta” risulta così il trasognato procedere dai ritmi della vita quotidiana, dal groviglio dei problemi – i viluppi dei rami –, dall’ indistinta banalità in cui si impaluda la nostra esistenza verso quell’esperienza di straniamento che tocca anche gli spiriti più aridi, i bagnanti più distratti – anche i bagnanti incollati a tablet e a smartphone- nel momento in cui dalla spiaggia osservano il mare e incominciano a sentire, come per un incantesimo, impreviste corrispondenze tra la musica interiore e l’orchestra delle onde. Il mare lontano, circondato misteriosamente dalle montagne, è il sogno che illumina la siesta di Jeanne. E poi c’è il cammino a ritroso, dal mare luminoso e calmo ai rami che si intrecciano nel piano intermedio e in primo piano, e che ora ci sembrano presenze grevi, insidiose torsioni di toni bruni e di colori di terra. Ma infine si torna al panno arancione, e l’arancione è il colore della vita: ora ci accorgiamo che tocchi arancione brillano anche su rami degli alberi e tra le zolle, e note di rosso smorzato ravvivano il pallido verde del giardino. Dopo la “siesta” c’è il ritorno alla vita reale, che illuminata dai miti del mare, ci appare ora una trama interessante, che chiede di essere perfezionata e completata. Agli estremi della prospettiva Manguin ha messo il mare tranquillo e la sua donna che riposa. Come per molti artisti, anche per questo grande pittore la storia è circolare, e l’inizio coincide con la fine. Il Mediterraneo è metafora perfetta di questo schema delle umane vicende. La vita ci aspetta, dopo la “siesta”, ma forse la “siesta” ci ha permesso di trovare il sogno giusto, ci ha spinto a vedere le cose da un altro punto di vista. Jeanne volge le spalle al Mediterraneo: ed è questa un’idea pittorica geniale. Perché il Mediterraneo è una presenza “assoluta”: c’è, e il suo esserci non ha bisogno della testimonianza degli occhi.      

Attenzione alla sabbia!

Una concentrazione di batteri 10-100 volte superiore a quella presente in mare, si annida nelle spiagge. Controlli non solo per le acque ma anche per la sabbia Vacanze al mare in mete da sogno, campane o internazionali: l’importante è che l’acqua sia pulita, limpida e trasparente. Ma forse dovremmo soffermarci di più sulla pulizia delle spiagge, e non intendiamo plastica e mozziconi di sigaretta abbandonati. L’allarme arriva proprio da una delle mete da sogno: le Hawaii. Infatti un team di ricercatori dell’Università delle Hawaii ha analizzato la presenza dei batteri sulle spiagge ottenendo dei risultati non proprio rassicuranti. Secondo lo studio, pubblicato su Environmental Science and Technology, sulle spiagge abbonderebbero i batteri Clostridium perfringens ed Escherichia coli, responsabili di numerose infezioni e patologie del tratto digerente. Escherichia coli è sicuramente il più conosciuto, e indica l’avvenuta contaminazione con materia fecale, mentre Clostridium perfringens è uno dei principali responsabili dei processi di putrefazione dei cadaveri. Insomma non sono certo due piacevoli compagnie estive. E pare che sulle spiagge riescano a vivere più a lungo che in mare. Questi due agenti patogeni, in effetti, provengono dall’acqua che è stata inquinata, e trovano sulla spiaggia un posto dove accumularsi in misura da 10 a 100 volte maggiore di quanto rilevabile nello spazio di mare che la bagna. Un bel problema dunque dal punto di vista della sanità pubblica, poiché questi due batteri possono provocare fastidiosi problemi di salute come dolori addominali, diarrea, e rush cutanei. Per capire l’origine di queste alte concentrazioni sulla spiaggia, i ricercatori hanno raccolto campioni di sabbia e acqua nella spiaggia di Kualoa Beach, sull’isola di Oahu, a circa 45 centimetri di distanza dalla linea di alta marea. E i test effettuati in laboratorio, ricreando le condizioni naturali, hanno confermato che il decadimento delle popolazioni di batteri è molto più lento sulla sabbia che in acqua. La conclusione è doverosa: per valutare la qualità delle spiagge sotto controllo non solo il mare, ma soprattutto la sabbia. In ogni caso, il consiglio generale è quello di stendere sempre il telo da mare prima di sedersi o stendersi, evitare il contatto della sabbia con occhi e bocca, lavarsi le mani e far attenzione soprattutto con i bambini: hanno una pelle più delicata e sensibile e restano sicuramente di più a contatto con la sabbia.    

Pollena Trocchia, tariffe 2015: tagliata la tari, invariate imu e tasi

La pubblica assise ha confermato le aliquote dell’anno precedente per Imu e Tasi.   Approvate nel corso dell’ultima riunione del Consiglio comunale di Pollena Trocchia le nuove tariffe della Tari, la Tassa sui rifiuti. La Pubblica assise locale, di fatto, ha anche confermato le aliquote dell’anno precedente per Imu e Tasi. Grazie a questi provvedimenti i cittadini del comune vesuviano potranno contare per l’anno in corso su una pressione fiscale più leggera rispetto al recente passato. “Nonostante il Governo centrale continui in modo incomprensibile a ridurre i trasferimenti ai comuni, qui a Pollena Trocchia, grazie a una gestione virtuosa del bilancio, dopo aver tenuto negli anni scorsi le tasse invariate, con grande fatica quest’anno riusciamo a dare avvio a una nuova fase, finalmente di riduzione, in piena controtendenza con quanto accade intorno a noi” ha spiegato il sindaco Francesco Pinto. Le tariffe invariate di Imu e Tasi fanno in modo che la prima sia ancora al livello minimo previsto dalla legge, mentre la seconda una delle più basse tra tutti i comuni limitrofi. Per la Tari, invece, si registra quest’anno il taglio del 6-7% del costo che grava su ogni singola famiglia. “È un risultato molto importante perché premia il lavoro quotidiano dell’Amministrazione volto alla razionalizzazione e all’efficientamento dei servizi offerti dal comune, processo che ha come costante obiettivo quello di offrire alla cittadinanza servizi sempre all’altezza delle aspettative contenendo le spese” ha proseguito il Primo cittadino. “La riduzione di quest’anno è stata possibile grazie agli sforzi e alla ferma volontà dell’Amministrazione. Auspico che i risultati di questo duro lavoro non siano in futuro vanificati da ulteriori quanto inaccettabili tagli da Roma” ha concluso Pinto.