Omicidio di Mariglianella: la vittima conosceva il suo assassino. Perquisizioni nella 219 di Brusciano.

Investigatori  al lavoro per fare terra bruciata attorno al sicario di Giovanni Panico.   

 

Probabilmente si sono già dileguate le persone che facevano parte del giro stretto di amicizie e di contatti in cui gravitava Giovanni Panico, il 33enne ucciso ieri pomeriggio, alle tre, sul marciapiede davanti alla casa in cui abitava con la sua famiglia, moglie e due figliolette. Intanto le forze dell’ordine stanno perquisendo le abitazioni dei sospettati, in particolare nel rione della ricostruzione di Brusciano, distante solo un paio di chilometri dall’abitazione davanti alla quale è stato ucciso Panico, cioè in via Leonardo da Vinci, a Mariglianella. Ormai quel che appare certo è che la vittima conoscesse il suo assassino. La pista su cui battono gli inquirenti è lo spaccio di droga.  Il killer, che sarebbe giunto da solo sul luogo dell’esecuzione, ha sparato con una pistola calibro 7 e 65: tre colpi al torace, uno alla gola e  uno in faccia. Le indagini  sono concentrate su Brusciano e Marigliano, dove ci sono due  enormi insediamenti popolari della ricostruzione post terremoto. E c’è già chi si sarebbe reso irreperibile alle forze dell’ordine. Di Panico si sa che aveva precedenti per furto, ricettazione e truffa e una condanna a un anno agli arresti domiciliari, terminata nel giugno scorso. Sono stati verificati rapporti tra la vittima e pregiudicati di  Brusciano e di Marigliano legati in vario modo a clan della camorra della periferia orientale di Napoli.

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